Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi
Stai navigando sulla vecchia versione del sito dell'Università di Pisa. I contenuti che trovi in queste pagine sono in fase di migrazione sul nuovo sito o sono pubblicati qui per obblighi di legge. Vai al nuovo sito www.unipi.it.
Comunicati stampa

Dopo il successo dell’apertura straordinaria per Pasquetta, la Domus Mazziniana sarà aperta e gratuita anche il fine settimana del 7 e 8 aprile con una serie di iniziative rivolte ai cittadini, ai turisti e alle famiglie, grazie alla fondamentale collaborazione dell’associazione Correlamente.
Si inizia sabato mattina con l’apertura delle collezioni dalle 9 alle 13 e visita guidata del museo alle 10; nel pomeriggio apertura dalle 15 alle 17 con visita guidata alle 15.30.
Domenica mattina alle 11 ci sarà il laboratorio “ludo-didattico” “Il movimentato Mazzini” dedicato ai più piccoli (5-10 anni) e alle famiglie organizzato dall’Associazione Correlamente e, a seguire, alle 11.30 una visita guidata. Infine nel pomeriggio di domenica il museo sarà fruibile liberamente dalle 15 alle 17 con visita guidata alle 15.30.
Tutte le visite saranno effettuate dal direttore della Domus Mazziniana. È gradita la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: 05024174, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domenica 8 aprile alle 15,30 i ricercatori del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa Luigi Folco, Maurizio Gemelli e Matteo Masotta, saranno ospiti della trasmissione televisiva Rai 3 “Alle falde del Kilimangiaro”. I tre geologi racconteranno la loro spedizione per la ricerca di meteoriti in Antartide realizzata nell’ambito della XXXIIII Campagna Antartica del Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide 2017-18. Nell’occasione verrà mostrato una meteorite lunare, uno dei campioni più prestigiosi recuperati nel corso della spedizione che si è svolta nell’area di ghiaccio blu di Reckling Moraine, sulla calotta polare, a circa 76˚ di latitudine sud. In totale, i 115 meteoriti raccolti saranno oggetto di studi cosmochimici per contribuire alla conoscenza dell’origine ed evoluzione del sistema solare.

Sarà un dibattito con i rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e dell’innovazione europei sull’importanza della ricerca di frontiera come elemento di sviluppo delle società, in cui sarà coinvolto tutto il sistema toscano della ricerca. Venerdì 6 aprile, a partire dalle ore 9, nell’auditorium del Polo Le Benedettine, l’Università di Pisa organizza una conferenza internazionale dedicata all’FP9, il Programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione che dal 2021 subentrerà a Horizon 2020.
Dopo i saluti del rettore Paolo Mancarella, apriranno la conferenza il saluto di Jean-Pierre Bourguignon, presidente dello European Research Council, e l’intervento di Mark Bishop, direttore di TCIDA, The Centre for Intelligent Data Analytics presso la Goldsmiths University of London, chiamato a presentare la propria esperienza di ricerca di frontiera in ambito AI - Artificial Intelligence.
Tra i relatori Renzo Tomellini, della direzione generale della Commissione europea responsabile della politica dell’UE in materia di ricerca, scienza e innovazione e capo unità di Horizon 2020 Policy; Fabio Donato, consigliere R&I della Rappresentanza Permanente italiana presso l’UE; Leonard Prins, professore di Chimica organica all'Università di Padova; Bernd Stowasser, capo dell’European Public Private Partnerships at SANOFI Germany; Marco Falzetti, direttore APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea; Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana. L’evento sarà moderato da Maryline Fiaschi, managing director di Science Business, il network internazionale di università, imprese e agenzie governative impegnate a sostenere la ricerca e l’innovazione, di cui l’Università di Pisa è partner.

 

 

In occasione del centenario della visita di Marie Curie a Pisa, punto di partenza per una missione assegnatale dal governo italiano per una ricognizione di sorgenti e miniere come fonti di materiali radioattivi, venerdì 6 aprile dalla 8.30 alle 13.00 nell'aula magna del polo Fibonacci dell’Università di Pisa (Largo Bruno Pontecorvo, 3) si svolge il convegno "Marie Curie a casa nostra. 1918-2018, cent'anni dalla sua missione con base a Pisa".
L'incontro, rivolto in particolare agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori nell’ambito delle attività di orientamento del Piano lauree scientifiche, è aperto anche agli universitari e alla cittadinanza. Promotori e organizzatori dell'iniziativa sono il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Ateneo pisano, il polo Solvay di Rosignano, la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche (FAST) e l'Unione dei Giornalisti Scientifici Italiani (UGIS).
Una delle scienziate più grandi del secolo scorso e di sempre, due volte premio Nobel (nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica), prima docente femminile alla Sorbona, Marie Sklodowska Curie è un personaggio notevolissimo, ancor più per la sua epoca, certamente poco aperta a ruoli di spicco per una donna. Di lei si scrive e si parla tanto, ma le tre settimane che trascorse in Italia cent’anni fa nell’estate del 1918 sono pressoché sconosciute.
Ma perché proprio Pisa? Perché Pisa fu — si potrebbe dire — il campo base per la missione che la grande scienziata svolse su incarico del governo italiano. Insieme con Camillo Porlezza, allora giovane assistente e futuro emblema della chimica pisana per decenni, la Curie compì sopralluoghi presso sorgenti termali e miniere da cui si riteneva possibile, in linea di principio, estrarre materiali radioattivi. Ne nacque così un legame particolare con l’Italia e con l’ambiente chimico pisano.
L’incontro intende rievocare gli eventi di quella visita, senza trascurare qualche tocco di colore. Non si tratterà però soltanto d’uno sguardo retrospettivo, ma vi saranno spunti per guardare all’oggi e al domani, anche tramite il coinvolgimento di un’azienda chimica multinazionale, la Solvay. Importanti a questo scopo saranno i contributi della Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche e dell’Unione dei Giornalisti Italiani Scientifici, la quale nel 1966 ebbe tra i suoi fondatori il chimico universitario Giancarlo Masini, padre nobile del giornalismo scientifico in Italia.
La mattinata comincerà con i saluti di Maurizio Persico direttore di dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Ateneo pisano, quindi i lavori, moderati da Alberto Pieri, segretario generale della FAST e vicepresidente dell’UGIS, procederanno con gli interventi di Gianni Fochi, divulgatore della chimica e già ricercatore della Scuola Normale Superiore, di Antonello De Lorenzo, responsabile delle relazioni esterne dello stabilimento Solvay di Rosignano, e di personalità del mondo professionale e della scuola.

Un foglio di carta e una semplice stampante a getto d’inchiostro: è tutto quello che, in uno scenario futuribile, potrebbe servire per fabbricare dispositivi di elettronica di consumo – come un telefonino o una radio – con il vantaggio di poter avere sistemi “personalizzati”, a basso impatto ambientale, facilmente smaltibili e riciclabili. Parlando con il professor Gianluca Fiori, docente di Elettronica al dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, tutto questo appare vicino e realizzabile, in particolare grazie a un progetto di ricerca finanziato dall’Europa con un ERC Consolidator Grant, che nei prossimi 5 anni sarà portato avanti dal suo gruppo.
Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università di Manchester, riguarda le applicazioni di materiali bidimensionali, come il grafene, nel campo dell’elettronica per la costruzione di circuiti elettronici contenuti per esempio nei nostri computer e smartphone, e che in futuro potranno essere stampati su supporti flessibili come la carta.
“Grazie alla collaborazione con l’Università di Manchester, insignita del premio Nobel 2010 per le ricerche sul grafene – spiega Fiori – possediamo degli inchiostri ricavati da questo materiale del tutto simili agli inchiostri delle nostre stampanti, ma con proprietà elettroniche eccellenti. Questa tecnologia può aprire la porta a innumerevoli applicazioni, che vanno da etichette intelligenti per l’industria 4.0 a dispositivi biomedicali per l’analisi dei segnali biometrici, a metodi smart anti contraffazione, giusto per citarne alcune”.
Il professor Fiori e il suo gruppo di ricerca stanno dunque lavorando per rendere reale quello che ora, nell’immaginario collettivo, sembra un film di fantascienza: “La nostra è una ricerca di base, ma in quanto scienziati siamo chiamati a “sognare” e ipotizzare scenari futuri in cui i nostri studi trovino un’applicazione concreta nella realtà: i finanziamenti che vengono dall’Europa ci aiutano proprio in questo”.
Intanto il 6 aprile un po’ di Bruxelles si trasferirà a Pisa per una giornata dedicata all’FP9, il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione che dal 2021 subentrerà a Horizon 2020. Rappresentanti del mondo della politica, della ricerca e delle imprese saranno chiamati a confrontarsi sul ruolo della ricerca di base per lo sviluppo delle società e delle economie dei Paesi europei. L’incontro, voluto e organizzato dall’Università di Pisa, sarà anche l’occasione per mostrare le eccellenze del sistema toscano della ricerca che, come nel caso di Gianluca Fiori, riesce ad attrarre importanti finanziamenti dall’Europa.

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa