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Giovedì, 16 Novembre 2017 11:38

Balene

Appena presentato al Pisa Book Festival è uscito "Balene" (Edizioni ETS, 2017), a cura di Alessandro Tosi, professore di Storia dell'Arte moderna al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.

Il volume documenta l'omonima mostra promossa e realizzata dal Museo della Grafica in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell'Ateneo e si compone di tre saggi: "Un ritratto per la balena" di Alessandro Tosi, “Se questo mostro marino sia infausto oppure no: le fortune del capodoglio arenato sulla costa olandese nel 1598" di Florike Egmond e Peter Mason e "Passato e futuro della collezione osteologica di balene e delfini del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa" di Giovanni Bianucci e Chiara Sorbini. A chiusura del volume c'è quindi una galleria fotografica delle opere di Antonio Possenti realizzate ad hoc per la mostra.

Proponiamo di seguito alcune immagini tratte dal libro.

 

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"Het waerachtich... 2 Iulij 1577", particolare,  tempera, Biblioteca Universitaria di Pisa, Disegni di animali, Ms 514, c. 246. Su concessione del Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo.

 

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Balena, G. Bonatti inc. - A. Bognetti e C. Curti colorirono. In Ercole Manaresi, Dizionario pittoreschi della storia naturale e delle manifatture di Milano, Borroni e Scotti, 1839.

 

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Scheletro di capodoglio (a sinistra) affiancato alal ricostruzione del suo antenato (a destra). In primo piano pannello esplicativo in vetro con modelli tridimesionali tattili. Museo di Storia Natuale dell'Università di Pisa.

 

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Una tavola della serie "Balene" concepita da Antonio Possenti nel 2015 per la mostra allestita al Museo della Grafica. Ogni opera è realizzata con tecnica mista su antiche carte nautiche.

Dal riciclo degli scarti della produzione agroalimentare, realizzati innovativi bio rivestimenti edibili per proteggere più a lungo il valore nutritivo della frutta senza alterarne il gusto. La novità arriva dall’Università di Pisa dove il gruppo di ricerca coordinato della professoressa Annamaria Ranieri del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali ha condotto una sperimentazione i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su due riviste scientifiche, il “Journal of Food Processing and Preservation” e il “LWT – Food, Science and Technology”.

Docente di Chimica agraria, Annamaria Ranieri ha indirizzato da tempo le sue ricerche sull’utilizzo di biopolimeri naturali ed edibili per mantenere le proprietà nutraceutiche della frutta durante la conservazione.

“Come comunità scientifica ci poniamo il problema della gestione virtuosa e sostenibile degli scarti della produzione agroalimentare – dice la professoressa dell’Ateneo pisano - dall’altra parte l’obiettivo è di dare ai consumatori prodotti che, dalla raccolta alla tavola, riescano a mantenere l’aspetto e le proprietà organolettiche e salutistiche”.

 

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In alto a sinistra Mela Fuji senza rivestimento, a destra rivestita con gelatina di collagene, in basso a sinistra Pomodoro Sir Elyan senza rivestimento, a destra rivestito con chitosano

 

In particolare, uno dei due studi ha riguardato le mele Fuji: per conservarle i ricercatori hanno utilizzato come rivestimento la gelatina, un polimero a base di collagene ottenuto dalla lavorazione di tessuti connettivi e largamente utilizzato per i rivestimenti di capsule nell’industria farmaceutica. Il secondo studio ha riguardato invece il frutto del pomodoro che è stato rivestito con il chitosano, un polimero derivante dalla chitina, una sostanza presente negli esoscheletri dei crostacei e nelle pareti cellulari dei funghi.

I due rivestimenti, che possono essere eliminati lavando i frutti prima di cibarsene hanno rallentato di 3 giorni la maturazione, come evidenziato dal posticipato picco di accumulo di importanti composti nutraceutici, come carotenoidi, acidi fenolici e flavonoidi. Nella mela, poi l’efficacia dell’impiego del rivestimento edibile nel rallentare la maturazione è testimoniato dalla minore concentrazione di alcuni aromi presenti nel frutto maturo, a fronte del mantenimento dei principali composti aromatici che caratterizzano il frutto

“La maggiore conservabilità nel tempo – ha quindi concluso la professoressa Ranieri – potrebbe inoltre contribuire ad evitare lo spreco alimentare in differenti punti della filiera dalla raccolta al consumo”.

Dal riciclo degli scarti della produzione agroalimentare, realizzati innovativi bio rivestimenti edibili per proteggere più a lungo il valore nutritivo della frutta senza alterarne il gusto. La novità arriva dall’Università di Pisa dove il gruppo di ricerca coordinato della professoressa Annamaria Ranieri del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali ha condotto una sperimentazione i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su due riviste scientifiche, il “Journal of Food Processing and Preservation” e il “LWT – Food, Science and Technology”.
Docente di Chimica agraria, Annamaria Ranieri ha indirizzato da tempo le sue ricerche sull’utilizzo di biopolimeri naturali ed edibili per mantenere le proprietà nutraceutiche della frutta durante la conservazione.
“Come comunità scientifica ci poniamo il problema della gestione virtuosa e sostenibile degli scarti della produzione agroalimentare – dice la professoressa dell’Ateneo pisano - dall’altra parte l’obiettivo è di dare ai consumatori prodotti che, dalla raccolta alla tavola, riescano a mantenere l’aspetto e le proprietà organolettiche e salutistiche”.
In particolare, uno dei due studi ha riguardato le mele Fuji: per conservarle i ricercatori hanno utilizzato come rivestimento la gelatina, un polimero a base di collagene ottenuto dalla lavorazione di tessuti connettivi e largamente utilizzato per i rivestimenti di capsule nell’industria farmaceutica. Il secondo studio ha riguardato invece il pomodoro che è stato rivestito con il chitosano, un polimero derivante dalla chitina, una sostanza presente negli esoscheletri dei crostacei e nelle pareti cellulari dei funghi.
“I due rivestimenti, che possono essere eliminati lavando i frutti prima di cibarsene – ha spiegato Annamaria Ranieri - hanno rallentato di 3 giorni la maturazione, come evidenziato dal posticipato picco di accumulo di importanti composti nutraceutici, come carotenoidi, acidi fenolici e flavonoidi”.
“La maggiore conservabilità nel tempo – ha quindi concluso la professoressa – potrebbe inoltre contribuire ad evitare lo spreco alimentare in differenti punti della filiera dalla raccolta al consumo”.

Si chiamano Chiara Andreotti, Marta Donno e Filippo Giusti, studiano Ingegneria gestionale all’Università di Pisa e a inizio novembre sono stati invitati all’evento “Strategy Workshop for Engineers”, organizzato da The Boston Consulting Group (BCG) a Parigi, nel castello di Prés d’Écoublay. All’iniziativa erano presenti i migliori 50 studenti delle università europee e del Medio Oriente e i ragazzi di Pisa sono stati l’unico caso di tre studenti selezionati da una stessa università.
Marta Donno è una studentessa del I anno della laurea magistrale in Ingegneria gestionale, mentre Chiara e Andreotti e Filippo Giusti sono neolaureati in Ingegneria gestionale e, quest'ultimo, partecipante al Graduate Programme, DS Smith. L’attività è stata promossa da Community ORG2.0, il laboratorio gestito da Antonella Martini, docente di Organizzazione d’impresa e di Strategic & Competitive Intelligence.
Gli studenti invitati al workshop BCG hanno lavorato insieme a un “business case” relativo a un’azienda automotive, con necessità di incrementare la capacità produttiva. Il loro compito era analizzare diverse opzioni strategiche tramite cost-benefit analysis e strutturare una strategia verso il nuovo paradigma tecnologico, l’Industria 4.0. «Siamo stati organizzati in team supervisionati da due consulenti BCG ciascuno – raccontano i ragazzi – ci sono stati forniti i dati e le informazioni da analizzare, assegnandoci una deadline entro la quale dover presentare la miglior strategia, articolata in breve e lungo periodo. Ogni team ha, quindi, esposto il proprio lavoro di fronte ad un panel di consulenti BCG i quali, interpretando l’azienda cliente, proponevano domande sfidanti per valutare quanto il team potesse sostenere la propria strategia. È stato molto entusiasmante lavorare in un contesto fortemente internazionale e mettersi alla prova, suddividendo le responsabilità del team e valorizzando le competenze di ognuno per portare a termine il business case in un tempo ridotto».
Il workshop ha rappresentato per i ragazzi una grande occasione per venire a contatto con una delle migliori aziende di consulenza strategica al mondo e per vedere da vicino come lavora per proporre soluzioni ai propri clienti. «Abbiamo realizzato come la chiave di successo sia il teamwork – concludono i ragazzi – saper collaborare in team è ormai un’abilità essenziale per ogni tipo di ingegnere ed il nostro consiglio è quello di sfruttare al massimo ogni occasione durante la carriera universitaria per essere pronti a farlo anche in ambito lavorativo».

Si chiamano Chiara Andreotti, Marta Donno e Filippo Giusti, studiano Ingegneria gestionale all’Università di Pisa e a inizio novembre sono stati invitati all’evento “Strategy Workshop for Engineers”, organizzato da The Boston Consulting Group (BCG) a Parigi, nel castello di Prés d’Écoublay. All’iniziativa erano presenti i migliori 50 studenti delle università europee e del Medio Oriente e i ragazzi di Pisa sono stati l’unico caso di tre studenti selezionati da una stessa università.

Marta Donno è una studentessa del I anno della laurea magistrale in Ingegneria gestionale, mentre Chiara e Andreotti e Filippo Giusti sono neolaureati in Ingegneria gestionale e, quest'ultimo, partecipante al Graduate Programme, DS Smith. L’attività è stata promossa da Community ORG2.0, il laboratorio gestito da Antonella Martini, docente di Organizzazione d’impresa e di Strategic & Competitive Intelligence.

Parigi_tre_studenti.jpgNella foto, da sinistra: Marta Donno, Chiara Andreotti e Filippo Giusti.

Gli studenti invitati al workshop BCG hanno lavorato insieme a un “business case” relativo a un’azienda automotive, con necessità di incrementare la capacità produttiva. Il loro compito era analizzare diverse opzioni strategiche tramite cost-benefit analysis e strutturare una strategia verso il nuovo paradigma tecnologico, l’Industria 4.0. «Siamo stati organizzati in team supervisionati da due consulenti BCG ciascuno – raccontano i ragazzi – ci sono stati forniti i dati e le informazioni da analizzare, assegnandoci una deadline entro la quale dover presentare la miglior strategia, articolata in breve e lungo periodo. Ogni team ha, quindi, esposto il proprio lavoro di fronte ad un panel di consulenti BCG i quali, interpretando l’azienda cliente, proponevano domande sfidanti per valutare quanto il team potesse sostenere la propria strategia. È stato molto entusiasmante lavorare in un contesto fortemente internazionale e mettersi alla prova, suddividendo le responsabilità del team e valorizzando le competenze di ognuno per portare a termine il business case in un tempo ridotto».

Il workshop ha rappresentato per i ragazzi una grande occasione per venire a contatto con una delle migliori aziende di consulenza strategica al mondo e per vedere da vicino come lavora per proporre soluzioni ai propri clienti. «Abbiamo realizzato come la chiave di successo sia il teamwork – concludono i ragazzi – saper collaborare in team è ormai un’abilità essenziale per ogni tipo di ingegnere ed il nostro consiglio è quello di sfruttare al massimo ogni occasione durante la carriera universitaria per essere pronti a farlo anche in ambito lavorativo».

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Mercoledì, 15 Novembre 2017 13:42

Non solo per l(av)oro - ValorizzAzioni

Giovedì 23 novembre alle 18:00, nell'Aula Multimediale di Palazzo Ricci (Via del Collegio Ricci 10), GLAUCO, Associazione Universitaria LGBTQI*, organizza l'incontro Non solo per l(av)oro - ValorizzAzioni, dedicato al tema del Diversity Management

Cosa si intende con Diversity Management? In che modo è possibile conciliare il benessere di chi lavora con le logiche di produzione? Che ruolo hanno oggi le aziende nel progresso dei diritti civili?
Tra individui e fatturato, una sottile linea su cui volteggiare. (sotto il critico sguardo di Marx)

Intervengono:

Lara Ampollini
Founder di Lampi. Comunicazione illuminata. agenzia che cura la comunicazione Althea

Simona Massei
Associate Director - Operation, Finance & Public Sector Parks - Liberi e Uguali

Chiara Reali
Head of Research di Diversity

Info
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Mercoledì, 15 Novembre 2017 11:50

Seminario "Digital Transformation"

Sabato 25 novembre alle 9.30, nell'Aula F4 Polo Etruria, l'associazione Gestionali in Opera organizza il seminario "Digital Transformation" in cui saranno descritti alcune tecniche e metodi d'avanguardia utilizzati in industrie altamente digitalizzate.

Il relatore è Giovanni Vanini, Director presso il network internazionale  PwC, che fornisce servizi di revisione di bilancio, consulenza di direzione e strategica, e consulenza legale e fiscale.

L'incontro è realizzato con i contributi per le attività studentesche autogestite dall’Università di Pisa.

Programma completo e prenotazioni su www.gestionalinopera.it

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

È stato firmato mercoledì 15 novembre il protocollo d'intesa tra l'Università di Pisa e la Lega Regionale Toscana Cooperative e Mutue (Legacoop) che mira a promuovere le collaborazioni tra i due enti nell'ambito della didattica, della ricerca e del trasferimento tecnologico. L'accordo è stato presentato al Palazzo alla Giornata dal rettore Paolo Mancarella e dal presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini, alla presenza del delegato dell'Ateneo per la Promozione delle iniziative di spin off, start up e brevetti, Leonardo Bertini.

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Il protocollo, che sarà valido per tre anni, costituisce un accordo quadro nel cui ambito si potranno sottoscrivere convenzioni di dettaglio. L'obiettivo di fondo è ottimizzare le sinergie tra il mondo accademico e quello produttivo, così da favorire lo sviluppo di iniziative volte a creare start-up post-universitarie in forma cooperativa e a promuovere ricerca e studi su tematiche inerenti la cooperazione.

Per gli studenti saranno disponibili borse di studio per tesi di laurea sul mondo della cooperazione che Legacoop si impegna a finanziare, e sarà promossa l'opportunità, sia all'interno del percorso formativo che come formazione post laurea, di svolgere tirocini e stage formativi nelle cooperative associate a Legacoop.

Tra gli scopi dell’accordo, anche la definizione di progetti congiunti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Nell’accordo di collaborazione è infine prevista l’organizzazione congiunta di seminari ed eventi, dei quali potranno, in particolare, avvalersi gli allievi del Contamination Lab, il nuovo laboratorio accademico volto a favorire la nascita di aziende spin off, alcune delle quali potrebbero essere organizzate in forma di cooperativa.

"Il protocollo che abbiamo firmato oggi - ha commentato il rettore Paolo Mancarella - rappresenta un ulteriore tassello della politica di apertura al territorio che l'Università di Pisa sta perseguendo in modo convinto, con l'obiettivo di mettere le proprie competenze a disposizione degli imprenditori locali, in questo caso dell'importante realtà costituita dalle aziende associate alla Legacoop Toscana, e nello stesso tempo di far meglio conoscere ai propri studenti e laureati le realtà imprenditoriali e, tra queste, il modello cooperativo".

“Il nostro impegno è quello di diffondere la cultura cooperativa nelle università. La cooperazione offre opportunità per i giovani laureati, sia in termini di occupazione nelle cooperative già esistenti in Toscana che attraverso lo sviluppo della loro idea imprenditoriale in forma cooperativa - ha sottolineato il presidente di Legacoop Toscana, Roberto Negrini - ci siamo attivati per sviluppare i rapporti fra il mondo accademico e quello produttivo e vogliamo lavorare insieme al territorio per portare nuova linfa nella cooperazione. Il rapporto fra Legacoop Toscana e Università di Pisa vuol servire a integrare le competenze apprese dai giovani durante gli studi con i valori promossi dalle cooperative, per creare una nuova leva di cooperatori”.

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Sabato 18 novembre 2017, a partire dalle ore 9, presso l’Auditorium del Palazzo dei Congressi, in via Matteotti 1, avrà luogo la seconda cerimonia di consegna dei diplomi di laurea ai laureati del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa che, nelle sessioni di giugno, luglio e ottobre 2017, hanno terminato con successo il loro percorso di studi. In tutto sono 273 i laureati delle tre sessioni e di loro 180 parteciperanno alla cerimonia.
La cerimonia, che si svolgerà in due sessioni, una antimeridiana e una pomeridiana, sarà aperta dai saluti del prorettore alla didattica, Marco Abate, a cui seguiranno gli interventi del direttore del dipartimento Silvio Bianchi Martini, dei presidenti dei corsi di laurea, del rappresentante dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale Massimo Provinciali e del direttore generale della Banca di Pisa e Fornacette, Gianluca Marini.
Nel corso della cerimonia la commissione, in toga, tocco e pettorina, consegnerà ai laureati il diploma di laurea e la medaglia appositamente realizzata o, se laureati con lode, una targa ricordo.
Si ringraziano l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e la Banca di Pisa e Fornacette per il contributo dato all’evento.

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