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Comunicati stampa

E’ stata conferita la cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto ai caduti della Prima Guerra Mondiale dell’Università di Pisa. La cerimonia si è svolta nel Palazzo della Sapienza giovedì 28 gennaio alla presenza del Sindaco di Pisa Michele Conti, del Rettore dell’Ateneo pisano Paolo Mancarella e delle autorità cittadine civili e militari.

Guarda il video della cerimonia


“Furono tantissimi i membri della nostra comunità che diedero il proprio contributo allo sforzo bellico – ha ricordato Mancarella - 132 furono i nostri caduti e di questi ben 112 studenti. Tra di loro, tre medaglie d’oro al valor militare. Quelle di: Giovanni Bertacchi, iscritto alla facoltà di lettere; Leopoldo Pellas, studente di giurisprudenza, e Vincenzo Zerboglio morto a pochi giorni dalla fine del conflitto. A tutti loro il nostro Ateneo conferì la laurea in lettere ad honorem”.

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Un momento della cerimonia


“E’ un grande onore per la nostra Università – ha concluso il Rettore - ricevere questa pergamena con la quale viene riconosciuta ai professori, al personale universitario e agli studenti del nostro Ateneo caduti durante la Grande Guerra, la cittadinanza onoraria della città di Vittorio Veneto”.

La cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto è un riconoscimento istituito dalla cittadina simbolo della vittoria nel primo conflitto mondiale in occasione del centenario della Grande Guerra. Tutti i combattenti e i caduti che presero parte a quella guerra sono tra i beneficiari.

 

Robot che si muovono facilmente in ambienti naturali, in grado di camminare su superfici sabbiose e su sentieri scoscesi e rocciosi, con il compito di monitorare foreste, praterie, dune e montagne minacciate dal surriscaldamento globale e dall’inquinamento. Nei prossimi tre anni l’Università di Pisa coordinerà il progetto “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats” (NI), finanziato dall’Unione Europea con un budget totale di tre milioni di euro (di cui uno destinato all’Ateneo pisano), il cui obiettivo è proprio quello di sviluppare sistemi robotici capaci di “uscire” dai laboratori e muoversi in habitat naturali. Responsabile del progetto è Manolo Garabini, ricercatore del Centro di Ricerca “E. Piaggio” e del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, che guiderà un consorzio di partner internazionali. Con lui collaborano all’Università di Pisa Franco Angelini e Riccardo Mengacci, rispettivamente post doc e dottorando in Robotics.  

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“Il progetto NI mira a sviluppare nuovi sistemi in grado di sfruttare un corpo basato su tecnologie soft robotiche in grado di adattarsi ad ambienti non strutturati – spiega Garabini - A questi corpi speciali, verranno affiancati dei nuovi algoritmi che costituiranno la mente dei robot. L’obiettivo di questi algoritmi sarà molteplice: da un lato faciliteranno la locomozione, rendendola energeticamente più efficiente, più robusta a disturbi e a terreni irregolari e permettendo anche movimenti più ardui, quali salti dinamici o camminare su sentieri ripidi; dall’altro lato, questi nuovi algoritmi renderanno i robot in grado di svolgere in modo (parzialmente) autonomo la missione preposta, ovvero permettendo di muoversi liberamente nell’ambiente, di rimediare a eventuali cadute, e anche di identificare e catalogare le varie specie tipiche degli ambienti naturali sotto analisi”.

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Nella foto il team di ricerca dell'Università di Pisa: da sinistra Manolo Garabini (coordinatore del progetto), Franco Angelini e Riccardo Mengacci.

Nell’ambito del progetto saranno anche redatte delle linee guida per il monitoraggio ambientale mediante l’utilizzo di sistemi robotici, con lo scopo ultimo di includere queste teologie nei Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario in Italia (Direttiva 92/43/CEE). “Le nuove tecnologie sviluppate da NI permetteranno di facilitare e rafforzare la salvaguardia ambientale, rendendo l’Unione Europea leader mondiale nel settore – conclude Garabini – In aggiunta a ciò, le nuove tecnologie potranno essere applicate anche in altri settori, come quello agroalimentare o quello di ispezione e manutenzione”.

I partner del progetto coordinato dall’Università di Pisa sono: Imperial College (UK), Politecnico di Zurigo (CH), Università di Kingston (UK), Università di Delft (NL), Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifca (E), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Qbrobotics Srl. Come terze parti che forniranno le competenze in ambito botanico per il monitoraggio ambientale sono coinvolte anche le Università di Siena, Sassari, Perugia e Milano.

Dopo la ripartenza dell’Orto e Museo botanico e del Museo di Storia Naturale di Calci, da giovedì 28 gennaio anche la Gipsoteca di Arte Antica e le Collezioni Egittologiche tornano ad accogliere i visitatori con ingressi contingentati e prenotazioni consigliate, almeno fino a quando la Toscana sarà “zona gialla”. 

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La Gipsoteca di Arte Antica, in Piazza San Paolo all’Orto 20, rimane aperta solo il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 18. Maggiori informazioni sul sito https://www.gipsoteca.sma.unipi.it/.

Stessi orari per le Collezioni Egittologiche, in via San Frediano 12, aperte solo il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 18. Fino alla fine febbraio sono previste delle visite su prenotazione incluse nel biglietto. Maggiori informazioni sul sito https://www.egitto.sma.unipi.it/.

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L’Orto e Museo Botanico è invece visitabile da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17). Anche in questo caso gli ingressi sono contingentati ed è consigliata la prenotazione. Maggiori informazioni sul sito https://www.ortomuseobot.sma.unipi.it/.

Anche il Museo di Storia Naturale di Calci è aperto dal lunedì al venerdì e in questo caso la prenotazione è obbligatoria, con possibilità di scelta dell’orario. Informazioni su https://www.msn.unipi.it/.

In base all'evolversi della situazione il Sistema Museale dell’Università di Pisa darà comunicazione tempestiva della possibilità di rimanere ulteriormente aperti.

In occasione del Giorno della Memoria, l'Università di Pisa annuncia il conferimento della laurea magistrale honoris causa in Scienze per la Pace alla senatrice a vita Liliana Segre. La cerimonia si terrà martedì 2 febbraio dalle ore 11 parzialmente in presenza, nell'Auditorium del Polo "San Rossore 1938", e su piattaforma telematica.

Il link per seguire la diretta streaming è: http://call.unipi.it/cerimonia2febbraio
Si ricorda che al fine di garantire le misure di sicurezza previste per il contenimento della diffusione del Covid 19, l'accesso all'Auditorium del Polo "San Rossore 1938" sarà limitato ai relatori e ai membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell'Università di Pisa.

"La biografia della senatrice Segre - è scritto nella Motivazione del riconoscimento - restituisce il senso più alto di un costante impegno pubblico volto non solo a tutelare la storia e la memoria delle vittime dello Sterminio, ma anche a promuovere una autentica educazione alla cittadinanza e alla pace...Nei suoi incontri con i cittadini di tutta Italia, e in particolare con gli studenti, anche universitari, Liliana Segre ha contribuito a promuovere una cultura di pace positiva, espressione con la quale si intende non solo la semplice assenza di guerra, ma l’insieme delle attività volte a promuovere la giustizia sociale, la convivenza pacifica, il ripudio dei conflitti".

"In questi anni - ha commentato il rettore Paolo Mancarella - il vincolo di riconoscenza che lega l'Università di Pisa alla senatrice Liliana Segre si è rafforzato sempre di più. Conferirle la laurea honoris causa in Scienze per la Pace è il nostro modo di dirle grazie per aver tutelato la storia e la memoria della Shoah, facendone uno strumento per alimentare, in primo luogo nei giovani, quei valori di fratellanza e di rispetto in cui il nostro Ateneo si riconosce pienamente e che sono fondamentali per costruire una società basata su una solida cultura della pace, che non lasci posto ad alcuna forma di odio”.

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La giornata del 2 febbraio - coordinata dal professor Fabrizio Franceschini, direttore del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici (CISE) dell'Ateneo pisano - sarà aperta alle ore 11 dalla presentazione del volume "Il dovere della parola. La Shoah nelle testimonianze di Liliana Segre e di Goti Herskovitz Bauer", di Marina Riccucci e Laura Ricotti, pubblicato da Pacini d’intesa con la Fondazione Livorno. Ai saluti istituzionali e all'intervento della professoressa Riccucci, membro del CISE, seguirà l'intervento a distanza di Goti Herskovitz Bauer.
“Il libro - sottolinea il professor Franceschini - è importante sia perché presenta una testimonianza della Segre con accenti nuovi rispetto ad altri e sempre significativi suoi interventi, sia perché valorizza degnamente la figura di Goti Bauer, che tra i molti meriti ha quello di aver stimolato proprio Liliana Segre a prendere la parola, dopo anni di silenzio sulla sua esperienza della deportazione e del Lager”.

Alle ore 12 inizierà la cerimonia di conferimento della laurea magistrale honoris causa in Scienze per la Pace alla senatrice Liliana Segre. Dopo il benvenuto del rettore Paolo Mancarella, la professoressa Eleonora Sirsi, presidente del corso di laurea magistrale in Scienze per la Pace, darà lettura della Motivazione del conferimento.
La Laudatio sarà tenuta da Gadi Luzzatto Voghera, direttore del Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, e da Noemi di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei).
Seguiranno la cerimonia di consegna della laurea magistrale HC e la Lectio Magistralis della senatrice Liliana Segre, in collegamento a distanza.

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