Faccia a faccia con i nostri antenati estinti
Un incontro ravvicinato con i nostri antenati estinti, quasi un viaggio nel tempo in uno scenario futuribile. Si presenta così la nuova Sala dell’evoluzione umana del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci inaugurata venerdì 22 settembre alle 16.30 alla presenza del Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, del Presidente della Fondazione Pisa Stefano Del Corso, del Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti e della direttrice del Museo Elena Bonaccorsi con a seguire gli interventi dei professori di Antropologia Damiano Marchi dell'Università di Pisa e Giorgio Manzi de La Sapienza Università di Roma.
I protagonisti dell’allestimento sono le ricostruzioni a grandezza naturale in silicone di sei specie di ominini, un gruppo di primati che comprende l’uomo e i suoi antenati estinti. I modelli iperrealistici, tre femmine e tre maschi, sono collocati all’interno di teche cilindriche attorno alle quali è possibile muoversi liberamente, ritrovandosi letteralmente “faccia a faccia” con ognuno di loro. È così possibile incontrare alcune specie particolarmente note come Australopithecus afarensis, Homo habilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e altre un po’ meno note come Homo floresiensis e Homo naledi. Per quanto riguarda invece la nostra specie, Homo sapiens, saranno i visitatori stessi ad essere protagonisti. Una delle teche è infatti una postazione multimediale capace di scansionare il nostro corpo e metterci accanto ai nostri antenati estinti per regalarci un selfie di gruppo che attraversa quattro milioni di anni.

L’incontro ravvicinato con nostri antenati avverrà anche attraverso il tatto con l’obiettivo di approfondire l’anatomia e comprendere l’importanza del lavoro dell’antropologo. All’esterno di ogni teca si possono toccare i crani delle sei specie e le repliche di alcune ossa collocate sulle sagome degli scheletri poste su un grande pannello espositivo.
Un posto d’onore spetta infine a Homo naledi, una specie scoperta in Sudafrica dieci anni fa da un gruppo di ricerca di cui ha fatto parte anche il professor Damiano Marchi, direttore del Museo di Storia Naturale nel biennio 2020-2022.
“Homo naledi è una specie con caratteristiche peculiari e la sua eccezionale scoperta ha portato a ripensare l’evoluzione recente del genere Homo, molto più complessa rispetto a quanto si pensava fino a 10-15 anni fa – dice Damiano Marchi – in questo caso abbiamo collocato la sua teca davanti a una ricostruzione a grandezza naturale della sezione della Camera di Dinaledi, il sito dove è stato scoperto e dove sono state trovate oltre 1.500 ossa”.
“Il nuovo allestimento, che completa la Galleria dei primati del Museo, è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Pisa – conclude la professoressa Elena Bonaccorsi, direttrice del Museo – la sala illustra le principali tappe della nostra storia evolutiva, con approfondimenti tematici che raccontano delle decine di specie che hanno popolato la Terra da quattro milioni di anni fa sino ad oggi. Alcune di queste specie hanno vissuto contemporaneamente in aree diverse del Pianeta, mentre altre si sono incontrate, come noi e i Neanderthal, secondo un percorso evolutivo che speriamo di aver raccontato in un modo coinvolgente per i visitatori”.
“Il Museo di Storia Naturale è un luogo privilegiato per l’espressione della terza missione dell’Ateneo, lo dimostrano le numerosi iniziative e attività rivolte al pubblico di cui l’inaugurazione della nuova Sala dell’evoluzione umana è solo l’ultima – dice il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi – l’importanza del Museo è confermata anche dai numerosi riconoscimenti ricevuti, negli ultimi quattro anni è stato primo nella graduatoria di merito della regione Toscana per l’assegnazione dei contributi ai musei ed ecomusei di rilevanza regionale, nel 2022 l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca lo ha definito come uno dei casi di eccellenza nell’ambito dei musei universitari italiani. Ma infine, al di là dei riconoscimenti, ciò che ci rende orgogliosi è l’apprezzamento dei visitatori che per il 2023 hanno superato già i 50mila”.
"Oggi viene inaugurata la sala dell’evoluzione umana, con i modelli di ominini a grandezza naturale tra cui l’Homo naledi, questo ulteriore prezioso tassello nella catena evolutiva, scoperto un decennio fa in Sudafrica e oggetto di studi condotti anche dal professor Damiano Marchi, Direttore del Museo di Storia Naturale nel recente passato – ha dichiarato Stefano Del Corso, presidente Fondazione Pisa - Peraltro, come bene illustrato nella presentazione del progetto presentato a Fondazione Pisa e da essa sostenuto, è ormai assodato che la ricostruzione della nostra storia evolutiva consente di ridefinire l'immagine che abbiano di noi stessi ed il nostro posto in natura, mettendo in discussione l'idea che l'uomo sia veramente una specie superiore capace di dominare le altre. Colgo l'occasione per ricordare che già alcuni anni addietro la Fondazione Pisa aveva investito nel progetto sostenendo la nascita nel 2019 della Galleria dei Primati, di cui la sala che viene presentata oggi è un completamento. E molti altri sono stati, dal 2007 in poi, gli interventi della Fondazione Pisa su vari fronti: dalla sala con le vasche dei pesci d’acqua dolce, al sostegno per la realizzazione della Galleria dei Minerali e per la Galleria delle Balene. Nel 2016 la Fondazione ha erogato 490.000 euro per realizzare la grande sezione del Museo dedicata agli animali tassidermizzati, donata al Museo dalla Fondazione Barbero. Mentre nel 2018 altri contributi sono stati concessi per il ripristino dei giardini della Certosa di Calci. Per cui ben può dirsi che la costante presenza nel tempo della Fondazione Pisa esprime la fiducia per le attività di un Museo che è un vanto del territorio e un punto di riferimento per studiosi, appassionati e famiglie”
L’allestimento della sala è stato curato dal dottor Simone Farina, conservatore del Museo e dal professor Damiano Marchi; hanno inoltre collaborato Lorenzo Possenti, artista che ha realizzato i modelli dei sei ominini, Pietro Begliomini, Beatrice Consani, Chiara Gelli e Maurizio Badame, tecnici e collaboratori del Museo, che hanno realizzato la ricostruzione della Camera di Dinaledi, oltre a tutto il personale del Museo.
Presentazione iniziative di BRIGHT NIGHT 2023, la Notte delle ricercatrici e dei ricercatori a Pisa
Lunedì 25 settembre, alle ore 11.30, nella Sala dei Mappamondi del rettorato dell’Università di Pisa, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle iniziative in programma il 29 settembre a Pisa per l'edizione 2023 di BRIGHT Night, la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori.
Nell’occasione saranno presenti Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, Fabrizio Oppedisano, professore della Scuola Normale Superiore, Tomaso Esposti Ongaro, direttore della Sezione di Pisa dell’INGV, Massimo Carpinelli, direttore di EGO Virgo, Vincenzo Longo, Dirigente di ricerca Cnr-IBBA, Paolo Spagnolo, direttore INFN Sezione Pisa. Introduce e coordina Veronica Neri, responsabile scientifica del Polo Comunicazione del CIDIC.
Intitolazione del CLab dell’Università di Pisa a Giovanna Mariani
Martedì 26 settembre, alle ore 11, nel cortile interno del Centro Congressi "Le Benedettine", la sede del Contamination Lab Pisa (CLab Pisa) sarà intitolata alla memoria della professoressa Giovanna Mariani, che ha dato un contributo fondamentale alla nascita e allo sviluppo del laboratorio nato con l’obiettivo di stimolare lo spirito imprenditoriale tra studenti, ricercatori e docenti.
Alla cerimonia interverranno Giuseppe Iannaccone, Prorettore Vicario dell'Università di Pisa; Luca Spataro, Direttore del Dipartimento di Economia e Management dell'Ateneo, e un gruppo di amici e colleghi della docente scomparsa il 4 novembre scorso: i professori Maurizio Dallocchio (Università Bocconi), Lorenzo Ghiadoni (Università di Pisa), Emanuele Teti (Università di Pisa) e la dottoressa Cristiana Barghini.
Prenderanno parte alla cerimonia anche i docenti titolari di tre spin-off dell'Ateneo Pisano: Luca Fanucci (Ingeniars S.r.L.), Ugo Faraguna (Sleepacta S.r.L.) e Filippo Graziani (Bee Queen 33 S.r.L.). Mentre ai professori Stefano Chessa, Presidente del Comitato Spin Off dell'Ateneo pisano, e Alessio Cavicchi, Delegato del Rettore per la promozione della cultura imprenditoriale e dell'innovazione, è affidato il compito di scoprire la targa commemorativa.
Nata a Pisa nel 1962 e laureata alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Pisa nel 1987, la professoressa Mariani è stata ricercatrice del Consorzio Universitario in Ingegneria della Qualità e quindi professoressa ordinaria in Finanza aziendale dell’Ateneo pisano.
La professoressa Mariani ha svolto attività di formazione imprenditoriale all’interno di master, per incubatori e parchi scientifici, collaborando attivamente con le imprese. Ha partecipato alla selezione di business plan per diverse competizioni imprenditoriali organizzate da stakeholder del territorio toscano organizzazioni. È stata componente del Comitato Spin-off dell’ateneo per due mandati consecutivi. Per anni ha svolto attività di supporto agli spin-off di Ateneo. Ha curato diverse pubblicazioni sul tema del business plan, dell’imprenditorialità e diffusione dell’innovazione. È stata Project Manager del Contamination Lab.
L'attività di ricerca della professoressa Giovanna Mariani, rispecchiata in numerose pubblicazioni, era incentrata sui temi della valutazione degli investimenti, gestione del turnaround, valutazione delle operazioni di fusione e acquisizione e valutazione aziendale, gestione della pianificazione aziendale e del capitale circolante, governo d'impresa, start-up e valutazione di spin-off. Ha inoltre partecipato a progetti europei HORIZON 2020 (PARSIFAL e TETRAMAX) e PRA di Ateneo.
Scoperta l'influenza delle cellule cardiache sul nostro comportamento
Cuore e cervello non più così distanti. Segnali chimici e funzionali alterati che provengono dal nostro cuore possono causare cambiamenti nell'attività cerebrale, modificando il comportamento in animali da esperimento.
Questo quanto emerge dallo studio intitolato "Cardiac AC8 over-expression increases locomotion by altering heart-brain communication" pubblicato dalla prestigiosa rivista americana "The Journal of the American College of Cardiology" (Clinical Electrophysiology), e coordinato dal dottor Jacopo Agrimi del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, dove ricercatori delle Università di Padova e Pisa, della Johns Hopkins e del National Institute of Aging di Baltimora hanno evidenziato come il cervello interpreti i segnali in uscita dalle cellule elettriche del muscolo cardiaco (responsabili di un aumento della frequenza del battito) - come un invito/impegno a confrontarsi con una situazione di "esercizio sostenuto/permanente" - inviando perciò al cervello dell’animale appropriati comandi (via segnali chimici e nervosi) atti a promuovere uno stato di sostenuta attività locomotoria.
Jacopo Agrimi e Nazareno Paolocci dell’Università di Padova, Danilo Menicucci e Angelo Gemignani dell’Ateneo di Pisa e i colleghi di Baltimora, hanno utilizzato topi in cui è stato geneticamente aumentato il livello, e quindi l’attività, di un particolare enzima chiamato adenilato ciclasi di tipo 8 (AC8) a livello delle cellule che imprimono il ritmo cardiaco. Questo enzima promuove la sintesi di segnali chimici (ormoni) che sono fondamentali per aumentare la frequenza dei battiti cardiaci e la forza di contrazione del muscolo cardiaco. E alcuni di essi, come la dopamina, sono anche fondamentali per la perfetta esecuzione dei nostri movimenti volontari.Nello specifico, Agrimi e colleghi hanno osservato che questi topi, denominati transgenici per AC8 (TGAC8), vivono in una condizione di “esercizio fisico permanente”. In essi, infatti, non sono aumentati la frequenza e la forza di contrazione del muscolo cardiaco soltanto, ma anche il tempo da loro speso in movimento (rispetto allo stato di riposo) e la velocità media con cui si muovono nell’ambiente a loro circostante. Questo è quanto emerso da specifici test comportamentali eseguiti alla Johns Hopkins e universalmente utilizzati per studiare diversi aspetti del comportamento di questi animali. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato inoltre un sofisticato approccio funzionale, presente nel laboratorio diretto dal professor Edward Lakatta (National Institute of Aging, Baltimore), che consiste nell’impiantare dei dispositivi in grado di monitorare continuamente e contemporaneamente sia la frequenza cardiaca, sia le onde cerebrali (attraverso un elettroencefalogramma)
Con questo approccio, i ricercatori hanno studiato in dettaglio le modificazioni cerebrali che sono responsabili, in questi animali, del passaggio da uno stato di riposo a uno di intensa locomozione ed esplorazione dell’ambiente che li circonda. Elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma hanno confermato un aumento persistente della frequenza cardiaca, ma anche un incremento di intensità delle cosiddette onde gamma a livello cerebrale che, in molti mammiferi (incluso l’uomo), sono correlate con l’attività locomotrice.
In particolare, Agrimi e colleghi hanno ipotizzato un sostanziale aumento delle onde gamma a partire da una particolare regione del cervello chiamata ippocampo. Quest’ultima, nei grandi così come nei piccoli mammiferi, è responsabile di molte attività tra cui il consolidamento della memoria, l’esplorazione e la navigazione nello spazio circostante. La parte bioinformatica dello studio ha rivelato, inoltre, che proprio a livello dell’ippocampo dei topi TGAC8, c’era un consistente aumento dei recettori di un messaggero chimico molto importante per l’inizio e mantenimento dell’attività motoria, e cioè la dopamina. Ed infatti sia il recettore D5 (per la dopamina) sia recettori per altri segnali chimici fondamentali per l’insorgenza/stabilità dell’attività gamma, cioè i recettori GABA-A e mGLU1/5, erano aumentati nell’ippocampo dei topi TGAC8.
Infine, grazie ad un sofisticato approccio statistico, la cosiddetta Granger Causality Analysis, i professori Gemignani e Menicucci, dell’Università di Pisa e co-autori dello studio, sono stati in grado di attestare un marcato incremento del flusso di informazioni tra il cuore e il cervello dei topi TGAC8 in termini di aumentata influenza reciproca tra i segnali EEG ed ECG.
"Il nostro studio – sottolinea Agrimi - fornisce nuove informazioni e prospettive cruciali su come il cervello comunichi con il cuore e viceversa. Più specificamente, mostra che i cambiamenti umorali/elettrici generati perifericamente a livello miocardico siano sufficientemente incisivi da modificare i comandi in uscita dal cervello e diretti ai vari compartimenti/organi del nostro corpo. Dobbiamo quindi cominciare a considerare possibili nuovi scenari e nuovi attori, tra cui la dopamina prodotta dalle cellule del cuore, quando si debbono valutare le conseguenze funzionali – sia centrali, sia periferiche- di possibili alterazioni del dialogo costante (e bidirezionale) tra cervello e cuore".
"Studiare più a fondo i fattori/segnali che si originano all’interno del cuore stesso – spiegano Gemignani, Paolocci e Lakatta (senior authors del lavoro) – potrebbe aiutarci a correggere (ovvero curare) meglio non solo patologie di origine cardiaca molto frequenti come le aritmie, ma anche ad aprire nuovi orizzonti per meglio comprendere come si sviluppino e quindi si possano curare malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson, in cui alterazioni dell’attività motoria sono tra i caratteri patologici più distintivi. Inoltre, le evidenze emerse dal nostro studio sul rapporto bidirezionale tra cuore e cervello, rinforzano ed espandono le teorie che considerano il nostro organismo come un sistema orizzontale le cui parti sono in continua e feconda comunicazione, piuttosto che come una struttura meccanica organizzata in modo gerarchico".
La campionessa europea nel fioretto Martina Batini protagonista dell’Aperitivo con gli Alumni
È stata Martina Batini, campionessa europea nel fioretto individuale, la protagonista dell’Aperitivo con gli Alumni che il 21 settembre ha chiuso i Career Days dell’Università di Pisa dedicati al settore industria, banca e finanza e gdo.
Fiorettista della nazionale italiana e del gruppo sportivo dei carabinieri, Martina si è laureata in Ingegneria gestionale all’Università di Pisa nel 2014. Nata a Pisa nel 1989, fin dal liceo inizia a praticare la scherma a livello agonistico, arrivando a conquistare tre ori e due argenti ai campionati del mondo e un bronzo nel fioretto a squadre alle ultime Olimpiadi di Tokyo 2020.

A introdurre l’incontro i saluti di Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, Frida Scarpa, campionessa mondiale nel fioretto a squadre e assessora del Comune di Pisa con deleghe allo sport e ai rapporti con l’Ateneo, Laura Elisa Marcucci, delegata del rettore per le attività di orientamento.
Intervistata da Maria Linda Pessolano, Batini ha ripercorso le tappe della sua carriera, condividendo con il pubblico ricordi sugli incontri con i colleghi e i docenti che l'hanno indirizzata e accompagnata nello studio e nella vita. Tra questi anche il professor Gionata Carmignani, suo relatore di tesi, che è intervenuto per raccontare aneddoti sulla giovane Martina studentessa di Ingegneria e futura promessa della scherma italiana. Martina ha inoltre dispensato consigli agli studenti-atleti che si trovano ad affrontare una doppia carriera sportiva e universitaria, resa più accessibile dal programma di Dual Career offerto dall’Ateneo proprio a partire da quest’anno accademico.
L’iniziativa è stata organizzata dal Career Service d’Ateneo in collaborazione con il Polo Comunicazione del CIDIC, il Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura dell’Ateneo, nell’ambito delle iniziative del Progetto “Alumni” per il potenziamento della comunità di ex-allievi pisani.

I Career Days dell’Università di Pisa hanno ospitato in Sapienza 22 aziende di dimensioni e caratteristiche diverse, tra cui Sammontana, Decathlon, Toyota, Unicredit, Amazon. Ognuna delle aziende presenti ha avuto un proprio stand presso il quale laureati e laureandi hanno potuto richiedere informazioni e fare colloqui conoscitivi per candidarsi alle 81 offerte di lavoro disponibili per diversi profili, tra tirocini, contratti a tempo determinato, contratti a tempo indeterminato e apprendistato, rivolte sia a profili junior che senior.
In totale, nel corso delle due giornate si sono registrate 322 presenze e sono stati effettuati oltre 500 colloqui. Presenti anche uno stand del Career Service, che ha fornito un servizio di CV check e di consulenza prima dei colloqui e di ARTI, Agenzia Regionale Toscana per l'Impiego.
Scoperta l'influenza delle cellule cardiache sul nostro comportamento
Cuore e cervello non più così distanti. Segnali chimici e funzionali alterati che provengono dal nostro cuore possono causare cambiamenti nell'attività cerebrale, modificando il comportamento in animali da esperimento.
Questo quanto emerge dallo studio intitolato "Cardiac AC8 over-expression increases locomotion by altering heart-brain communication" pubblicato dalla prestigiosa rivista americana "The Journal of the American College of Cardiology" (Clinical Electrophysiology), e coordinato dal dottor Jacopo Agrimi del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, dove ricercatori delle Università di Padova e Pisa, della Johns Hopkins e del National Institute of Aging di Baltimora hanno evidenziato come il cervello interpreti i segnali in uscita dalle cellule elettriche del muscolo cardiaco (responsabili di un aumento della frequenza del battito) - come un invito/impegno a confrontarsi con una situazione di "esercizio sostenuto/permanente" - inviando perciò al cervello dell’animale appropriati comandi (via segnali chimici e nervosi) atti a promuovere uno stato di sostenuta attività locomotoria.
Jacopo Agrimi e Nazareno Paolocci dell’Università di Padova, Danilo Menicucci (nella foto in basso) e Angelo Gemignani (nella foto al lato) dell’Ateneo di Pisa e i colleghi di Baltimora, hanno utilizzato topi in cui è stato geneticamente aumentato il livello, e quindi l’attività, di un particolare enzima chiamato adenilato ciclasi di tipo 8 (AC8) a livello delle cellule che imprimono il ritmo cardiaco. Questo enzima promuove la sintesi di segnali chimici (ormoni) che sono fondamentali per aumentare la frequenza dei battiti cardiaci e la forza di contrazione del muscolo cardiaco. E alcuni di essi, come la dopamina, sono anche fondamentali per la perfetta esecuzione dei nostri movimenti volontari.
Nello specifico, Agrimi e colleghi hanno osservato che questi topi, denominati transgenici per AC8 (TGAC8), vivono in una condizione di “esercizio fisico permanente”. In essi, infatti, non sono aumentati la frequenza e la forza di contrazione del muscolo cardiaco soltanto, ma anche il tempo da loro speso in movimento (rispetto allo stato di riposo) e la velocità media con cui si muovono nell’ambiente a loro circostante. Questo è quanto emerso da specifici test comportamentali eseguiti alla Johns Hopkins e universalmente utilizzati per studiare diversi aspetti del comportamento di questi animali. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato inoltre un sofisticato approccio funzionale, presente nel laboratorio diretto dal professor Edward Lakatta (National Institute of Aging, Baltimore), che consiste nell’impiantare dei dispositivi in grado di monitorare continuamente e contemporaneamente sia la frequenza cardiaca, sia le onde cerebrali (attraverso un elettroencefalogramma).
Con questo approccio, i ricercatori hanno studiato in dettaglio le modificazioni cerebrali che sono responsabili, in questi animali, del passaggio da uno stato di riposo a uno di intensa locomozione ed esplorazione dell’ambiente che li circonda. Elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma hanno confermato un aumento persistente della frequenza cardiaca, ma anche un incremento di intensità delle cosiddette onde gamma a livello cerebrale che, in molti mammiferi (incluso l’uomo), sono correlate con l’attività locomotrice.
In particolare, Agrimi e colleghi hanno ipotizzato un sostanziale aumento delle onde gamma a partire da una particolare regione del cervello chiamata ippocampo. Quest’ultima, nei grandi così come nei piccoli mammiferi, è responsabile di molte attività tra cui il consolidamento della memoria, l’esplorazione e la navigazione nello spazio circostante. La parte bioinformatica dello studio ha rivelato, inoltre, che proprio a livello dell’ippocampo dei topi TGAC8, c’era un consistente aumento dei recettori di un messaggero chimico molto importante per l’inizio e mantenimento dell’attività motoria, e cioè la dopamina. Ed infatti sia il recettore D5 (per la dopamina) sia recettori per altri segnali chimici fondamentali per l’insorgenza/stabilità dell’attività gamma, cioè i recettori GABA-A e mGLU1/5, erano aumentati nell’ippocampo dei topi TGAC8.

Infine, grazie ad un sofisticato approccio statistico, la cosiddetta Granger Causality Analysis, i professori Gemignani e Menicucci, dell’Università di Pisa e co-autori dello studio, sono stati in grado di attestare un marcato incremento del flusso di informazioni tra il cuore e il cervello dei topi TGAC8 in termini di aumentata influenza reciproca tra i segnali EEG ed ECG.
"Il nostro studio – sottolinea Agrimi - fornisce nuove informazioni e prospettive cruciali su come il cervello comunichi con il cuore e viceversa. Più specificamente, mostra che i cambiamenti umorali/elettrici generati perifericamente a livello miocardico siano sufficientemente incisivi da modificare i comandi in uscita dal cervello e diretti ai vari compartimenti/organi del nostro corpo. Dobbiamo quindi cominciare a considerare possibili nuovi scenari e nuovi attori, tra cui la dopamina prodotta dalle cellule del cuore, quando si debbono valutare le conseguenze funzionali – sia centrali, sia periferiche- di possibili alterazioni del dialogo costante (e bidirezionale) tra cervello e cuore".
"Studiare più a fondo i fattori/segnali che si originano all’interno del cuore stesso – spiegano Gemignani, Paolocci e Lakatta (senior authors del lavoro) – potrebbe aiutarci a correggere (ovvero curare) meglio non solo patologie di origine cardiaca molto frequenti come le aritmie, ma anche ad aprire nuovi orizzonti per meglio comprendere come si sviluppino e quindi si possano curare malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson, in cui alterazioni dell’attività motoria sono tra i caratteri patologici più distintivi. Inoltre, le evidenze emerse dal nostro studio sul rapporto bidirezionale tra cuore e cervello, rinforzano ed espandono le teorie che considerano il nostro organismo come un sistema orizzontale le cui parti sono in continua e feconda comunicazione, piuttosto che come una struttura meccanica organizzata in modo gerarchico".
L’Università di Pisa al 133° posto in Europa e al 7° in Italia nel nuovo QS Europe ranking
Nel panorama delle classifiche internazionali delle università c’è un nuovo ranking, dedicato esclusivamente agli atenei europei. È il QS Europe ranking, pubblicato dall’agenzia QS - Quacquarelli Symonds, in cui l’Università di Pisa si colloca al 133° posto (nel primo 20%) e al 7° in Italia (1° tra le università toscane).
Il nuovo QS Europe ranking, rispetto al già noto QS World University ranking, include indicatori relativi ai tassi di scambio di studenti internazionali (in entrata e in uscita) per riflettere uno dei pilastri fondamentali del Processo di Bologna, la mobilità degli studenti, di importanza fondamentale per la European Higher Education Area (EHEA), nata nel 1999 proprio con l’obiettivo di facilitare la mobilità degli studenti e la collaborazione tra le istituzioni di istruzione superiore nei paesi membri. La EHEA conta ad oggi 49 paesi membri. In questa prima edizione QS ha pubblicato la classifica per 690 istituzioni universitarie in 42 paesi, di cui 52 Italiane.
L'Università di Pisa offre oggi molte opportunità di mobilità internazionale agli studenti, sia in entrata che in uscita, grazie a una varietà di accordi con paesi europei ed extra-europei, a corsi di studio in lingua inglese e a diverse borse di studio. Inoltre, l’Ateneo è uno dei 9 partner dell’Alleanza Universitaria Europea Circle U., nata per sviluppare insieme iniziative di eccellenza sul piano della formazione, della ricerca e dell’innovazione.
A faccia a faccia con i nostri antenati estinti
Un incontro ravvicinato con i nostri antenati estinti, quasi un viaggio nel tempo in uno scenario futuribile. Si presenta così la nuova Sala dell’evoluzione umana del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci che sarà mostrata in anteprima per la stampa venerdì 22 settembre alle 15.30.
Alle 16,30 seguirà l’inaugurazione ufficiale per il pubblico. Il programma prevede i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, del Presidente della Fondazione Pisa Stefano Del Corso, del Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti e della direttrice del Museo Elena Bonaccorsi. Seguono gli interventi di Damiano Marchi e di Giorgio Manzi, professore di Antropologia, La Sapienza Università di Roma.
A conclusione sarà possibile visitare la nuova sala. L’accesso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’inaugurazione si terrà sarà trasmessa in diretta streaming sui canali ufficiali del Museo (Facebook e Youtube).
Per maggiori informazioni: https://www.msn.unipi.it/it/eventi/la-nuova-sala-dellevoluzione-umana/
Un incontro ravvicinato con i nostri antenati estinti, quasi un viaggio nel tempo in uno scenario futuribile. Si presenta così la nuova Sala dell’evoluzione umana del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci che sarà inaugurata venerdì 22 settembre alle 16.30.
I protagonisti dell’allestimento sono le ricostruzioni a grandezza naturale in silicone di sei specie di ominini, un gruppo di primati che comprende l’uomo e i suoi antenati estinti. I modelli iperrealistici, tre femmine e tre maschi, sono collocati all’interno di teche cilindriche attorno alle quali è possibile muoversi liberamente, ritrovandosi letteralmente “faccia a faccia” con ognuno di loro. È così possibile incontrare alcune specie particolarmente note come Australopithecus afarensis, Homo habilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e altre un po’ meno note come Homo floresiensis e Homo naledi. Per quanto riguarda invece la nostra specie, Homo sapiens, saranno i visitatori stessi ad essere protagonisti. Una delle teche è infatti una postazione multimediale capace di scansionare il nostro corpo e metterci accanto ai nostri antenati estinti per regalarci un selfie di gruppo che attraversa quattro milioni di anni.
L’incontro ravvicinato con nostri antenati avverrà anche attraverso il tatto con l’obiettivo di approfondire l’anatomia e comprendere l’importanza del lavoro dell’antropologo. All’esterno di ogni teca si possono toccare i crani delle sei specie e le repliche di alcune ossa collocate sulle sagome degli scheletri poste su un grande pannello espositivo.
Un posto d’onore spetta infine a Homo naledi, una specie scoperta in Sudafrica dieci anni fa da un gruppo di ricerca di cui ha fatto parte anche il professor Damiano Marchi, docente di Antropologia all’Università di Pisa e direttore del Museo di Storia Naturale nel biennio 2020-2022.
“Homo naledi è una specie con caratteristiche peculiari e la sua eccezionale scoperta ha portato a ripensare l’evoluzione recente del genere Homo, molto più complessa rispetto a quanto si pensava fino a 10-15 anni fa – dice Marchi – in questo caso abbiamo collocato la sua teca davanti a una ricostruzione a grandezza naturale della sezione della Camera di Dinaledi, il sito dove è stato scoperto e dove sono state trovate oltre 1.500 ossa”.
“Il nuovo allestimento, che completa la Galleria dei primati del Museo, è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Pisa – conclude la professoressa Elena Bonaccorsi, direttrice del Museo – la sala illustra le principali tappe della nostra storia evolutiva, con approfondimenti tematici che raccontano delle decine di specie che hanno popolato la Terra da quattro milioni di anni fa sino ad oggi. Alcune di queste specie hanno vissuto contemporaneamente in aree diverse del Pianeta, mentre altre si sono incontrate, come noi e i Neanderthal, secondo un percorso evolutivo che speriamo di aver raccontato in un modo coinvolgente per i visitatori”.
L’allestimento della sala è stato curato dal dottor Simone Farina, conservatore del Museo e dal professor Damiano Marchi; hanno inoltre collaborato Lorenzo Possenti, artista che ha realizzato i modelli dei sei ominini, Pietro Begliomini, Beatrice Consani, Chiara Gelli e Maurizio Badame, tecnici e collaboratori del Museo, che hanno realizzato la ricostruzione della Camera di Dinaledi, oltre a tutto il personale del Museo.
L’inaugurazione si terrà nella Sala conferenze del Museo e sarà trasmessa in diretta streaming sui canali ufficiali del Museo (Facebook e Youtube). L’accesso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Il programma prevede i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, del Presidente della Fondazione Pisa Stefano Del Corso, del Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti e della direttrice del Museo Elena Bonaccorsi. Seguono gli interventi di Damiano Marchi e di Giorgio Manzi, professore di Antropologia, La Sapienza Università di Roma.
A conclusione sarà possibile visitare la nuova sala.
Per maggiori informazioni: https://www.msn.unipi.it/it/eventi/la-nuova-sala-dellevoluzione-umana/
Documents, photographs, and objects which once belonged to the great Pisan physicist have been donated to the University of Pisa's Bruno Pontecorvo Centre
Documents, photographs, and objects once belonging to the Pisan physicist Bruno Pontecorvo will be donated by his son Gil to the “Pontecorvo Centre” of the Physics Department at the University of Pisa on Friday 22 September, during the conference "Bruno Pontecorvo. The lord of neutrinos, but not only ...". Among them there is also his original Lenin Prize awarded for scientific merits, his bag, and his personal papers as a university lecturer. His son has been safeguarding these items for several decades, testifying to his father’s role in the history of physics and to the prominence of his scientific activities in the USSR, the country to which he secretly moved in 1950 with his family and a 12-year-old Gil, beyond the Iron Curtain at the time of the Cold War.
During the conference the results of a long-standing research project carried out by Gloria Spandre, Rino Castaldi and Vincenzo Cavasinni, members of the Pontecorvo Centre, will be presented. The research involves the notes written by Bruno Pontecorvo after his arrival in the Soviet Union and collected in some biographical notebooks in which the physicist from Pisa wrote in English, Italian and Russian too. The notebooks make it abundantly clear that once Pontecorvo arrived in the USSR he did not carry out studies on the atomic bomb, rather he conducted important experiments in fundamental physics using the accelerator built in Dubna, which at the time was the most powerful in the world.

Organised by the Pontecorvo Centre and the Pisa division of the National Institute of Nuclear Physics to celebrate 30 years since his death, the conference aims to commemorate the scientific and human figure of Bruno Pontecorvo, who was born in Pisa on 22 August 1913.
A pupil of Enrico Fermi and later his collaborator in experiments with slow neutrons in the famous laboratory in Panisperna street Rome, Bruno Pontecorvo can certainly be counted among the greatest physicists of the last century for his brilliant insights and discoveries in the field of fundamental physics. In the Auditorium of “Palazzo Blu” starting at 2.30 p.m., the speakers will talk about some of the topics Pontecorvo explored, particularly in the 1950s and 1960s, when he worked at the Dubna Nuclear Physics Research Centre. In particular, results recently discovered in laboratory notes and some scientific articles translated from Russian will be discussed. Measurements taken from the first particle accelerators, competing with those made by Fermi in Chicago, and certain theories, first and foremost that of neutrino oscillations, are milestones in the history and evolution of scientific thinking in physics. Even today, fundamental physics finds inspiration for new developments and discoveries from those ideas and measurements.
Sabato 23 settembre la Notte bianca dello sport pisano
Si svolgerà sabato 23 settembre la prima edizione della Notte bianca dello sport. Strade e piazze del centro, saranno trasformate in spazi inediti e unici dove svolgere un’ampia varietà di discipline sportive ed entrare in contatto con le associazioni cittadine che hanno aderito per presentare le relative attività, anche con dimostrazioni e performance. Saranno presenti circa 80 enti, gruppi e associazioni sportive pisane, con stand espositivi e attività dimostrative tra i Lungarni Gambacorti e Galilei e lungo l’asse piazza XX Settembre e piazza Garibaldi, compresi il Ponte di Mezzo, Largo Ciro Menotti e piazza Gambacorti. Attesi anche tanti ospiti importanti del mondo universitario sportivo e campioni dello sport agonistico e paralimpico. Sotto le Logge di Banchi si svolgeranno specifici talk di approfondimento.
Il Comune di Pisa, per la prima volta, aderisce alla Settimana Europea dello Sport, European Week of Sport, in programma ogni anno per promuovere lo sport e gli stili di vita sani e attivi. Tra gli eventi la #BeActiveNight in contemporanea in tutti i paesi dell’Unione Europea. La Notte bianca dello sport di Pisa è in collaborazione con l’Università di Pisa, il Coni, e coordinata a livello nazionale dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e curata da Sport e Salute spa. Sponsor tecnici della manifestazione sono Acque spa e Decathlon.

«Ringrazio tutte le associazioni sportive che hanno aderito alla Notte Bianca dello Sport - dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti - per aver accettato questa grande sfida e per essere a fianco del Comune in questa iniziativa di promozione dello sport a Pisa. Lo sport rappresenta un fattore importante nella società, come momento aggregativo e formativo che non deve mai mancare nella vita di tutti i cittadini, con particolare riguardo alle giovani generazioni. Grazie all’enorme lavoro di impegno e volontariato portato avanti dalle società sportive, che rappresenta un valore aggiunto per tutta la nostra comunità, lo sport costituisce un punto di riferimento fondamentale nella vita dei nostri bambini e ragazzi. In questa consiliatura, grazie alla creazione di una specifica delega allo sport e all’apporto di una persona preparata come l’assessore Frida Scarpa, l’Amministrazione sta dimostrando di aver iniziato una fase nuova, in cui costruire una rete di rapporti importanti con le associazioni del territorio e con le istituzioni come Università e Coni. La Notte Bianca sarà un punto di partenza importante, un momento per presentare il mondo dello sport pisano, una giornata di festa, ma anche un’occasione per confrontarsi e fare sinergia, compiere un percorso insieme per far sì che nella nostra città lo sport diventi un vero valore aggiunto. All’interno dei finanziamenti PNRR che abbiamo intercettato, mettiamo a disposizione risorse per costruire una palestra e una piscina interamente nuove, oltre a piste ciclabili e spazi verdi che sappiamo sempre più essere utilizzati dai cittadini per fare sport all’aria aperta. Abbiamo messo a norma molti impianti sportivi, assegnandoli alle società che si sono aggiudicate i bandi di gestione. Stiamo portando avanti un lavoro a 360 gradi, in sinergia con le altre istituzioni cittadine, come l’Università che gestisce un’area sportiva di fondamentale rilevanza come il Cus, per cercare di dare più risposte possibili ai nostri giovani, agli studenti che vivono la città, in modo che le nuove generazioni abbiano a disposizione più occasioni possibili per apprendere dallo sport quei valori fondamentali che sono indispensabili nella formazione e nella crescita di ciascuna persona».
«Sabato prossimo sarà una grande festa dello sport e i partecipanti potranno venire in contatto con tantissime discipline che si praticano nella nostra città grazie a esibizioni e dimostrazioni in diverse zone del centro storico - ha detto l’assessore allo sport Frida Scarpa -. Siamo particolarmente orgogliosi di avere organizzato questo evento così importante che ha raccolto l’adesione e la partecipazione di tante associazioni sportive cittadine per dare una ripartenza allo sport e cercare di promuovere ancora di più tutte le attività sportive e le associazioni. Sono particolarmente emozionata anche perché mentre presentiamo la prima edizione della Notte bianca dello sport, in Parlamento si sta discutendo di far inserire finalmente lo sport nella Costituzione. Stanno infatti discutendo in queste ore di una proposta di integrazione dell’articolo 33 e molto probabilmente avremo riconosciuto il valore dello sport nella nostra Carta costituzionale. Un valore tangibile da un lato perché incide in maniera sensibile sul nostro Pil e sulla nostra economia ed è anche un valore intangibile perché occupa uno spazio di rilievo nel contesto sociale del Paese e dell’integrazione oltreché dello sviluppo della promozione del benessere psicofisico della persona».
«Questa bellissima iniziativa, che fa parte della ‘Settimana Europea dello Sport' - ha dichiarato il professor Marco Macchia, delegato per i rapporti con il territorio dell’Università di Pisa - è una giornata di festa voluta dal Comune di Pisa e dall’assessore Frida Scarpa, che ringrazio molto, per rappresentare l’alto valore dello sport e la sua importanza nella vita di ognuno. L’Ateneo pisano, insieme al CUS, vi partecipa in modo convinto, mettendo in mostra i servizi dedicati alle nuove matricole, oltre che alle studentesse e agli studenti; le atlete, gli atleti e le squadre del CUS che si cimenteranno nei vari campionati universitari, la vettura elettrica realizzata dagli studenti dell’E-Team e il simulatore di guida di circuito della Formula SAE. È in questa cornice che si colloca un progetto molto importante per l’Ateneo, avviato proprio da quest’anno accademico, cioè il percorso di ‘dual career’, il cui scopo è permettere a studentesse e studenti di coniugare lo studio universitario con l’impegno sportivo e agonistico di alto livello. Per far conoscere tutti questi aspetti della vita dell’Ateneo e allo stesso tempo raccogliere l’opinione della comunità studentesca, in collaborazione con il CUS, abbiamo infine realizzato un questionario rivolto alle matricole sulla pratica degli sport, sia quelli più classici che le nuove discipline».

Il programma
La prima edizione della Notte bianca dello sport prevede alle ore 19.00 l’apertura degli stand e l’inizio delle esibizioni e dimostrazioni; alle 19.30 la inaugurazione ufficiale sul Ponte di Mezzo; alle 21.15 il talk “Pisa città di sport” e alle 22.00 il talk “Salute e inclusione nello sport”, mentre in Arno sono in programma esibizioni di canottaggio e canoa e una regata sprint sulla distanza di 500 metri, con arrivo in Lungarno Gambacorti.
Musei aperti
Alla Settimana europea dello sport ha aderito anche il Sistema Museale di Ateneo che per l’occasione assicurerà per sabato 23 settembre l’apertura gratuita del Museo della Grafica (Lungarno Galilei, 9, dalle 20.00 alle 23.00), il Museo di Anatomia umana (via Roma, 55, dalle ore 09.30 alle 13.00), la Gipsoteca di Arte antica e antiquarium (piazza San Paolo all’Orto, 20, dalle 10.30 alle 11.30). Inoltre, il 26 settembre il museo di anatomia patologica sarà aperto dalle ore 16.30 e dal 25 al 27 settembre il museo di Anatomia umana sarà aperto dalle 09.15 alle 14.15.
(fonte: Ufficio stampa Comune di PIsa)
