Università di Pisa all'avanguardia nell'individuazione delle fake news
Anche l’Ateneo pisano contribuisce attivamente a contrastare la diffusione di fake news sui social media. Il gruppo di ricerca Natural Language Engineering dell’Università di Pisa (UNIPI-NLE) ha partecipato con successo alla campagna di valutazione internazionale di fact checking CLEF2020 CheckThat! - Enabling Automatic Identification and Verification of Claims in Social Media. Il fact checking consiste nella valutazione della veridicità di affermazioni a partire da fatti comprovati.
La competizione, a cui hanno partecipato sia team accademici che industriali, aveva l’obiettivo di identificare, data una serie di tweet, quale tra oltre 10mila affermazioni verificasse il contenuto di ciascuno dei tweet. Il sistema dell’Università di Pisa, elaborato dal dottorando Alessandro Bondielli e dall’assegnista di ricerca Lucia Passaro con il coordinamento dei professori Alessandro Lenci e Francesco Marcelloni, si è qualificato secondo, con un distacco minimo dal vincitore, ottenendo un’accuratezza superiore al 90%. Il sistema utilizza tecniche avanzate di Intelligenza Artificiale e Deep Learning applicate al linguaggio naturale in grado di riconoscere in modo totalmente automatico la similarità tra frasi.
Il gruppo UNIPI-NLE nasce da una collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e il Laboratorio di Linguistica Computazionale del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, attiva da molti anni su tematiche di Trattamento Automatico e Ingegneria del Linguaggio naturale, come Sentiment Analysis, Emotion Detection, Fake News Detection.
La campagna di valutazione si è svolta nel contesto di CLEF 2020 Conference and Labs of the Evaluation Forum, che si occupa di valutare sistemi di Information Retrieval mono e multi-lingua. Lo studio orientato al fact checking è nato all’interno del progetto “Event Extraction for Fake News Detection”, finanziato dall’Università di Pisa nell’ambito del MIT-UNIPI Seed Funds Project.
Borsa di Ricerca dal titolo “Studio delle dipendenze nella malattia di Parkinson” riservata a coloro che sono in possesso della Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute.
Sette idee innovative di impresa si sono contese la finale del Contamination Lab
Giovedì 11 giugno si è conclusa l’edizione 2020 del Contamination Lab Pisa, il percorso formativo promosso da Università di Pisa, Scuola Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e IMT Lucca che ha come obiettivo la promozione della cultura imprenditoriale tra studenti, ricercatori e docenti. L’evento finale, dal titolo “Metodologie e frontiere del CLab”, ha visto la competizione di sette idee di impresa innovative maturate e sviluppate nel corso di questa edizione particolare, che si è svolta in modalità telematica e ha visto la partecipazione di ben 118 partecipanti. I sette progetti innovativi di impresa presentati spaziavano dall’editoria (Astarte) alle scienze sociali (Ciclostile), dalle scienze della vita (Fagoterapia Lab) alla sicurezza dell’informazione (Fake Busters), dal mondo dei “pets” (Joppys) al turismo sostenibile (MoWu Around) alla scienza dell’alimentazione (Quinfood)
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il progetto “Fagoterapia Lab” di Mariagrazia Di Luca, classe 1980, ricercatrice specialista in Microbiologia e Virologiche ed esperta italiana nel campo della fago-terapia. Il suo progetto propone l’utilizzo di virus batteriofagi per il trattamento delle infezioni batteriche, anche nel caso di resistenza agli antibiotici. Al secondo posto invece si è piazzata “Joppys” di Diego Mariotti, classe 1993, studente magistrale di Ingegneria edile e Architettura dell’Università di Pisa. Il suo progetto consiste in una piattaforma digitale che si propone di coordinare e rendere facilmente fruibili all’utente tutti i servizi di potenziale interesse per i proprietari di animali domestici.
Ai vincitori andranno due premi elargiti dal CLab: al 1° classificato un notebook o tablet a scelta del valore di 1000 euro; al 2° classificato: un notebook o tablet a scelta del valore di 500 euro. A questi si aggiungeranno i premi offerti dai partner Federmanager Toscana (un servizio di mentorship da svolgersi da giugno a settembre 2020) e CNA Pisa (pacchetti di consulenze e colloqui di orientamento professionale).
“Come organizzatori, siamo particolarmente contenti – ha evidenziato il professor Leonardo Bertini, delegato del rettore per spin-off, start up e brevetti e Chief del Clab – Oltre che per l’ottimo livello qualitativo dei progetti, ci ha piacevolmente sorpreso il fatto che essi siano stati tutti sviluppati da teams numerosi e multidisciplinari di allievi, a testimonianza dell’efficacia della contaminazione culturale promossa dal CLab”.
L’evento finale del CLab 2020 è stato l’occasione per stilare un bilancio dei risultati del primo triennio del progetto, sostenuto dal MIUR. Le tre edizioni passate hanno visto la partecipazione di 460 tra studenti, dottorandi e ricercatori provenienti da tutti i settori disciplinari dell’Università di Pisa e delle Scuole partner, con una particolare crescita dei partecipanti provenienti dalle discipline umanistiche e delle scienze sociali e che hanno frequentato i seminari offerti dal CLab nei suoi due moduli formativi: il PhD+ (corso base) e il CYB+ (corso avanzato).
All’evento conclusivo, insieme ai saluti istituzionali degli enti organizzatori (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Sant’Anna e IMT Lucca), sono intervenuti il professor Leonardo Bertini, Chief del Clab, la professoressa Giovanna Mariani, Project Manager del Clab e Raffaele Dobellini del Ministero dell’Università e della Ricerca per apportare il loro contributo alla riflessione sul futuro del progetto e della valorizzazione della ricerca accademica. L’evento si è svolto in modalità telematica e ha visto la partecipazione di un ampio pubblico, che includeva, tra gli altri, rappresentanti dei Poli tecnologici, delle Associazioni Industriali, di Campus Party, di Le Village by Crédit Agricole e rappresentanti di Contamination Lab di altri Atenei.
La commissione di valutazione che ha esaminato i progetti, formata dai rappresentanti di alcuni enti convenzionati con il CLab, Francesco Oppedisano (presidente CNA Pisa e amministratore delegato di Netresults, Spin Off dell’Unipi), Andrea Di Benedetto (presidente del Polo Tecnologico Navacchio) e Nicola Redi (Consultant di fondi Venture Capital), ha evidenziato l’ottimo livello di tutti i progetti presentati, tra i quali non è stato semplice selezionare i due più meritevoli.
L'Università di Pisa all'avanguardia nell'individuazione delle fake news
Anche l’Ateneo pisano contribuisce attivamente a contrastare la diffusione di fake news sui social media. Il gruppo di ricerca Natural Language Engineering dell’Università di Pisa (UNIPI-NLE) ha partecipato con successo alla campagna di valutazione internazionale di fact checking CLEF2020 CheckThat! - Enabling Automatic Identification and Verification of Claims in Social Media. Il fact checking consiste nella valutazione della veridicità di affermazioni a partire da fatti comprovati.
La competizione, a cui hanno partecipato sia team accademici che industriali, aveva l’obiettivo di identificare, data una serie di tweet, quale tra oltre 10mila affermazioni verificasse il contenuto di ciascuno dei tweet. Il sistema dell’Università di Pisa, elaborato dal dottorando Alessandro Bondielli e dall’assegnista di ricerca Lucia Passaro (nella foto in basso) con il coordinamento dei professori Alessandro Lenci e Francesco Marcelloni, si è qualificato secondo, con un distacco minimo dal vincitore, ottenendo un’accuratezza superiore al 90%. Il sistema utilizza tecniche avanzate di Intelligenza Artificiale e Deep Learning applicate al linguaggio naturale in grado di riconoscere in modo totalmente automatico la similarità tra frasi.

Il gruppo UNIPI-NLE nasce da una collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e il Laboratorio di Linguistica Computazionale del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, attiva da molti anni su tematiche di Trattamento Automatico e Ingegneria del Linguaggio naturale, come Sentiment Analysis, Emotion Detection, Fake News Detection.
La campagna di valutazione si è svolta nel contesto di CLEF 2020 Conference and Labs of the Evaluation Forum, che si occupa di valutare sistemi di Information Retrieval mono e multi-lingua. Lo studio orientato al fact checking è nato all’interno del progetto “Event Extraction for Fake News Detection”, finanziato dall’Università di Pisa nell’ambito del MIT-UNIPI Seed Funds Project.
Corridoi universitari per studenti rifugiati: 11 atenei italiani insieme per il progetto UNI-CO-RE
Undici università italiane tra cui l’Università di Pisa, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno siglato un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.
Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione, oltre all’Università di Pisa, di Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.
Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti. In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.
“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.
“Il successo di iniziative importanti come queste passa inevitabilmente dalla collaborazione e dalla condivisione di impegni e competenze”, ha commentato Paolo Mancarella, rettore dell’Università di Pisa, “Da sempre, qui a Pisa, promuoviamo l’idea di un’Università che deve essere inclusiva e anche per questo sarà nostra cura lavorare affinché si possa arrivare in tempi rapidi alla costituzione e alla formalizzazione di un partenariato locale ampio e coeso”. Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.
Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.
Per l’Università di Pisa la partecipazione al Progetto Corridoi Universitari si inserisce nel quadro delle molteplici azioni adottate per sostenere l'ammissione dei rifugiati all'istruzione e alla ricerca universitaria, promuovendo l'integrazione sociale e la partecipazione attiva alla vita accademica. "Con questo progetto pilota l'Ateneo pisano promuove un modello di gestione ordinata e sostenibile dell'arrivo sul nostro territorio di giovani rifugiati, in armonia con gli orientamenti delle Nazioni Unite e con una visione equilibrata dei complessi fenomeni migratori", ha aggiunto il professor Marcello Di Filippo, referente del progetto. In linea con le altre iniziative intraprese in passato e attualmente attive, l'Università di Pisa continua a promuovere progetti innovativi sul fronte dell'inclusione, sulla scia e in piena sintonia con gli impegni manifestati con le recenti adesioni al Manifesto dell'Università inclusiva e al Network dell'università della Pace, che ha come referente la professoressa Enza Pellecchia e di cui l’Ateneo pisano è stato uno dei promotori, e da ultimo alla Rete Scholars at Risk, che ha come referente il professor Gabriele Tomei.
Per maggiori informazioni:
Avviso di fabbisogno interno per “realizzazione di un programma in Otree/Python per la conduzione di esperimento tramite cellulare”
Avviso di fabbisogno interno per “realizzazione database attività di ricerca su PRA 2018″
Avviso di fabbisogno interno presso il Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale per attività di insegnamento e supporto al tirocinio degli studenti nell’ambito del Corso di Perfezionamento in “Ecografia muscoloscheletrica"
Sette idee innovative di impresa si sono contese la finale del Contamination Lab
Giovedì 11 giugno si è conclusa l’edizione 2020 del Contamination Lab Pisa, il percorso formativo promosso da Università di Pisa, Scuola Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e IMT Lucca che ha come obiettivo la promozione della cultura imprenditoriale tra studenti, ricercatori e docenti. L’evento finale, dal titolo “Metodologie e frontiere del CLab”, ha visto la competizione di sette idee di impresa innovative maturate e sviluppate nel corso di questa edizione particolare, che si è svolta in modalità telematica e ha visto la partecipazione di ben 118 partecipanti. I sette progetti innovativi di impresa presentati spaziavano dall’editoria (Astarte) alle scienze sociali (Ciclostile), dalle scienze della vita (Fagoterapia Lab) alla sicurezza dell’informazione (Fake Busters), dal mondo dei “pets” (Joppys) al turismo sostenibile (MoWu Around) alla scienza dell’alimentazione (Quinfood).
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il progetto “Fagoterapia Lab” di Mariagrazia Di Luca, classe 1980, ricercatrice specialista in Microbiologia e Virologiche ed esperta italiana nel campo della fago-terapia. Il suo progetto propone l’utilizzo di virus batteriofagi per il trattamento delle infezioni batteriche, anche nel caso di resistenza agli antibiotici. Al secondo posto invece si è piazzata “Joppys” di Diego Mariotti, classe 1993, studente magistrale di Ingegneria edile e Architettura dell’Università di Pisa. Il suo progetto consiste in una piattaforma digitale che si propone di coordinare e rendere facilmente fruibili all’utente tutti i servizi di potenziale interesse per i proprietari di animali domestici.
Ai vincitori andranno due premi elargiti dal CLab: al 1° classificato un notebook o tablet a scelta del valore di 1000 euro; al 2° classificato: un notebook o tablet a scelta del valore di 500 euro. A questi si aggiungeranno i premi offerti dai partner Federmanager Toscana (un servizio di mentorship da svolgersi da giugno a settembre 2020) e CNA Pisa (pacchetti di consulenze e colloqui di orientamento professionale).
“Come organizzatori, siamo particolarmente contenti – ha evidenziato il professor Leonardo Bertini, delegato del rettore per spin-off, start up e brevetti e Chief del Clab – Oltre che l’ottimo livello qualitativo dei progetti, ci ha piacevolmente colpito il fatto che essi siano stati tutti sviluppati da teams numerosi e multidisciplinari di allievi, a testimonianza dell’efficacia della contaminazione culturale promossa dal CLab”.
L’evento finale del CLab 2020 è stato l’occasione per stilare un bilancio dei risultati del primo triennio del progetto, sostenuto dal MIUR. Le tre edizioni passate hanno visto la partecipazione di 460 tra studenti, dottorandi e ricercatori provenienti da tutti i settori disciplinari dell’Università di Pisa e delle Scuole partner, con una particolare crescita dei partecipanti provenienti dalle discipline umanistiche e delle scienze sociali e che hanno frequentato i seminari offerti dal CLab nei suoi due moduli formativi: il PhD+ (corso base) e il CYB+ (corso avanzato).

All’evento conclusivo, insieme ai saluti istituzionali degli enti organizzatori (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Sant’Anna e IMT Lucca), sono intervenuti il professor Leonardo Bertini, Chief del Clab, la professoressa Giovanna Mariani, Project Manager del Clab e il dottor Raffaele Dobellini del Ministero dell’Università e della Ricerca per apportare il loro contributo alla riflessione sul futuro del progetto e della valorizzazione della ricerca accademica. L’evento si è svolto in modalità telematica e ha visto la partecipazione di un ampio pubblico, che includeva, tra gli altri, rappresentanti dei Poli tecnologici, delle Associazioni Industriali, di Campus Party, di Le Village by Crédit Agricole e rappresentanti di Contamination Lab di altri Atenei.
La commissione di valutazione che ha esaminato i progetti, formata dai rappresentanti di alcuni enti convenzionati con il CLab, Francesco Oppedisano (presidente CNA Pisa e amministratore delegato di Netresults, Spin Off dell’Unipi), Andrea Di Benedetto (presidente del Polo Tecnologico Navacchio) e Nicola Redi (Consultant di fondi Venture Capital), ha evidenziato l’ottimo livello di tutti i progetti presentati, tra i quali non è stato semplice selezionare i due più meritevoli.
Agricoltura sostenibile, cibo e gestione risorse idriche: dal programma PRIMA 1.5 milioni di euro per la ricerca all'Università di Pisa
Con cinque progetti finanziati – di cui tre come coordinatore e due come partner – l'Università di Pisa si colloca tra gli enti più "premiati" delle prime due edizioni del Programma PRIMA, la partnership per l’innovazione del settore idrico e agro-alimentare nell’area mediterranea promossa dall’Unione Europa con la partecipazione di 19 paesi. Beneficiari di questi finanziamenti sono i dipartimenti di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e di Scienze veterinarie dell’Ateneo pisano per un contributo totale di circa 1.5 milioni di euro.
Il programma PRIMA è nato con l’obiettivo di costruire conoscenza e soluzioni innovative in ricerca e innovazione per la gestione delle risorse idriche, un’agricoltura sostenibile, cibo e filiera alimentare nell'area mediterranea. Tra i partecipanti ci sono 11 paesi membri dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia. Il programma è finanziato attraverso una combinazione di fondi provenienti in parte dagli Stati aderenti e in parte dal programma Horizon 2020.
I cinque progetti finanziati all'Università di Pisa (uno in risposta al bando del 2018 e quattro a quello del 2019) si inseriscono perfettamente in questa area di ricerca. Il primo è SIMTAP - Self-sufficient integrated multi-trophic aquaponic systems for improving food production sustainability and brackish water use and recycling, coordinato dai professori Alberto Pardossi del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e Carlo Bibbiani del dipartimento di Scienze veterinarie. Il progetto ha ottenuto un finanziamento di circa 953 mila euro (di cui circa 280 mila euro all’Unipi), e vede come paesi partecipanti l’Italia, la Francia, la Germania, la Turchia e Malta. Il suo scopo è realizzare un sistema acquaponico multitrofico per la produzione alimentare di pesci e piante di acqua salmastra. Il pesce sarà alimentato con mangime prodotto da alghe, vermi e molluschi, in sostituzione parziale o totale di materie prime quali le farine, gli oli di pesce e le proteine vegetali.
Il secondo progetto è FIGGEN - Valorising the diversity of the fig tree, an ancient fruit crop for sustainable Mediterranean agriculture, coordinato dal professor Tommaso Giordani del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, che ha ottenuto un finanziamento di circa 1 milione di euro (di cui 378 mila euro all’Unipi). Obiettivo della ricerca, che ha come paesi partecipanti Italia, Spagna, Tunisia e Turchia, è la valorizzazione e la produzione sostenibile del fico nel Mediterraneo, un frutto antico che presenta un grande potenziale di espansione grazie a preziose qualità nutrizionali, energetiche e nutraceutiche.
Il terzo progetto è FEDKITO - Fresh food sustainable packaging in the circular economy coordinato dalla professoressa Barbara Conti del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali. Finanziato con circa 840 mila euro (di cui 390 mila euro all’Unipi), il progetto propone l'uso di chitosano, un polimero naturale, aromatizzato con olii essenziali per proteggere frutta, verdura, carne e latticini da attacchi di insetti e funghi e dall'ossidazione degli acidi grassi insaturi prolungando la durata di conservazione dei prodotti alimentari mediterranei deperibili durante la post-raccolta e in condizioni di stoccaggio. I paesi partecipanti sono Italia, Francia, Grecia, Marocco, Tunisia.
HaloFarMs – Development and optimization of halophyte-based farming systems in salt-affected Mediterranean soils è un altro progetto di cui l’Università di Pisa è partner con la professoressa Annamaria Ranieri del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali. Finanziato con circa 848 mila euro (di cui circa 200 mila all’Unipi) HaloFarMs svilupperà e ottimizzerà nuovi sistemi di agricoltura sostenibile per la regione mediterranea basati sull'uso intelligente delle piante alofite per valorizzare le terre degradate e non sfruttate. I paesi partecipanti sono Tunisia, Italia, Egitto, Spagna, Francia, Portogallo.
Il quinto progetto è iGUESS-MED - Innovative greenhouse support system in the Mediterranean region: efficient fertigation and pest management through IoT based climate control, che ha avuto un finanziamento di circa 1.5 milioni di euro (di cui 233 mila euro all’Unipi). L’Ateneo pisano è partner con il professor Luca Incrocci del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali. I paesi partecipanti sono Spagna, Italia, Tunisia, Turchia e l’obiettivo è creare un innovativo software a basso costo, fruibile su un qualsiasi smartphone, che permetta, tramite una rete di sensori posti in serra e sulle piante coltivate e l’uso di modelli e di algoritmi matematici, di consigliare l’agricoltore sulla gestione del clima in serra, dell’irrigazione, della concimazione e della difesa della coltura, in particolare del pomodoro.
I risultati conseguiti sono certamente il frutto dell’impegno crescente dei docenti dell’Università di Pisa nella progettazione europea, come dimostrato dal boom di finanziamenti nel triennio 2017-2019. A questo si somma anche l’aiuto ottenuto nella preparazione dei progetti tramite il servizio di supporto alla redazione di proposte progettuali, attivato dal 2018 presso la Direzione Servizi per la Ricerca e il Trasferimento Tecnologico.
L'ottimo esito ottenuto dall’Ateneo pisano è anche dovuto all'impegno profuso nel seguire "da vicino" il programma fin dalla fase della sua genesi, partecipando agli incontri preparatori e diffondendo con un anticipo competitivo le informazioni utili ai nostri docenti. "Con questo stesso spirito di partecipazione e networking proattivo – spiega il professor Lisandro Benedetti-Cecchi, prorettore alla ricerca europea e internazionale – stiamo cercando di essere sempre più presenti come Ateneo in diversi tavoli e consessi europei strategici per la ricerca. Non a caso tra le misure di incentivazione attivate è stato aggiunto anche il bando Net4UNIPI che mira proprio ad intensificare le attività di rete con l'obiettivo di accrescere la capacità di sviluppare progetti e collaborazioni europee".
Nel 2018, grazie al Programma PRIMA, sono stati finanziati 36 progetti, 29 di essi coinvolgono una o più unità di ricerca italiane di cui 11 coordinati da enti italiani per un finanziamento totale di 10 milioni di euro. Nel 2019 sono stati finanziati 44 progetti, 34 di essi coinvolgono una o più unità di ricerca italiane di cui 14 coordinati da enti italiani per un finanziamento totale di 12 milioni di euro.
