«L'organizzazione dei saperi all'Università di Pisa»
Il 19 settembre 2012 l'Università di Pisa ha registrato un cambiamento significativo, passando da un assetto basato su undici facoltà e 48 dipartimenti a uno imperniato su 20 nuove strutture dipartimentali, che prevedono un numero minimo di cinquanta fra docenti e ricercatori e che accorpano ruoli e funzioni in precedenza suddivisi. Le facoltà hanno costituito nel tempo il cardine intorno al quale si è sviluppato l'Ateneo pisano; è proprio nelle facoltà che si è andata costruendo quell'eccellenza degli studi che contraddistingue da sempre la nostra Università, attraverso "scuole" di pensiero all'avanguardia in campo nazionale e internazionale.
È stato chiesto ai presidi uscenti di raccontare la storia delle loro facoltà con riferimento ai personaggi di spicco e alle vicende più significative. Un ricco apparato iconografico, con immagini storiche e recenti, completa il volume pubblicato dalla Pisa University Press dal titolo "L'organizzazione dei saperi all'Università di Pisa".
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Con i contributi di:
Eugenio Ripepe - La facoltà di Giurisprudenza
Mario Petrini, Gianfranco Natale - La storia della facoltà di Medicina e Chirurgia
Alessandro Poli - La facoltà di Medicina Veterinaria
Maurizio Iacono, Carlo Da Pozzo - La facoltà di Lettere e Filosofia
Manuela Giovannetti - La facoltà di Graria dell'Università di Pisa: 172 anni di eccellenza
Claudia Martini - La storia della facoltà di Farmacia a Pisa
Paolo Rossi - Le quattro stagioni degli scienziati pisani. La facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Pierangelo Terreni - La facoltà di Ingegneria
Dianora Poletti - La facoltà di Economia
Bruno Mazzoni - La facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Claudio Palazzolo, Romano Paolo Coppini, Alessandro Breccia - Gli studi delle scienze politiche nella storia post-unitaria dell'Università di Pisa
Qui di seguito pubblichiamo l'Introduzione al volume del rettore Massimo Augello.
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Il 19 settembre 2012 l'Università di Pisa ha registrato un cambiamento significativo, passando da un assetto basato su 11 facoltà e 48 dipartimenti a uno imperniato su 20 nuove strutture dipartimentali, che prevedono un numero minimo di cinquanta tra docenti e ricercatori e che accorpano ruoli e funzioni in precedenza suddivisi. Si tratta di uno degli esiti derivati dall'applicazione della legge 240 del dicembre 2010, sulle "Norme in materia di organizzazione delle università", che riguarda sia il tema della governance universitaria, sia quello dell'articolazione interna degli atenei. In particolare su quest'ultimo aspetto, la legge si è mossa nell'ottica della semplificazione, concentrando nel nuovo dipartimento le attività di ricerca e di didattica, e quelle rivolte all'esterno. Si è venuto così a superare il modello introdotto più di trenta anni fa, con la riforma del 1980, che prevedeva un doppio binario tra la didattica, che continuava a essere coordinata dalle tradizionali facoltà, e la ricerca, affidata invece ai nascenti dipartimenti. Da allora le facoltà hanno rappresentato le strutture deputate all'organizzazione e al coordinamento delle attività didattiche, oltre che alla gestione dei posti di ruolo di professore e di ricercatore, e hanno anche rappresentato un punto di riferimento fondamentale per gli studenti, offrendo opportunità per le sempre più frequenti relazioni con il mondo esterno all'università.
Il recente passaggio dalle facoltà ai nuovi dipartimenti costituisce una tappa fondamentale nell'impegnativo percorso che l'Università di Pisa sta affrontando ormai da diversi mesi. Contestualmente all'emanazione del nuovo Statuto, alla rimodulazione della governance e alla riorganizzazione del personale e degli spazi, questa scelta va a incidere in maniera profonda sulla realtà accademica, rendendo concreta quella che ho più volte definito una stagione di "cambiamento epocale". Non si tratta infatti solo di un mero adeguamento ai dettati normativi, quanto piuttosto un impegno tenace capace di cogliere tutte le occasioni che la legge 240 offriva. Ci siamo perciò prefissi l'obiettivo di un rinnovamento non di facciata, ma un aggiornamento incisivo che rispondesse alle mutate esigenze della società contemporanea, con particolare riferimento ai temi dell'innovazione da un lato e dell'internazionalizzazione dall'altro. Occorreva inoltre che l'insieme della nostra comunità accademica avvertisse questo percorso come una straordinaria opportunità di crescita e di miglioramento. Solo puntando sulla modernizzazione, infatti, le università italiane potranno recuperare un ruolo decisivo all'interno della società, proponendosi come risorsa strategica in una fase tanto delicata e difficile per il Paese e per l'avvenire delle giovani generazioni. Potremo così affrontare con serenità le sfide di una competizione globale che si affaccia sempre più nitida sull'orizzonte degli scenari futuri. In questo processo l'Università di Pisa potrà porsi come protagonista quanto più riuscirà a coniugare la solidità della sua tradizione secolare con le spinte verso il nuovo.
Al nostro Ateneo va d'altra parte riconosciuta la mai interrotta capacità di interpretare la tradizione alla luce delle novità che andavano maturando nel corso dei tempi sia all'interno che all'esterno del mondo universitario. È questo un elemento costante nella storia di tutte le facoltà pisane, alcune delle quali furono istituite persino prima della nascita ufficiale dell'Università nel 1343, mentre l'istituzione di altre risale solo a pochi decenni fa. Questa disparità cronologica non ha tuttavia impedito una visione comune su problemi e temi fondamentali della politica universitaria. Le facoltà hanno costituito nel tempo il cardine intorno a cui si è sviluppato l'Ateneo pisano, innanzitutto per la loro funzione legata all'elaborazione e alla trasmissione del sapere ancorandolo ad una visione rigorosamente critica. È proprio nelle facoltà che si è andata costruendo quell'eccellenza degli studi che contraddistingue da sempre la nostra Università, attraverso l'affermazione di "scuole" di pensiero all'avanguardia in campo nazionale e internazionale, attraverso gli esempi e gli insegnamenti di illustri "maestri", attraverso la maturazione e la valorizzazione di giovani talenti.
Le facoltà sono state poi il terreno fertile dove si è realizzato il connubio tra scienza e fermenti ideali e civili, oltre che il luogo deputato alla formazione delle classi dirigenti, locali e nazionali. L'elenco dei parlamentari e dei ministri che si sono laureati o hanno insegnato a Pisa, molti dei quali sono citati nelle pagine di questo volume, testimonia la centralità che il nostro Ateneo ha avuto nel dibattito culturale e politico durante la storia del Paese. È sufficiente ricordare il contributo offerto nella fase di costruzione dello Stato unitario dall'eroico episodio di Curtatone e Montanara, gli altissimi rappresentanti istituzionali che si sono succeduti nel periodo repubblicano, con i presidenti della Repubblica Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi, o ancora i fermenti e le passioni che animarono il '68 pisano. Tutto questo a dimostrazione che nell'Università di Pisa il sapere non è mai stato solo inteso come uno strumento per comprendere il mondo circostante, ma anche per trasformarlo.
È dunque sull'eredità quanto mai viva delle facoltà che abbiamo innestato il percorso che ha portato all'istituzione dei 20 nuovi dipartimenti, caratterizzati in senso mono o pluridisciplinare. Alcuni di essi sono una sostanziale trasposizione delle precedenti facoltà: penso a Giurisprudenza, a Farmacia, a Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, a Scienze politiche, a Scienze veterinarie e per molti versi anche a Economia e management. Altri derivano invece dalla suddivisione delle aree disciplinari più ampie, come nel caso di Ingegneria (da cui sono scaturiti i tre dipartimenti di Ingegneria civile e industriale, di Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni e di Ingegneria dell'informazione), di Medicina e chirurgia (che ha portato alla creazione dei tre dipartimenti di Medicina clinica e sperimentale, di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica e di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologia in medicina e chirurgia) e soprattutto di Scienze matematiche fisiche e naturali (da cui sono derivati ben sei dipartimenti: Biologia, Chimica e chimica industriale, Fisica, Informatica, Matematica, e Scienze della terra). Altri ancora si fondano su un più attuale intreccio di discipline e settori finora organizzati con modalità differenti, come nel caso delle ex facoltà di Lettere e filosofia e di Lingue e letterature straniere, da cui sono scaturiti i dipartimenti di Civiltà e forme del sapere e di Filologia, letteratura e linguistica.
Spetterà ora a noi tutti il compito di individuare una giusta formula per adeguare concretamente il modello dipartimentale alle singole realtà, trovando ad esempio forme di raccordo unitario, come potrebbe essere per i dipartimenti di area medica, e comunque mettendo in campo tutta la progettualità e la visione strategica di cui ogni ambito disciplinare è dotato. In questo senso, sarà fondamentale sia un'opera di modernizzazione rispetto a saperi che si stanno evolvendo profondamente e modificando con grande velocità, sia la capacità di valorizzare i processi di aggregazione disciplinare.
L'Ateneo e i nuovi dipartimenti hanno davanti a sé sfide cruciali, ma affascinanti; riusciremo a vincerle se saremo in grado di recuperare gli aspetti più costruttivi e innovativi espressi dalle esperienze delle facoltà. Dovremo da un lato dimostrarci capaci di mantenere e accrescere l'eccellenza della produzione scientifica e di insegnamento, coniugandola con la volontà di incidere nel più ampio contesto culturale, civile e politico del Paese. Dall'altro, dovremo promuovere un'integrazione sempre più vasta e incisiva con il mondo circostante, proponendoci come interlocutori privilegiati nei confronti delle istituzioni e delle realtà produttive operanti sul territorio pisano e toscano, soggetti attivi nel contesto internazionale e globalizzato con cui troveremo a relazionarci e a competere sempre più frequentemente.
Per questo, in un anno tanto denso di eventi significativi per l'Università di Pisa - insieme con la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, che ha coordinato i diversi contributi e che ringrazio sentitamente - ho voluto dedicare questo volume alle facoltà, la cui vita affonda nella nostra storia e sulla cui eredità dobbiamo costruire una nuova e solida base per il futuro della nostra Istituzione.
Il Rettore
Massimo Mario Augello
Un progetto per il recupero del giardino di Villa Sismondi
Con il loro progetto hanno ricreato un disegno compositivo ormai cancellato dal tempo, reintroducendo piante scomparse negli anni e inserendo nuove essenze e motivi ornamentali in grado di valorizzare le varie aree del giardino. È stata una vera esperienza sul campo quella vissuta dagli studenti del corso di "Analisi, recupero e valorizzazione del giardino storico" attivato all'Università di Pisa all'interno del corso di laurea magistrale "Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio", che li ha coinvolti in un concorso mirato alla presentazione di progetti per il recupero del giardino di Villa Sismondi in Valchiusa (Pescia).
Tra i vari elaborati presentati, è stato dichiarato vincitore quello del gruppo di studenti composto da Irene Bernardi, Massimo Mirabile e Lorenzo Simonetti, per la particolare originalità della proposta progettuale. In riconoscimento della qualità del loro lavoro, l'Associazione di Studi Sismondiani ha disposto l'erogazione di un premio, consistente in un buono per l'acquisto di libri sul tema del giardino storico. La commissione giudicatrice, composta da Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata del rettore per le iniziative culturali, Anna Maria Pult Quaglia, vicepresidente dell'Associazione di Studi Sismondiani, Giacomo Lorenzini e Galileo Magnani, professori dell'Università di Pisa, ha unanimemente ritenuto degni di menzione tutti gli elaborati presentati.
La villa in Valdichiusa con l'annesso podere fu acquisita a fine Settecento da Sismonde de Sismondi, economista e colto studioso di storia e letteratura, discendente di una famiglia nobile originaria di Pisa, citata anche nella Divina Commedia di Dante. Sismondi scelse la villa come sua abitazione e qui si dedicò alla coltivazione e allo studio di tecniche agricole che lo portarono poi alla stesura del "Tableau de l'agriculture toscane" pubblicato a Ginevra nel 1801. In origine l'area riservata al giardino era molto ridotta e fu a metà Ottocento che i discendenti di Sismondi decisero di ampliarlo e arredarlo con specie esotiche imposte dalla moda del tempo, come magnolie, palme, camelie e bamboo. Negli anni il giardino è stato lentamente abbandonato ed oggi non risulta più avere uno stile compositivo ben determinato.
Tra gli elementi innovativi del progetto risultato vincitore, c'è l'introduzione lungo la scalinata centrale di un bersò ornato dalla Clematis; inoltre sono stati reintrodotti gli agrumi sul lato nord, ridossati alla parete, al riparo dalla tramontana. Le due palme da datteri a fianco della scalinata centrale danno slancio alla facciata della villa e riprendono uno stilema in voga all'inizio Novecento. In questa ottica rientra anche il roseto che fiancheggia la doppia gradinata. Come motivo ornamentale è stato introdotto il colore dato dal fogliame e dalla fioritura di Lavanda, Teucrium, Weigelia e Abelia.
Guarda la galleria di immagini pubblicate sulla pagina Facebook dell'Università di Pisa
Alloggi per studenti internazionali
L'Università di Pisa non dispone di un campus universitario. Gli studenti trovano però abbastanza facilmente un alloggio grazie alle molte agenzie immobiliari presenti in città o consultando gli avvisi affissi nelle bacheche presenti in tutti i dipartimenti dell'Ateneo. Di solito, gli studenti stranieri condividono case e appartamenti con altri studenti italiani o stranieri. Il costo dell'affitto di una stanza si aggira sui 250,00/350,00 euro al mese, escluse le bollette e gli eventuali costi condominiali.
♦ Quando iniziare la ricerca di un alloggio
Cercare un alloggio a Pisa può rivelarsi impegnativo, soprattutto quando le lezioni universitarie sono già in corso. L'International Office di Unipi, benché non offra supporto diretto nella ricerca, è però in grado di fornire informazioni sui portali e i siti web dedicati. È comunque consigliabile iniziare la ricerca e prenotare un alloggio con largo anticipo, prima dell'arrivo in città. I mesi estivi, in particolare luglio e agosto, sono il momento ideale per prenotare una stanza, dal momento che proprio in questo periodo la maggior parte degli studenti lascia Pisa per le vacanze estive e le camere sono disponibili per l'affitto.
Nella nostra guida, pubblicata in allegato, è consultabile un elenco dettagliato di opzioni per chi è alla ricerca di una sistemazione a Pisa.
♦ Ostello Safestay
Per gli studenti dell'Università di Pisa sono previsti sconti sulla prenotazione che può essere effettuata sul sito di Safestay. E' possibile consultare le tariffe nel volantino presente in fondo a questa pagina.
Inoltre, l'elenco completo delle strutture ricettive cittadine, per soggiorni di breve durata, è disponibile in questa pagina web del Portale Turismo del Comune di Pisa.
♦ DSU Toscana
Il DSU - Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, tra i diversi servizi forniti agli studenti universitari, offre anche supporto e assistenza agli studenti che cercano un alloggio a Pisa. Il DSU, inoltre,assegna per concorso posdti alloggio nelle proprie strutture ricettive agli studenti residenti fuori sede e in possesso di determinati requisiti economici.
♦ HousingAnywhere
L'Università di Pisa è partner di HousingAnywhere.com, la piattaforma internazionale di affitti da studente a studente. Accedendo a HousingAnywhere.com/Pisa gli studenti in arrivo dall'estero possono prenotare in sicurezza alloggi offerti da proprietari privati verificati e da studenti in partenza da Pisa.
Per ricevere uno sconto del 20% sulla tariffa di prenotazione, attivare un profilo VIP dell'Università di Pisa e ottenere l'accesso prioritario agli annunci, è sufficiente iscriversi qui.
N.B. Dopo avere versato l'intera tariffa, occorre scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per ottenere la prevista restituzione del 20% dell'importo.
Tutte le indicazioni necessarie sono disponibili alla pagina "Come funziona". Per ulteriori informazioni o quesiti specifici, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
♦ Cerco Alloggio
Cerco Alloggio è un servizio attivato di recente dalla Regione Toscana e dall'ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario). Il Portale, specializzato nell'affitto a studenti fuorisede, consente di trovare appartamenti e stanze, singole o in condivisione.
♦ Cosa bisogna sapere quando si firma un contratto di locazione per un alloggio privato
È sempre consigliabile leggere con attenzione il contratto di affitto per un alloggio privato (camera singola o doppia con studio). Durante la visita all'appartamento, è importante accertarsi che il prezzo richiesto sia lo stesso indicato nell'annuncio e che sia stabilito in modo esplicito quali spese e quali servizi sono compresi nell'importo pattuito per l'affitto. Ad esempio: le bollette sono incluse? Ci sono costi aggiuntivi? C'è una lavatrice disponibile? Le spese condominiali vanno pagate a parte? Occorre ricordare che i proprietari chiedono di versare una caparra, che in genere corrisponde a due o a tre mensilità dell'affitto. Infine, è opportuno prendere nota di tutti i dettagli e, al momento della sottoscrizione del contratto, accertarsi che il prezzo e le condizioni dell'affitto non abbiano subìto variazioni.
Archivio fotografico di ateneo
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Rosalba Tognetti - Prorettore per gli studenti e il diritto allo studio
Ricercatrice nel settore della Clinica Medica Veterinaria
Dipartimento di Clinica Veterinaria
Facoltà di Medicina Veterinaria
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Nata a Pisa il 17 Aprile 1960, Rosalba Tognetti si è laureata in Medicina Veterinaria nel 1988, ha conseguito il dottorato di ricerca in Patologia Ambientale Veterinaria nel 1993 e la specializzazione in Malattie dei Piccoli Animali nel 1994. Ha trascorso un periodo presso la School of Public Health dell'Università di California a Berkeley nel 1992, svolgendo studi sui marcatori biologici per la prevenzione del rischio ambientale.
Attualmente, la professoressa Tognetti è ricercatrice al Dipartimento di Clinica Veterinaria, dove svolge attività didattica e di ricerca nel settore di Clinica Medica Veterinaria e, in particolare, nel campo dell'allergologia e dermatologia veterinaria.
La professoressa Tognetti è referente di area per il tirocinio finale del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria ed è impegnata nelle attività organizzative e gestionali dell'Ospedale Didattico Veterinario. È stata membro del Comitato Pari Opportunità di Ateneo e rappresentante dei ricercatori in Consiglio d'Amministrazione.
Gino Santoro - Prorettore per l'organizzazione dell'ateneo - gestione personale
Professore associato di Medicina Interna
Dipartimento di Medicina Interna
Facoltà di Medicina e Chirurgia
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Nato a Spezzano Piccolo (Cosenza) il 15/11/1945 è dal 1985 professore associato di Medicina Interna. Membro del CDA dell'Università di Pisa dal 1995 al 2003, è stato membro del senato accademico dal 2006 al 2010. È direttore della scuola di specializzazione in Medicina dello Sport e responsabile dell' UO semplice di Medicina dello Sport dell'AOU. È presidente del consiglio aggregato del corso di studi in "Scienze Motorie" e "Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate" .
La sua attività di ricerca è rivolta a tematiche inerenti all'esercizio fisico e all'attività sportiva. Le linee principali riguardano lo studio dello stress ossidativo e degli effetti dell'esercizio fisico sui sistemi endogeni di scavenging dei radicali liberi dell'ossigeno, lo sviluppo delle nuove tecniche ultrasonografiche nella valutazione degli effetti dell'attività fisica sul "Cuore d'Atleta" e lo studio degli effetti di diversi protocolli di sul metabolismo glucidico e lipidico. I più recenti studi riguardano la valutazione mediante fMRI dell'attività fisica sulle funzioni cognitive in soggetti anziani. È autore di oltre 100 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali.
Sandro Paci - Prorettore per l'edilizia
Professore associato di Impianti Nucleari
Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione
Facoltà di Ingegneria
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Nato a Viareggio (Lucca) il 20 Marzo del 1957, Sandro Paci si è laureato in Ingegneria Nucleare nel 1982 e ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1986. Professore associato di Impianti Nucleari al Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione, è presidente del Corso di Laurea Integrato in Ingegneria Nucleare e della Sicurezza e membro della Giunta del Dipartimento.
Gli studi del professor Paci sono relativi alla sicurezza degli impianti nucleari e alla determinazione del termine di sorgente radioattivo verso l'ambiente. È stato responsabile di alcuni contratti comunitari e, nell'ambito del VII Programma Quadro dell'Unione Europea, è responsabile del Working Package "Excellence Spreading" del Network SARNET2, formato da 42 istituzioni e industrie europee, relativo allo studio della fenomenologia degli incidenti severi e uno degli otto membri del Management Team. Dal 2007 è Consult Independent Expert per la World Nuclear Association.
Il professor Paci è inoltre responsabile di una serie di contratti con ENEA Frascati nell'ambito dei programmi di ricerca sulla fusione nucleare ed è autore di più di cento pubblicazioni su riviste e conferenze.
Paolo Mancarella - Prorettore per la didattica
Professore ordinario di Informatica
Dipartimento di Informatica
Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
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Nato a Gallarate (Varese), l' 8 Novembre 1959, Paolo Mancarella si è laureato a Pisa in Scienze dell'Informazione nel 1982 e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Informatica nel 1988. È professore ordinario al Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa.
Nel quadriennio 2006-2010 il professor Mancarella è stato Vice Preside della Facoltà di Scienze. Dal febbraio 2000 è Delegato del Rettore per la disabilità e coordina il servizio disabili dell'ateneo pisano. Nel dicembre 2009 è stato eletto Presidente della Conferenza Nazionale Universitaria Delegati Disabilità. Nel 1988-1989 è stato visiting researcher presso l'Imperial College di Londra.
Gli interessi di ricerca del professor Mancarella includono rappresentazione della conoscenza e ragionamento automatico, agenti e sistemi multi-agente, logica computazionale e programmazione logica abduttiva, tecnologie assistive. È stato responsabile scientifico per l'Università di Pisa di progetti di ricerca finanziati dalla comunità europea. Nel 2009-2010 ha coordinato un progetto finanziato dal MIUR per lo sviluppo di un sistema di predizione della scrittura per persone disabili. La sua attività di ricerca ha dato origine a numerose pubblicazioni scientifiche su riviste e conferenze internazionali.
Marco E. L. Guidi - Prorettore per la comunicazione e la promozione dell'internazionalizzazione
Professore ordinario di Storia del pensiero economico
Dipartimento di Economia e Management
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Nato a Lucca il 23 luglio 1958, Marco Guidi è dal 2002 professore ordinario di Storia del pensiero economico. Ha conseguito il dottorato presso l'Università di Torino e ha in seguito insegnato nelle Università di Teramo e Brescia. È stato visiting professor in varie università, tra le quali l'Ecole Normale Supérieure de Fontenay-St Cloud, l'Université de Lille 1, l'Université de Paris 1-Panthéon-Sorbonne, l'Université Lumière Lyon 2, la Tokyo Metropolitan University e laYokohama National University. È stato inoltre relatore in diversi dottorati europei (Paris I, Amiens, Lausanne).
È attualmente membro dell'Editorial board di The European Journal for the History of Economic Thought, di Œconomia – History/Methodology/Philosophy della Revue d'études benthamiennes e di Storia e Politica e membro dell'Advisory Board di di Accounting, Economics and Law – A Convivium. È redattore-capo di Il Pensiero economico italiano. È stato nel recente passato chair dell'ISUS (International Society for Utilitarian Studies) e segretario dell'AISPE (Associazione Italiana per la Storia del Pensiero Economico).
I suoi interessi di ricerca spaziano dalla storia del pensiero economico italiano ed europeo alla metodologia, ai rapporti tra etica, politica ed economia, con particolare riferimento all'utilitarismo classico, e ai problemi di economia dell'informazione. Attualmente sta conducendo ricerche sui rapporti tra economia e scienza della legislazione nel pensiero di Jeremy Bentham, nonché sulla circolazione internazionale delle idee economiche attraverso le traduzioni, in questo secondo caso nell'ambito di un progetto finanziato dall'Unione Europea di cui è coordinatore.
Alessandra Guidi - Prorettore per l’internazionalizzazione
Professoressa associata di Igiene e Tecnologia Alimentare
Dipartimento di Patologia Animale Profilassi ed Igiene degli Alimenti
Facoltà di Medicina Veterinaria
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Alessandra Guidi, nata a Livorno il 26 Dicembre 1965, é laureata in Medicina Veterinaria e specializzata in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale all'Università di Pisa. Dal 1993 al 1998 ha svolto attività di ricerca presso l'attuale Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Pisa; dal 1998 è Ricercatore universitario e dal 2006 Professore Associato al Dipartimento di Patologia Animale Profilassi ed Igiene degli Alimenti.
Dal 2004, la professoressa Guidi coordina progetti di cooperazione allo sviluppo, formazione e ricerca con la Repubblica Popolare Cinese; attualmente è Presidente del Programma di Dottorato in "Problematiche ispettive e sanitarie delle produzioni animali negli scambi tra Unione Europea e Repubblica Popolare Cinese" e responsabile del Centro Sino Italiano per la Sicurezza Alimentare (CSISA) sorto nel 2009 nell'ambito dell'accordo tra Ateneo, Università del Guangxi, Regione Toscana e Regione Autonoma del Guangxi.
L'attività di ricerca della professoressa Guidi è focalizzata sullo sviluppo di metodologie diagnostiche per il rilevamento di trattamenti illeciti sugli animali da reddito e l'identificazione di specie di prodotti ittici provenienti da paesi asiatici.
