The FACE robot from Research Center “E. Piaggio” casted by the 20th Century Fox
The android FACE was the main “actress” of a very special video, released by 20th Century Fox on August 25th. The video was recorded in the lab of the Research Center “E. Piaggio” of the University of Pisa for the “Morgan” movie, which will open in theather next Friday, September the 2nd.
The robot FACE was casted to produce a reaction video, a special content where people emotional reactions to movie’s trailers are captured and mounted in a clip. Reaction videos are becoming very popular and on YouTube it is possible to find reaction videos with more than 14 millions of visualization. For this Reason, Fox decided to produce for the Morgan promotion a “Robot Reaction” video where the trailer watchers are social robots with emotional capabilities instead of people.

“FACE has a very complex facial architecture” - said Daniele Mazzei, one of the FACE’s fathers - “consisting of 32 motors placed between the skull and the skin that in a way similar to the human facial anatomy, thus allowing the actuation of very complex micro facial movements and the reproduction of a wide amount of complex facial expressions.” The humanoid robot FACE watched the Morgan trailer and reacted to it performing facial expressions aligned with the emotional and empathic content perceived from the video.
FACE, acronym of Facial Automation for Conveying Emotions, is an android built by a team of the researcher Center “E. Piaggio”, of the university of Pisa, headed by Prof. Danilo De Rossi. The robot is a social android able to empathically interact with people through a non-verbal communication. By using a set of sensors integrated in its head FACE drives its gaze toward human interlocutors analysing their facial expressions and gestures, and inferring their emotional states. On the basis of the inferred emotional state of its interlocutors FACE establish a non-verbal communication with them by using facial expressions and gestures. FACE is nowadays used as tool for the design and study of Artificial Intelligence models and for the study of the social and affective interaction between humans and robots.
The FACE cognitive system reproduces facial expressions starting from the seven basic emotional states: Hanger, Disgust, Fear, Happiness, Sadness and Surprise. Thanks to its stereotypical and simplified facial expressivity, the FACE emotional states are simpler to be recognized and interpreted than human emotions. For this reason FACE has been demonstrated to be usable also for driving interaction with people having deficit in understanding human emotions like subjects with Autism.
LINK TO THE REACTION VIDEO
http://fox.co/RobotsReact
http://fox.co/RobotsReactInterview



Il robot FACE del Centro Piaggio scritturato dalla 20th Century Fox
Il robot umanoide FACE è stato l’insolito protagonista di un video molto speciale, reso pubblico lo scorso 25 agosto. Nel mese estivo per eccellenza, i laboratori del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa si sono infatti trasformati in un set cinematografico, e hanno ospitato le riprese del reaction video del film “Morgan” della 20th Century Fox, che uscirà nelle sale italiane il 6 ottobre.
I reaction video mostrano le reazioni emotive di varie persone messe di fronte al trailer del film. Dato il successo di questi video, alcuni dei quali raggiugono su YouTube anche i 14 milioni di contatti, la 20th Century Fox ha deciso di produrre anche un robot reaction video, in cui spettatori del trailer sono stati automi umanoidi, tra cui FACE, di cui sono state filmate le reazioni.

“La complessa struttura del volto del robot – spiega Daniele Mazzei, uno dei “papà” di FACE - comprende 32 micromotori, posti tra l’epidermide e la struttura ossea che, in modo analogo ai muscoli facciali, permettono di controllare ogni minimo movimento del viso e generare una enorme quantità di espressioni anche molto complesse” l’automa ha gustato la visione del trailer di Morgan ed è stato filmato mentre produceva diverse espressioni del volto in reazione a quello che “vedeva”, esprimendo stati emotivi in modo analogo agli esseri umani.
FACE, acronimo di Facial Automation for Conveying Emotions, è un androide realizzato da un team di ricercatori del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, guidati dal professor Danilo De Rossi. Il robot è un androide sociale in grado di interagire empaticamente con gli esseri umani attraverso una comunicazione non verbale. Tramite sensori posizionati sulla testa, FACE orienta il proprio sguardo verso l’interlocutore umano, ne analizza le espressioni facciali e la gestualità e ne inferisce lo stato emotivo. Sulla base dello stato mentale inferito, FACE inizia una comunicazione non verbale attraverso espressioni facciali, sguardi e ammiccamenti, tutti intesi a stabilire un dialogo empatico.
FACE è utilizzato come strumento per lo sviluppo di modelli di Intelligenza Artificiale e per lo studio dell’interazione sociale e affettiva tra uomo e robot. Il sistema cognitivo di FACE genera espressioni facciali a partire da sei stati emotivi di base: rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza, sorpresa. Data la natura artificiale e quindi semplificata del sistema, gli stati emotivi espressi dal robot sono più facilmente riconoscibili rispetto a quelli umani, cosa che rende FACE particolarmente adatto all’interazione con persone in grado di interpretare un numero limitato di espressioni, come sono per esempio i soggetti autistici.
Link al reaction video
http://fox.co/RobotsReact
http://fox.co/RobotsReactInterview


Mattia Donati Swinging Quartet in concerto
L'Associazione NEWS presenta il concerto del "Mattia Donati Swinging Quartet" che si terrà sabato 3 Settembre alle 19 e 30 presso Argini e Margini, Lungarno Galilei.
Il concerto fa parte della rassegna "Occhi aperti sulla città", creata da NEWS per dare la possibilità ad artisti toscani e pisani di fatto e di "adozione" di potersi esibire in città.
Mattia Donati è un cantante, chitarrista e compositore livornese. Dopo aver vinto il 'Senzafilo Music Contest' nel 2012, inizia ad esplorare il jazz degli anni '20 '30 '40 insieme al trombettista siciliano Mauro La Mancusa, al sassofonista cecinese-argentino Joaquin Cornejo, ed al batterista pisano Pietro Borsò. Insieme i quattro musicisti danno vita a un quartetto ad alto tasso di swing, interazione e improvvisazione estemporanea".
Info e contatti
Associazione NEWS
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Super transistor grazie a due nuovi materiali bidimensionali
Non solo grafene, due nuovi materiali bidimensionali promettono di rivoluzionare il futuro delle tecnologie. In uno studio appena pubblicato sulla rivista “Nature Communications”, i ricercatori dell’Università di Pisa e del Politecnico di Losanna hanno mostrato che l’arsenéne e l’antimonéne, materiali bidimensionali composti da arsenico e antimonio, possono consentire di realizzare transistor ad alte prestazioni con lunghezza di canale di soli 5 nm, non ottenibile con il silicio.
Per capire gli effetti della miniaturizzazione in questo settore, basta pensare che il telefono che abbiamo in tasca è ormai un potente calcolatore grazie al fatto che l’industria dei semiconduttori è riuscita a realizzare negli ultimi 50 anni transistor sempre più piccoli e a raddoppiarne ogni 24 mesi il numero contenuto in un chip. Per sostenere questo ritmo di innovazione, comunemente chiamato Legge di Moore, nei laboratori di ricerca in tutto il mondo si sta esplorando l’uso dei nuovi materiali bidimensionali, che hanno lo spessore di un solo atomo e quindi promettono una riduzione ulteriore delle dimensioni complessive dei transistor.
“Negli ultimi dodici anni, cominciando con il grafene, sono stati scoperti decine di materiali bidimensionali con proprietà interessanti per l’elettronica, ma anche con svantaggi significativi rispetto al silicio - spiega Gianluca Fiori (a sinistra nella foto) del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano - è quindi necessario selezionare quelli più promettenti su cui concentrare la ricerca. Il fatto è che la tecnologia di fabbricazione di questi materiali è ancora ai primi passi, per cui l’unico modo di valutare le potenzialità dei transistor basati sui nuovi materiali è di fare simulazioni al calcolatore, atomo per atomo, per poi orientare la ricerca sperimentale e industriale”.
Lo studio pubblicato su “Nature Communications” si basa su sofisticati codici di simulazione di materiali e di dispositivi elettronici sviluppati presso il Politecnico di Losanna e presso l’Università di Pisa, distribuiti con licenza open source e utilizzati da decine di gruppi di ricerca in tutto il mondo.
“Si tratta di una linea di ricerca che richiede la convergenza della chimica, della fisica e dell’ingegneria e la definizione di un linguaggio e di un corpo di conoscenze comuni - afferma Giuseppe Iannaccone (a destra nella foto) dell’Università di Pisa – dunque una ricerca fondamentale che vuole risolvere un problema applicativo concreto, superando la distinzione formale tra ricerca di base e applicata.”
Super transistor grazie a due nuovi materiali bidimensionali composti da arsenico e antimonio
Non solo grafene, due nuovi materiali bidimensionali promettono di rivoluzionare il futuro delle tecnologie. In uno studio appena pubblicato sulla rivista “Nature Communications” (http://www.nature.com/articles/ncomms12585), i ricercatori dell’Università di Pisa e del Politecnico di Losanna hanno mostrato che l’arsenéne e l’antimonéne, materiali bidimensionali composti da arsenico e antimonio, possono consentire di realizzare transistor ad alte prestazioni con lunghezza di canale di soli 5 nm, non ottenibile con il silicio.
Per capire gli effetti della miniaturizzazione in questo settore, basta pensare che il telefono che abbiamo in tasca è ormai un potente calcolatore grazie al fatto che l’industria dei semiconduttori è riuscita a realizzare negli ultimi 50 anni transistor sempre più piccoli e a raddoppiarne ogni 24 mesi il numero contenuto in un chip. Per sostenere questo ritmo di innovazione, comunemente chiamato Legge di Moore, nei laboratori di ricerca in tutto il mondo si sta esplorando l’uso dei nuovi materiali bidimensionali, che hanno lo spessore di un solo atomo e quindi promettono una riduzione ulteriore delle dimensioni complessive dei transistor.
“Negli ultimi dodici anni, cominciando con il grafene, sono stati scoperti decine di materiali bidimensionali con proprietà interessanti per l’elettronica, ma anche con svantaggi significativi rispetto al silicio - spiega Gianluca Fiori del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano - è quindi necessario selezionare quelli più promettenti su cui concentrare la ricerca. Il fatto è che la tecnologia di fabbricazione di questi materiali è ancora ai primi passi, per cui l’unico modo di valutare le potenzialità dei transistor basati sui nuovi materiali è di fare simulazioni al calcolatore, atomo per atomo, per poi orientare la ricerca sperimentale e industriale”.
Lo studio pubblicato su “Nature Communications” si basa su sofisticati codici di simulazione di materiali e di dispositivi elettronici sviluppati presso il Politecnico di Losanna e presso l’Università di Pisa, distribuiti con licenza open source e utilizzati da decine di gruppi di ricerca in tutto il mondo.
“Si tratta di una linea di ricerca che richiede la convergenza della chimica, della fisica e dell’ingegneria e la definizione di un linguaggio e di un corpo di conoscenze comuni - afferma il Giuseppe Iannaccone dell’Università di Pisa – dunque una ricerca fondamentale che vuole risolvere un problema applicativo concreto, superando la distinzione formale tra ricerca di base e applicata.”
Bando di concorso per l'ammissione alla Scuola di specializzazione per le professioni legali - A.A.2016/2017
Bando ed allegati
Attenzione: Prima di iscriversi al concorso è necessario leggere attentamente il bando di concorso e la Guida pratica per la presentazione delle domande.
Procedura di iscrizione on-line
Scadenza domande: ore 13,00 del 7 ottobre 2016
Il portale per fare domanda on-line sarà attivo a partire dalle ore 13,00 di martedì 30 agosto 2016
Iscrizione on line
L'iscrizione telematica al concorso si articola nelle fasi sottoelencate:
- registrare i propri dati anagrafici su web, collegandosi all'indirizzo www.studenti.unipi.it . Se hai conseguito (o conseguirai) il titolo di studio presso l'Università di Pisa non devi registrarti, ma procedere direttamente con la fase di iscrizione al concorso, sempre collegandoti all'indirizzo www.studenti.unipi.it ;
- inserire tutti i dati richiesti per l'iscrizione al concorso;
- stampare la ricevuta generata dal sistema che è l'unico documento comprovante l'avvenuta iscrizione per via telematica.
Pagamento tassa concorsuale
- pagare la tassa concorsuale di 60,00 Euro tramite versamento, presso qualsiasi sportello bancario, effettuato entro il termine del 7 ottobre 2016. Per il pagamento va utilizzato esclusivamente il modulo di pagamento MAV personalizzato stampabile al termine della procedura di iscrizione telematica al concorso.
Si raccomanda di conservare con cura la ricevuta di avvenuto pagamento della tassa concorsuale.
Ricorda
La scheda di autocertificazione relativa ai titoli valutabili va consegnata alla Commissione giudicatrice in sede di prova d'esame. Il giorno della prova ricordati di portare un documento d'identità, in corso di validità.
Nota bene
Per poter aprire i file in formato pdf occorre il programma Acrobat Reader. Se non ne sei provvisto, puoi scaricarlo gratuitamente.
Assistenza
Per assistenza contattare il Settore "Laureati" all'indirizzo http://sportellovirtuale.unipi.it .
Laureata dell’Ateneo vince il premio Bernardo Nobile 2016
Valentina Brescia, laureata in Ingegneria gestionale all’Università di Pisa, ha vinto ad agosto il premio nazionale Bernardo Nobile 2016 bandito dall’Area Science Park di Trieste. Il riconoscimento, che ammonta a 2.500 euro, le è stato conferito per la sua tesi di laurea che, secondo le motivazioni della giuria, è riuscita ad integrare efficacemente dati brevettuali, economici e geografici estraendo indicatori per la valutazione dell’attività innovativa territoriale e la sua evoluzione nel tempo. Sempre nell’ambito del premio, anche Giordano Maria Campatelli, un altro laureato in Ingegneria gestionale dell’Ateneo pisano, ha ricevuto la menzione onorevole per la sua tesi che analizza la produzione di brevetti nel settore della bioinformatica negli ultimi trent’anni. E’ questa la prima volta che dei tesisti dell'Università di Pisa si affermano in questa competizione nazionale giunta quest'anno alla XXII edizione.
“Si tratta di un bel risultato, anzitutto per i due laureati che hanno messo un notevole impegno e passione nei loro studi – ha commentato la professoressa Antonella Martini, relatore di entrambi i lavori di tesi – e al tempo stesso, vorrei evidenziare il ruolo svolta dall’Ateneo nel creare le condizioni per due grosse opportunità: Valentina, infatti, ha potuto beneficiare di un periodo all’estero, presso la MIT School of Management, grazie al progetto MIT-UNIPI 2015, con il contributo della Cassa di Risparmio di San Miniato. Giordano, invece, ha beneficiato della collaborazione con ErreQuadro, uno degli spin-off di Ateneo, che ha messo a disposizione le proprie banche dati brevettuali”.
L’Università di Pisa sul podio dell’ARWU di Shanghai
L'Università di Pisa è sempre presente sul podio italiano del prestigioso Academic Ranking of World Universities (www.shanghairanking.com/), elaborato dalla "Jiao Tong" University di Shanghai e giunto nel 2016 alla 14a edizione. L'Ateneo pisano si piazza tra il 201° e il 300° posto al mondo, preceduto da Roma "La Sapienza" e da Padova, che occupano le posizioni tra 151° e 200° posto. Dopo Pisa, che totalizza uno score di 16,81, si piazzano nella stessa fascia gli atenei di Torino (16,47), Bologna (15,99), Politecnico di Milano (15,86), Milano (15,55) e Firenze (14,83). Ancora più indietro, nelle posizioni dal 301° al 500° posto, ci sono altre 11 università italiane.
In generale, l'Italia piazza 19 atenei tra i primi 500 al mondo, perdendo una unità rispetto allo scorso anno, in una classifica dominata dalle università degli Stati Uniti, con 137 tra le prime 500, seguite dalla Cina (54), in prepotente ascesa, dalla Germania (38) e dal Regno Unito (37).
Gli indicatori presi in esame dall'ARWU di Shanghai sono rigorosi e comprendono i premi Nobel e i riconoscimenti accademici ricevuti, la qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti. In particolare sono sei i parametri su cui si basa la classifica: premi internazionali di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters (20%), le pubblicazioni "Nature & Science" (20%), le pubblicazioni tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi confrontati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).
"La classifica di Shanghai, che per ampiezza di parametri e per metodologia utilizzata è la più autorevole al mondo – ha commentato il rettore Massimo Augello – conferma la buona qualità media del sistema universitario italiano, che piazza 19 atenei tra i primi 500 al mondo, dietro solo alle superpotenze rappresentate da Stati Uniti, Cina, Germania e Regno Unito e a poca distanza da Australia e Francia, che ne hanno rispettivamente 23 e 22. Di contro, preoccupa ancora una volta l’incapacità del nostro Paese di valorizzare le sue punte di eccellenza, se consideriamo che da diversi anni non abbiamo più una nostra rappresentante tra le prime 100 università al mondo, cosa che quest’anno è riuscita a ben 18 nazioni. L’ARWU ribadisce, inoltre, i risultati già emersi dagli altri principali ranking elaborati da istituti internazionali, che posizionano l'Ateneo pisano ai primi posti in Italia e individuano un gruppo molto ristretto di università che sono stabilmente al vertice della graduatoria nazionale. A questo proposito, va anche considerato il fatto che sia gli atenei che ci precedono, sia quelli che ci seguono in classifica hanno potuto utilizzare negli scorsi anni centinaia di milioni di euro aggiuntivi a testa per potenziare le diverse attività, non avendo rispettato, a differenza dell’Università di Pisa, il limite del 20% nel rapporto tra tasse studentesche e Fondo di Finanziamento Ordinario”.
Laureata dell’Ateneo vince il premio Bernardo Nobile 2016
Valentina Brescia, laureata in Ingegneria gestionale all’Università di Pisa, ha vinto ad agosto il premio nazionale Bernardo Nobile 2016 bandito dall’Area Science Park di Trieste.
Il riconoscimento, che ammonta a 2.500 euro, le è stato conferito per la sua tesi di laurea che, secondo le motivazioni della giuria, è riuscita ad integrare efficacemente dati brevettuali, economici e geografici estraendo indicatori per la valutazione dell’attività innovativa territoriale e la sua evoluzione nel tempo. Sempre nell’ambito del premio, anche Giordano Maria Campatelli, un altro laureato in Ingegneria gestionale dell’Ateneo pisano, ha ricevuto la menzione onorevole per la sua tesi che analizza la produzione di brevetti nel settore della bioinformatica negli ultimi trent’anni. E’ questa la prima volta che dei tesisti dell'Università di Pisa si affermano in questa competizione nazionale giunta quest'anno alla XXII edizione.
“Si tratta di un bel risultato, anzitutto per i due laureati che hanno messo un notevole impegno e passione nei loro studi – ha commentato la professoressa Antonella Martini, relatore di entrambi i lavori di tesi – e al tempo stesso, vorrei evidenziare il ruolo svolta dall’Ateneo nel creare le condizioni per due grosse opportunità: Valentina, infatti, ha potuto beneficiare di un periodo all’estero, presso la MIT School of Management, grazie al progetto MIT-UNIPI 2015, con il contributo della Cassa di Risparmio di San Miniato. Giordano, invece, ha beneficiato della collaborazione con ErreQuadro, uno degli spin-off di Ateneo, che ha messo a disposizione le proprie banche dati brevettuali”.
A sinistra nella foto Valentina Brescia, a destra Giordano Maria Campatelli
L’Università di Pisa sul podio dell’ARWU di Shanghai
L'Università di Pisa è sempre presente sul podio italiano del prestigioso Academic Ranking of World Universities (www.shanghairanking.com/), elaborato dalla "Jiao Tong" University di Shanghai e giunto nel 2016 alla 14a edizione. L'Ateneo pisano si piazza tra il 201° e il 300° posto al mondo, preceduto da Roma "La Sapienza" e da Padova, che occupano le posizioni tra 151° e 200° posto. Dopo Pisa, che totalizza uno score di 16,81, si piazzano nella stessa fascia gli atenei di Torino (16,47), Bologna (15,99), Politecnico di Milano (15,86), Milano (15,55) e Firenze (14,83). Ancora più indietro, nelle posizioni dal 301° al 500° posto, ci sono altre 11 università italiane.
In generale, l'Italia piazza 19 atenei tra i primi 500 al mondo, perdendo una unità rispetto allo scorso anno, in una classifica dominata dalle università degli Stati Uniti, con 137 tra le prime 500, seguite dalla Cina (54), in prepotente ascesa, dalla Germania (38) e dal Regno Unito (37).
Gli indicatori presi in esame dall'ARWU di Shanghai sono rigorosi e comprendono i premi Nobel e i riconoscimenti accademici ricevuti, la qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti. In particolare sono sei i parametri su cui si basa la classifica: premi internazionali di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters (20%), le pubblicazioni "Nature & Science" (20%), le pubblicazioni tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi confrontati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).
"La classifica di Shanghai, che per ampiezza di parametri e per metodologia utilizzata è la più autorevole al mondo – ha commentato il rettore Massimo Augello – conferma la buona qualità media del sistema universitario italiano, che piazza 19 atenei tra i primi 500 al mondo, dietro solo alle superpotenze rappresentate da Stati Uniti, Cina, Germania e Regno Unito e a poca distanza da Australia e Francia, che ne hanno rispettivamente 23 e 22. Di contro, preoccupa ancora una volta l’incapacità del nostro Paese di valorizzare le sue punte di eccellenza, se consideriamo che da diversi anni non abbiamo più una nostra rappresentante tra le prime 100 università al mondo, cosa che quest’anno è riuscita a ben 18 nazioni. L’ARWU ribadisce, inoltre, i risultati già emersi dagli altri principali ranking elaborati da istituti internazionali, che posizionano l'Ateneo pisano ai primi posti in Italia e individuano un gruppo molto ristretto di università che sono stabilmente al vertice della graduatoria nazionale. A questo proposito, va anche considerato il fatto che sia gli atenei che ci precedono, sia quelli che ci seguono in classifica hanno potuto utilizzare negli scorsi anni centinaia di milioni di euro aggiuntivi a testa per potenziare le diverse attività, non avendo rispettato, a differenza dell’Università di Pisa, il limite del 20% nel rapporto tra tasse studentesche e Fondo di Finanziamento Ordinario”.
