L'Università protagonista alla celebrazione per i vent'anni della legge sulle disabilità
L'Università di Pisa, che è stata tra i primi Atenei italiani ad avere istituito l'Ufficio Servizi per l’Integrazione di studenti con Disabilità (USID), è stata protagonista alla celebrazione del ventennale della Legge 17 del 28 gennaio 1999 che si è tenuta venerdì 6 dicembre a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quella legge, stabilendo una serie di misure per facilitare la frequenza delle persone con disabilità ai corsi universitari, ha inteso garantire il diritto allo studio per tutti mediante l’accesso ai livelli più elevati di istruzione. Ha inoltre previsto l’istituzione del ruolo di delegato del rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto delle iniziative concernenti l’integrazione degli studenti con disabilità e a tale scopo ha destinato un’apposita quota del Fondo di Finanziamento Ordinario.
Grazie all’impegno dei delegati, dei docenti e del personale tecnico amministrativo, oltre che di moltissimi studenti, un numero crescente di persone con disabilità ha potuto frequentare e portare a termine gli studi universitari e inserirsi nel mondo lavorativo e professionale, contribuendo attivamente con le proprie capacità alla vita economica, sociale, culturale e politica del nostro Paese. Ogni anno, solo all’Università di Pisa, si laureano circa 25-30 studenti con disabilità nei settori più svariati e nell’anno accademico 2019/2020 sono 903 gli studenti iscritti con disabilità.
La giornata su "Università, disabilità, inclusione. Vent'anni dalla legge 17/1999: tra passato e futuro" ha inteso valorizzare l’esperienza maturata nel corso degli anni attraverso la voce dei protagonisti, promuovere il confronto fra i principali attori coinvolti, con i quali gettare le basi di un rinnovato impegno per il futuro nella prospettiva indicata dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

In apertura della mattinata Lorenzo Nizzi Vassalle, insieme a Ewelina Adamczyk dell'Università Roma Tre e a Federico Pleitavino dell'Università di Genova, ha portato la sua testimonianza (leggi il testo) di studente sordomuto dalla nascita che si è laureato in Lettere all'Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode. Luca Razzauti, ragazzo affetto dalla Sindrome dell'X Fragile che ha conseguito la laurea triennale e poi quella magistrale in Lettere (vedi il video della testimonianza), e Massimo Tenaglia, ragazzo ipovedente che si è laureato in Ingegneria elettronica (vedi il video della testimonianza), sono stati i protagonisti di due video in cui hanno raccontato il loro percorso di studi all'Università di Pisa e ricordato il supporto ricevuto dall'USID. I video sono stati realizzati dall'Ufficio comunicazione e da MediaEventi.
Sempre in mattinata il rettore Paolo Mancarella - che ha ricoperto tra 1999 e 2016 la funzione di delegato alle funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l’integrazione degli studenti portatori di handicap e che tra 2009 e 2015 è stato anche presidente della Conferenza nazionale universitaria dei delegati disabilità (CNUDD) - è intervenuto con la sua testimonianza sulle origini della CNUDD.
"Una delle caratteristiche che contraddistingue la CNUDD – ha ricordato il professor Mancarella – è che tutte le iniziative sono dettate solo dal bisogno di condividere, di costruire, di progredire assieme: nessun interesse e nessuna ambizione di carattere personale, nessuna voglia di emergere o di primeggiare, solo desiderio di dare e di ricevere, tutti alla pari, docenti delegati e personale non docente dei servizi disabilità". Il rettore ha quindi ringraziato le collaboratrici e i collaboratori dei servizi disabilità di ateneo, che svolgono un ruolo fondamentale, e "le nostre studentesse e i nostri studenti con disabilità, parte di quel 'giacimento di risorse' che ricordava il Presidente Mattarella: le loro storie rappresentano per tutti noi delle bellissime lezioni di vita, di dignità, di determinazione e ci mantengono vivi quell’entusiasmo e quella voglia di crescere e di migliorare che avevamo vent’anni fa e ci ha portati sin qui".

L'attuale delegato, il professor Luca Fanucci, ha partecipato infine al panel pomeridiano di approfondimento con una relazione dal titolo "Innovazione didattica e ICT", in cui ha presentato il cammino svolto e i traguardi raggiunti dalla CNUDD in questo ambito e soprattutto ha tracciato delle possibili traiettorie di sviluppo e di crescita complessiva per le università.
"L'idea - ha aggiunto il professor Fanucci - è quella di condividere buone prassi, idee e strumenti ICT per strutturare un ambiente di apprendimento inclusivo in cui ogni attività presentata al suo interno sia pienamente accessibile e fruibile per tutti, anche per studenti e studentesse con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e in generale con bisogni specifici".
Avviso di fabbrisogno interno (personale di categoria D) Direzione Area di Medicina – Centro di Medicina Riabilitativa Sport and Anatomy
Avviso di fabbrisogno interno (personale di categoria C) Direzione Area di Medicina – Centro di Medicina Riabilitativa Sport and Anatomy
Workshop "Design Thinking power crunch"
Mercoledì 11 dicembre alle 17:30, nell' Aula B del polo Fibonacci, Silvia Marchini, Innovation coach & service designer, tiene il workshop "Design Thinking power crunch".
Il Design Thinking è un processo di innovazione inventato a Stanford, lanciato da IDEO e che ha alimentato gran parte della cultura imprenditoriale nella Silicon Valley. Al centro vi è la nozione che per poter innovare sia necessario relazionarsi con le persone, comprendendo i bisogni reali dell’utente. Questo avviene esplorando tutto il contesto del progetto con una costante attitudine alla ricerca, lungo un percorso non lineare caratterizzato dall’incertezza e dalla libertà di sbagliare e di elaborare nuove idee.
Durante il power crunch verrà presentata la metodologia del Design Thinking sottolineando le similitudini e le differenze con altri approcci progettuali. I partecipanti potranno poi cimentarsi in una breve attività di progettazione che comprenderà ricerca, ideazione e prototipazione rudimentale, con materiali misti di recupero, di alcune soluzioni da testare.
Partecipazione gratuita previa registrazione, 20 posti disponibili.
Il workshop è organizzato dall'Associazione Krino con il contributo dell'Ateneo per le attività studentesche autogestite.
Info: https://www.facebook.com/krino.org/ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Seminario: 'Il “futuro impedito”: utopia e critica di fronte al capitalismo'
La politica pop on line
Oggi, è impossibile immaginare che un evento dell’agenda pubblica non sia accompagnato da un diluvio di meme, che rappresentano il modo in cui la politica viene vissuta quotidianamente da una molteplicità di attori. Al fenomeno due ricercatori Roberta Bracciale, del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, e Gianpietro Mazzoleni, dell’Università degli Studi di Milano, hanno dedicato un nuovissimo saggio “La politica pop on line. I meme e le sfide della comunicazione politica” (il Mulino, 2019).
Di seguito una breve presentazione dalla “diretta penna” dei due autori
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Nelle pagine di politica pop online abbiamo ragionato sull’avanzata della neo-comunicazione politica, in cui gli elementi della popolarizzazione, già presenti nei media tradizionali, vengono portati agli estremi dalla contaminazione con le logiche tipiche degli spazi digitali. Politici e partiti, media, cittadini e movimenti sociali sembrano aver trovato un punto di incontro nel bricolage cognitivo degli artefatti culturali che caratterizzano l’immaginario collettivo delle società contemporanee.
In questo modo, politainment e infotainment finiscono con il fondersi insieme in una sfera pubblica allargata, dai confini labili, imbevendosi ancora di più delle logiche dell’intrattenimento pop.
L’irriverente internet non fa sconti a nessuno in questa radicalizzazione della politica pop online: la schadenfreude (un profondo cinismo associato al potere della umiliazione pubblica intesa come forma di intrattenimento virale) connota i registri comunicativi del sarcasmo pungente for the lulz (l’atto di ridere di qualcuno a sue spese).
Il meme racconta questi processi, una forma che si replica grazie alla diffusione tra gli attori sociali e che si nutre del substrato pop della nostra vita quotidiana per creare significati collettivi e condivisi. Se tale processo di memizzazione all’apparenza può essere derubricato come una forma di volgarizzazione della politica, che in qualche modo si svuota di contenuto, in realtà è portatore – attraverso l’uso del registro umoristico – di interpretazioni ideologiche molto eterogenee nel dibattito politico. Non si tratta di un processo che avviene senza mostrare le sue ambivalenze e criticità (come il mito della partecipazione allargata e della orizzontalità della comunicazione), ma indubbiamente indica un modo nuovo di interagire tra i diversi attori sociali.
La memizzazione della politica trova così la sua cifra nell’appropriazione e nel reframing dell’agenda pubblica, attingendo a dinamiche di popolarizzazione ibride. Proprio per questi motivi, specialmente sulla scorta di esperienze di memizzazione più mature (come quelle statunitensi), il meme può essere considerato oggi il prodotto più interessante e rappresentativo della «politica pop online».
Con Malvaldi, Pedreschi e Ferrari l’avventura dell’informatica italiana a “Più Libri più Liberi”
“La grande avventura. Storia dell’informatica italiana” è il titolo dell’incontro promosso dalla Pisa University Press a “Più Libri più Liberi”, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma dal 4 all’8 dicembre al centro congressi “La Nuvola” a Roma. L’appuntamento è sabato 7 dicembre, alle ore 17.30, nella Sala Antares, con Gian Luigi Ferrari, Marco Malvaldi e Dino Pedreschi che racconteranno al pubblico la nascita a Pisa dell'informatica italiana e in particolare dell’istituzione dell’insegnamento universitario dell’informatica nel 1969. L’iniziativa si inserisce all’interno del programma di Informatica50 che l’Università di Pisa ha organizzato per celebrare il primo mezzo secolo del suo corso di laurea.
L’evento romano, che prevede anche la proiezione di filmati storici provenienti dagli archivi Rai, sarà l’occasione per presentare un’anteprima del volume in cui l’Ateneo pisano ha raccolto le testimonianze dirette dei protagonisti della nascita dell’informatica, inquadrandola in un periodo caratterizzato da sogni e sognatori, persone che capirono che quello era il momento giusto per alzare la testa e guardare lontano, al futuro.
Il professor Gian Luigi Ferrari, direttore del dipartimento di Informatica dell’Ateneo pisano, e il professor Dino Pedreschi, tra i massimi esperti in Italia di studi sui Big Data, testimonieranno come la nascita e lo sviluppo di computer e software abbiano contribuito alla crescita del nostro Paese. Parleranno di rivoluzione digitale, dei rischi ad essa connessi e delle grandi possibilità che ci offre, in una società che si rispecchia nella propria immagine digitale attraverso i dati e l'intelligenza artificiale.
Lo scrittore Marco Malvaldi darà poi un suo sguardo particolare su questa avventura, di cui ha recentemente scritto nel libro “Sarò Franco. Vita di Franco Turini, executive chef dell'Università di Pisa”, dedicato a uno dei pionieri dell’informatica italiana, a lungo docente all’Università di Pisa. In questo volume, il contributo di Franco Turini all’informatica e all’intelligenza artificiale viene indissolubilmente intrecciato alla sua passione per i fornelli, raccontando come molte delle sue intuizioni geniali lo abbiano colpito proprio mentre cucinava.
Le pubblicazioni della Pisa University Press a “Più Libri più Liberi” saranno esposte allo stand B66-B68.
COMUNICATO E INVITO STAMPA Convegno sul clima: l’Università di Pisa pianterà 600 alberi per compensare le emissioni di CO2 prodotte per realizzare l’evento
L’Università di Pisa pianterà 600 alberi per alberi per compensare le emissioni di CO2 prodotte per realizzare una giornata di studi sul cambiamento climatico che si svolgerà venerdì 6 dicembre dalle 9 alle 18 al Centro Congressi "Le Benedettine" (Piazza S. Paolo a Ripa D'Arno, 16).
Gli alberi, fra lecci e altre specie autoctone, saranno piantati al Centro di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi a San Piero a Grado e in altre aree verdi dell’Università.
“Abbiamo organizzato l’evento secondo una logica “carbon neutral” – spiega il professore Giacomo Lorenzini del Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico dell’Università di Pisa – la giornata sarà una importante opportunità di confronto per i numerosi ricercatori dell’Ateneo impegnati sul tema del cambiamento climatico a partire da diverse discipline, dalla medicina alla biologia ambientale, dalle scienze veterinarie all’economia, dalla geologia alle scienze agrarie”.
La partecipazione al convegno è libera fino a esaurimento posti. L’evento sarà inoltre trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube “MediaEventi Unipi”, all’indirizzo: https://www.youtube.com/c/mediaeventiunipi/live.
Il programma completo:
https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/4785-le-attivita-dell-universita-di-pisa-sul-tema-degli-effetti-del-cambiamento-climatico
Ad Antonio Cisternino un prestigioso riconoscimento da un’azienda della Silicon Valley
È stato assegnato ad Antonio Cisternino, ricercatore del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e presidente del Sistema informatico d’Ateneo, il SuperNova Award – sezione Tech Optimization & Modernization – promosso dalla Constellation Research, un’azienda di ricerca e consulenza tecnologica della Silicon Valley. I premi SuperNova sono destinati a coloro che, con grande lungimiranza, hanno applicato tecnologie emergenti e rivoluzionarie nelle loro organizzazioni. Cisternino è stato premiato grazie all’attività compiuta insieme alla Fondazione Imago7, il primo e unico tomografo di risonanza magnetica (RM) a 7 Tesla in Italia operativo alla Fondazione Stella Maris a Pisa, su cui è stata sperimentata l’innovativa tecnologia Intel Optane. La tecnologia è stata impiegata prima del suo rilascio pubblico nell’ambito delle attività del centro di competenze di Dell e Intel presso l’IT Center dell’Università di Pisa.
L’impiego della tecnologia Optane ha consentito di esplorare tecniche di ricostruzione di immagini di risonanza magnetica (usando la tecnica MRI fingerprinting) che permettono potenzialmente la riduzione della durata di un esame da 40 a 2 minuti grazie all’acquisizione di immagini a più bassa risoluzione che vengono poi ricostruite usando una rilevante potenza di calcolo e quantità di memoria. A causa delle alte prestazioni richieste al processore, i ricercatori hanno capito che i tradizionali hard disk (HDD) o anche i solid state drive (SSD) non erano adatti a svolgere questo compito a causa delle loro intrinseche alte latenze. Invece di usare server di memoria o cluster che sono proibitivi a causa degli alti costi della DRAM, i ricercatori hanno scelto la Intel® Optane™ SSD DC P4800X Series come opzione che ha consentito un incremento significativo della memoria per il MRI fingerprinting, aprendo nuove direzioni per studiare tecniche di analisi altrimenti impossibili.
La tecnologia Optane di Intel introduce un nuovo sistema di memorizzazione dati su tecnologia a stato solido chiamato 3D XPoint che avvicina le prestazioni dei dischi di un computer a quelle della memoria RAM consentendo di configurare server con grandi quantità di memoria che rendono quindi possibili nuovi approcci per risolvere problemi. La tecnica è ancora oggetto di ricerca e validazione presso Imago 7. Questa’attività di ricerca, condotta da Guido Buonincontri, è stata anche argomento di una trasmissione sulla tv americana lo scorso anno (Fox Business) dove è stato dato ampio spazio a questa storia con quasi 5 minuti di riprese fatte a Pisa (qui il link alla trasmissione https://youtu.be/czDiT2df8sM).
I ricercatori di Imago 7 e l’Università di Pisa stanno lavorando con GE per abilitare questa tecnologia. I bambini in cura alla Stella Maris che devono sottoporsi a una risonanza magnetica potranno adesso farla rimanendo all’interno del macchinario non più un tempo che si avvicina a un’ora, ma solamente pochi minuti.
