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Comunicati stampa
Venerdì, 25 Marzo 2022 12:56

Opportunities for administrative staff

Venerdì, 25 Marzo 2022 12:56

Opportunities for academics

Venerdì, 25 Marzo 2022 12:53

Opportunities for students

Venerdì, 25 Marzo 2022 12:52

Facts and Initiatives

Lunedì 28 marzo, dalle 16,30 alle 18,00, la Gipsoteca di Arte Antica (Piazza San Paolo all’Orto 20) dell'Università di Pisa apre le sue porte ai visitatori per un'attività speciale dedicata alle famiglie "Da Pisa ad Atene: family tour tra i calchi della Gipsoteca”.

I family tour si svolgeranno anche lunedì 4 e 11 aprile sempre allo stesso orario. I visitatori potranno andare alla scoperta delle collezioni della Gipsoteca dedicate all’Acropoli di Atene e dell'installazione artistica "An Archaeology of disability", presentata alla Biennale di Venezia nel 2021. L'ingresso è gratuito previa prenotazione inviando una mail aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  entro le 12,00 del giorno in cui si intende fare le visita. Per accedere alla Gipsoteca sono necessari mascherina e green pass “rafforzato”.

L'iniziativa rientra nella manifestazione "Aree archeologiche e accessibilità: da limite a opportunità" curata da Anna Anguissola e Chiara Tarantino.

L’Università di Pisa intende rilanciare i percorsi di internazionalizzazione della formazione dottorale mediante l’attivazione di nuovi strumenti che ne favoriscano la ripresa, dopo la pausa forzata dovuta agli ultimi due anni di pandemia. L’Ateneo promuove infatti due iniziative nate con l’intento di sostenere la mobilità all’estero dei suoi dottorandi e favorire l’internazionalizzazione dei dottorati di ricerca.

La prima opportunità è rivolta direttamente ai dottorandi, che possono richiedere l’assegnazione di un contributo, fino a 5.000 euro, destinato a finanziare un soggiorno di ricerca all’estero della durata di almeno tre mesi. Il bando è riservato ai dottorandi (con e senza borsa) iscritti a un dottorato dell’Università di Pisa al secondo o al terzo anno. Tutti i dettagli per partecipare sono disponibili a questo link.

La seconda iniziativa prevede il cofinanziamento da parte dell’Ateneo al 50% di 4 borse di dottorato da bandire sul prossimo ciclo, che prevedano una attività di ricerca da svolgere in cotutela con un Ateneo estero disponibile a coprire l’altra metà della borsa. I docenti proponenti potranno presentare i progetti di ricerca candidati al finanziamento entro il 12 aprile 2022. Il finanziamento è rivolto in primo luogo alle cotutele di dottorandi in uscita, ma potranno essere valutati anche progetti di cotutela in entrata. L’avviso è disponibile a questo link.

Dal 17 al 19 marzo si è riunito a Pisa il consorzio Europeo del progetto Autocapsule, coordinato dall'Università di Pisa nell'ambito del pilastro Excellent Science di Horizon 2020, e che vede come partners l’Università di Leeds, l’Università di Glasgow, IMEC e Quantavis.

Il progetto prevede la progettazione di una capsula sensorizzata, ad alto grado di autonomia, che potrà effettuare uno screening accurato dell’apparato digerente, e contrastare le molteplici malattie che interessano questo tratto.
"Entro fine anno - afferma Giuseppe Iannaccone, professore di elettronica al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa e coordinatore del progetto - verranno messi a punto i primi due dispositivi: una capsula impiantabile per il tratto gastrointestinale e una capsula endoscopica pilotata con manipolazione magnetica mediante un braccio robotico esterno.
"La combinazione di dispositivi mobili e impiantabili, di sensori sofisticati e delle tecniche di robotica medica - prosegue Iannaccone - ha potenzialità eccezionali per portare tecniche di diagnostica avanzata dall'ospedale all'ambulatorio, aumentando di gran lunga le capacità di screening".

ll gruppo di ricerca al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell'Ateneo pisano sta sviluppando l’elettronica necessaria per pilotare i sensori, acquisire i segnali, comunicare con l'esterno e fornire potenza alla capsula in modo wireless attraverso il corpo umano. Elettronica che sarà tutta realizzata su chip, per occupare poco spazio e consumare poca potenza.

"Per noi che ci occupiamo di tecnologie abilitanti - conclude Iannaccone - la sfida è avvincente e difficilissima: trasferire senza filo energia elettrica una capsula che si trova nel tratto intestinale e ricevere i dati che trasmette. Si tratta comunque di una tecnologia trasversale, che una volta sviluppata si può impiegare in numerose applicazioni indossabili o impiantabili sia in ambito medico sia in altri ambiti.

Dal 17 al 19 marzo si è riunito a Pisa il consorzio Europeo del progetto Autocapsule, coordinato dall'Università di Pisa nell'ambito del pilastro Excellent Science di H2020, e che vede come partners l’Università di Leeds, l’Università di Glasgow, IMEC e Quantavis.

Il progetto prevede la progettazione di una capsula sensorizzata, ad alto grado di autonomia, che potrà effettuare uno screening accurato dell’apparato digerente, e contrastare le molteplici malattie che interessano questo tratto.
"Entro fine anno - afferma Giuseppe Iannaccone, professore di elettronica al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa e coordinatore del progetto - verranno messi a punto i primi due dispositivi: una capsula impiantabile per il tratto gastrointestinale e una capsula endoscopica pilotata con manipolazione magnetica mediante un braccio robotico esterno".

"La combinazione di dispositivi mobili e impiantabili, di sensori sofisticati e delle tecniche di robotica medica - prosegue Iannaccone - ha potenzialità eccezionali per portare tecniche di diagnostica avanzata dall'ospedale all'ambulatorio, aumentando di gran lunga le capacità di screening".

team_progetto.jpg

Il team di ricerca del progetto

 

ll gruppo di ricerca al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell'Ateneo pisano sta sviluppando l’elettronica necessaria per pilotare i sensori, acquisire i segnali, comunicare con l'esterno e fornire potenza alla capsula in modo wireless attraverso il corpo umano. Elettronica che sarà tutta realizzata su chip, per occupare poco spazio e consumare poca potenza.

"Per noi che ci occupiamo di tecnologie abilitanti - conclude Iannaccone - la sfida è avvincente e difficilissima: trasferire senza filo energia elettrica una capsula che si trova nel tratto intestinale e ricevere i dati che trasmette. Si tratta comunque di una tecnologia trasversale, che una volta sviluppata si può impiegare in numerose applicazioni indossabili o impiantabili sia in ambito medico sia in altri ambiti".

valliniC’è anche un professore dell’Università di Pisa nella Commissione di esperti appena istituita dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia per scrivere un codice dei crimini internazionali. Si tratta di Antonio Vallini, Ordinario di Diritto penale al Dipartimento di Giurisprudenza, che lavorerà nel team di esperti presieduto da Francesco Palazzo, professore emerito di diritto penale presso l’Università di Firenze, e da Fausto Pocar, professore emerito di diritto internazionale presso l’Università di Milano.

Ventiquattro anni dopo lo Statuto di Roma, con cui veniva istituita la Corte penale internazionale, la Commissione ministeriale darà compiuta attuazione a quegli obblighi internazionali assunti in occasione della Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite il 17 luglio 1998. In particolare, resta da garantire “l’adattamento nel diritto interno della materia dei crimini internazionali”, che richiede “di organizzare e sistematizzare una disciplina complessa, tenendo conto dei criteri generali di legalità e personalità della tutela penale”, come specificato nel decreto ministeriale.

Il professor Antonio Vallini insegna Diritto penale e Diritto penale internazionale e comparato presso il Corso magistrale in Giurisprudenza, e da tempo rivolge la sua attività didattica e di ricerca al diritto dei crimini internazionali, oltre che a temi di teoria del reato, biodiritto, responsabilità medica. Presso il Ministero della Giustizia è già stato membro degli Stati generali dell'Esecuzione penale e della Commissione di studio per il riordino della parte speciale del codice penale. Ha altresì partecipato, fino al 2021, alla Commissione di Bioetica della regione Toscana. Dal 2013 al 2017 è stato coordinatore regionale del Polo Universitario Penitenziario della Toscana.

Gli altri componenti della Commissione nominata dalla Ministra Cartabia sono: Rosario Aitala, Maurizio Block, Valeria Del Tufo, Emanuela Fronza, Nicola Lettieri, Salvatore Luongo, Stefano Manacorda, Chantal Meloni, Antonio, Antonio Pastore, Marco Pedrazzi, Ezechia Paolo Reale, Paola Rubini, Cuno Jakob Tarfusser, Pasquale Velotti, Salvatore Zappalà. A questi si aggiungono il Capo e il Vicecapo di Gabinetto, il Capo e il Vicecapo dell’Ufficio Legislativo, il Capo dipartimento per gli affari di giustizia, il Direttore generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria e il Consigliere diplomatico della Ministra.

(Photo by Kyle Glenn on Unsplash)L’Università di Pisa intende rilanciare i percorsi di internazionalizzazione della formazione dottorale mediante l’attivazione di nuovi strumenti che ne favoriscano la ripresa, dopo la pausa forzata dovuta agli ultimi due anni di pandemia. L’Ateneo promuove infatti due iniziative nate con l’intento di sostenere la mobilità all’estero dei suoi dottorandi e favorire l’internazionalizzazione dei dottorati di ricerca.

La prima opportunità è rivolta direttamente ai dottorandi, che possono richiedere l’assegnazione di un contributo, fino a 5.000 euro, destinato a finanziare un soggiorno di ricerca all’estero della durata di almeno tre mesi. Il bando è riservato ai dottorandi (con e senza borsa) iscritti a un dottorato dell’Università di Pisa al secondo o al terzo anno. Tutti i dettagli per partecipare sono disponibili a questo link.

La seconda iniziativa prevede il cofinanziamento da parte dell’Ateneo al 50% di 4 borse di dottorato da bandire sul prossimo ciclo, che prevedano una attività di ricerca da svolgere in cotutela con un Ateneo estero disponibile a coprire l’altra metà della borsa. I docenti proponenti potranno presentare i progetti di ricerca candidati al finanziamento entro il 12 aprile 2022. Il finanziamento è rivolto in primo luogo alle cotutele di dottorandi in uscita, ma potranno essere valutati anche progetti di cotutela in entrata. L’avviso è disponibile a questo link.

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