Il Circolo Culturale Filippo Mazzei premia due docenti dell’anno dell’Università di Pisa
Il Circolo culturale Filippo Mazzei ha premiato due docenti dell’anno dell’Università di Pisa. La cerimonia si è svolta il 4 luglio scorso in occasione dell’Indipendence Day, presso la Villa di Corliano. I docenti menzionati sono il professore Paolo Di Marco per l’insegnamento di Fisica tecnica presso la Scuola di Ingegneria e la professoressa Chiara Migone per l’insegnamento di Controllo di qualità della formulazione e gestione della produzione industriale presso il Dipartimento di Farmacia.
Da sinistra, Marco Macchia, Chiara Migone e Paolo Di Marco
“Ringrazio il Presidente Massimo Balzi del Circolo Mazzei – ha detto il professore Giovanni Paoletti prorettore per la Didattica dell’Università di Pisa – la scelta di dare questa menzione a due dei docenti dell’anno 2022/23, scelti in rappresentanza di tutti per età ed esperienza, è un riconoscimento che va a tutta la didattica dell’Ateneo”.
“Negli anni scorsi il Circolo Mazzei ha premiato la nostra università attraverso alte rappresentanze del mondo della ricerca e dell’innovazione oltreché giovani startupper; importante e densa di significato è stata anche la scelta di quest’anno del Circolo Mazzei di premiare la qualità ed il valore della didattica a testimonianza del suo ruolo imprescindibile per trasmettere e favorire la cultura, la conoscenza e le competenze alle nostre studentesse ed ai nostri studenti”, ha detto il professore Marco Macchia, delegato del Rettore per i Rapporti con il Territorio dell’Ateneo pisano.
La nomina dei docenti dell’anno all’Università di Pisa si è svolta per la prima volta il 19 dicembre 2023. I designati sono stati in tutto 39 e la loro scelta si è basata fondamentalmente sui questionari di valutazione degli studenti, anche se ogni dipartimento che ha partecipato all’iniziativa ha profilato i criteri anche con altri indicatori, come ad esempio la realizzazione di progetti speciali o il numero di tesi seguite.
Un momento della cerimonia
Il circolo Filippo Mazzei, così chiamato in onore al medico e diplomatico italoamericano, opera per valorizzare le discipline a cui il Mazzei si dedicò in vita, dunque politica, quella estera in particolare, giornalismo, agricoltura, economia e medicina. In un quadro di amicizia e scambio tra i popoli, in particolare con gli Usa, il circolo organizza eventi, raccolte di fondi e iniziative di volontariato a tutela del nostro patrimonio culturale e dell’italian food.
Scoperta in Italia la più antica testimonianza dell’uso del “rosso cinabro”
All’inizio del VI millennio a.C. le popolazioni neolitiche italiane avevano già sviluppato tecniche avanzate per estrarre, lavorare e utilizzare il cinabro. È questa l’importante scoperta fatta da un gruppo di ricerca italo-spagnolo che vede assieme Università di Pisa, Museo delle Civiltà di Roma, la sede pisana ICCOM del CNR e il Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Barcellona. Il ritrovamento delle tracce che testimoniano l’uso precoce del cinabro è stato fatto nel sito archeologico de La Marmotta, situato sulle rive del Lago di Bracciano nel Lazio. Il ritrovamento, spiegano i ricercatori, impone una revisione delle conoscenze attuali riguardanti la diffusione e l'uso dei pigmenti minerali nel Neolitico europeo.
Noto per la sua straordinaria conservazione di materiali organici e manufatti, che offrono una finestra unica sulla vita quotidiana delle popolazioni neolitiche, il sito archeologico de La Marmotta non smette di sorprendere. Grazie alla collaborazione e disponibilità del Museo delle Civiltà di Roma, esaminando una serie di reperti archeologici con tecniche avanzate di analisi chimica e mineralogica, i ricercatori italo-spagnoli hanno individuato la presenza di cinabro in vari manufatti del sito. Un ritrovamento che suggerisce un utilizzo di questo particolare minerale come pigmento. Lo studio dei depositi di cinabro presenti nella penisola suggerisce che questa sostanza venisse estratta da depositi situati a notevoli distanze da La Marmotta, indicando una rete di scambi e commerci ben sviluppata, in cui materie prime, idee e tradizioni venivano condivise tra le diverse aree della penisola.
“La scoperta dell'uso del cinabro in questo contesto è particolarmente significativa perché il cinabro è un minerale tossico che richiede una gestione e un trattamento particolari – spiega la dottoressa Cristiana Petrinelli Pannocchia del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa - Questo implica, infatti, un certo grado di conoscenza e competenza tecnica da parte delle popolazioni che lo utilizzavano”.
“Oltre a ciò, l'uso del cinabro a La Marmotta riflette un significativo aspetto culturale e simbolico delle società neolitiche – prosegue Petrinelli Pannocchia - Il pigmento rosso, ottenuto dal cinabro, è infatti spesso associato a pratiche rituali e cerimoniali, inclusi i riti funerari e le decorazioni corporee. Questo uso simbolico del cinabro potrebbe indicare una complessa struttura sociale e spirituale tra le popolazioni neolitiche della regione”.
“La datazione che siamo riusciti a stabilire attraverso i reperti del sito de La Marmotta – conclude la ricercatrice dell’Università di Pisa – ci permette di arretrare l'uso del cinabro in Italia all’inizio del VI millennio a.C., ridefinendo così la cronologia dell'uso di questo pigmento nel Mediterraneo occidentale. Oltre ad offrirci importanti spunti sulla complessità delle società preistoriche in termini di tecnologia, commercio e cultura”.
I dettagli della scoperta sono stati inseriti nell’articolo "New evidence reveals the earliest use of cinnabar in the western Mediterranean: The Neolithic settlement of La Marmotta (Lazio, Italy)" pubblicato sulla rivista Quaternary Science Reviews.
Archeologia: scoperta in Italia la più antica testimonianza dell’uso del “rosso cinabro”
All’inizio del VI millennio a.C. le popolazioni neolitiche italiane avevano già sviluppato tecniche avanzate per estrarre, lavorare e utilizzare il cinabro. È questa l’importante scoperta fatta da un gruppo di ricerca italo-spagnolo che vede assieme Università di Pisa, Museo delle Civiltà di Roma, la sede pisana ICCOM del CNR e il Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) di Barcellona. Il ritrovamento delle tracce che testimoniano l’uso precoce del cinabro è stato fatto nel sito archeologico de La Marmotta, situato sulle rive del Lago di Bracciano nel Lazio. Il ritrovamento, spiegano i ricercatori, impone una revisione delle conoscenze attuali riguardanti la diffusione e l'uso dei pigmenti minerali nel Neolitico europeo.
Noto per la sua straordinaria conservazione di materiali organici e manufatti, che offrono una finestra unica sulla vita quotidiana delle popolazioni neolitiche, il sito archeologico de La Marmotta non smette di sorprendere. Grazie alla collaborazione e disponibilità del Museo delle Civiltà di Roma, esaminando una serie di reperti archeologici con tecniche avanzate di analisi chimica e mineralogica, i ricercatori italo-spagnoli hanno individuato la presenza di cinabro in vari manufatti del sito. Un ritrovamento che suggerisce un utilizzo di questo particolare minerale come pigmento. Lo studio dei depositi di cinabro presenti nella penisola suggerisce che questa sostanza venisse estratta da depositi situati a notevoli distanze da La Marmotta, indicando una rete di scambi e commerci ben sviluppata, in cui materie prime, idee e tradizioni venivano condivise tra le diverse aree della penisola.
“La scoperta dell'uso del cinabro in questo contesto è particolarmente significativa perché il cinabro è un minerale tossico che richiede una gestione e un trattamento particolari – spiega la dottoressa Cristiana Petrinelli Pannocchia del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa - Questo implica, infatti, un certo grado di conoscenza e competenza tecnica da parte delle popolazioni che lo utilizzavano”.
“Oltre a ciò, l'uso del cinabro a La Marmotta riflette un significativo aspetto culturale e simbolico delle società neolitiche – prosegue Petrinelli Pannocchia - Il pigmento rosso, ottenuto dal cinabro, è infatti spesso associato a pratiche rituali e cerimoniali, inclusi i riti funerari e le decorazioni corporee. Questo uso simbolico del cinabro potrebbe indicare una complessa struttura sociale e spirituale tra le popolazioni neolitiche della regione”.
“La datazione che siamo riusciti a stabilire attraverso i reperti del sito de La Marmotta – conclude la ricercatrice dell’Università di Pisa – ci permette di arretrare l'uso del cinabro in Italia all’inizio del VI millennio a.C., ridefinendo così la cronologia dell'uso di questo pigmento nel Mediterraneo occidentale. Oltre ad offrirci importanti spunti sulla complessità delle società preistoriche in termini di tecnologia, commercio e cultura”.
I dettagli della scoperta sono stati inseriti nell’articolo "New evidence reveals the earliest use of cinnabar in the western Mediterranean: The Neolithic settlement of La Marmotta (Lazio, Italy)" pubblicato sulla rivista Quaternary Science Reviews.
Chiusure Direzione e Uffici 2024/2025
Le Direzioni e gli Uffici saranno chiusi per il periodo aprile 2024/gennaio 2025 secondo il seguente calendario:
-venerdì 26 aprile 2024;
-da lunedì 12 agosto (compreso) a mercoledì 21 agosto (compreso);
-venerdì 27 dicembre 2024;
-giovedì 2 e venerdì 3 gennaio 2025.
Entrepreneurial Change-Making Programme: il programma di Circle U. verso l'innovazione e la sostenibilità
Per chi è appassionato di sostenibilità e vuole sviluppare un'idea imprenditoriale sostenibile, la nuova edizione del “Circle U. Entrepreneurial Change-Making Programme” ritorna a partire dal prossimo ottobre con una serie di webinar online e un evento in presenza a Louvain-la-Neuve a dicembre.
Aperto a tutti gli studenti di laurea magistrale e dottorato, Entrepreneurial Change-Making Programme è un corso che tratta di innovazione e imprenditorialità, destinato ad affrontare le principali sfide sociali, economiche e ambientali in Europa.
Highlights:
- Seminari online tenuti da docenti delle Università dell’Alleanza Circle U. appartenenti a discipline diverse
- Team di studenti multiculturali e multidisciplinari
- Facilitatori dei team che guidano la progettazione delle idee imprenditoriali
- Presentazione delle idee a Louvain-la-Neuve, in Belgio
Programma
Il programma inizia il 16 ottobre 2024. La prima fase si svolge completamente online. Ogni mercoledì, dalle 17.30 alle 20.00 CET, si tiene un webinar di due ore e mezza. Il programma termina con un evento finale a Louvain -la-Neuve (Belgio) dal 9 al 13 dicembre 2024. La partecipazione a tutte le attività è obbligatoria. Il programma prevede il rilascio di 5 ECTS, il cui riconoscimento dovrà essere preliminarmente verificato con i referenti del proprio corso di laurea.
L’Università di Pisa supporterà la partecipazione di 5 studenti, contribuendo alle spese di viaggio secondo quanto previsto dal programma Erasmus Plus.
Processo di registrazione e scadenze
Per la registrazione, inviare un CV accademico e una lettera di motivazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (e in copia conoscenza a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Nella lettera di motivazione (max 500 parole) i candidati devono descrivere, in lingua inglese, il proprio interesse verso l'imprenditoria sostenibile e l'innovazione nonché la loro esperienza o disponibilità a vivere un'esperienza formativa in un contesto internazionale e multiculturale.
La scadenza per l’invio delle domande per gli studenti UNIPI è il 12 settembre 2024. L’ateneo organizzatore (UCLouvain) invierà le informazioni riguardanti l'ammissione entro e non oltre il 23 settembre. La registrazione al corso non equivale necessariamente all'ammissione. UCLouvain invierà una mail che comunica l'eventuale ammissione al corso o l'inserimento nella lista d'attesa.
Contatti
Per qualsiasi informazione, contattare il responsabile locale del corso, prof. Alessio Cavicchi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., mettendo sempre in copia la dr.ssa Alessandra Meoni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Individuato meccanismo biologico per cui l’autismo è più frequente nei maschi
Un team di ricercatori e ricercatrici dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto, coordinato da Alessandro Gozzi e in collaborazione con le Università di Trento e di Pisa, ha identificato un meccanismo biologico in modelli preclinici che spiegherebbe perché l’autismo si riscontra più frequentemente in individui di sesso maschile. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, fornisce nuove importanti informazioni per la ricerca di base sull’autismo, evidenziando dei meccanismi biologici fino ad oggi per la gran parte sconosciuti, che contribuiscono a questa prevalenza di genere.
I disturbi dello spettro autistico sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale in molteplici contesti e tipi di comportamento. In Italia si stima che circa 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza nei maschi 4,4 volte superiore rispetto alle femmine.
Il team di ricercatori ha identificato un nuovo meccanismo biologico legato al gene Ube3a, noto alla comunità scientifica per codificare un enzima chiave nel processo di degradazione delle proteine. Le persone con una diagnosi di autismo spesso presentano sovraespressione cromosomica di questo gene e circa l’1-2% dei casi totali di autismo è associato a questo tipo di alterazione genetica.
In questo studio, i ricercatori hanno dimostrato come la sovraespressione di Ube3a, in presenza di ormoni sessuali maschili, attivi un meccanismo di disregolazione a cascata di centinaia di geni chiave coinvolti nell’autismo, paragonabile al knockout genico.
Alterazioni nel livello di espressione del gene Ube3A alterano l'architettura delle connessioni cerebrali in maniera sesso dipendente
Il team multidisciplinare ha condotto analisi su un modello murino con sovraespressione del gene Ube3a. Utilizzando test comportamentali e studi di mappatura cerebrale non invasiva tramite risonanza magnetica, i ricercatori hanno individuato che nel campione composto da maschi e femmine, solo i maschi manifestavano stereotipie comportamentali e alterazioni nella connettività cerebrale riconducibili allo spettro dell’autismo. Questo dato suggerisce che la maggiore prevalenza di autismo in individui di sesso maschile è determinata da meccanismi genetici sesso dipendenti.
“In questo studio la generazione e l’impiego di appropriati modelli sperimentali per una malattia umana con basi genetiche ha permesso di colmare il divario tra la ricerca di base e le applicazioni cliniche, consentendoci di comprendere condizioni complesse come l'autismo e gettare le basi per lo sviluppo di trattamenti mirati", spiega il professore Massimo Pasqualetti del dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa che ha lavorato allo studio insieme alle dottoresse Noemi Barsotti e Sara Migliarini.
“Il nostro studio dimostra quello che si sospettava da tempo: ovvero che meccanismi genetici controllati dagli ormoni sessuali contribuiscono in modo fondamentale allo squilibrio diagnostico tra maschi e femmine che si osserva nell’autismo” ha conclude Alessandro Gozzi, coordinatore dello studio. “La sfida è ora capire quanti e quali altri meccanismi contribuiscono alla prevalenza di genere in autismo”.
Elezioni del C. d. A. e dei Rappresentanti del personale per la sicurezza nell’Ateneo - i risultati
Selezione di un operatore per il Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e agroambientali
Leggi i dettagli:
https://bandi.unipi.it/public/Bandi/Detail/f09ceb0a-84c7-4590-a5a3-ac36ad8b47e2
Scadenza 22 agosto 2024
Università di Pisa e Scuola Sant’Anna: presentata la laurea magistrale congiunta in Scienze infermieristiche e ostetriche
Alleanza tra l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna per formare gli infermieri del futuro. Presentata giovedì 25 luglio, presso l’Ospedale Santa Chiara di Pisa, la nuova laurea magistrale congiunta in ‘Scienze infermieristiche e ostetriche (WIO-LM)’ e il nuovo ordinamento della magistrale in ‘Scienze riabilitative delle professioni sanitarie (WRB-LM)’. Entrambi i percorsi, dal prossimo anno accademico, vedranno potenziato il settore scientifico disciplinare dell’area manageriale, senza trascurare le esigenze nell’ambito della ricerca applicata.
Un momento dell'evento di presentazione delle nuove lauree: da sinistra, Giovanni Paoletti, Paolo Domenico Parchi, Silvia Briani, Riccardo Zucchi, Emanuele Neri, Sabina Nuti, Giacomo Corsini e Angelo Baggiani.
“Chi da oggi si immatricolerà ai nostri corsi di laurea magistrale in ‘Scienze infermieristiche ed ostetriche’ e in ‘Scienze riabilitative delle professioni sanitarie’, potrà avvalersi di un percorso di studio completamente rinnovato e in grado di rispondere alle nuove esigenze del nostro sistema sanitario – ha commentato il Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa – Un intervento necessario, in particolare per quanto riguarda la formazione dei futuri infermieri che aspirano ad assumere funzioni dirigenziali. La Missione 6 del PNRR ha, infatti, introdotto notevoli cambiamenti nel ruolo e nelle competenze che deve possedere questa figura professionale, che è sempre più chiamata ad assumersi una parte fondamentale nella presa in carico e nell’organizzazione dell’assistenza ai cittadini”.
“Il dirigente infermieristico del futuro dovrà essere un professionista altamente formato, che oltre a competenze assistenziali avanzate, dovrà possedere anche spiccate abilità di tipo manageriale, organizzativo, amministrativo e comunicativo, così da essere in grado di gestire e monitorare i bisogni del cittadino, coordinando i diversi servizi – ha aggiunto Zucchi – È da queste considerazioni che è nata l’idea di dar vita a una laurea congiunta con la Scuola Sant’Anna. Una collaborazione nella quale mi piace intravedere anche un ulteriore mattone di quel ‘Sistema Pisa’ di cui auspico da tempo la nascita”.
“La Scuola Superiore Sant’Anna svolge attività di ricerca e formazione nel campo del management sanitario da oltre 20 anni – ha detto Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – In particolare, negli ultimi 5 anni la Scuola, sia nell’ambito del Centro Interdisciplinare di Health Science che del Laboratorio MES Management e Sanità, ha approfondito lo studio sui modelli organizzativi dell’assistenza infermieristica quale componente chiave per l’evoluzione e la sostenibilità dei sistemi sanitari per il futuro. I docenti e ricercatori della Scuola Sant’Anna, sono pronti a contribuire con i colleghi di Unipi a questa nuova sfida formativa”.
“In questa prospettiva – ha aggiunto la rettrice – per la Scuola Superiore Sant’Anna la collaborazione con l’Università di Pisa per l’attivazione della laurea magistrale congiunta in ‘Scienze infermieristiche e ostetriche’, rappresenta un impegno e una prospettiva di rilevanza strategica, non solo per la formazione di questa tipologia di professionisti sanitari, ma per l’intera organizzazione del sistema sanitario, soprattutto nella sua componente territoriale. I futuri laureati in infermieristica saranno chiamati sempre più a svolgere ruoli di leadership all'interno delle strutture sanitarie con responsabilità specifiche per migliorare l'efficienza operativa, la gestione delle risorse e l’assistenza coordinata del paziente. I docenti e ricercatori della Scuola Sant’Anna, sono pronti a contribuire con i colleghi di Unipi a questa nuova sfida formativa”.
Per quanto riguarda la laurea magistrale in ‘Scienze riabilitative e delle professioni sanitarie (WRB-LM)’ il nuovo ordinamento prevede un percorso di studi finalizzato allo sviluppo di competenze nell’ambito dei processi assistenziali avanzati e processi gestionali, formativi e di ricerca, in uno degli ambiti pertinenti alle diverse professioni sanitarie ricomprese nella classe: fisioterapisti, podologi, logopedisti, tecnici di riabilitazione psichiatrica, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, educatori professionali sanitari.
“Per la Scuola di Medicina – ha detto il professor Emanuele Neri (presidente della Scuola) – si tratta di ulteriore passo in avanti nella qualità della formazione per le Professioni sanitarie. La Scuola si è impegnata a mantenere un costante canale di comunicazione con gli ordini professionali, proprio per comprendere le emergenti esigenze di formazione; i due corsi di laurea magistrale, rinnovati nella forma e nei contenuti consento di offrire agli studenti la possibilità di accedere a ruoli di coordinamento e gestionali, sempre più richiesti nell’ambito sanitario, anche alla luce di una Sanità che cambia e chiede sempre maggiori competenze”.
Alla presentazione delle rinnovate lauree magistrali in ‘Scienze infermieristiche e ostetriche (WIO-LM)’ e ‘Scienze riabilitative delle professioni sanitarie (WRB-LM)’ sono intervenuti anche Giovanni Paoletti, prorettore per la didattica dell’Università di Pisa; Silvia Briani, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana-AOUP; Giacomo Corsini, direttore sanitario dell’Azienda USL Toscana Nord-Ovest; Angelo Baggiani, presidente del corso di studio in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università di Pisa; Paolo Domenico Parchi, presidente del corso di studio in Scienze riabilitative e delle professioni sanitarie dell’Università di Pisa.
Aperte le immatricolazioni all’Università di Pisa: si potrà scegliere tra 144 corsi di studio
Al via le immatricolazioni ai corsi di laurea dell’Università di Pisa per l’anno accademico 2024-2025, con tante novità in arrivo e una procedura da poter svolgere interamente online, con informazioni sul portale Matricolandosi. Dal 24 luglio, al Polo Fibonacci, è aperto anche il Centro Matricolandosi, punto di riferimento per studenti e famiglie in cerca di informazioni sull’offerta didattica, sulle scadenze e sui servizi, oltre che di assistenza sulle procedure on line e orientamento sulla scelta del corso da seguire.
Nel giorno di apertura del Centro, ha portato i suoi saluti ai primi studenti arrivati per immatricolarsi il prorettore per la Didattica Giovanni Paoletti: “Nell’ultimo anno la nostra Università ha confermato di saper coniugare tradizione, innovazione e attrattività nei confronti di studenti e studentesse da tutta Italia. Stiamo lavorando molto per rinnovare la nostra offerta, con particolare attenzione alla qualità della didattica e al supporto agli studenti, soprattutto quelli del primo anno. Un augurio e un caloroso benvenuto a tutti e a tutte coloro che stanno per cominciare il loro cammino universitario insieme a noi”.
Sono 144 i corsi di laurea, triennale, magistrale e a ciclo unico che quest’anno vanno a comporre l’offerta didattica dell’Università di Pisa, con alcune importanti novità: i nuovi corsi di laurea magistrale, nelle more dell’accreditamento ministeriale, in “Comunicazione, Media e Tecnologie” del Dipartimento di civiltà e forme del sapere, e in “Informatics for Digital Health” presso il Dipartimento di Informatica. Una nuova veste anche per la laurea triennale in “Lingue, letterature e comunicazione interculturale”, del Dipartimento di Filologia, linguistica e letteratura, per la magistrale in “Sistemi Zootecnici Sostenibili” del Dipartimento di Scienze Veterinarie e per la magistrale in “Storia dell’arte”, nel Dipartimento di Civiltà e forme del sapere. Inoltre ci sono alcune novità relative a due corsi di laurea magistrale per le professioni sanitarie, Scienze infermieristiche e ostetriche e Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, che si rinnovano con la collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna.
Il Centro Matricolandosi resterà aperto fino al 7 agosto, per riprendere poi la sua attività dal 26 agosto e dovrà essere raggiunto dai nuovi immatricolati esclusivamente su appuntamento per la consegna della carta “Studente della Toscana”, una tessera magnetica che permette a chi frequenta uno degli atenei della regione di accedere a tutti i servizi del diritto allo studio, indipendentemente dall’università alla quale è iscritto.
Per quanto riguarda le immatricolazioni, sarà possibile perfezionare l’iter entro il 30 di settembre: da ottobre è previsto il pagamento di una mora di 50 euro, da novembre di 100 euro e da dicembre di 150 euro, con esclusione del pagamento della mora per i vincitori dei concorsi per i corsi a numero chiuso. Oltre il 31 dicembre 2024 non sarà più possibile immatricolarsi ai corsi di laurea triennale e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’Università di Pisa.
Ogni immatricolato può usufruire di un tutorato di accoglienza pensato per aiutare le matricole a inserirsi nell’ambiente universitario. Inoltre, ogni Dipartimento offre un servizio di tutorato alla pari, in cui degli studenti “senior” si mettono a disposizione degli studenti più giovani per fornire informazioni di qualsiasi genere e per aiutare a sciogliere dubbi e difficoltà di carattere sia organizzativo sia didattico.
Entro il 6 settembre gli studenti iscritti o che intendano iscriversi ai corsi di laurea triennale, laurea magistrale e magistrale a ciclo unico possono presentare domanda per le borse di studio e i posti alloggio all’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Da metà settembre e fino al 31 ottobre potrà essere presentata la domanda per la riduzione delle tasse, da compilare on line tramite il portale Alice. Oltre tale termine, la domanda di riduzione potrà comunque essere presentata previo pagamento di una ammenda.
In Piazza Torricelli 4 è inoltre aperto per gli studenti internazionali il WIS! (Welcome International Students!), lo sportello a cui devono rivolgersi tutti i possessori di titolo di studio conseguito all'estero (titolo di scuola secondaria superiore, laurea di primo livello, laurea magistrale), che intendono immatricolarsi all'Università di Pisa. Per l'a.a. 2024-2025, il WIS! è attivo online e in presenza, dal 18 luglio 2024 al 28 febbraio 2025. Per prenotare un appuntamento con il Wis! è necessario utilizzare il sistema di prenotazione tramite Calendly, almeno un giorno prima. Maggiori informazioni a questo link.