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Musei della Grafica di Pisa e di Storia naturale di CalciIl Museo della Grafica di Pisa e il Museo di Storia Naturale di Calci hanno ottenuto il riconoscimento di "musei di rilevanza regionale" dalla Regione Toscana. L'accreditamento è stato conseguito a seguito della dimostrazione di una serie di requisiti e sulla base dei risultati conseguiti dai due musei in termini di attività espositiva, customer satisfaction, visite guidate, laboratori didattici, affluenza di visitatori, accessibilità ai disabili e report di fruizione.

Fra i dati più significativi che hanno portato a questo risultato spiccano ad esempio i 128 laboratori didattici organizzati dal Museo della Grafica di Pisa nell'anno scolastico 2010-2011 e a cui hanno partecipato quasi 2.500 alunni, in particolare bambini delle scuole d'infanzia e primarie. Altrettanto significativi gli eventi espositivi: 12 in tutto nel 2011 di cui 5 dedicati al personaggio di Pinocchio con il ciclo "C'era una volta... un pezzo di legno". Per quanto riguarda il Museo di Storia Naturale di Calci, nell'anno scolastico 2010-2011 i progetti didattici e le visite guidate sono state 607 per un totale di 13.500 partecipanti, soprattutto di bambini delle scuole primarie.

"Il riconoscimento della Regione Toscana – ha detto l'avvocato Sabrina Balestri, coordinatore del Sistema Museale dell'Ateneo pisano – pone a pieno titolo queste due realtà nel circuito regionale dei musei e ci darà l'accesso a fondi di finanziamento regionali. Per il futuro, il nostro obiettivo è l'accreditamento di tutto il sistema museale dell'Università".

 

Bruno PontecorvoA cento anni dalla nascita del fisico Bruno Pontecorvo il Dipartimento di Fisica dell'Università e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare intendono promuovere un ciclo di iniziative per ricordare la figura di questo grande scienziato pisano. Il primo appuntamento è il 31 gennaio alle 11.00 al Dipartimento di Fisica (Via Buonarroti 2, edificio C, aula 131) con il seminario di Nadia Robotti, professoressa di Storia della Fisica all'Università di Genova. Nel corso dell'incontro sarà ricostruita l'attività scientifica svolta da Bruno Pontecorvo presso il Regio Istituto di Fisica di Roma a partire dalla sua laurea nel novembre 1933 fino alla sua partenza per l'Institute du Radium di Parigi nell'aprile 1936.

Bruno Pontecorvo nacque a Pisa il 22 agosto 1913 ed morì a Dubna, in Russia, nel 1993. Allievo di Fermi e suo assistente più giovane nel gruppo dei "ragazzi di via Panisperna", ha segnato grazie ai suoi studi una parte importante della Fisica moderna portando idee profondamente innovative, in particolare, nella Fisica del Neutrino.

"Ma della vita di Pontecorvo, avventurosa e ricca di incontri ed esperienze in tutti i Paesi che nel mondo erano all'avanguardia nella Fisica Nucleare – spiega Marco Maria Massai, docente di fisica sperimentale dell'Ateneo pisano - se ne è parlato molto anche a causa della sua scelta, nel 1950, di trasferirsi in Unione Sovietica; scelta che per molti anni ha alimentato ipotesi, sospetti e illazioni sulle motivazioni e le modalità con le quali è avvenuta".

Fra gli eventi futuri per ricordare questo grande scienziato pisano è previsto un simposio internazionale, organizzato in collaborazione con il JINR di Dubna, dove Pontecorvo ha lavorato fino alla sua morte, che si terrà in settembre a Pisa. E' inoltre in cantiere una mostra per illustrare la sua vita e le sue ricerche, ma anche la sua complessa storia famigliare. Industriali tessili in Pisa fin dalla seconda metà dell'Ottocento, i Pontecorvo sono ricordati anche per gli altri due fratelli di Bruno. Gillo, indimenticato e raffinato regista, e Guido, grande genetista che ha raggiunto una fama internazionale della patria di adozione, la Gran Bretagna, dopo essere fuggito, come molti altri ebrei, dall'Italia durante il fascismo.

Ne hanno parlato:

La Nazione Pisa
Il Tirreno Pisa

il manifesto

Nazione.it

Tirreno.it

PisaToday.it

Mercoledì, 30 Gennaio 2013 09:04

«L'Italia dei cognomi»

Copertina Italia dei cognomiE' appena uscito "L'Italia dei cognomi" (Pisa University Press, dicembre 2012) a cura di Andrea Addobbati, Roberto Bizzocchi e Gregorio Salinero. Il volume rappresenta il contributo più recente e completo alla storia dei cognomi in Italia, frutto di un progetto di ricerca dell'Università di Pisa a cui hanno partecipato anche l'Université de Paris I, l'Universidad de Extremadura e l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Pubblichiamo di seguito un intervento di Andrea Addobbati ricercatore dell'Università di Pisa, che ha curato il volume.

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Quando si sono formati i cognomi? E in relazione a quali esigenze? La loro adozione è stata un'acquisizione definitiva, o ci sono state forme di denominazione concorrenti che ne hanno limitato e contrastato l'affermazione? Sono questi gli interrogativi su cui si sono cimentati specialisti di diverse discipline, dai linguisti, agli storici e agli antropologi, ai giuristi e storici del diritto, ai demografi, agli esperti di statistica e di genetica. E da qui è nato il volume "I cognomi d'Italia" (Pisa University Press, 2013) da me curato insieme a Roberto Bizzocchi e Gregorio Salinero.

La proposta di Roberto Bizzocchi d'indagare in maniera sistematica e interdisciplinare la questione del nome di famiglia data da diversi anni, ma è solo nel 2008 che un primo gruppo di studiosi, in gran parte giovani, ha potuto raccogliere la sfida. Ottenuto un finanziamento dall'Università di Pisa, il gruppo ha potuto iniziare le sue ricerche aggregando diversi altri colleghi italiani. In un secondo tempo, avvertendo la necessità di un confronto con gli studi condotti in altri ambiti nazionali, abbiamo avviato un proficuo rapporto di collaborazione con studiosi e ricercatori dell'Università di Extremadura, dell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dell'École Française di Roma e infine dell'Università Parigi I - Sorbonne, che ha ritenuto di partecipare al progetto pisano, sia sul piano scientifico, sia condividendone gli oneri.

La collaborazione internazionale ha permesso di fare il punto sul "caso italiano". L'acquisizione più rilevante è stata la presa d'atto di una spiccata indeterminatezza del processo di diffusione e fissazione del cognome in Italia, se paragonato a quel che avviene nel resto dell'Europa latina. E contemporaneamente anche una profonda frattura, almeno dal punto di vista delle evidenze documentarie, tra l'Italia Settentrionale e quella Centrale - nel Mezzogiorno invece, nonostante la ricerca in questo caso non disponga ancora di dati sufficienti, l'avvento del cognome sembra che abbia seguito una periodizzazione più in linea con quella riscontrata al Nord.

Le diversità regionali appaiono quindi piuttosto marcate, con una precocità della fissazione ereditaria a Venezia, nelle aree urbane della Lombardia padana e anche in Piemonte dove la generalizzazione dell'uso del cognome pare aver preso le mosse già nel XIII secolo, per affermarsi completamente agli inizi del XVII, un'epoca in cui le popolazioni dell'Italia Centrale (Toscana, Marche, Romagna, Abruzzi) sono invece ben lontane da questo cambiamento antroponimico. Al centro della Penisola, infatti, specie nelle aree rurali, permangono per buona parte dell'Età Moderna, e spesso sono prevalenti, forme d'identificazione alternative al cognome, ottenute affiancando al nome di battesimo specificazioni patronimiche, toponomastiche, soprannomi, indicazioni di mestieri e appellativi diversi, che se in alcuni casi possono assolvere la stessa funzione del cognome, e designare il lignaggio d'appartenenza, non sono però ancora divenute delle designazioni stabili ed ereditarie.

La spiegazione di questa differenza fra Nord e Centro pare che debba essere ricondotta ad un concorso di cause, da una parte alla prassi amministrativa, più omogenea e uniforme al Settentrione, ma dall'altra alla dialettica infracomunitaria, che assume diversa strutturazione a seconda delle modalità di insediamento sul territorio, del particolare regime della proprietà e delle varie articolazioni economico-sociali. La fissazione dell'odierno sistema cognominale appare dunque come il frutto di un faticoso processo iniziato nel Medioevo e protrattosi per buona parte dell'Età Moderna. Furono soprattutto le istanze disciplinatrici delle istituzioni, dal censimento delle anime della Controriforma, al governo dei corpi dello stato moderno, ad imprimere finalmente una fissità burocratica all'uso, troppo spesso instabile ed evanescente, delle designazioni familiari. In particolare, la politica anagrafica delle burocrazie statali dell'800 non concederà, infatti, alcun margine di negoziazione in materia d'identificazione degli individui. Tutto il suo rigore poliziesco sarà ben esemplificato dal formulario a stampa, un ritrovato tanto semplice quanto drastico, capace di ridurre l'arbitrio interpretativo, imprimendo così regolarità a tutta l'azione amministrativa. Alle molte ambiguità onomastiche dell'Antico Regime i nuovi formulari della burocrazia napoleonica non riservarono alcuna casella.

Andrea Addobbati

Lunedì, 28 Gennaio 2013 12:41

Ufficio accoglienza - Welcome Office

A chi si rivolge

L'Ufficio accoglienza - Welcome Office si rivolge a tutti gli ospiti stranieri che per motivi di studio, ricerca o visita soggiorneranno o già soggiornano presso l'Università di Pisa.

Servizi offerti:

Informazioni su:

  • Visti per l’Italia (studio, ricerca scientifica)
  • Accoglienza all’arrivo a Pisa con orientamento ai servizi dell’Università di Pisa
  • Permessi di soggiorno, assicurazione sanitaria, codice fiscale, altre informazioni pratiche.

Lingue parlate

Italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo, arabo, ebraico.

Orario di ricevimento

Dal 3 settembre 2024 al 27 febbraio 2025 lo sportello sarà aperto presso la palazzina Modica in piazza Torricelli 4 nei seguenti orari:

martedì e giovedì dalle ore 10 alle ore 12

 

Info e contatti

Ufficio Accoglienza - Welcome Office
Palazzo Modica, Piazza Torricelli n. 4, 56126 Pisa - Italia  

Lunedì, 28 Gennaio 2013 12:31

Personale T/A

conferenza MITProgetti di ricerca comuni, borse di studio e scambi per studenti e ricercatori, circolazione di idee e conoscenza: con un accordo quadro presentato il 28 gennaio, l'Università di Pisa e il Massachusetts Institute of Technology di Boston uniscono forze e competenze per dare un impulso comune alla ricerca. Per l'Ateneo pisano questa collaborazione è particolarmente rilevante sia per il prestigio di cui gode il MIT, che è universalmente riconosciuto ai vertici tra le università di ricerca del mondo, sia perché nel nostro Paese esso aveva finora all'attivo collaborazioni su progetti specifici solo con i Politecnici di Milano e Torino, e Pisa è dunque la prima Università generalista italiana a sottoscrivere una partnership di rilievo più ampio. La convenzione, di durata triennale, riguarderà tutte le aree scientifiche, con priorità ai settori dell'Energia, dell'ICT e delle Scienze della vita, che fanno diretto riferimento a tre dei distretti tecnologici toscani. Essa fa parte del MIT-Italy Program, il programma del MIT il cui scopo è creare per studenti e docenti opportunità di collaborazione con istituzioni italiane di eccellenza.

conferenza MIT L'accordo è stato illustrato nella sede pisana di Palazzo alla Giornata dal rettore Massimo Augello, dal co-direttore del MIT-Italy Program, Serenella Sferza, e dal prorettore per la Ricerca applicata e l'innovazione, Paolo Ferragina, che è stato il promotore dell'iniziativa per conto dell'Ateneo pisano. "In una fase in cui il sistema universitario italiano soffre per i ripetuti tagli del finanziamento pubblico, l'Ateneo pisano continua nella sua scelta di investire risorse nei settori strategici. L'accordo con il MIT prevede da parte dell'Università di Pisa un significativo stanziamento iniziale, che sarà destinato soprattutto a supportare la ricerca e i giovani ricercatori dell'Ateneo. La collaborazione con una delle istituzioni universitarie più prestigiose al mondo, all'avanguardia in molti settori disciplinari, è anche un esempio di come abbiamo voluto impostare e realizzare la nostra politica per quanto riguarda il settore dell'internazionalizzazione".

conferenza MIT "Siamo orgogliosi di poter avviare questa cooperazione con l'Università di Pisa - ha aggiunto Serenella Sferza – che è un'istituzione eccellente con forti legami con il tessuto imprenditoriale locale e una solida reputazione internazionale in diversi dei settori di interesse del MIT. Quello con l'Italia è uno dei programmi finora più piccoli dei 12 attivati – tra i quali spiccano quelli rivolti all'India, alla Cina, al Brasile, alla Germania e alla Francia - ma il nostro è un impegno convinto per mantenere l'Italia nella mappa delle collaborazioni strategiche del MIT e per sostenere i molti docenti del MIT interessati a lavorare con l'Italia".

Il progetto MIT-UNIPI sosterrà in particolare la promozione di collaborazioni di ricerca tra i docenti del MIT e quelli dell'Università di Pisa su progetti aperti a tematiche nuove e avanzate. I contributi privilegeranno nuove collaborazioni, con fondi che potranno essere utilizzati per spese di viaggio e soggiorno, così come per le tasse degli studenti in visita al MIT. Il MIT-Italy Program aiuterà la creazione di contatti tra ricercatori del MIT e dell'Università di Pisa con interessi simili. Saranno finanziati inoltre stage e borse di ricerca, a copertura delle spese di viaggio e soggiorno presso l'Università di Pisa sostenute dagli studenti del MIT e dai ricercatori che lavorano su progetti comuni.

Ne hanno parlato:
Repubblica Firenze
Corriere Fiorentino
L'Unità Toscana
Tirreno
Quotidiano Nazionale
Tirreno Pisa
InToscana.it
TirrenoPisa.it
NazionePisa.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it

 

conferenza MITShared research projects, scholarships, exchange of students and researchers, circulation of knowledge and ideas: thanks to a framework agreement presented on 28 January 2013, the University of Pisa and the Massachusetts Institute of Technology of Boston join forces and competences to give impulse to joint research projects. For the University of Pisa this agreement is particularly important, both because of the universally recognised prestige MIT among the very finest research universities in the world, and also because in our country until now MIT has collaborated only on specific projects with the Polytechnic Universities of Milan and Turin. Thus Pisa becomes the first large general Italian university to sign a broad partnership agreement with MIT. The agreement, for three years, will regard all disciplines, beginning with the key sectors -- Energy, ICT and Life Sciences -- directly linked to three Tuscan Technological districts. The agreement pertains is part of the MIT-Italy Program, MIT's program that aims to create opportunities for students and teachers to work with prestigious Italian institutions of research and higher education.

conferenzaMIT2The agreement was presented at the Palazzo alla Giornata (where the Rectorate of the University of Pisa is located) by Rector Massimo Augello, by Serenella Sferza, co-director of the MIT-Italy Program, and by the Vice-Rector for Applied Research and Innovation, Paolo Ferragina, who promoted the initiative on behalf of the University of Pisa. "At a time when the Italian University System is suffering because of repeated cuts in public financing, the University of Pisa continues to invest resources in strategic sectors. The agreement with MIT foresees that the University of Pisa will make an important initial investment, devoted above all to supporting research and the University's young researchers. The collaboration with one of the most prestigious Universities in the world, a leader in many disciplinary areas, is an example of how we have planned and implemented our internationalisation policies".

conferenza MIT "We are proud to be able to begin this cooperation with the University of Pisa – adds Serenella Sferza – which is an excellent institution with strong links with local enterprise and a solid international reputation in various sectors of interest to MIT. The program with Italy until now has been one of the smallest of the 12 we have set up – among which those involving India, China, Brazil, Germany and France stand out – but we are very committed to keeping Italy on the map of MIT's strategic collaborations and to supporting the numerous MIT faculty members who are interested in working with this country".

The MIT-UNIPI project will give particular support to collaboration between MIT and University of Pisa staff on projects involving new and advanced directions of research. The contributions will be aimed at new joint research initiatives, with funds that can be used for travel and subsistence, as well as for fees for students who visit MIT. The MIT-Italy Program will foster contacts between researchers of the two institutions who have similar interests. Research and placement fellowships will be financed, to cover the costs of travel and subsistence at the University of Pisa for the MIT students and researchers who will work on the joint projects.

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