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Domenica 25 settembre, alle ore 11.30, alla Scuola Medica di via Roma si terrà la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna al professor Mario Campa, Emerito dell'Università di Pisa e preside della facoltà di Medicina e chirurgia dal 1994 al 2002.
La cerimonia sarà aperta dai saluti del rettore Massimo Augello e del sindaco Marco Filippeschi. Subito dopo, con il coordinamento del professor Franco Mosca, interverranno amici, colleghi e allievi del professor Campa, che ne ripercorreranno l’impegno accademico e ricorderanno la sua figura umana e scientifica. Nell'ambito della cerimonia, a cui parteciperanno la moglie, professoressa Sonia Senesi, e gli altri familiari, sarà scoperta una lapide commemorativa in onore del professore scomparso nel 2014.

Saranno presentate martedì 27 settembre, alle ore 12, nella Sala dei Mappamondi del Rettorato, le iniziative pisane di “BRIGHT - La Notte dei ricercatori in Toscana", promosse da Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, CNR, INFN, INGV.
Il programma pisano - che avrà importanti appendici a Lucca, Calci, Viareggio e Pontedera - fa parte della “Notte europea dei ricercatori”, la manifestazione che la Commissione Europea promuove ormai da dieci anni in 300 città di 24 diversi paesi d’Europa per creare occasioni d'incontro tra ricercatori e cittadini e per diffondere la cultura scientifica.
Le iniziative saranno illustrate ai colleghi giornalisti dai rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

campa1È stata intitolata a Mario Campa, Professore Emerito dell'Università di Pisa e preside della facoltà di Medicina e chirurgia dal 1994 al 2002, l’Aula Magna della Scuola Medica. Alla cerimonia, aperta dai saluti del rettore Massimo Augello e del sindaco Marco Filippeschi, sono intervenuti amici, colleghi e allievi del professor Campa, che ne hanno ripercorso l’impegno accademico, ricordando la sua figura di uomo esemplare e di scienziato illustre, promotore della Scuola pisana di Microbiologia.

Nell'ambito dell’incontro, a cui hanno partecipato la moglie, professoressa Sonia Senesi, e gli altri familiari del professor Campa, è stata scoperta una lapide commemorativa in onore del docente scomparso nella notte tra 16 e 17 luglio del 2014, che recita: “Mario Campa, Professore Emerito di Microbiologia e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dal 1994 al 2002, che servì le Istituzioni senza servirsene”

Nelle immagini alcuni momenti della cerimonia di intitolazione dell'Aula Magna al professor Mario Campa.

I ricordi di allievi, collaboratori, colleghi, amici e familiari sono stati raccolti in un volume curato dal professor Franco Mosca ed edito dalla Pisa University Press. Pubblichiamo di seguito la Prefazione al libro scritta da Franco Mosca.

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campa2Questo libro nasce con la ferma convinzione che sia necessario, oggi più che mai, proporre alle generazioni che verranno i Valori fondanti la Società Civile, espressi da Personalità straordinarie ed esemplari per umanità, integrità, onestà intellettuale, disponibilità disinteressata verso tutti, dedizione al bene comune.
Ebbene Mario Campa ha incarnato incessantemente questi Valori.

La decisione di approntare questo libro ha preso avvio con la constatazione dell’accorata partecipazione all’inaspettato lutto da parte di tantissime persone in occasione della cerimonia funebre cui ha fatto seguito un cordoglio diffuso espresso con lettere affettuose e sincere.

Ringrazio Sonia Senesi Campa per avermi fatto partecipe di questa preziosa documentazione epistolare, privata, che ha fatto maturare in me la convinzione che nell’allestire questo libro la formula più opportuna ed auspicabilmente più efficace potesse essere quella del “Ricordo personale.”
Dunque all’amico, al collaboratore, all’allievo, al Collega di cui Mario aveva stima anche al disopra di contrasti leali, è stato richiesto “un ricordo personale”. A quanti hanno risposto a questo invito vanno i più sentiti ringraziamenti. Un ringraziamento speciale va a chi, venuto a conoscenza dell’iniziativa, si è proposto spontaneamente con contributi particolarmente toccanti.
Un ringraziamento particolare per avere accettato di dare il suo ricordo a Riccardo Campa che tanta parte ha avuto nella profonda educazione umanistica del fratello, come Mario, sempre molto restio a parlare del Suo privato famigliare, mi aveva tante volte confidato.

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A Sonia Senesi Campa ancora un ringraziamento per l’essenziale contributo nel coinvolgimento dell’Area Microbiologica locale e nazionale e per aver collaborato alla stesura della breve nota biografica ove sono riportati i momenti importanti della carriera scientifica ed accademica del Prof. Campa, allo scopo di meglio apprezzare quanto Egli abbia contribuito al progresso delle Discipline Microbiologiche in termini di idee, e di risultati originali, alla organizzazione della comunità universitaria attraverso i prestigiosi ruoli ricoperti nell’Ateneo e nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, con un’azione sempre intrapresa con passione, lungimiranza e spirito di servizio; e quanto infine abbia contribuito alla trasmissione del sapere coinvolgendo molti giovani che si avviavano alla ricerca, alla carriera universitaria ed all’esercizio di attività professionali.

Franco Mosca

Al via le audizioni per entrare a far parte del Coro dell’Università di Pisa. Gli interessati possono presentarsi lunedì 26 o martedì 27 settembre oppure lunedì 3 o martedì 4 ottobre alle ore 18,30 nell’aula 4 di Palazzo Ricci (Via del Collegio Ricci, 5). La partecipazione è gratuita e non sono richieste particolari conoscenze musicali: una semplice audizione col maestro verificherà l’altezza vocale individuando la sezione adatta a ciascuno. Nuovi coristi sono comunque sempre benvenuti anche nei giorni seguenti, poco prima dell’inizio delle prove ordinarie che si svolgeranno sempre a Palazzo Ricci dalle 19,00 alle 20,30 il lunedì (sezioni femminili), martedì (sezioni maschili) e giovedì (sezioni riunite). Il programma musicale quest’anno accademico prevede l’esecuzione di selezioni da Il trovatore e La traviata di Verdi e da Carmen di Bizet, Carmina Burana di Orff e Stabat Mater di Schubert.
“Fondato nell’anno accademico 1999-2000, il Coro dell’Università di Pisa ha accolto nelle sue fila centinaia e centinaia di studenti che hanno trovato nella musica un mezzo per star bene insieme e accrescere le loro esperienze umane e culturali” ha detto la professoressa Antonella Galanti coordinatrice Centro di Ateneo per la diffusione della cultura e della pratica musicale.

Martedì 27 Settembre, alle ore 18.00, alla Libreria Ghibellina, in Borgo Stretto 37, Damiano Marchi, paleoantropologo dell’Università di Pisa e unico studioso italiano chiamato a partecipare al workshop scientifico internazionale su Homo naledi, presenterà il suo nuovo libro “Il mistero di Homo Naledi” (Mondadori) che racconta la scoperta più rivoluzionaria e misteriosa sull’origine dell’uomo, quella di una nuova specie ominine dalle caratteristiche uniche, che apre scenari inediti sulla nostra storia più antica. L’incontro, moderato dal giornalista de La Nazione Michele Bulzomì, fa parte del ciclo “Aspettando BRIGHT”, il ciclo di iniziative che nel mese di settembre accompagneranno alla “Notte dei Ricercatori” in programma venerdì 30.
I resti del nuovo ominine sono stati portati alla luce in due spedizioni scientifiche effettuate tra novembre 2013 e marzo 2014, con il finanziamento dell’Università del Witwatersrand e della National Geographic Society. Il materiale è stato rinvenuto nella Dinaledi Chamber, localizzata circa 30 metri in profondità all’interno del sistema di caverne denominato Rising Star, nella provincia di Gauteng in Sudafrica.
Il ritrovamento di oltre 1.550 reperti fossili attribuibili ad almeno 15 diversi individui e la presenza di quasi tutte le parti dello scheletro, ha permesso di descrivere la nuova specie in maniera molto accurata. L’Homo naledi – chiamato così perché “naledi” nella lingua locale del Sudafrica significa “stella”, con riferimento al sistema di caverne (Rising Star) dove l’ominine è stato rinvenuto (in italiano “stella che sorge”) – appare come uno dei nostri antenati più antichi, alto un metro e mezzo, pesante circa 45 chilogrammi e dotato di un cervello piccolo della dimensione di un’arancia. L’ominine è dotato di dita estremamente curve, più di qualunque altra specie simile, a testimonianza di una particolare abilità nell’arrampicarsi. I piedi, insieme alle lunghe gambe, suggeriscono inoltre che era predisposto per lunghi spostamenti.

Il 26 settembre, in occasione della Giornata europea delle lingue, la Cátedra Antero de Quental a Pisa, con gli studenti della Laurea Magistrale in Linguistica e Traduzione dell'Università di Pisa e l'appoggio dei docenti di Lingue straniere, ha organizzato una manifestazione per ricordare la vocazione multiculturale e plurilingue del Vecchio continente, attraverso la lettura di alcune ottave del poema epico di Luís de Camões, “Os Lusíadas” (1572), in lingua originale (portoghese) e in tutte le lingue insegnate nel Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell'Università di Pisa. L'iniziativa si svolgerà presso il Caffè Letterario Volta Pagina, in Via San Martino 71-73, a partire dalle 18.00, ed è aperta a tutti.
Le letture saranno tenute in lingue moderne (francese, inglese, polacco, romeno, russo, tedesco, spagnolo) e classiche (latino). Per il greco, si userà una traduzione in greco moderno. Durante la lettura scorrerà alle spalle dei lettori la traduzione italiana. Valeria Tocco, docente di portoghese dell'Università di Pisa e responsabile dell'accordo con l'Istituto Camões, IP introdurrà il poema e i vari episodi selezionati (Venere seduttrice di Giove; il tragico amore di Inês de Castro; il Vecchio del Restelo; il gigante Adamastor; l'Isola degli Amori).
I lettori saranno gli studenti di lingue straniere dell'Università di Pisa: Valeria Carta, Mauro La Mancusa, Sofia Morabito e Giuliana Paolillo (portoghese); Lorena Bazi e Giulia Foiera (francese); Alessandro Bonistalli e Laura Kohnke (inglese); Claudia Sacchelli e Lidia Del Sarto (polacco); Nicole Benassi e Maria Serena Papa (romeno); Vittorio Bonino (russo); Silvia Cerroni e Silvia Falorni (spagnolo); Francesca Leotta e Katharina Salzmann (tedesco); Francesco Busti ed Eleonora Pasquini (latino); Sofia Morabito (neogreco). La lettura sarà accompagnata da musiche per flauto traverso eseguite da Martina Gremignai. Seguirà aperitivo a tema.

Nei giorni scorsi una delegazione del Beijing Institute of Technology (BIT), composta da quattro docenti, ha visitato la Scuola di Ingegneria dell'Università di Pisa nell’ambito del Programma Eccellenze che il nostro Ateneo ha siglato nei mesi scorsi.

visita BITIl Programma Eccellenze promuove scambi scientifici e accademici fra le migliori università cinesi e italiane e si rivolge agli studenti cinesi che intendono venire in Italia per studiare le “eccellenze italiane” in corsi di alta specializzazione, lauree magistrali, dottorati o che desiderano fare una prima esperienza internazionale nel nostro Paese per periodi brevi. Nei migliori atenei cinesi sono già attive le Aule Italia, degli spazi utilizzati sia per l’orientamento degli studenti, sia per corsi di lingua o incontri e seminari.

A seguito della vista che il prorettore per l’Internazionalizzazione, Alessandra Guidi, ha fatto al BIT nel mese di giugno, una delegazione è stata invitata a Pisa per studiare un primo progetto pilota di scambio. L’idea è quella di ospitare alcuni studenti cinesi selezionati e con certificato di conoscenza della lingua italiana, per un periodo corrispondente al terzo anno accademico della laurea triennale. Il piano di studi per questi studenti dovrà consentire anche di colmare eventuali lacune per acquisire le conoscenze necessarie per l’accesso ad alcune lauree magistrali del nostro Ateneo, una volta terminato l’anno della triennale e conseguito il titolo nel paese d’ origine.

visita BIT 1
“Abbiamo individuato alcuni corsi di studio ad ingegneria con i quali avviare il progetto pilota, già a partire dal prossimo anno accademico – spiega la professoressa Antonella Martini, che ha organizzato la visita alla Scuola di Ingegneria. “Abbiamo previsto una sessione di lavoro e visite ai laboratori. Nella sessione di lavoro, sono stati coinvolti i colleghi dei tre corsi di studio interessati alla sperimentazione: ingegneria meccanica, ingegneria nucleare e ingegneria robotica e dell’automazione - Per ciascuno, abbiamo analizzato i piani di studio ed i requisiti di accesso; stessa cosa è stata fatta per alcuni corsi in ingegneria del BIT”.


La delegazione è stata accolta dal professore Umberto Desideri, delegato dal direttore della Scuola, ed ha visitato il Centro di Ricerca E. Piaggio ed alcuni laboratori del Dipartimento di Ingegneria Industriale.
Hanno partecipato all’incontro di lavoro, oltre all’Ufficio Internazionale che ha curato l’accordo di cooperazione, anche i docenti Marco Beghini, Antonio Bicchi, Umberto Desideri, Valerio Giusti Lucia Pallottino, Lorenzo Pollini, Nicola Forgione e Riccardo Ciolini.

Pellicole fluorescenti che raccolgono e concentrano più efficacemente la radiazione solare in celle fotovoltaiche di dimensioni ridotte. L’innovativa tecnologia è il risultato di uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale Università di Pisa e dello Stratingh Institute for Chemistry and Zernike Institute for Advanced Materials dell’Università di Groningen in Olanda. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sul Journal of Luminescence.
fluorofori unipi
“Abbiamo studiato questi dispositivi plastici a basso costo capaci di incrementare le prestazioni delle celle solari riducendone al contempo la superficie e garantendo quindi anche un abbattimento dei costi” ha spiegato Andrea Pucci dell’Ateneo pisano autore dello studio insieme a Marco Carlotti, Giacomo Ruggeri e Fabio Bellina.


Il sistema ideato è infatti capace di aumentare di più del 10% le prestazioni di un concentratore solare luminescente a film sottile consentendo di realizzare finestre e pannelli colorati per edifici e mezzi di trasporto che, oltre estetica, garantiscono una più efficiente capacità di generare energia da parte delle connesse celle fotovoltaiche.
foto prof unipi Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno introdotto una nuova disposizione a strati impilati degli elementi che costituiscono il concentratore solare luminescente accompagnata da fenomeni di trasferimento di energia via FRET. In particolare il gruppo dell’Università di Pisa è responsabile della preparazione di fluorofori non commerciali e nella preparazione e caratterizzazione del dispositivo plastico luminescente finale.

 

Foto in alto, dispositivi preparati dai ricercatori dell’Ateneo pisano contendenti fluorofori con emissione differente.

Foto in basso, da sinistra a destra i professori Giacomo Ruggeri, Fabio Bellina e Andrea Pucci.

Pellicole fluorescenti che raccolgono e concentrano più efficacemente la radiazione solare in celle fotovoltaiche di dimensioni ridotte. L’innovativa tecnologia è il risultato di uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale Università di Pisa e dello Stratingh Institute for Chemistry and Zernike Institute for Advanced Materials dell’Università di Groningen in Olanda. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sul Journal of Luminescence (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022231315304269).
“Abbiamo studiato questi dispositivi plastici a basso costo capaci di incrementare le prestazioni delle celle solari riducendone al contempo la superficie e garantendo quindi anche un abbattimento dei costi” ha spiegato Andrea Pucci dell’Ateneo pisano autore dello studio insieme a Marco Carlotti, Giacomo Ruggeri e Fabio Bellina.
Il sistema ideato è infatti capace di aumentare di più del 10% le prestazioni di un concentratore solare luminescente a film sottile consentendo di realizzare finestre e pannelli colorati per edifici e mezzi di trasporto che, oltre estetica, garantiscono una più efficiente capacità di generare energia da parte delle connesse celle fotovoltaiche.
Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno introdotto una nuova disposizione a strati impilati degli elementi che costituiscono il concentratore solare luminescente accompagnata da fenomeni di trasferimento di energia via FRET. In particolare il gruppo dell’Università di Pisa è responsabile della preparazione di fluorofori non commerciali e nella preparazione e caratterizzazione del dispositivo plastico luminescente finale.

Sarà intitolata al professor Mario Campa, Emerito dell'Università di Pisa e preside della facoltà di Medicina e chirurgia dal 1994 al 2002, l’Aula Magna della Scuola Medica di via Roma. La cerimonia si svolgerà domenica 25 settembre, alle ore 11.30, e sarà aperta dai saluti del rettore Massimo Augello e del sindaco Marco Filippeschi. Subito dopo, interverranno amici, colleghi e allievi del professor Campa, che ne ripercorreranno l’impegno accademico e ricorderanno la sua figura come uomo esemplare, di grande dirittura morale e umanità, oltre che come scienziato e promotore della Scuola di Microbiologia dell’Ateneo pisano. Nell'ambito della cerimonia, a cui parteciperanno la moglie, professoressa Sonia Senesi, e gli altri familiari, sarà scoperta una lapide commemorativa in onore del professore scomparso nella notte tra 16 e 17 luglio del 2014. I ricordi di allievi, collaboratori, colleghi, amici e familiari sono stati raccolti in un volume curato da Franco Mosca ed edito dalla Pisa University Press, che racconta, attraverso le voci di chi lo ha conosciuto, la vita privata e professionale del professore.
Docente appassionato e insieme ricercatore brillante, animato da solidi valori di riferimento e dotato di vasta e profonda cultura, il professor Mario Campa ha dedicato la vita all’Università di Pisa, ricoprendo nell'arco della carriera i prestigiosi ruoli di direttore del dipartimento di Biomedicina sperimentale, infettiva e pubblica (1993-1995), di preside della facoltà di Medicina e chirurgia (1994-2002), di presidente del corso di dottorato in "Microbiologia medica e sperimentale" e in “Microbiologia e genetica” e di direttore della Scuola di specializzazione in "Microbiologia e virologia" (1999-2013).
Il professor Campa ha avuto incarichi di grande rilievo anche nell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, prima come direttore del Dipartimento ad attività integrata di “Analisi chimico-cliniche e microbiologiche” e, successivamente, come direttore del Dipartimento ad attività integrata di “Medicina di laboratorio”. È stato membro permanente dell'Osservatorio Nazionale per la formazione medico-specialistica del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Più in generale, il professor Campa ha inciso sempre in modo originale e significativo nel dibattito all'interno del mondo accademico italiano, con importanti apporti in termini di idee, progetti e azioni sempre intraprese con la massima generosità, passione e spirito di servizio.
Proprio per il contributo dato alla vita dell'Ateneo, oltre che del mondo ospedaliero pisano e nazionale, il professor Campa è stato insignito dell’Ordine del Cherubino, massima onorificenza conferita dall’Università di Pisa ai suoi docenti eccellenti, del titolo di Professore Emerito e dell'onorificenza di Commendatore dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, conferita il 2 giugno del 2014.
Molte sono state le tematiche che il professor Campa ha approfondito in quasi mezzo secolo di carriera come ricercatore. Egli è considerato un'autorità riconosciuta a livello internazionale per gli studi, effettuati quando aveva poco più di trent'anni, sulla comprensione dei meccanismi di patogenicità microbica, con particolare riguardo ai meccanismi di interferenza di Mycobacterium tuberculosis con i sistemi di regolazione della risposta immunitaria dell’ospite. Di grande rilievo sono, inoltre, le ricerche condotte sull’immunopatogenesi delle tubercolosi, che hanno portato alla individuazione di antigeni di Mycobacterium tuberculosis responsabili dell’evoluzione del processo infettivo, nonché delle popolazioni linfocitarie coinvolte nella resistenza all’infezione tubercolare. Queste ricerche sono state determinanti per comprendere l’insorgenza e la progressione della tubercolosi, malattia attualmente in recrudescenza, e soprattutto per poter sviluppare nuove e più efficaci pratiche vaccinali.

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