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A Pisa città dell’informatica, l’Università si è aggiudicata un finanziamento Google per realizzare un progetto che coinvolge le scuole secondarie di secondo grado. Sono più di cinquanta i docenti da tutta Italia che nelle prossime settimane frequenteranno il corso sul "Pensiero computazionale", organizzato dall'Ateneo e finanziato dal più famoso motore di ricerca di Internet. L’intero progetto, ideato da Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio, è infatti risultato tra i tre vincitori italiani del Google Educator Grant Award 2018.

L’iniziativa è stata illustrata in Rettorato venerdì 26 ottobre, dal rettore Paolo Mancarella, dai professori Paolo Ferragina, Fabrizio Luccio e Pietro Di Martino, delegato quest’ultimo per la formazione insegnanti, e dal provveditore agli studi Giacomo Tizzanini.

corso google unipi

Da sinistra Giacomo Tizzanini, Fabrizio Luccio, Paolo Mancarella, Paolo Ferragina e Pietro Di Martino

“L'Università di Pisa è da sempre sensibile alle iniziative rivolte alle scuole – ha detto il rettore Paolo Mancarella - Questo progetto conferma come Pisa sia ormai un riferimento per la formazione informatica, dalle scuole superiori fino ai percorsi universitari. L’informatica poi è la disciplina che mi ha portato a Pisa, quindi la soddisfazione per me è doppia. Per questo ringrazio di cuore, a nome mio personale e di tutto l’Ateneo, i colleghi e amici Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio che, ancora una volta, hanno saputo dare lustro alla nostra Università”.

Il corso, le cui iscrizioni si chiuderanno il prossimo 31 ottobre, comincerà il 12 novembre con l'intervento del professor Luccio su "Algoritmi e coding", cui seguiranno altri nove appuntamenti distribuiti tra novembre e dicembre. Lezioni e laboratori non prevedono conoscenze pregresse di Informatica e saranno quindi strutturate in modo da essere fruibili da tutti i docenti delle materie scientifiche e tecnologiche. Oltre ai docenti del dipartimento pisano di Informatica, gli incontri saranno tenuti dai professori Fosca Giannotti, del CNR di Pisa, Alberto Policriti, dell'Università di Udine, Sergio Rampino, della Scuola Normale Superiore, e Cecilia Laschi, della Scuola Superiore Sant’Anna.

L'obiettivo, ha sottolineato il professor Ferragina, è quello di “descrivere in un linguaggio matematico elementare problemi reali e loro soluzioni algoritmiche che nascono in vari ambiti in cui l’impiego dell’informatica è oggi fondamentale, quali crittografia, motori di ricerca, bioinformatica, reti sociali, intelligenza artificiale, big data e robotica. Ampio spazio sarà riservato alla discussione con i partecipanti su come le nozioni presentate in classe potranno essere trasferite nell’insegnamento della scuola secondaria di cui proprio i partecipanti sono gli esperti. Così, le attività laboratoriali saranno declinate in due modi: i docenti con conoscenze pregresse di coding potranno realizzare in linguaggio Python gli algoritmi visti in classe con l’aiuto di personale universitario e membri del club CoderDojo di Pisa; gli altri potranno approfondire, insieme ai docenti delle lezioni, alcuni argomenti e progettare moduli possibilmente multi-disciplinari, che siano utilizzabili direttamente in classe con gli studenti delle scuole”.

Nella fase iniziale il percorso formativo, accreditato dal MIUR e disponibile sulla piattaforma Sofia, ha coinvolto le scuole dell’area pisana, ma sarà diffuso anche in streaming tramite la piattaforma Mediateca dell’Università di Pisa in modo da poter essere fruito da docenti di altri istituti superiori della Toscana e di altre regioni. Tutto il materiale didattico sarà reso disponibile pubblicamente sul sito del progetto: http://ilpensierocomputazionale.di.unipi.it.

 

 

Ultimi giorni per visitare la mostra fotografica "Storie illustrate di minori migranti" nell’atrio di Palazzo Vitelli, in Lungarno Pacinotti 44 a Pisa. L’esposizione che resterà aperta sino al 30 ottobre è a ingresso libero ed è promossa dal Centro Interdisciplinare "Scienze per la Pace" dell'Università di Pisa. Nata da un progetto realizzato in collaborazione con “Terre des Hommes Italia”, la mostra è un foto reportage fuori dagli schemi che racconta la storia di alcune ragazze e ragazzi migranti. A realizzarlo una giornalista, Claudia Bellante, un fotografo, Mirko Cecchi, e una illustratrice Michela Nanut. Il risultato sono immagini del tutto inedite e fuori dagli stereotipi che raccontano vita, futuro e speranze con un linguaggio del tutto nuovo.
Le fotografie sono in vendita e parte del ricavato verrà destinato a Terre des Hommes perché possa portare avanti il progetto Faro e aiutare così molti altri ragazzi e ragazze.

Sabato 27 ottobre, dalle 9.00, nell’aula magna della Scuola Superiore Sant’Anna, si tiene il workshop “META ANALISI: dalla teoria alla pratica” organizzato dall’associazione CEST Pisa (Centro per l’Eccellenza e gli Studi Transdisciplinari).

Con il termine "meta-analisi" si indica l'utilizzo di tecniche statistiche per integrare e sintetizzare i risultati di studi scientifici selezionati. Le meta-analisi rappresentano oggi strumenti essenziali per presentare lo stato dell'arte di un certo argomento nella letteratura scientifica e per fornire evidenza dell'efficacia di trattamenti medici. A partire da una domanda di ricerca esplicita e attraverso una metodologia riproducibile, le meta-analisi consentono di documentarsi su uno specifico argomento e di valutare e riassumere, mediante un'elaborazione statistica, i risultati degli studi disponibili, fornendo un'elevata evidenza scientifica.

Il workshop inerente le meta-analisi mira a fornire le conoscenze e le skills pratiche necessarie per operare in autonomia nei processi di ideazione, stesura, analisi e lettura di meta-analisi. Il progetto qui presentato si propone di realizzare un workshop rivolto a studenti con un forte interesse per la ricerca, a giovani dottorandi e a specializzandi. Gli obiettivi del workshop sono: analizzare le basi statistiche e la struttura delle meta-analisi; imparare a formulare una domanda di ricerca (schema PICO); conoscere e selezionare le banche dati adatte allo studio; ricercare e selezionare gli studi per la meta-analisi; realizzare una meta-analisi della letteratura medica.

Il workshop è realizzato con i contributi d'Ateneo per le attività studentesche.

Per informazioni sull'evento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Per registrarsi: http://bit.ly/MetanalisiCEST 
Per consultare il programma completo: http://bit.ly/AgendaMetanalisiCEST 

CEST Metanalisi

Sarà presentato venerdì 26 ottobre, alle ore 12 in Rettorato, il corso sul “Pensiero computazionale”, organizzato dall'Università di Pisa e finanziato da Google, che è rivolto ai docenti delle discipline scientifiche e tecnologiche delle scuole secondarie di secondo grado.
Alla conferenza interverranno il rettore Paolo Mancarella, i professori Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio, ideatori del progetto, il provveditore agli studi, Giacomo Tizzanini, e i dirigenti scolastici Andrea Simonetti, del liceo “Dini” di Pisa, e Luigi Vittipaldi, dell’Istituto “Fermi” di Pontedera.

Sabato 27 ottobre, alle ore 16, la Biblioteca della Domus Mazziniana ospita la presentazione del libro postumo di Mario Mirri “La guerra di Mario". All'incontro interverranno il rettore Paolo Mancarella, presidente della Domus Mazziniana, Bruno Possenti, presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, il professor Alfonso Maurizio Iacono, il presidente dell'Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, Paolo Pezzino e Pietro Finelli, direttore della Domus. Saranno inoltre presenti i figli e i familiari del professor Mirri.
"La guerra di Mario", pubblicato da Laterza, raccoglie i testi che il professor Mirri ha scritto rispondendo alle domande poste dal figlio di un suo allievo cresciuto negli Stati Uniti. Il volume, in cui le esperienze personali si mescolano all'analisi dello storico, ripercorre gli anni prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Il piccolo Balilla si trova così a fare i conti con la scoperta di un padre che ascolta di nascosto Radio Londra o con l'improvvisa sparizione del compagno di classe ebreo. Ma è la guerra a dare una svolta. L'adesione da parte del fascismo spinge il giovane Mario, con altri compagni, ad aderire clandestinamente a Giustizia e Libertà e poi alla Resistenza. Questi anni, con le sofferenze, le torture subite, la perdita degli amici, ma anche con il contatto con "il mondo degli uomini", saranno centrali nella formazione etica e politica sua e di una intera generazione.
Nato a Cortona nel 1925, Mario Mirri è stato tra i più influenti storici italiani, insegnando all'Università di Pisa dal 1949 al 1995, anno del pensionamento, sede in cui ha continuato e aggiornato la tradizione ereditata dai maestri Delio Cantimori e Armando Saitta. Nel 1979 l’Ateneo pisano lo ha insignito con l’Ordine del Cherubino e nel 1995 è stato nominato Professore Emerito. Il professor Mirri è scomparso nel maggio di quest'anno, a 93 anni.

It is the first school of excellence between an Italian University and a Chinese University officially approved by the Chinese Ministry of Education. Every year will give the opportunity to 30 students - Chinese and Italian - to participate in their respective joint paths. The Pisa Marine Graduate School is born from an agreement between the University of Pisa and the Zhejiang Ocean University and offers joint academic training in Master's Degree Programmes in Marine Biology and Biosafety and Food Quality.

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«The Zhejiang Ocean University, founded in 1958, is one of the most important Chinese Universities in the field of Marine Sciences and Food Science and Technology - says the rector Paolo Mancarella - Since the academic year 2015/2016, our University has an agreement with the ZJOU for the awarding of a double degree in Marine Biology. From then on, a fruitful collaboration between the two Universities has been developed in other scientific disciplinary areas as well, getting to the launch of a joint programme in Biosafety and Food Quality and, today, also to this school of excellence, a flagship in the scenery of our educational offer».

The school is located on the campus of Zhejiang Ocean University and will give Chinese students the opportunity to learn about the Italian University System and Italian students to spend a study period in China and obtain both the Italian Degree and the Chinese. For the moment, the Master's Degrees involved in the project are in Marine Biology and Food Safety and Biosecurity; however, in the future, it may extend to other scientific areas and degree programmes. The school's statute also provides for the possibility of activating joint doctorates, carrying out joint research and exchanges of teachers and academic staff.

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Professor Francesco Marcelloni, Pro-Rector of Cooperation and International relations at the University of Pisa joins: "This school will be a great new opportunity to bring the two nations and their cultures together. I want to thank Professor Alessandra Guidi, who preceded me in this role. We owe to her most of the work that led to the approval of the school. Let me also thank: the International Cooperation Unit with its manager, Paola Cappellini, for the supervision of the whole process; Professor Alberto Castelli, who was the president of the Master's Degree Programme in Marine Biology at the time of the activation of the double title and now Director of the Department of Biology; Professor Luciana Dente current president of the Master's Degree Programme in Marine Biology; Professor Annamaria Ranieri and Professor Andrea Serra, respectively former and current president of the Master's Degree Programme in Biosafety and Food Quality; Professor Alberto Pardossi, Director of the Department of Agricultural, Food and Agri-Environmental Sciences. Last but not least, a sincere thank goes to all the teachers of the Departments of Biology, Agricultural, Food and Agro-Environmental Sciences, and Veterinary Sciences that with great enthusiasm and participation have contributed with their commitment to start this school. I am sure they will continue and contribute to its success."

È stata inaugurata nell’atrio di Palazzo Vitelli, in Lungarno Pacinotti 44, la mostra fotografica "Storie illustrate di minori migranti", a cura di Claudia Bellante, Mirko Cecchi e Michela Nanut e promossa dal Centro Interdisciplinare "Scienze per la Pace" dell'Università di Pisa. La mostra, presentata in anteprima il 3 ottobre scorso, in occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, sarà visitabile dal 23 al 30 ottobre 2018. L'ingresso è libero.
Si tratta di un progetto unico nel suo genere, nato in collaborazione di Terre des Hommes Italia che, dal 2011, lavora al porto di Pozzallo in Sicilia offrendo sul posto e nei centri di accoglienza di Scicli, Siracusa e Catania, assistenza psicologica e psicosociale ai minori stranieri non accompagnati e alle famiglie con bambini.
Da tempo Terre des Hommes desiderava raccontare le storie di alcuni dei ragazzi e delle ragazze che negli anni sono stati ospitati nei loro centri. Per farlo hanno chiesto aiuto alla giornalista Claudia Bellante e al fotografo Mirko Cecchi che, a loro volta, hanno deciso di coinvolgere l'illustratrice Michela Nanut per ottenere una narrazione nuova del tema migratorio, che andasse oltre i luoghi comuni e il classico foto-reportage.
Claudia e Mirko sono andati in Sicilia dove hanno incontrato otto giovani migranti, tutti minori di 18 anni, arrivati soli dalla Nigeria, dal Gambia, dal Marocco e dalla Guinea. Claudia li ha intervistati, Mirko li ha ritratti e poi Michela ha illustrato parte dei loro racconti sulle fotografie, rendendo le immagini fluttuanti. I racconti di quei ragazzi e di quelle ragazze, pieni di ingiustizie ma anche di voglia di vivere e di guardare al futuro con coraggio, si sono trasformate così in avventure incredibile, come può essere dormire nel deserto sotto le stelle quando hai 16 anni.
"Quello che volevamo - spiegano i curatori - era sviluppare un linguaggio nuovo, più onirico e meno diretto di quello usato comunemente, in modo da raggiungere quante più persone possibili e innescare un processo di riflessione". In effetti, bastano pochi minuti per guardare le otto foto illustrate e leggere le didascalie: un tempo breve ma sufficiente per mettersi nella pelle di questi giovani, provare a immaginare le loro esperienze, cogliere i loro sogni e guardare con occhi nuovi quello che sta accadendo intorno a noi”.
Durante il tempo in cui sarà allestita la mostra le stampe sono in vendita. Parte del ricavato verrà destinato a Terre des Hommes perché possa portare avanti il progetto Faro e aiutare così molti altri ragazzi e ragazze. Il costo delle stampe nel formato 50x70 è di 90 euro, nel formato 40x50, 50 euro.

 

Negli ultimi anni le tecniche di coltura in tre dimensioni di cellule staminali hanno visto dei progressi consistenti. Gli “organoidi”, i mini-organi così formati dalla struttura tridimensionale e dalle staminali che vi proliferano, forniscono un modello di come si sviluppa e vive un organo umano, imitandone struttura e funzionalità. Un risultato potenzialmente rivoluzionario per lo studio di alcune malattie, ma anche per i test farmacologici.

Questi modelli di organi hanno però dei limiti, principalmente dovuti alla difficoltà di creare ambienti che garantiscano a lungo la sopravvivenza delle cellule. Le cellule staminali infatti vi proliferano per un certo tempo, dando luogo agli stessi tipo cellulari che generano in vivo, ma poi, mancando nutrienti fondamentali nel suo interno, l’organoide muore.

Dai laboratori del centro di ricerca dell’Università di Pisa “E.Piaggio” e dell’Università del Lussemburgo arrivano però nuove scoperte, che permetteranno agli organoidi di restare vitali, rendendoli modelli scientifici validi per lo studio di malattie come il Parkinson.

«La nostra ricerca – spiega Arti Ahluwalia, direttrice del Centro di Ricerca “E.Piaggio” dell’Università di Pisa - ha dimostrato che è possibile ingegnerizzare ambienti di crescita degli organoidi nei quali il flusso di ossigeno e nutrienti svolge una funzione di mantenimento delle condizioni vitali. In particolare, abbiamo testato questo metodo sull’organoide del mesencefalo: attraverso l’uso della tecnologia fluidica e modelli computazionali, mostriamo che le cellule all'interno dei mini organi, quando stimolate da un flusso, hanno una maggiore vitalità e si differenziano in maniera più efficace in neuroni dopaminergici, che sono importantissimi per il buon funzionamento del cervello. Infatti, la morte dei neuroni dopaminergici è una caratteristica del morbo di Parkinson. Inoltre, la sinergia di modelli computazionali e osservazioni al microscopio ci hanno permesso di individuare una soglia critica per la vitalità delle cellule, che ci permetterà di ottimizzare ulteriormente il protocollo di generazione di questi cervelli in vitro».

La possibilità di avere un organoide-mesencefalo vitale permetterà quindi di studiare come il deterioramento nei neuroni incide sullo svilupparsi della malattia. Ma non è tutto. Lo sviluppo della tecnologia di coltura degli organoidi significa anche costruire un’alternativa concreta ai testi sugli animali. “L’evidenza sperimentale – conclude Arti Ahluwalia – ci dice che tecnologie bioingegneristiche integrate con nuovi metodi per la manipolazione di cellule staminali in-vitro rendono gli organoidi dei modelli scientificamente validi per i test farmacologici, aprendo la strada alla possibilità di fare a meno di cavie animali”.

 

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