Le pupille dei nostri occhi: uno specchio sulla meditazione mindfulness
La pupilla è una finestra aperta sui nostri processi cerebrali e fisiologici, in grado di fornire un metodo oggettivo per misurare lo stato di coscienza e le sue alterazioni – spesso ritenuti impenetrabili – raggiunti attraverso la meditazione mindfulness. È questo il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Università di Firenze sul tema “Spontaneous pupillary oscillations increase during mindfulness meditation”, appena pubblicata sulla prestigiosa rivista Current Biology.

È ormai un dato di fatto che la meditazione sia in grado di esercitare una profonda influenza sulla funzionalità cerebrale e i risultati della nuova ricerca introducono la misura della pupilla come un nuovo strumento per studiare questi processi. Il grande vantaggio di questo approccio è la sua semplicità, che si combina con l’oggettività dei dati che restituisce. Una delle grandi barriere nello studio dell’uomo risiede infatti nella difficoltà di studiare i processi senza disturbarli. Ad esempio, durante la meditazione, è molto difficile misurare la percezione e il comportamento con domande dirette che, per definizione, interromperebbero l’attività di meditazione. Al contrario, la misura della pupilla avviene automaticamente, e fornisce un dato oggettivo in grado di distinguere una persona che sta meditando da una che si sta semplicemente rilassando e ascoltando della musica.
“La pupilla è l’apertura attraverso cui la luce entra nell’occhio – spiega la professoressa Paola Binda dell’Università di Pisa, senior author del lavoro – A lungo si è pensato che la sua grandezza fosse regolata solo in base alla quantità di luce: più piccola quando c’è tanta luce, più grande quando ce n’è poca, come capita al diaframma delle macchine fotografiche. Tuttavia, le ricerche del nostro e di altri laboratori hanno rivelato che la grandezza della pupilla è regolata anche da una moltitudine di altri fattori: percettivi, cognitivi, fisiologici”.
La ricerca appena pubblicata su Current Biology si è focalizzata sulle variazioni spontanee del diametro pupillare: “Quando la luce è costante, la pupilla si costringe ogni pochi secondi e poi torna a dilatarsi, in modo ciclico – aggiunge il professor David C. Burr dell’Università di Firenze, corresponding author del lavoro – Apparentemente casuali, queste variazioni sono in realtà cariche di significato fisiologico, visto che in precedenti ricerche abbiamo trovato che la loro ampiezza si correla con la plasticità del cervello, quindi con la nostra capacità di apprendere e di adattarci al nostro ambiente. Di qui l’idea di misurare queste variazioni in una situazione molto particolare dal punto di vista percettivo e cognitivo: durante la meditazione”.

Da sinistra: Antonella Pomè, Paola Binda e David Burr.
Completano il team di ricerca la dottoressa Antonella Pomè dell’Università di Firenze, che ha partecipato alla ricerca durante la sua formazione nel XXXII ciclo del dottorato toscano di Neuroscienze, e la studentessa Annalisa Capuozzo che l’ha seguita per la sua tesi di laurea magistrale in Psicologia. “Un gruppo di volontari che avevano precedentemente ricevuto un training specifico nella "mindfulness meditation" si è prestato ad eseguire una breve sessione di meditazione (a occhi aperti), indossando un paio di occhiali in grado di registrare il diametro delle loro pupille – racconta la dottoressa Pomè – I risultati dimostrano un notevole aumento della motilità delle pupille durante la meditazione, rispetto al periodo precedente e seguente”.
La ricerca è frutto di una rete di eccellenza che coinvolge i due atenei toscani e altrettanti progetti finanziati dalla Commissione Europea: il progetto Pupiltraits (finanziato con circa 1.5 milioni di euro per una durata di 5 anni), ospitato all’Università di Pisa e coordinato dalla professoressa Paola Binda, e il progetto GenPercept (finanziato con circa 2.5 milioni di euro per una durata di 5 anni,) ospitato all’Università di Firenze con titolare il professor David C. Burr.
Borsa di studio e approfondimento presso il DESTEC “Rilievi, restituzione 2D e 3D di edifici storici e realizzazione di modelli di calcolo”
L'età dei populismi. Un'analisi politica e sociale
Nell’ambito di un dialogo scientifico interdisciplinare che ha coinvolto due Progetti di Ricerca di Ateneo sul tema del populismo all’interno del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, si segnala l’uscita del volume a cura di Antonio Masala e Lorenzo Viviani dal titolo “L'età dei populismi. Un'analisi politica e sociale”, Carocci, Roma, 2020.
Il volume affronta la questione del populismo e le sue implicazioni in riferimento alle trasformazioni delle democrazie e delle società contemporanee. La prospettiva interdisciplinare adottata non si concentra sull’ampia fenomenologia di casi di populismo, ma tesse la trama dei cambiamenti storico-politici e sociali con cui si misurano le liberal-democrazie in una fase di ridefinizione degli attori, dei luoghi, dei tempi e dei linguaggi della politica.
Attraverso un dialogo serrato tra filosofia, storia e sociologia politica ne viene proposto un inquadramento teorico, con un’analisi critica dei diversi approcci interpretativi disponibili, esaminandone le sfide in termini di ideologia e di strategia e retorica politiche. Ampio spazio viene dedicato al rapporto tra populismo, democrazia liberale, rappresentanza politica e crisi dei partiti tradizionali. Si affronta inoltre la sua relazione con la scienza, con le nuove tecnologie e con il complesso sistema della comunicazione, in particolare quella digitale. Il volume si articola in quattro parti, di cui la prima dedicata a “Populismi, democrazia, ideologia”, la seconda a “Populismi, politica, storia”, la terza a “Populismi, comunicazione, scienza”, la quarta a “Populismi, partiti, immigrazione”.
Studiare i populismi richiede anche di analizzare come varia la struttura delle opportunità politiche in ragione delle fasi di transizione che accompagnano i processi di modernizzazione e di trasformazione delle basi sociali delle democrazie. Nella relazione fra itinerari della modernizzazione e diverse traiettorie della democrazia, si creano infatti possibili crisi nel processo di legittimazione dell’autorità politica. L’insorgere dei populismi esprime dunque una frattura politica che può emergere proprio all’interno delle trasformazioni della democrazia laddove si incrinano i processi di riconoscimento, di fiducia, di lealtà nei confronti delle forme della rappresentanza politica, il cuore della democrazia liberale.
Lungi dall’essere un “prodotto finito”, la democrazia è infatti un processo che si compone di una continua ridefinizione degli attori, dei contenuti e delle forme delle sue due componenti: la democrazia nel suo funzionamento procedurale e la democrazia come progetto di trasformazione della società.
Avvisi per il reclutamento di professionisti per il Centri di Ascolto
Intelligenza artificiale: CNR e Università di Pisa coordinano il Dottorato nazionale
Il primo dottorato di questa tematica prende avvio con la firma della convenzione tra Cnr, Sapienza Università di Roma, Politecnico di Torino, Università Campus Bio-Medico di Roma, Università di Napoli “Federico II” e Università di Pisa. Il Mur ha costituito presso il Cnr un Comitato per elaborare una strategia unitaria e realizzare un coordinamento nazionale. Il PhD-AI.it prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022, sono già disponibili 194 borse. Si stima che il settore porterà entro il 2030 ad una crescita del 16% del Pil mondiale e avrà un impatto sul 70% delle aziende. Il mercato in Italia è agli albori, ma siamo al decimo posto mondiale come numero di pubblicazioni e al quinto come impatto scientifico
Prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022 il primo Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale coordinato da CNR e Università di Pisa e istituito con una convenzione firmata, oltre che dall’Ateneo pisano, anche da Sapienza Università di Roma, Politecnico di Torino, Università Campus Bio-Medico di Roma e Università di Napoli “Federico II”.
“L'intelligenza artificiale rappresenta uno dei settori ad alto impatto che condizioneranno la competitività dei Paesi nel prossimo futuro. Su questo l'Italia deve investire per avere un ruolo internazionale ed essere in grado di competere sulle tecnologie avanzate. Il dottorato nazionale in Intelligenza artificiale è il primo passo verso questa direzione", afferma Gaetano Manfredi, ministro dell'Università e della ricerca.
"Poter avere un ruolo attivo nello sviluppo delle strategie nazionali, coordinando insieme al CNR il Dottorato nazionale in Intelligenza Artificiale, ci riempie d’orgoglio – ha commentato il Rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella – Del resto, l’Università di Pisa ha una solida tradizione di ricerca e formazione in ambito ICT: abbiamo da poco celebrato i 50 anni dall’istituzione proprio a Pisa del primo corso di laurea italiano in Informatica. Con questa nuova avventura, contiamo di dare un contributo concreto al nostro Paese per sfruttare appieno le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale e vivere presto una nuova stagione di crescita e di sviluppo".
L’Intelligenza artificiale (Ai) è il pilastro di una nuova rivoluzione industriale che, secondo la Commissione Europea, avrà lo stesso impatto di trasformazione sulla società e l’industria prodotto in passato dal motore a vapore e dall'elettricità. Il McKinsey Global Institute stima che entro il 2030 l’AI porterà ad una crescita del 16% del PIL mondiale e avrà un impatto sul 70% delle aziende. Complessivamente, il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia è agli albori, con una spesa in tecnologie nel settore di poche centinaia di milioni di euro l’anno. Questi dati sono in linea con lo studio McKinsey sul livello di “prontezza” (AI readiness) delle varie nazioni all’utilizzo dell’Ai, che ci colloca tra i paesi che al momento mostrano una “moderata” capacità di sfruttare i benefici economici che derivano da quest’innovazione, ma con un potenziale ampiamente positivo, soprattutto se le tecnologie saranno sfruttate in settori industriali strategici per il Paese quali il manifatturiero, la robotica industriale e di servizio e l’agroalimentare.
A questo scopo il Mur ha costituito presso il Cnr un Comitato con il compito di elaborare la strategia italiana nell’alta formazione per l’Ai e ha finanziato con 4 M€ il CNR e con 3,85 M€ l’Università di Pisa al fine di implementare la strategia elaborata dal Comitato per dar vita al Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale. L'obiettivo è quello di creare un sistema competitivo su scala mondiale e in grado non solo di trattenere in Italia i nostri migliori laureati, ma anche di attrarre talenti dagli altri Paesi.
Il primo risultato del Comitato è la convenzione appena firmata per istituire un Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale (PhD-AI.it) che, con il coordinamento del CNR e dell’Università di Pisa, si articolerà in cinque corsi, promossi sul territorio nazionale da raggruppamenti di università ed enti pubblici di ricerca, ciascuno coordinato da un’università capofila:
PhD-AI.it: Area salute e scienze della vita, coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma;
PhD-AI.it: Area agrifood e ambiente, coordinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II;
PhD-AI.it: Area sicurezza e cybersecurity, coordinato da Sapienza Università di Roma;
PhD-AI.it: Area industria 4.0, coordinato dal Politecnico di Torino
PhD-AI.it: Area società, coordinato dall’Università di Pisa.
Oltre alle università capofila e al Cnr parteciperanno ai cinque corsi del PhD-AI.it altre università ed enti di ricerca italiani, selezionati mediante una chiamata aperta che verrà lanciata nel mese di settembre. L’obiettivo è chiamare a raccolta tutte le risorse nazionali per perseguire l’eccellenza scientifica e, allo stesso tempo, garantire un’ampia e qualificata copertura delle università ed enti di ricerca nazionali.
I dottorandi del PhD-AI.it riceveranno sia una “formazione orizzontale”, sugli aspetti fondazionali dell’Ai, comune tra i cinque corsi, sia una “formazione verticale”, relativa alla propria area di specializzazione. Il Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale sarà coordinato dal Consiglio di Coordinamento Nazionale, che promuoverà, integrerà e coordinerà le attività formative comuni tra le diverse sedi.
Il PhD-AI.it prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022 (37° ciclo). Per i primi due cicli (37° e 38°), sono già disponibili, complessivamente, 194 borse (97 cofinanziate dal CNR e 97 cofinanziate dal ministero attraverso l’Università di Pisa), per un investimento complessivo che, col co-finanziamento degli atenei, supera i 15 milioni di euro. Il bando di ammissione al PhD-AI.it verrà pubblicato agli inizi del 2021 e i corsi avranno inizio a novembre 2021.
Uno studio sui lavori scientifici nel settore dell’AI, basato su dati Scopus di Elsevier, posiziona l’Italia al decimo posto a livello mondiale come numero di pubblicazioni. Analizzando però il loro impatto scientifico vediamo che l’Italia si colloca al quinto posto. “L’Italia può sicuramente contare su un grande punto di forza: la qualità della sua ricerca scientifica. Il nuovo dottorato nazionale in Intelligenza artificiale nasce da una forte sinergia tra il Cnr e l’università e mette a sistema le migliori competenze nazionali. L’Italia deve ripartire dalla ricerca, digitale e intelligenza artificiale sono cruciali per il futuro del paese”, conclude il presidente del Cnr, Massimo Inguscio.
Incarico di lavoro autonomo nell’ambito della ricerca: “Utilizzo di metodiche molecolari per la tracciabilità di prodotti della pesca e la caratterizzazione di parassiti zoonotici”
Intelligenza artificiale: CNR e Università di Pisa coordinano il Dottorato nazionale
Prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022 il primo Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale coordinato da CNR e Università di Pisa e istituito con una convenzione firmata, oltre che dall’Ateneo pisano, anche da Sapienza Università di Roma, Politecnico di Torino, Università Campus Bio-Medico di Roma e Università di Napoli “Federico II”.
“L'intelligenza artificiale rappresenta uno dei settori ad alto impatto che condizioneranno la competitività dei Paesi nel prossimo futuro. Su questo l'Italia deve investire per avere un ruolo internazionale ed essere in grado di competere sulle tecnologie avanzate. Il dottorato nazionale in Intelligenza artificiale è il primo passo verso questa direzione", afferma Gaetano Manfredi, ministro dell'Università e della ricerca.
"Poter avere un ruolo attivo nello sviluppo delle strategie nazionali, coordinando insieme al CNR il Dottorato nazionale in Intelligenza Artificiale, ci riempie d’orgoglio – ha commentato il Rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella – Del resto, l’Università di Pisa ha una solida tradizione di ricerca e formazione in ambito ICT: abbiamo da poco celebrato i 50 anni dall’istituzione proprio a Pisa del primo corso di laurea italiano in Informatica. Con questa nuova avventura, contiamo di dare un contributo concreto al nostro Paese per sfruttare appieno le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale e vivere presto una nuova stagione di crescita e di sviluppo".

L’Intelligenza artificiale (Ai) è il pilastro di una nuova rivoluzione industriale che, secondo la Commissione Europea, avrà lo stesso impatto di trasformazione sulla società e l’industria prodotto in passato dal motore a vapore e dall'elettricità. Il McKinsey Global Institute stima che entro il 2030 l’AI porterà ad una crescita del 16% del PIL mondiale e avrà un impatto sul 70% delle aziende. Complessivamente, il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia è agli albori, con una spesa in tecnologie nel settore di poche centinaia di milioni di euro l’anno. Questi dati sono in linea con lo studio McKinsey sul livello di “prontezza” (AI readiness) delle varie nazioni all’utilizzo dell’Ai, che ci colloca tra i paesi che al momento mostrano una “moderata” capacità di sfruttare i benefici economici che derivano da quest’innovazione, ma con un potenziale ampiamente positivo, soprattutto se le tecnologie saranno sfruttate in settori industriali strategici per il Paese quali il manifatturiero, la robotica industriale e di servizio e l’agroalimentare.
A questo scopo il Mur ha costituito presso il Cnr un Comitato con il compito di elaborare la strategia italiana nell’alta formazione per l’Ai e ha finanziato con 4 M€ il CNR e con 3,85 M€ l’Università di Pisa al fine di implementare la strategia elaborata dal Comitato per dar vita al Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale. L'obiettivo è quello di creare un sistema competitivo su scala mondiale e in grado non solo di trattenere in Italia i nostri migliori laureati, ma anche di attrarre talenti dagli altri Paesi.
Il primo risultato del Comitato è la convenzione appena firmata per istituire un Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale (PhD-AI.it) che, con il coordinamento del CNR e dell’Università di Pisa, si articolerà in cinque corsi, promossi sul territorio nazionale da raggruppamenti di università ed enti pubblici di ricerca, ciascuno coordinato da un’università capofila:
- PhD-AI.it: Area salute e scienze della vita, coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma;
- PhD-AI.it: Area agrifood e ambiente, coordinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II;
- PhD-AI.it: Area sicurezza e cybersecurity, coordinato da Sapienza Università di Roma;
- PhD-AI.it: Area industria 4.0, coordinato dal Politecnico di Torino
- PhD-AI.it: Area società, coordinato dall’Università di Pisa.
Oltre alle università capofila e al Cnr parteciperanno ai cinque corsi del PhD-AI.it altre università ed enti di ricerca italiani, selezionati mediante una chiamata aperta che verrà lanciata nel mese di settembre. L’obiettivo è chiamare a raccolta tutte le risorse nazionali per perseguire l’eccellenza scientifica e, allo stesso tempo, garantire un’ampia e qualificata copertura delle università ed enti di ricerca nazionali.
I dottorandi del PhD-AI.it riceveranno sia una “formazione orizzontale”, sugli aspetti fondazionali dell’Ai, comune tra i cinque corsi, sia una “formazione verticale”, relativa alla propria area di specializzazione. Il Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale sarà coordinato dal Consiglio di Coordinamento Nazionale, che promuoverà, integrerà e coordinerà le attività formative comuni tra le diverse sedi.
Il PhD-AI.it prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022 (37° ciclo). Per i primi due cicli (37° e 38°), sono già disponibili, complessivamente, 194 borse (97 cofinanziate dal CNR e 97 cofinanziate dal ministero attraverso l’Università di Pisa), per un investimento complessivo che, col co-finanziamento degli atenei, supera i 15 milioni di euro. Il bando di ammissione al PhD-AI.it verrà pubblicato agli inizi del 2021 e i corsi avranno inizio a novembre 2021.
Uno studio sui lavori scientifici nel settore dell’AI, basato su dati Scopus di Elsevier, posiziona l’Italia al decimo posto a livello mondiale come numero di pubblicazioni. Analizzando però il loro impatto scientifico vediamo che l’Italia si colloca al quinto posto. “L’Italia può sicuramente contare su un grande punto di forza: la qualità della sua ricerca scientifica. Il nuovo dottorato nazionale in Intelligenza artificiale nasce da una forte sinergia tra il Cnr e l’università e mette a sistema le migliori competenze nazionali. L’Italia deve ripartire dalla ricerca, digitale e intelligenza artificiale sono cruciali per il futuro del paese”, conclude il presidente del Cnr, Massimo Inguscio.
Fabrizio Bruschi confermato presidente della Società Italiana di Parassitologia
Il professor Fabrizio Bruschi, ordinario di Parassitologia e Malattie parassitarie all'Università di Pisa e responsabile del Programma Monitoraggio delle parassitosi e formulazione di nuovi algoritmi diagnostici dell'AOUP, dopo aver presieduto la Società Italiana di Parassitologia (SoIPa) per il quadriennio 2016-2020, è stato riconfermato presidente per il periodo 2020-2024. Anche per questo quadriennio la professoressa Valentina Mangano dell'Ateneo pisano e dell'AOUP svolgerà le funzioni di Segretario Generale della SoIPa.
La Società Italiana di Parassitologia fondata nel 1959 in continuità statutaria con la Società per gli Studi della malaria (fondata nel 1898) raccoglie, tra gli altri, i parassitologi di tutti gli Atenei italiani presenti nei Dipartimenti di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria ed Agraria, nonché quelli dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma e di altri importanti Ospedali Italiani, in uno spirito totalmente One-Health.
Il principio One-Health rappresenta la visione olistica di un modello sanitario, ideale per raggiungere la salute globale, affrontando i bisogni delle popolazioni più vulnerabili, sulla base dell'intima relazione tra la loro salute, quella dei loro animali e l'ambiente in cui vivono, la cui importanza era già stata messa in evidenza da Ippocrate. Questa visione è riconosciuta oltre che dal Ministero della Salute, dalla UE, dalla FAO, dal WHO, dalla OIE e dall'UNICEF come strategia rilevante in tutti i settori che beneficiano della collaborazione tra studiosi di discipline diverse (medici, veterinari, agronomi, ecologi, economisti, sociologi, ecc.).
Venerdì 31 luglio riaprono il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi e la mostra “Hello World!”
Venerdì 31 luglio è prevista l’apertura straordinaria, al Polo Le Benedettine, della mostra “Hello World! L’informatica dall’aritmometro allo smartphone”, e la riapertura del Museo della Grafica dove ammirare la mostra “Olivetti@ Toscana.it. Territorio, Comunità, Architettura nella Toscana di Olivetti”, due mostre per un dialogo ideale tra due dei lungarni di Mezzogiorno.
L’entrata è libera in entrambi i casi. Gli ingressi sono contingentati, con possibilità di prenotare l’ingresso online, scegliendo data e ora. Per prenotarsi alla mostra “Hello World!” collegarsi al sito https://www.msc.sma.unipi.it/prenota-online/; per il Museo della Grafica il link è https://museodellagrafica.sma.unipi.it/prenota-online/.
La mostra “Hello World!” è un affascinante viaggio nel tempo che illustra l’evoluzione degli strumenti per il Calcolo, dalle prime macchine meccaniche, ai modelli di Apple e di smartphone. Nasce all’interno delle celebrazioni di Informatica 50, iniziativa dell’Università di Pisa e dal Dipartimento di Informatica, in collaborazione con il Museo degli Strumenti per il Calcolo, per le celebrazioni per i 50 anni dall’istituzione del Primo corso di Laurea in Informatica a Pisa.
La mostra sarà aperta solo venerdì 31 luglio e sabato primo agosto per poi riaprire a settembre. L’orario sarà 10-13 e 15-19. Sarà questa apertura straordinaria l’ultima occasione per vedere Enigma, la macchina cifratrice usata dai nazisti, nella seconda guerra mondiale, e la cui decodifica è stata condotta a Bletchley Park, dalla Government Code and Cypher School di cui faceva parte anche Alan Turing.
Fino a settembre, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) riaprirà al pubblico nel fine settimana, con i seguenti orari: venerdì: 17-20, sabato: 10-13 e 17-20 e domenica: 17-20. L’entrata è libera.
Sarà dunque possibile tornare al Museo e visitare le sue sale e i suoi ambienti. Un'occasione per ammirare la mostra “Olivetti@ Toscana.it. Territorio, Comunità, Architettura nella Toscana di Olivetti”, prorogata fino al 4 ottobre, e per vedere la selezione di opere delle collezioni presentate nell’anteprima digitale nell’ambito della rubrica “Opere, temi, artisti. Costruiamo una mostra virtuale”. In questi mesi, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) non si è infatti mai fermato, proseguendo la sua attività online.
Scavi nel giardino della chiesa di S. Sisto: torna la ricerca archeologica nel centro di Pisa
A settembre parte il progetto di ricerca archeologica che, per tre anni, indagherà una delle aree più interessanti della città di Pisa: personale e studenti del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa saranno impegnati nello scavo e nello studio dei materiali che emergeranno dal giardino della chiesa di S. Sisto, situata in pieno centro storico tra via Pasquale Paoli e via Corsica, a due passi da Piazza dei Cavalieri. La ricerca rientra nelle iniziative finanziate con i fondi del Progetto di Eccellenza del Dipartimento.
Il gruppo di ricerca è diretto da Federico Cantini, professore di Archeologia medievale. Lo scavo è realizzato grazie alla disponibilità di don Francesco Barsotti (parroco di S. Sisto), che ha concesso l’uso dell’area. I cittadini e tutti gli interessati potranno seguire le attività attraverso il sito web www.sansistoproject.cfs.unipi.it e i canali social dello scavo (online da settembre) e, in occasioni particolari, potranno visitare il cantiere e incontrare gli archeologi.
La chiesa di S. Sisto in Cortevecchia fu fondata nel 1087, in seguito alla vittoria dei Pisani sulle città tunisine di Al-Mahdiya e Zawila e come tale destinata a custodire e celebrare le glorie della città. Già utilizzata per rogare atti dal 1110, fu però consacrata solo nel 1133. Il toponimo Cortevecchia, attestato già dal 1027 in associazione alla chiesa di S. Pietro (posta laddove oggi è la chiesa di S. Rocco), ha fatto ipotizzare agli studiosi la presenza nell’area del centro del potere pubblico altomedievale, forse già della curtis gastaldale longobarda.
Dalla cartografia storica lo spazio occupato dal giardino risulta da sempre libero da edifici, cosa che dovrebbe aver preservato le stratigrafie medievali e forse antiche, rendendola una zona della città perfetta per indagarne la storia e lo sviluppo urbanistico.
“Lo scavo del giardino della chiesa di S. Sisto rappresenta un’occasione importante per indagare con gli strumenti della ricerca scientifica un’area che ha rivestito un significato particolare nella storia di Pisa – commenta il professor Marco Gesi, prorettore per i rapporti con il territorio dell’Ateneo pisano – La città con la costruzione dell’edificio religioso in una zona che aveva sin dall’alto medioevo ospitato le strutture del potere pubblico volle infatti celebrare il ruolo di potenza marittima che aveva acquisito e stava consolidando. Ma il valore del progetto non risiede solo nella dimensione della ricerca e della formazione degli studenti di archeologia che saranno coinvolti. Una delle missioni fondanti del nostro Ateneo è infatti quella di comunicare al grande pubblico i risultati del lavoro di docenti e ricercatori, per fare della conoscenza un valore condiviso, in primis con chi abita e lavora nella città di Pisa. Per questo motivo il progetto prevede la creazione di un sito internet dedicato, dove saranno pubblicati i risultati degli scavi, visite al cantiere archeologico e mostre in itinere: attività che sono necessarie per creare una comunità sempre più ampia e consapevole del valore del sapere, unico vero strumento di crescita e promozione sociale.”
“Esprimo la mia più viva soddisfazione per questa nuova attività di ricerca archeologica intorno a un'area della nostra città di così estremo interesse – commenta l’assessore comunale alle attività produttive e commercio Paolo Pesciatini – Sarà l'occasione per approfondire la storia di Pisa attraverso un progetto rigorosamente scientifico e al contempo divulgativo che consentirà di condividere con i nostri concittadini e i nostri ospiti l'emozione della scoperta, che avvolge momenti così importanti per la conoscenza originaria e l'identità di una comunità come la nostra”.
“La nostra parrocchia – conclude il parroco don Francesco Barsotti – ha accolto con entusiasmo ed interesse questo progetto, perché è un’occasione importante per la ricerca archeologica e storica della città, e si configura inoltre come prima tappa di un percorso di riqualificazione del giardino e degli ambienti della parrocchia per la vita della comunità”.
