Una nuova sede di prestigio per la biblioteca di Geografia
La biblioteca di Geografia dell'Università di Pisa troverà definitivamente spazio nel complesso ex Salesiani, una delle strutture più belle e prestigiose dell'Ateneo che sarà inaugurata nel 2014. L'Università di Pisa ha
recentemente trasferito a Palazzo Boileau il nucleo della collezione di Geografia maggiormente utilizzato da studenti e docenti, e presso l'Archivio generale di Ateneo di Montacchiello le riviste non più sottoscritte e le monografie di rara e saltuaria consultazione. Questa iniziativa rappresenta il primo passo verso una sistemazione definitiva e di grande dignità per questa prestigiosa biblioteca che per molti anni è stata relegata in un ambiente poco adeguato a una razionale disposizione delle collezioni e a una confortevole fruizione da parte degli utenti.
Il primo temporaneo spostamento della Biblioteca di Geografia a Palazzo Boileau, in spazi certamente non ampi, ma sicuramente più gradevoli di quelli della precedente sede in via San Giuseppe, è stato l'occasione per una prima fase di revisione della collezione di Geografia che per molti anni ha vissuto come isolata dal contesto del Sistema bibliotecario dell'Università e dall'evoluzione e aggiornamento grazie al quale le altre biblioteche dell'Ateneo partecipano a buon diritto alla vita culturale cittadina e nazionale.
Scelte rispondenti a una logica locale e circoscritta piuttosto che a una logica di integrazione e di sistema hanno fatto sì che la maggior parte dei testi di geografia non sia catalogato. Questo significa che quei testi così prestigiosi esistono solo per una cerchia ristretta di utenti che frequentano abitualmente quei locali e ne conoscono l'esistenza. I testi della biblioteca di Geografia saranno ora finalmente catalogati: con questa operazione sarà possibile utilizzare e apprezzare non solo il nucleo della collezione che sarà ospitato nella nuova biblioteca del complesso ex Salesiani, ma tutto il materiale meno utilizzato - non per questo meno ricco di testi rari e degni di valorizzazione - collocato nell'Archivio di Ateneo.
In questa fase di revisione è stato eliminato un corpus di tesi di laurea che risultavano doppie – all'Archivio di Montacchiello vengono già depositate le copie consegnate alle segreterie studenti – e volumi, non più consultati da molti anni, che avevano subito gravi danni del tempo. A Palazzo Boileau è stata trasferita anche la collezione cartografica - di competenza del dipartimento di Civiltà e forme del sapere - in attesa anch'essa di trovare una sede definitiva nel complesso ex Salesiani.
Capire la società attraverso le briciole digitali
Giovedì 18 luglio 2013, nella sede del CNR, si riunisce la comunità nazionale e internazionale che studia i Big data, gli strumenti che in prospettiva potrebbero aiutarci a prevedere crisi economiche, epidemie e pandemie, diffusione di opinioni, distribuzione delle risorse economiche o energetiche, bisogni di mobilità. Il tutto con una grande attenzione rivolta al tema della privacy. Nell'ambito dell'iniziativa, dal titolo "So Big Data", sarà lanciato il progetto di un laboratorio di ricerca sui temi dei big data e del social mining che, a partire dal nucleo di scienziati toscani, intende aggregare una vasta rete europea di ricercatori di varie discipline. Ce lo descrive di seguito il professor Dino Pedreschi, a nome degli studiosi che hanno dato vita all'iniziativa.
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Nel mondo che abitiamo oggi abbiamo l'opportunità di osservare da vicino e misurare il funzionamento della società attraverso i "big data", le briciole digitali che le nostre attività quotidiane lasciano per effetto del nostro uso dei sistemi Ict. Briciole che registrano i comportamenti individuali e collettivi con una precisione senza precedenti, in modo che le diverse dimensioni della nostra vita sociale trovano un'immagine riflessa nello specchio digitale: desideri, opinioni, stili di vita, movimenti, relazioni.
I nostri desideri, opinioni, sentimenti lasciano traccia nei social media a cui partecipiamo, nelle domande che facciamo ai motori di ricerca, nei tweet che inviamo e riceviamo, così come i nostri stili di vita lasciano traccia nei record dei nostri acquisti. I nostri movimenti lasciano traccia nelle traiettorie disegnate dai nostri smart-phone e dai sistemi di navigazione delle nostre auto: è stupefacente osservare lo spettacolo della mobilità umana dalla prospettiva che i big data ci offrono oggi, un po' come le prime immagini della terra vista dai satelliti negli anni 60. Anche le nostre relazioni sociali lasciano traccia nella rete dei nostri contatti telefonici e delle email e nei link di amicizia del nostro social network preferito. Possiamo esplorare la rete di relazioni che costituisce il nostro tessuto sociale, la sua robustezza o debolezza.
I big data sono il nuovo microscopio che rende "misurabile" la società. Come la scoperta di ogni nuovo microscopio nel passato, i big data stanno spingendo verso una nuova scienza dei dati, una sociologia computazionale, o social data mining, in grado di misurare e, in prospettiva, prevedere crisi economiche, epidemie e pandemie, diffusione di opinioni, distribuzione delle risorse economiche o energetiche, bisogni di mobilità. Nuovi strumenti per aumentare, o accelerare, la conoscenza e migliorare la qualità delle nostre decisioni, sia a livello di singoli cittadini, che di istituzioni, che di imprese.
Certo, bisogna essere consapevoli delle grandi opportunità così come dei nuovi rischi: occorrono tecnologie a sostegno della privacy, occorre un "new deal" sui temi della privacy, della trasparenza e della fiducia necessario per creare e accedere alla conoscenza dei big data come un bene pubblico per tutti. Certo, bisogna superare la fase attuale, in cui la maggior parte dei big data sono tutt'altro che "open data" e se ne stanno chiusi nei database delle web corporations e degli operatori telecom.
Ma nel nostro mondo globale e interconnesso non possiamo permetterci di perdere l'opportunità offerta dai Big Data, dobbiamo trovare un nuovo ecosistema socio-tecno-legale in cui la conoscenza diventi un bene comune e sicuro. Quindi niente grande fratello, no alla sorveglianza globale: riportiamo il singolo individuo al centro del gioco, restituendoci trasparenza e diritti. In una parola: democratizzare i Big Data, perché possano diventare fattore concreto di sviluppo, di partecipazione, di creatività, di occasioni economiche per tutti.
Di questi temi si parlerà a Pisa, all'Auditorium del CNR dell'area della ricerca di S. Cataldo, il prossimo giovedi 18 luglio (programma in linea sul sito www.sobigdata.eu). L'evento, promosso da due istituti del CNR, ISTI e IIT, e dal dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa, rappresenta il lancio di un laboratorio di ricerca sui temi dei big data e del social mining che, a partire da una nucleo iniziale toscano, intende aggregare una vasta rete europea di ricercatori di varie discipline. Come dimostra il nucleo di scienziati toscani, pionieri dell'analisi dei big data e del social data mining, che hanno lanciato l'iniziativa, c'è in Toscana una massa critica in grado di sviluppare una rete europea, capace di affrontare sfide scientifiche e sociali a livello globale. Questi scienziati invitano ad essere parte dell'evento del 18 luglio, dedicato a discutere le opportunità dei big data dalle diverse prospettive della politica, della pubblica amministrazione, della Commissione Europea, delle imprese, della ricerca scientifica, ma anche dei singoli cittadini.
L'agenda dell'incontro è ricca: oltre alle presentazioni divulgative dei ricercatori, in cui verranno presentati idee e progetti concreti, ci saranno due tavole rotonde con Stella Targetti (Vice Presidente Regione Toscana), Franco Accordino (Commissione Europea), Emanuele Baldacci (Dirigente ISTAT), Cosimo Comella (Dirigente Garante Privacy), Flavia Marzano (Stati Generali dell'Innovazione), Renato Soru (AD di Tiscali), Oscar Cicchetti (CdA Telecom Italia), Tina Martino (Octotelematics), Gianluigi Gigliucci (ENEL Ricerca), Andrea Di Benedetti (CNA).
Il nucleo di ricercatori che ha dato vita all'iniziativa è composto da: Fosca Giannotti, Raffaele Perego e Fabrizio Sebastiani (ISTI-CNR, Pisa), Andrea Passarella e Maurizio Tesconi (IIT-CNR, Pisa), Paolo Ferragina e Dino Pedreschi (Dip. Informatica, Univ. Pisa), Monica Pratesi (Dip. Economia e Management, Univ. Pisa), Guido Caldarelli (IMT Lucca), Fabrizio Lillo (Scuola Normale Superiore, Pisa), Roberto Barontini (Scuola S. Anna, Pisa), Paolo Raviolo (Univ. Siena), Filomena Maggino (Univ. Firenze).
La partecipazione è libera ma occorre registrarsi online su www.sobigdata.eu
Dino Pedreschi
docente di Informatica
Ne hanno parlato:
PisaInformaFlash.it
InToscana.it
GreenReport.it
PianetaUniversitario.com
X Symposium of the International Plato Society in Pisa
From July 15 to July 20, 2013, the International Plato Society celebrates its X Symposium supported by the University of Pisa and the Department of Filologia, Letteratura e Linguistica. Established in 1989, it comprises more than 500 members, promotes a chain of exchanges and local meetings, and has a series of 32 high level volumes, a journal, and a detailed bibliography which can be viewed on the website. Its complex structure consistes of an Executive Committee and an Editorial Board with representatives from the five continents, which has made it possible to organise each Symposium in many countries: Mexico City, Perugia, Bristol, Granada, Toronto, Jerusalem, Würzburg, Dublin, Tokyo. The fertile involvement of widely recognised scholars such as Conrado Eggers Lan, Livio Rossetti, Christopher Rowe, Tomás Calvo, Thomas Robinson, Samuel Scolnicov, Michael Erler, John Dillon, Shinro Kato and Noburu Notomi, has always favoured a sequence of papers wich in turn has raised issues and aspects of Phaedrus, Politicus, Timaeus and Critias, Euthyphron, Charmides, Lysis, Laws, Gorgias and Meno, Philebus, Republic. The International Plato Society gives a clear and energetic voice to the research on literature and philosophy of the ancient world between the poetic and the paideutic sensitivity, as well as between the systematic and analytical interpretation.
The theme of the conference is the Symposium, which is probably the most profound and fascinating dialogue in the corpus, the most enigmatic and sublime Plato ever wrote, inspired by a Muse able to create a strong connection of literature and philosophy in a fine play between expressive codes for a clear heading towards the ideal dimension. The conference programme is dense: 13 plenary papers, 96 short papers, 8 PhD papers, a great sequence, from which it is not difficult to expect a detailed reflection on each page, that is, the speeches of Phaedrus, of Pausanias, of Erhyximachus, the myth of Aristophanes on the spherical man, the notorious praise of Agathon, the story of Socrates on Diotima with the climax of Eros, the stage entry of the drunk Alcibiades. A gathering of about 200 scholars takes place on Monday and Saturday at the Palazzo dei Congressi, on Tuesday and Friday at the Polo Carmignani, whereas on Wednesday at the Scuola Sant'Anna and on Thursday at the Scuola Normale, and in the Certosa of Calci for the General Assembly, which will be followed by baroque concert in the church. The Department of Filologia, Letteratura e Linguistica is honoured to extend the invitation to attend the conference in the most engaging way, for a week which confirms the ancient prestige of the University of Pisa.
A Pisa il X Simposio dell'International Plato Society

Fra il 15 e il 20 luglio 2013, l'International Plato Society celebra con il patrocinio dell'Università di Pisa, per iniziativa del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, il X Simposio. Creata nel 1989, vanta oltre 500 membri, una catena di scambi e convegni locali, una collana con 32 volumi di buon livello, una rivista, il "Plato Journal", e una capillare bibliografia periodica in rete. La sua complessa struttura, con Comitato Esecutivo e Comitato Editoriale su cinque continenti, ha permesso, per ogni Simposio, l'organizzazione in sedi lontane, Città del Messico, Perugia, Bristol, Granada, Toronto, Gerusalemme, Würzburg, Dublino, Tokyo. Il merito è di studiosi dal riconosciuto spessore, Conrado Eggers Lan, Livio Rossetti, Christopher Rowe, Tomás Calvo, Thomas Robinson, Samuel Scolnicov, Michael Erler, John Dillon, Shinro Kato e Noburu Notomi. Per ogni Simposio, una trama di relazioni, che ha illuminato problemi e aspetti di Fedro, Politico, Timeo e Crizia, Eutifrone, Carmide, Liside, Leggi, Gorgia e Menone, Filebo, Repubblica. La International Plato Society offre una chiara, energica voce della ricerca su letteratura e filosofia nel mondo antico fra sensibilità poetica e paideutica, fra interpretazione sistematica e analitica.
Il X Simposio ha per argomento proprio il Simposio, nel corpus forse il dialogo più profondo e fascinoso, più enigmatico e sublime, il dialogo che Platone ha senza dubbio scritto con l'ispirazione di una Musa fertile, capace di connettere letteratura e filosofia, nel gioco sottile fra codici espressivi, per lo slancio più esplicito verso la dimensione ideale. Molto denso il programma: 13 relazioni plenarie, 96 relazioni in sedute parallele, 8 relazioni da PhD, una variegata successione dalla quale non è difficile attendere una riflessione dettagliata sulle singole pagine, il discorso di Fedro, di Pausania, di Erissimaco, il mito di Aristofane sull'uomo sfera, il noto encomio di Agatone, il racconto di Socrate su Diotima con la klimax di eros, il grande ingresso in scena di Alcibiade ubriaco. Una platea di circa 200 studiosi si riunisce lunedì e sabato al Palazzo dei Congressi, martedì e venerdì al Polo Carmignani, presso la Scuola Sant'Anna mercoledì e presso la Scuola Normale giovedì, con la Certosa di Calci per l'assemblea generale, seguita da una sera di musica barocca nella chiesa. Dal dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica giunge l'invito al più ampio impegno di condivisione, per una settimana che conferma lo storico prestigio dell'Università di Pisa.
Torna a settembre la Notte dei Ricercatori

Torna la Notte dei Ricercatori: in tutta Europa, per una notte, si festeggiano i ricercatori. Per questa iniziativa promossa dalla Commissione Europea in contemporanea europea per il prossimo venerdì 27 settembre, anche tutta la Toscana sarà coinvolta grazie a SHINE! (Scientists are Humans: Interactive Night of Entertainment!). Eventi si svolgeranno in tutte le citta capoluogo.
Come sottolinea il rettore dell'Università di Pisa, Massimo Augello: "Per il secondo anno consecutivo l'Università di Pisa coordinerà le iniziative di SHINE! 2013, La Notte dei ricercatori in Toscana, contribuendo a realizzare una serie di eventi che interesseranno diverse città del nostro territorio. Il progetto presentato dall'Ateneo, che fa parte dei 40 selezionati dall'Unione Europea, è arrivato al secondo posto tra i sette scelti in tutta Italia. Questa manifestazione ci permette di far conoscere ai cittadini le attività di ricerca che si svolgono negli atenei, di 'toccare con mano' l'impegno e la passione che ci sono all'interno del nostro mondo".
Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 75 mila euro dalla Commissione Europea nell'ambito del programma internazionale "Marie Curie". Mentre, la Regione Toscana, che ha promosso il progetto, ha garantito un ulteriore finanziamento di 30 mila.
Per la vicepresidente della Regione Toscana, Stella Targetti, "di innovazione si parla tanto, ma in pochi la fanno davvero. Tra loro ci sono sicuramente i ricercatori che – con grande dedizione e professionalità, molto spesso con un riconoscimento economico e sociale non adeguato – lavorano ogni giorno per fare arrivare la nostra società più lontano di dove pensiamo di poterla portare oggi. È per questo che, negli ultimi due anni, la Regione Toscana ha finanziato 220 dottorati e 200 assegni di ricerca: perché l'innovazione si muove sulle gambe di persone in carne e ossa. Questa Notte è l'occasione per conoscerle e conoscere da vicino i loro studi, che tra qualche anno potrebbero cambiare aspetti importanti della vita quotidiana di tutti noi".
La Notte dei Ricercatori, giunta quest'anno alla sua nona edizione, secondo il delegato alla Comunicazione dell'Università di Firenze, Carlo Sorrentino "è una bella occasione per raccontare ai toscani qual è la vita quotidiana dei ricercatori, da dove nasce e cosa muove la passione per la ricerca; ma soprattutto è l'occasione per spiegare perché la ricerca è una leva strategica per l'innovazione e la crescita del Paese. Spiegare ciò che facciamo e come lo facciamo non è soltanto utile, ma anche doveroso per chi gestisce - come nel caso dei nostri atenei - risorse pubbliche".
I ricercatori dell'Università di Pisa, Università di Firenze e Università di Siena animeranno una serata speciale tra dimostrazioni, caffè scientifici, dibattiti, laboratori, sorprese e occasioni di divertimento e di approfondimento. L'obiettivo della Notte sarà mostrare che i ricercatori sono più vicini di quanto pensiamo, i risultati del loro lavoro sono in mezzo a noi, migliorando molti aspetti della nostra vita privata e sociale. Inoltre, come ricorda il prorettore dell'Università di Siena, Francesco Frati "partendo dall'entusiasmo dei giovani ricercatori per le loro ricerche vogliamo sottolineare il ruolo fondamentale che i risultati delle ricerche scientifiche hanno sempre giocato per il miglioramento della qualità della vita nella nostra società. Perciò l'intera Regione sarà coinvolta in quello che vuole essere un grande evento di arricchimento culturale attraverso iniziative divertenti e accattivanti".
Tra i formati previsti quest'anno "SHINE Talk": talk show con interviste ai ricercatori in cui si discute di scienza con un linguaggio adatto al grande pubblico; "Science Tasting": presentazioni di temi di ricerca in un clima informale e conviviale; "Conosci i ricercatori": Esposizioni con stand dimostrativi in cui conoscere i ricercatori, e soprattutto toccare con mano la ricerca. I visitatori saranno protagonisti e spettatori di numerose attività interattive e di intrattenimento.
Il professor Giuseppe Iannaccone, coordinatore dell'evento, illustra la formula: "SHINE! sarà un evento diffuso in tutta la Toscana: non concentreremo le iniziative in un unico luogo, ma i ricercatori e la ricerca si sposteranno il più vicino possibile ai cittadini. Avremo attività nelle principali città toscane, con attenzione speciale ai giovani adulti e alle famiglie, attraverso formule del gioco e dell'intrattenimento, come si conviene a un venerdì sera. L'opinione pubblica si forma non solo attraverso i mezzi di comunicazione, ma anche attraverso eventi di questo tipo, in cui ricercatori e cittadini tutti si incontrano senza mediazioni."
È già aperto il concorso "Descrivi la Scienza" diviso in due sezioni: "Diventa giornalista per un giorno" e "Crea il Poster della Notte". Questo concorso ha l'obiettivo di stimolare la creatività e coinvolgere attivamente e creativamente il grande pubblico per rappresentare con un video, un articolo, una fotografia o un'immagine, l'immagine del lavoro del ricercatore e del suo mondo.
Il progetto della Notte dei Ricercatori 2013 ha ricevuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri.
Tutte le informazioni sul sito: www.ricercatori.eu
Segui la SHINE! Notte dei Ricercatori anche su Facebook e Twitter (@shinetoscana)
Ne hanno parlato:
InToscana.it
PisaToday.it
PisaInforma.it
OgniSette.it
GreenReport.it
Come nasce il pensiero
Se perdoniamo, alla fine facciamo innanzi tutto un favore a noi stessi. Insomma, si può dire che il perdono è una sorta di analgesico naturale, un rimedio auto-curativo che aiuta a star meglio e permette all'organismo di recuperare un sano equilibrio psicofisico.
È questo solo uno dei tanti, ma forse uno dei più sorprendenti risultati del lavoro condotto dall'Unità operativa di psicologia clinica dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e dal Laboratorio di biochimica clinica e biologia molecolare dell'Università di Pisa entrambi diretti dal professor Pietro Pietrini.
Pietrini, insieme a Emiliano Ricciardi, medico, dottore di ricerca in neuroscienze e ricercatore del Laboratorio di biochimica clinica e biologia molecolare, sono stati ricevuti dalla vicepresidente della Regione Toscana, Stella Targetti, per illustrare il complesso e articolato lavoro di indagine che l'equipe sta conducendo sulle basi cerebrali delle funzioni mentali e sull'attività delle diverse aree del cervello umano. E soprattutto l'ultimo loro gioiello: il "computer" che legge il pensiero.
L'incontro si è svolto nell'ambito dell'iniziativa "Filo diretto con i ricercatori" che la vicepresidente Targetti ha inaugurato nel settembre scorso.
Riconosciuto a livello internazionale e già pluripremiato in ambito scientifico, il gruppo dell'AOUP diretto dal professor Pietrini, ha prodotto un ultimo lavoro (in collaborazione con i ricercatori dell'università di Pavia e Ferrara) che consiste nella messa a punto di un sistema computerizzato in grado di leggere nella testa delle persone. Come? Utilizzando la risonanza magnetica cerebrale funzionale che mostra i flussi di sangue che arrivano al cervello a seconda degli impulsi che esso riceve, si può vedere cosa avviene nel cervello di un individuo ogni volta che esso riceve una stimolazione visiva o uditiva.
Dopo esperimenti sempre più raffinati su soggetti sia vedenti che non vedenti che stavano guardando un'azione o una scena ambientale, o che ne stavano semplicemente udendo il rumore, la ricerca ha dimostrato che la rappresentazione del mondo esterno nel nostro cervello è sottesa da un codice universale astratto, quindi identico per tutti. È su questa base che si è potuto mettere a punto il "computer – classificatore" dei pensieri che, partendo proprio dai diversi pattern di risposta neuronale della corteccia cerebrale tramite algoritmi riesce a leggere il loro alfabeto.
In pratica, una metodologia di analisi dell'attività neuronale "in vivo" che potrebbe essere molto utile nelle situazioni di grave disabilità dovute per esempio a ictus o a malattie neurodegenerative, perché permetterebbe di mettere a punto interfacce cervello-computer.
Ed è assai più vasto il campo aperto dalle ricerche dell'equipe pisana dove, tra l'altro, Emiliano Ricciardi ha contribuito a formare un gruppo di ricerca multidisciplinare per lo studio delle basi cerebrali delle attività mentali che riunisce medici, chimici, biologi, psichiatri, linguisti, psicologi, filosofi e esponenti della scienza forense.
Tra gli obbiettivi del gruppo di ricerca arrivare a sviluppare strumenti diagnostici che permettano di ottenere analisi con risultati oggettivi. Vale a dire ciò che è sempre mancato alla psichiatria: basta pensare all'ambito giudiziario dove spesso il giudice è chiamato ad esprimersi su questioni di sussistenza o meno di "libero arbitrio" e si assiste spesso a pareri molto doversi degli esperti che dovrebebro supportare l'istruttoria, proprio perchè manca l'oggettività scientifica dell'analisi.
Si potrebbe anche arrivare a dare un significato ed un'identificazione oggettiva allo "stato di coscienza", la cui indefinitezza oggi da luogo ad alcune grandi questioni etiche, prima far tutte quella del diritto alla fine della vita.
"Il vostro lavoro – ha detto la vicepresidente Stella Targetti – è motivo di grande orgoglio per la Regione Toscana e di grandissimo interesse per tutti, perché l'affascinante e complesso mondo legato alle attività cerebrali va ben oltre i confini medici e clinici, addentrandosi fino a mettere radici profonde nel campo della linguistica, dell'attività forense fino a quello dell'etica".
Sempre grazie alla risonanza magnetica cerebrale funzionale si può infatti vedere cosa avviene nella testa di una persona ogni volta che deve decidere tra bene o male. Studiando le basi cerebrali delle emozioni e del giudizio morale, la ricerca getta nuova luce sul "funzionamento morale" della mente umana, da qui anche la funzione del perdono visto come estremo atto di egoismo per bypassare lo stress imposto dal torto subito, un meccanismo evolutivo perfezionatosi nel corso del tempo per aiutare l'uomo a superare situazioni di stallo che alterano pericolosamente il suo equilibrio. Una sorta di analgesico naturale, appunto.
L'approccio neuroscientifico tenta in questo modo di dare risposte a quelli che per millenni sono stati i grandi enigmi della filosofia: come nasce il pensiero, cos'è la coscienza, da cosa è dettato il libero arbitrio e come sono regolati i rapporti mente-corpo.
(Articolo di Chiara Bini - Toscana Notizie)
Neolaureato pisano intervista Martin Schulz
Si è laureato a giugno in Linguistica computazionale all'Università di Pisa e, grazie a un'iniziativa promossa dal Parlamento Europeo su Facebook, è volato a Strasburgo insieme a due "colleghe" – una cipriota e una spagnola – per intervistare il presidente Martin Schulz. Enrico Santus, 26 anni, originario di Iglesias, ha partecipato al concorso europeo spiegando in 200 caratteri cosa avrebbe voluto chiedere al presidente. Passato tra i dieci finalisti, grazie ai voti ricevuti, è stato selezionato per l'intervista. A settembre Enrico si trasferirà ad Hong Kong – la città dove ha vissuto e studiato sei mesi grazie al programma Erasmus Mundus MULTI – per frequentare un corso di dottorato, ma intanto ci racconta il suo incontro col presidente Schulz.
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L'intervista a Martin Schulz
Arriva massaggiandosi la schiena, chiedendo scusa per il ritardo. Martin Schulz è finalmente lì, davanti a noi, visibilmente provato da una difficile plenaria, durata più di due ore oltre il termine stabilito. Lo aspettavamo da tempo, ascoltando il dibattito in Aula e girando su e giù per i corridoi.
Sorride e ci invita a seguirlo nel suo ufficio di presidenza, al diciottesimo piano del palazzo del Parlamento Europeo di Strasburgo: «Perdonatemi – si volta d'un tratto sorridendo – sono costretto a camminare come un anziano».
In pochi secondi ci ritroviamo seduti in tre poltroncine nere, mentre lui ci osserva dall'angolo di un divanetto dello stesso colore. Le presentazioni sono brevi e ho l'impressione che il suo staff gli abbia già detto qualcosa di noi. «Prego, cosa desiderate chiedermi?», ci domanda.
Noi ci lanciamo un'occhiata e lasciamo che sia Georgina Athanasiou, la vincitrice cipriota, a prendere immediatamente la parola. «Dopo l'invasione turca del 1974 – spiega Georgina –, i nostri genitori e i nostri nonni hanno perso tutto. Pian piano, hanno ricostruito le loro vite, finché una mattina del 2013 i loro soldi erano stati rubati dai conti bancari su ordine dell'Unione Europea. Perché avete permesso questa seconda catastrofe?».
Schulz esita un istante, poi risponde: «Capisco lo spirito con cui mi pone questa domanda, ma voglio chiederle: è forse colpa dell'Unione Europea anche la crisi bancaria di Cipro?». Accompagna la voce con gesti misurati e ci dice bisognerebbe evitare di criticare l'UE per ogni cosa: «La soluzione adottata per Cipro è parsa ingiusta anche a me, tanto che abbiamo premuto perché i depositi inferiori ai centomila euro non venissero toccati». Poi prosegue: «Io penso che l'Unione Europea debba aiutare Cipro a riconquistare la stabilità economica e la crescita attraverso investimenti».
«Quindi – lo interrompe Georgina, mentre Schulz protende il corpo verso di lei – il Parlamento Europeo non tollera il potere dato a entità non elette, come la Troika, l'Eurogruppo e la Banca Centrale (BCE), che è risultato in così tanta disoccupazione?».
Il Presidente poggia nuovamente la schiena al divanetto: «Non concordo su quello che dice riguardo alla Banca Centrale. Penso che essa, con gli annunci di Draghi di comprare i bond degli stati, abbia effettivamente salvato l'Euro». Un sospiro. Protende il corpo nuovamente. «Per quanto invece riguarda le misure della Troika, sono d'accordo: stanno semplicemente pensando a tagli senza alcun piano di crescita, ed io sono convinto che non riacquisteremo mai la stabilità semplicemente tagliando». «Dobbiamo ripensare a un piano di investimenti, partendo in particolare dalla piccola e media impresa che, senza credito, è quella a soffrire maggiormente il peso della crisi».
Sia io che la mia collega spagnola Virginia S. Perez tentiamo di intervenire. Le lascio la parola: «Il Parlamento europeo è l'unico organo eletto democraticamente: abbiamo la sensazione che le misure di austerità siano arrivate velocemente, mentre gli aiuti hanno preso fin troppo tempo; cosa può fare il Parlamento europeo?», chiede.
Schulz allarga le braccia: «Il più grande problema dell'Unione Europea è che la gente non crede più alle promesse dei politici, perché esse non vengono mantenute: c'è una crescente sfiducia nei governi nazionali e nelle istituzioni pubbliche». Alza l'indice davanti al viso: «Vorrei ripetere la domanda che ho posto nel Consiglio Europeo dei Capi di Stato la scorsa settimana: se la gente sta perdendo fiducia nell'Unione Europea e voi siete il corpo più potente di questa Istituzione, non pensate che questa sfiducia dipenda in qualche modo anche da voi? Cosa state facendo per evitarlo?».
È qui che intervengo io: «Già... Desideravo appunto chiederle cosa ne pensava della considerevole crescita dei partiti euroscettici, considerato anche che sono trasversali e non possono pertanto essere etichettati semplicemente come "nazionalisti"...».
Schulz mi ferma: «Solo una precisazione – interviene –: sono convinto che esista anche un nazionalismo di sinistra: l'illusione di poter proteggere la dimensione sociale a livello nazionale, come se non vivessimo in un villaggio globale; come se il villaggio globale esistesse solamente in internet».
«D'accordo – annuisco –, dicevo... crede che questi partiti abbiano trovato terreno fertile grazie alle impopolari misure di austerity o per la mancanza di democraticità nelle Istituzioni europee? Cosa state facendo per migliorare la situazione?».
«La sua è una domanda veramente interessante», mi risponde. «Io penso che il più grande errore degli europeisti sia quello di non chiedere mai agli euroscettici di proporre un'alternativa. Nessuno gli chiede: "Per favore, spiegateci come potete gestire i mutamenti climatici, i commerci, le migrazioni, la lotta al crimine organizzato, il traffico di droghe ed esseri umani da soli?"». «Il mio suggerimento – insiste – è che i partiti favorevoli all'Unione Europea si concentrino maggiormente sui contenuti: le due maggiori tendenze europee, quella favorevole all'austerity e quella contraria, devono battersi in una campagna elettorale che porti via l'attenzione dal disfattismo degli euroscettici». «Questo – riprende – è quello che avremo alle prossime elezioni europee se le due grandi famiglie politiche sapranno proporre i giusti candidati per la successione a Mr. Barroso come presidente della Commissione Europea».
Sorrido a Schulz, consapevole che uno dei probabili due candidati sarà proprio lui. «Un'ultima domanda: breve!», interviene il suo addetto stampa. «L'Unione Europea – parto prima che mi interrompano nuovamente – è stata coinvolta nel Datagate sia come vittima che come probabile cooperatore degli USA. Cosa ne pensa e, semmai, come possiamo reagire?»
«L'Unione Europea è una vittima!», sentenzia Schulz. «È probabile che alcuni degli Stati dell'Unione Europea abbiano partecipato, ma per quanto riguarda gli Americani, siamo vittime!». «Posso capire che vogliano combattere il terrorismo – spiega – ma negli uffici dell'Unione Europea a Washington non si organizzino attentati terroristici!». Prende una breve pausa. «Lei mi chiede cosa si può fare: in primo luogo, assicurarsi che ciò sia vero; se ciò fosse vero dovranno giustificare molto bene come mai hanno trattato i loro più vicini alleati come nemici».
L'addetto stampa si pone tra noi: «Mi spiace, il tempo è scaduto». Mi alzo e cerco gli occhi di Schulz: «Presidente... è possibile che ci siano conseguenze nei negoziati per il free trading agreement?». «Penso che sarà difficile», mi risponde sorridendo. Le mani dell'addetto stampa mi spingono delicatamente verso l'uscita. Le altre due ragazze tirano fuori alcuni doni per Schulz, che nel frattempo ha notato che ho dimenticato la giacca sulla poltrona. Me ne accorgo anche io, mi volto per prenderla, ma lui fa prima di me. La apre. «Prego!», mi aiuta ad indossarla. Rimango pietrificato.
«Questo è per lei!», dice Virginia. Stessa cosa dice Georgina. «Fuori per favore!», insiste l'addetto stampa. «E lei cosa mi ha portato?», scherza Schulz. «Io? – sgrano gli occhi – Non porto mai niente... Mi spiace», dico ancora scosso per il suo gesto precedente. «Lui ha portato le domande!», sdrammatizza.
Usciamo nel corridoio, gli vado accanto: «Vorrei chiederle un'ultima cosa...», gli dico. «Mi dica pure...». «Possiamo offrire l'asilo a Snowden?». «I fotografi stanno aspettando», ci chiama l'addetto stampa. «Credo – sostiene – che ci saranno Stati che gli offriranno l'asilo».
Non c'è tempo per posizionarci: gli scatti partono uno dietro l'altro. Sono a disagio, sento il braccio di Schulz dietro la schiena e penso che mentre camminavamo mi sono scioccamente tolto la giacca che lui mi aveva aiutato a indossare. I fotografi proseguono, io sono assente.
L'addetto stampa mi chiama: «Grazie ancora, quella è l'uscita!». Schulz mi chiede da dove venga esattamente. «Sardegna», gli rispondo. «Prego, per favore», l'addetto stampa indica nuovamente la porta.
L'avventura è finita, ma non dentro di me.
Enrico Santus
Foto © European Union 2013
Ne hanno parlato:
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Information and Communication Technology
L'azienda sviluppa tecnologie per il monitoraggio di stati emotivi e ottimizzazione delle performance psico-fisiche a partire da sensori e dati biomedici.
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Free Space nasce dalla lunga esperienza di ricerca dei soci fondatori, con un tasso di competenza molto alto riguardo: consulenza ingegneristica, integrazione dei sistemi EM e gestione applicativa.
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IngeniArs sviluppa sistemi Hardware/Software e soluzioni ICT in ambiti quali lo spazio (SpaceFibre Analyzer), la telemedicina (e@sy-care), i veicoli, l'energetica, la meccatronica.
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METITECH S.r.l.
Soluzioni innovative per il monitoraggio di parametri chimici, attraverso lo sviluppo di sensori e la progettazione di dispositivi a basso costo, portatili, facili da utilizzare e connessi per il trasferimento remoto dei dati.
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La missione di Proxima Robotics è quella di sviluppare la prossima generazione di robot; applicazioni logistiche e di servizio, di intrattenimento ed esplorazione di ambienti estremi.
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Zerynth fornisce a system integrator e aziende di prodotto una piattaforma hardware-software-cloud per lo sviluppo di soluzioni IoT e Industria 4.0 in modo efficiente, scalabile e sicuro.
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Life Science
Bioperio® è un sistema integrato di servizi clinici ed extra-clinici, sviluppati per un network di cliniche odontoiatriche per la cura del paziente con malattie gengivali. Bioperio® è un marchio di Bee Queen 33 S.r.l.
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Bio3DPrinting offre prodotti e servizi nell’ambito della biofabbricazione multiscala e multimateriale di costrutti cellulari 3D aventi l’eterogeneità e la complessa topologia dei tessuti umani.
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CERNAIS offre soluzioni innovativa all'industria farmaceutica e biotecnologica, utilizzando l'intelligenza artificiale per progettare e selezionare molecole che modificano l'RNA, aprendo nuove prospettive per interventi terapeutici avanzati per patologie specifiche.
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INPAVID è un patch innovativo a-cellularizzato, bioartificiale, biomimetico e cardioinduttivo che, applicato direttamente sul cuore, è in grado di agire attivamente sul tessuto cardiaco infartuato, favorendo il recupero funzionale del cuore e prevenendo la progressione verso l’insufficienza cardiaca.
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Prodotti e servizi nell'ambito della diagnostica medica preventiva ad alta tecnologia. Sviluppo e produzione di sistemi e tecniche per la valutazione dei primi marcatori di rischio cardiovascolare.
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SleepActa offre servizi di analisi e refertazione automatica di parametri clinici rilevati da «wearable activity trackers»: machine learning per l’analisi dei ritmi sonno-veglia; dispositivi actigrafici; dispositivi indossabili.
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Weabios sviluppa sensori innovativi, non invasivi e/o indossabili ed adattabili ai vestiti, per la misurazione di parametri fisiologici e comportamentali per diagnostica e monitoraggio per sport, moda e medicale.
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ERRE QUADRO S.r.l.
VoisLab S.r.l.








QUIPU S.r.l.
SLEEPACTA S.r.l.
WEABIOS S.r.l.