Iniziativa 25 Aprile. Una data, la nostra Storia Palazzo La Sapienza 21-27 aprile
Sarà presentata lunedì 17 aprile alle ore 11, al Palazzo della Sapienza in via Curtatone e Montanara, l’iniziativa 25 Aprile. Una data, la nostra storia, organizzata dal Cidic-Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura dell’Università di Pisa.
Una settimana, dal 21 al 27 aprile, di incontri/dibattiti, racconti, testimonianze, percorsi espositivi, proiezioni aperti a tutta la cittadinanza e alle scuole.
Alla conferenza stampa interverranno il Magnifico Rettore Riccardo Zucchi e il direttore Cidic-Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura dell’Università di Pisa Saulle Panizza.
25 Aprile. Una data, la nostra storia
Il 25 aprile del 1945 nasceva, dalle rovine della guerra, una nuova e diversa Italia, che troverà i suoi compimenti il 2 giugno del 1946 con la scelta della Repubblica e il primo gennaio 1948 con la nostra Costituzione.
Con l’obiettivo di tornare a parlare di quei valori, oggi più che mai fondamentali, in particolare per le nuove generazioni, dal 21 al 27 aprile il Cidic-Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura dell’Università di Pisa organizza 25 Aprile. Una data, la nostra storia.

Da sinistra il professor Saulle Panizza, la professoressa Veronica Neri, il rettore Riccardo Zucchi alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa
Una settimana di iniziative e confronti in cui il tema sarà affrontato da molteplici punti di vista, attraverso incontri/dibattiti, racconti, testimonianze, percorsi espositivi, proiezioni.
Tutti gli appuntamenti – aperti alla cittadinanza, con ingresso libero fino ad esaurimento posti – si svolgeranno (ad esclusione dell’anteprima del 21 aprile rivolta agli studenti), nel Palazzo della Sapienza.
È qui che si potrà accedere ai percorsi espositivi (dal 22 al 27 aprile) e alle aule multimediali (nei giorni 22 e 23 aprile) e che sabato 22 aprile avrà luogo l’evento centrale che riunirà docenti, giornalisti, storici ed esperti.
Tra gli ospiti, Gad Lerner e Aldo Cazzullo.
Dopo l’inaugurazione con il Magnifico Rettore Riccardo Zucchi e i saluti istituzionali delle autorità (ore 11) e l’intervento del professor Michele Battini, si apriranno le mostre e le aule multimediali alla scoperta, tra i vari argomenti trattati, dei volti e delle storie delle 21 Madri Costituenti, di Sandro Pertini, dei Partigiani, senza dimenticare le leggi razziali e la nostra Costituzione.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15, si svolgeranno gli incontri: in Aula Magna Nuova il confronto ruoterà attorno a Il valore della libertà, la forza di resistere.
Due i momenti di riflessione (che saranno trasmessi anche in diretta streaming sul canale Youtube dell’Ateneo e in diretta su Radio Radicale):
• Ore 15 “25 Aprile: La nostra storia” - Dalla Resistenza alla Costituzione: l’affermazione dei valori della Democrazia. Intervengono: Stefano Caretti, David Cerri, Laura Gnocchi, Gad Lerner.
• Ore 17.30 “25 Aprile: Il nostro presente” - Nulla è scontato: impegno e responsabilità per i valori della Democrazia. Intervengono: Simona Argentieri, Aldo Cazzullo, Adriano Fabris, Eugenio Ripepe.
Entrambi gli incontri saranno moderati dalla giornalista Gianna Fregonara.
• La giornata si concluderà alle 21, al Teatro Nuovo-Binario Vivo, con lo spettacolo teatrale “Il Duce delinquente”, in scena Aldo Cazzullo e Moni Ovadia.
Musiche dal vivo di Giovanna Famulari (Corvino Produzioni).
Ingresso libero con prenotazione al link https://oooh.events/evento/il-duce-delinquente-biglietti-2/
Il Magnifico Rettore Riccardo Zucchi: “La ricorrenza del 25 aprile è un simbolo che ricorda l’uscita dalla tragedia della seconda guerra mondiale e il tentativo di costruire le basi di una nuova convivenza sociale, fondata su valori condivisi che trovarono il loro primo punto di equilibrio nell'approvazione della Costituzione. Riflettere su questo processo costituisce un compito primario dell'Università e si inquadra pienamente nella sua funzione di diffusione critica della cultura. È, quindi, con orgoglio che presento questa iniziativa che coinvolge molti docenti del nostro ateneo e altre insigni personalità della nostra città e della nostra terra, coordinati dal nostro Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura”.
Il Direttore del Cidic Saulle Panizza: “L’iniziativa è promossa dal Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura (CIDIC) dell’Università di Pisa come espressione della c.d. terza missione universitaria e si rivolge in particolare alla popolazione e alle scuole per rafforzare ulteriormente i legami del nostro Ateneo con la città, il territorio e l’intero Paese. L’evento intende favorire e promuovere una più ampia conoscenza del momento fondativo del nostro ordinamento democratico e lo fa, come già nel 2022, quando inaugurammo la rassegna ‘Ne parliamo in Sapienza’, aprendo il Palazzo simbolo dell’Università di Pisa ai cittadini e in particolare ai giovani”.
Tutto il programma e la registrazione degli incontri sono disponibili sul sito: https://neparliamoinsapienza.cidic.unipi.it/25-aprile/
La comunità Unipi incontra i candidati sindaco della città di Pisa
La comunità dell’Università di Pisa dialoga con i candidati a sindaco di Pisa in un incontro che si terrà martedì 18 aprile, dalle ore 16, nell’Aula Magna del Polo Carmignani. L’appuntamento sarà aperto da una breve introduzione del rettore Riccardo Zucchi e proseguirà con domande e risposte in cui ai candidati sarà chiesto di esprimersi sui principali temi che riguardano il rapporto tra università e città, illustrando idee, progetti e obiettivi da perseguire in caso di elezione.
“L’idea di organizzare un incontro specifico per mettere a confronto i candidati sindaco con i docenti, il personale amministrativo, tecnico e bibliotecario e gli studenti dell’Ateneo – ha detto il rettore Riccardo Zucchi - è un impegno che avevo preso già in campagna elettorale e ribadito appena insediato a Palazzo alla Giornata. Sono infatti convinto che questa iniziativa possa fornire un contributo importante per definire il futuro sia dell’Università che della città, nell’ottica di un’integrazione sempre più concreta, che riesca a valorizzare in pieno le potenzialità di cui è dotato il nostro territorio”.

KEU: i risultati della prima fase dello studio realizzato dall’Università di Pisa
Cambiare le modalità di raffreddamento del KEU per ridurre, se non addirittura eliminare, la formazione di idrossidi di cromo e quindi mantenere i processi produttivi ed evitare il rischio di impatti successivi sull'ambiente. È questa la prima indicazione individuata sulla base dei dati del rapporto che l’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze della Terra (DST), ha presentato in questi giorni a Regione Toscana ed ARPAT.
Il report, prodotto dall’Ateneo pisano, contiene i risultati della prima fase dello studio realizzato nell'ambito della collaborazione scientifica con ARPAT per la "caratterizzazione del Keu e studio dei processi di rilascio di inquinanti con particolare riferimento a cromo esavalente" siglata il 16 febbraio 2021 e rappresenta un addendum a completamento della documentazione già presentata dal gruppo di lavoro.
Si tratta di un addendum alla relazione, finalizzato alla caratterizzazione del KEU e che riporta le attività svolte ed i risultati ottenuti al fine di determinare la natura, la composizione, le caratteristiche di questo materiale. A questa farà seguito una relazione finale dove verranno illustrate le attività ed i risultati relativi al rilascio di inquinanti ed agli impatti ambientali della contaminazione da KEU.
Per svolgere questa prima parte di attività, l’Università di Pisa ha coinvolto diversi istituti ed enti di ricerca, creando un gruppo di lavoro costituito da:
- Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa
- Dipartimento di Chimica e chimica Industriale, Università di Pisa
- CISUP, Università di Pisa
- Istituto di Chimica dei Composti Organo Metallici, CNR, Pisa
- Istituto per lo studio degli Ecosistemi, CNR, Pisa
- Istituto Italiano di Tecnologia, Genova
- Elettra Sincrotrone, Trieste
- SESAME Synchrotron-Light in the Middle East, Allan (Jordan)
- Alsglobal Stable Isotope Laboratory, Lulea (Sweden)
Il prelievo dei campioni di KEU effettuato nel corso di quattro sopralluoghi presso l’impianto Consorzio Aquarno SpA (ex Ecoespanso), con il coinvolgimento di ARPAT, è stata una delle prime attività realizzate dal gruppo di lavoro, che ha sottoposto i campioni prelevati a varie analisi, esperimenti di invecchiamento accelerato e tecniche analitiche associate dettagliatamente descritte nella documentazione.
La relazione tecnica relativa alla caratterizzazione del KEU è stata condotta attraverso complesse indagini microstrutturali ed esperimenti in camere di invecchiamento, evidenzia la tendenza alla ossidazione del cromo trivalente, che caratterizza il materiale in origine, alla forma esavalente con il passare del tempo ed in condizioni ambientali.
Il cromo esavalente che si forma è presente nel KEU in una forma labile, facilmente lisciviabile dalla fase acquosa. I risultati suggeriscono che il fenomeno di ossidazione sia attribuibile alla formazione di idrossidi di cromo, a seguito del processo di raffreddamento con acqua del prodotto pirosinterizzato. La complessità del fenomeno è stata messa in evidenza grazie all’impiego di tecniche analitiche avanzate, tra le quali anche l’utilizzo del sincrotrone, che il gruppo di ricerca ha dovuto impiegare per comprenderne le dinamiche. Questo pone le basi per ulteriori ricerche allo scopo di approfondire il fenomeno e per individuare le metodiche adeguate per intervenire nel processo di raffreddamento e produzione.
Secondo quanto riportato nella relazione tecnica, infatti, la fase che appare critica nel processo di produzione del KEU per la creazione delle condizioni di successivo rilascio del cromo esavalente nell'ambiente, è quello del raffreddamento con acqua alla uscita del forno di sinterizzazione. Infatti, il KEU, al momento della sinterizzazione, contiene cromo nella forma trivalente in fasi prevalentemente stabili. Si tratta dunque di approfondire e valutare come di intervenire con una metodica adeguata nel processo di raffreddamento per evitare il formarsi di idrossidi di cromo.
Le ricerche eseguite dall’Università di Pisa tramite gli esperimenti e le analisi riportate nella Relazione Tecnica mostrano che il cromo trivalente del KEU, in presenza di ossigeno atmosferico e di umidità in ambiente alcalino, si ossida ad esavalente. In queste condizioni, l’idrossido di cromo (fase grimaldite o altri idrossidi di cromo) presente nel KEU sarebbe la fase reattiva che trasforma il KEU da materiale inerte a sorgente di cromo esavalente. Queste conoscenze indispensabili per capire il processo di ossidazione del cromo trivalente sono confermate anche dalla letteratura dove si evidenzia l’ossidazione dell’idrossido di cromo in ambiente alcalino.
Dai risultati della relazione tecnica sulla caratterizzazione del materiale emerge l’esigenza per ARPAT in accordo con la Regione Toscana, di modificare le prescrizioni dei processi e delle modalità di raffreddamento del KEU per evitare il formarsi di idrossidi di cromo, nell’ambito dell’Autorizzazione Ambientale Integrata (AIA) degli impianti.
Ponendo prescrizioni precise per cambiare le modalità di raffreddamento del KEU potrebbe essere ridotta, se non addirittura eliminata, la formazione di idrossidi di cromo e quindi mantenere i processi produttivi, evitando il rischio di impatti successivi sull'ambiente.
È necessario sottolineare che questi risultati sono da intendersi come preliminari e sono necessari ulteriori verifiche per approfondire i processi che portano alla formazione di grimaldite ed altri idrossidi di cromo e le ulteriori trasformazioni mineralogiche associate all’idratazione con acqua.
La seconda parte della ricerca, che è in corso, sarà funzionale a comprendere le interazioni tra i materiali contenenti KEU e le matrici ambientali sia in siti naturali sia in microambienti anche potenziati nella loro aggressività, ricostruiti in laboratorio. I risultati saranno pubblicati sul sito dell’agenzia appena disponibili.
Festival della Robotica: all'Agrifiera di Pontasserchio un'anticipazione con i robot agricoli
Grazie all’Agrifiera di Pontasserchio, il Festival della Robotica entra nel vivo con una bella anticipazione (la prima delle due: la seconda a Volterra dal 12 al 14 maggio) che precede la nuova edizione prevista a Pisa dal 19 al 21 maggio. È proprio l’Agrifiera a ospitare, infatti, i primi robot dell’edizione 2023 del Festival e, in special modo, a proporre un focus su quelli utilizzati nel mondo dell’agricoltura. L’appuntamento è nelle mattinate di venerdì 28 e di sabato 29 aprile, allo stand del Festival della Robotica che sarà allestito all’interno dell’Agrifiera, a cura dei docenti del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa (leggi il programma).
Un momento della conferenza stampa di presentazione dell'evento.
Nelle due giornate, al mattino, oltre sessanta studenti dell’Istituto Santoni di Pisa, affiancati da una decina di docenti, parteciperanno a una serie di laboratori tematici e interattivi per vedere come funzionano e come vengono utilizzati i robot agricoli. I temi sono l’agricoltura robotica, digitale e di precisione. Il pomeriggio, come spiega Marco Fontanelli, professore associato di Meccanica Agraria e Meccanizzazione Agricola dello stesso Dipartimento dell’Università di Pisa, invece sarà dedicato all’orientamento per la scelta degli studi universitari e alla dimostrazione dal vivo del funzionamento delle “macchine” robotiche, rivolta a tutte le persone che faranno visita all’Agrifiera e allo stand del Festival. Tra i robot che saranno all’opera, ci saranno quelli dedicati al taglio dell’erba e in modo speciale alla cura di tessuti erbosi particolari come quelli dei campi da golf.

“Siamo molto felici di portare il Festival della Robotica all’interno dell’Agrifiera di Pontasserchio – commenta il professor Mauro Ferrari, presidente della Fondazione Tech Care, che organizza il Festival della Robotica – una delle manifestazioni più importanti del territorio, da sempre attenta all’innovazione. E’ quindi la cornice giusta per parlare di robotica agricola e delle sue molteplici applicazioni pratiche”.
Il Festival della Robotica, che vede nella Fondazione Tech Care (promossa da Università di Pisa, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Fondazione Arpa) il soggetto attuatore, riceve il sostegno di Regione Toscana, Comune di Pisa, Fondazione Pisa, Fondazione Arpa e di altri enti e istituzioni ed ha il patrocinio di Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di Volterra, Comune di San Giuliano Terme, CNR, di altri enti e di altre istituzioni.
(Fonte Ufficio Stampa Festival della Robotica).
Duemila studenti hanno sostenuto i test per l’accesso a Medicina e a Medicina veterinaria
Sono terminate sabato 22 aprile le prove per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi dentaria e in Medicina veterinaria, distribuite in dieci sessioni mattutine o pomeridiane programmate al Polo Porta Nuova. Gli iscritti per l’Università di Pisa erano complessivamente 2.049, di cui 1.545 per i Test On Line Cisia Medicina (TOLC-MED) e 504 per i Test On Line Cisia Veterinaria (TOLC-VET). I posti provvisoriamente assegnati, in attesa che vengano confermati dal Ministero, sono per Medicina e Chirurgia complessivamente 292, gli stessi dello scorso anno; per Odontoiatria e Protesi dentaria sono 22, con 5 in più dello scorso anno; per Medicina veterinaria sono 69 e 6 in più dello scorso anno.
Da quest’anno le prove di Medicina e Medicina veterinaria hanno cambiato completamente volto, passando dal test cartaceo sostenuto in un’unica data a inizio settembre a quello on line, svolto in presenza avvalendosi della piattaforma fornita dal Consorzio CISIA, in due appuntamenti previsti ad aprile e a luglio. Per la sessione d’aprile gli studenti hanno svolto una sola prova, ma potranno ripetere il test nella sessione che si svolgerà dal 15 al 25 luglio. Gli studenti che chiederanno di essere inseriti in graduatoria potranno poi scegliere il test migliore tra quelli svolti nei precedenti due anni e quindi tra un massimo di quattro test sostenuti. Altra novità significativa è che da quest’anno sono ammessi ai test anche gli studenti di quarta superiore e già nella sessione di aprile per l’Università di Pisa sono stati circa 300 gli iscritti nati dopo il 1° gennaio del 2005.
I TOLC 2023 si compongono di 50 quesiti, con 90 minuti a disposizione, suddivisi in quattro sezioni: comprensione del testo e conoscenze acquisite (7 quiz), biologia (15), chimica e fisica (15), matematica e ragionamento (13).
La graduatoria dei test sarà unica e nazionale, quindi non per singole università, e sarà pubblicata il 5 settembre, ordinata in base al miglior risultato ottenuto dai candidati nei vari TOLC sostenuti.
“Con la sessione di aprile – ha dichiarato il professor Riccardo Ruffoli (nella foto a lato), presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia – è iniziata una nuova esperienza per quanto riguarda l’accesso al corso di laurea. Per la prima volta il test non si svolge più in unico evento e questa novità introdotta dal Ministero consente a coloro che partecipano al TOLC di ridurre in maniera significativa il livello di ansia e di stress che fino allo scorso anno caratterizzava inevitabilmente la prova. Con le nuove modalità, infatti, la persona che intende partecipare alla graduatoria, prevista per settembre e utile per entrare a far parte del corso di studio, potrà presentarsi a più TOLC, in modo poi da essere nella graduatoria con il punteggio migliore conseguito, al massimo, nelle quattro prove precedenti la selezione. Nel complesso il test ha subito importanti modifiche in ordine ai contenuti presentati e alle modalità di svolgimento della prova, ma rimane abbastanza simile a quello degli anni precedenti. Il mio augurio più sincero è che la nuova organizzazione rappresenti, per coloro che desiderano intraprendere gli studi universitari in questo ambito, uno strumento più idoneo ad affrontare questo delicato passaggio personale in maniera meno stressante e più adatta a valorizzare le proprie competenze e la propria preparazione”.
Problem Solving e creatività - corso di formazione del CISP
Il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, all'interno della sua Scuola triennale Formatori e Formatrici, organizza il corso di formazione dal titolo "Problem Solving e creatività" a Pisa il 13 maggio 2023e online il 22, 23 e 29 maggio 2023.
I processi per raggiungere gli obiettivi superando gli ostacoli e la creatività sono due aspetti della pratica professionale (e non solo) strettamente connessi uno con l’altro. Questo corso intende affrontare entrambi, esplorando i blocchi che spesso ci poniamo noi stessi/e, inconsapevolmente, ed allenando le potenzialità creative di cui tutti e tutte disponiamo.
Nel primo modulo saranno analizzati alcuni schemi di tipo reattivo, cognitivo, emotivo e relazionale che ci rendono difficile risolvere i problemi o ce li fanno apparire come insormontabili e saranno offerti strumenti per affrontarli in modo efficace.
Nel secondo modulo impareremo a conoscere ed esprimere le proprie potenzialità creative e a destrutturare le resistenze interne per consentire al processo creativo di fluire libero. Saranno approfondite le potenzialità pratiche della creatività nei rapporti personali e lavorativi, nella soluzione di problemi, nella gestione costruttiva dei conflitti, nell’innovazione e creazione di nuove idee.
Un professionista e una professionista nel campo della formazione ci guideranno in questo percorso, alternando presentazioni, esercitazioni pratiche e lavori di gruppo.
Il corso ha una durata complessiva di 16 ore, divise in due moduli di 8 ore, il primo in presenza e il secondo online. È possibile iscriversi sia a tutto il corso, sia ai singoli moduli.
MODULO 1: "Evolversi in Problem Solver” (Paolo Carnicelli)
MODULO 2 (online): “Allenare la creatività” (Francesca Casini)
Il corso è aperto a tutti/e coloro che desiderano scoprire e rafforzare le competenze personali e relazionali, da utilizzare nella propria vita privata o professionale.
Il corso è destinato inoltre a chi, nel proprio contesto professionale, lavora con gruppi o singoli in apprendimento o crescita personale (quali insegnanti, formatori o formatrici, educatori/trici, counselor, coach, ecc.), ma costituisce un’occasione di apprendimento o di aggiornamento per chiunque si trovi, nel proprio contesto professionale o associativo, a interagire con colleghi/e o gruppi di lavoro.
Per informazioni: https://cisp.unipi.it/formazione/i-corsi-della-scuola/corso-problem-solving-e-creativita/
Un accordo tra Università di Pisa e Associazione culturale Scholé per la promozione di studi filosofici, umanistici e scientifici
L’Università di Pisa e l’Associazione Culturale Scholé di Roccella Jonica hanno firmato un accordo quadro per la promozione degli studi filosofici, umanistici e scientifici. L’intesa giunge a coronamento di un partenariato già in atto da alcuni anni, ma non ancora formalizzato tra i due Enti. «È un traguardo prestigioso, cui teniamo moltissimo e che rappresenta un riconoscimento importante del lavoro culturale che Scholé svolge quotidianamente» - così commentano i membri del Direttivo dell’Associazione”.
È stato grazie a Remo Bodei, già direttore della Scuola Estiva e docente dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore, che i rapporti tra Roccella e Pisa si sono saldati per poi infittirsi negli ultimi tempi. Ormai dal 2017 Giancarlo Cella, fisico dell’Università di Pisa e dell’INFN, nonché coordinatore del progetto “Virgo” sulle onde gravitazionali, dirige i seminari di fisica che Scholé svolge nelle scuole, e dalla fine del 2020 Bruno Centrone, docente di Storia della filosofia antica presso l’Ateneo pisano, è il direttore della Scuola Estiva “Remo Bodei”.
Tantissime sono state inoltre le partecipazioni di studenti pisani alle iniziative organizzate da Scholé (Scuola Estiva, WE filosofici) e preziosi sono stati i contributi da parte di studiose e studiosi: gli ultimi in ordine di tempo sono stati quelli di Chiara Bodei, informatica e Presidente del Sistema museale d’Ateneo e di Sergio Giudici, fisico e direttore del Museo degli Strumenti di Fisica, entrambi protagonisti della Scuola Estiva 2022 dedicata al tema della “Techne” (Tecnica). A breve, sarà invece lanciata, sempre in stretta collaborazione con l’Università di Pisa, la XIV edizione della Scuola Estiva sul tema “Physis” (Natura).
Agricoltura, scienza, innovazioni e comunicazione
Nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, venerdì 14 aprile si è svolta la cerimonia di Inaugurazione del 270° anno accademico dell'Accademia dei Georgofili.
Dopo il saluto delle autorità e la relazione del Presidente, il professor Amedeo Alpi, vice presidente dell’Accademia dei Georgofili e presidente della Sezione Centro – Ovest, ha tenuto una prolusione dal titolo “Agricoltura, scienza, innovazioni e comunicazione”.
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati i diplomi ai nuovi Accademici Onorari, Emeriti e Ordinari e il riconoscimento al “Merito Georgofilo” e il “Premio Antico Fattore”.
"Si parla e si scrive spesso di agricoltura nel nostro paese e in modi anche molto variegati, finalizzando l'attività nei campi agli obiettivi più diversi, spesso alla gastronomia, talvolta al paesaggio, oppure alle tradizioni locali o al ruolo multifunzionale utile a garantire la sopravvivenza socio-economica di aree rurali ormai spopolate e in crisi. È questa l'agricoltura? Certamente si.
Tuttavia non sarà sfuggito a molte persone, soprattutto con un bagaglio formativo specifico, che questa "narrazione" risulti parziale o, addirittura, manchi di considerazioni globali indispensabili. Pertanto, in questa sede potremmo tentare di colmare la lacuna? Il programma è molto ambizioso, ma possiamo provarci, cominciando da alcuni dati statistici che servono da riferimento insostituibile"
Amedeo Alpi, già docente e preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa, è stato insignito nel 2004 con l'Ordine del Cherubino
Leggi il testo intergrale della prolusione


CESVOT, indagine sul volontariato: mezzo milione di toscani pronti a dare mano
La mancanza di volontari, questo il tema del convegno "Sentirsi parte. Il volontariato dalla dimensione individuale a quella collettiva" che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Innovation Center (Lungarno Soderini 21) il 13 aprile. È un argomento che sta diventando cruciale, non solo per gli enti del terzo settore della nostra regione, ma per la tenuta e la salute dell’intera società. Cesvot, Regione Toscana e Università di Pisa hanno approfondito la questione mettendo in campo alcune ricerche ed indagini. Per esempio si è cercato di comprendere meglio chi sono, oggi, i potenziali volontari, quale volontariato hanno in mente, come fare ad entrare in relazione con loro e come devono cambiare le organizzazioni per risultare ancora attrattive.
“Questo convegno è l’occasione per confrontarsi sul futuro del volontariato, capire chi sono i potenziali volontari e come intervenire per fare in modo che la loro spinta di cittadinanza attiva e solidarietà non vada dispersa ma possa mettere in circolo nuove energie per l’intera società. Abbiamo creato un’occasione di confronto aperta a tutti unendo il mondo del terzo settore, quello della ricerca e delle istituzioni e ci auguriamo una costruttiva e stimolante partecipazione che possa portare a immaginare e progettare nuove pratiche di partecipazione collettiva” spiega Luigi Paccosi, presidente Cesvot.

Luigi Paccosi, presidente Cesvot.
“Quando si dice che il volontariato rappresenta un patrimonio insostituibile, per il Paese e in particolare per la Toscana, che è una delle regioni con il più alto tasso di partecipazione, si rischia forse di non comprendere bene cosa questo significa. Per esempio senza il supporto del volontariato al sistema sociosanitario tanti importanti servizi alla persona non sarebbero possibili, così come senza i circoli o le associazioni di promozione sociale le nostre comunità si svuoterebbero di tante iniziative solidali e occasioni di socialità. Gli esempi potrebbero continuare, dalla cooperazione internazionale fino alle associazioni che si occupano di sport per tutti”. - dichiara l’assessora regionale alle politiche sociali e al terzo settore Serena Spinelli - “Migliaia di volontari e volontarie che dedicano impegno e tempo a prendersi cura, in mille modi diversi, della nostra comunità e di ciò che la circonda. Come Regione vogliamo continuare a valorizzare questo patrimonio, perché il presente e il futuro di una società inclusiva e coesa passa proprio dalla volontà di tanti e tante di sentirsi parte di essa e dalla capacità del settore pubblico, mantenendo il proprio ruolo di programmazione, di attivare sinergie sempre più solide con la straordinaria rete del volontariato e in generale con il vasto mondo del terzo settore”. - conclude l’assessora Serena Spinelli.
La tavola rotonda
Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali di Luigi Paccosi, presidente Cesvot, Eugenio Giani, presidente Regione Toscana. In apertura, la relazione di Andrea Salvini, professore di Sociologia generale, Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa, intitolata “Ripensare il volontariato. Dilemmi e scenari possibili”. Il convegno è proseguito con la tavola rotonda moderata da Elisabetta Soglio, responsabile “Corriere della Sera Buone Notizie” che ha coinvolto Tania Cappadozzi, prima ricercatrice Istat; Adriana Schiedi, professoressa di Pedagogia generale e sociale, Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo, Università di Bari Aldo Moro; Francesco Vasca, professore di Automatica, Dipartimento di Ingegneria, Università del Sannio; Gabriella Punziano, professoressa di Sociologia generale, Dipartimento di Scienze sociali, Università di Napoli Federico II; Riccardo Bonacina, founder and editorial coordinator di “Vita non profit”; Gianluca Mengozzi, portavoce Forum Terzo settore Toscana; Paolo Balli, direttore Cesvot; ha concluso i lavori Serena Spinelli, assessora alle Politiche sociali, Regione Toscana.
I numeri della ricerca “La differenza dei potenziali. Come cambia la propensione dei cittadini toscani al volontariato”.
L’occasione di confronto del convegno avviene in occasione della pubblicazione dell’indagine “La differenza dei potenziali. Come cambia la propensione dei cittadini toscani al volontariato” pubblicata da Cesvot e condotta da Andrea Salvini del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Il volume si divide sostanzialmente in due parti. La prima è dedicata interamente alla presentazione dell’indagine e dei suoi risultati. La seconda parte è costituita dai contributi di Riccardo Bonacina, Riccardo Guidi, Gabriella Punziano, Adriana Schiedi, Francesco Vasca.

Il professor Andrea Salvini.
Studiare la propensione al volontariato e le caratteristiche dei “volontari potenziali” diventa rilevante alla luce delle dinamiche di riduzione della quota dei cittadini toscani che dichiarano di svolgere attività di volontariato in organizzazioni: secondo i dati Istat, nel 2007 tale quota era pari all’11,1% sul totale della popolazione, nel 2019 tale quota scende al 10,5% (344mila volontari in organizzazioni) e nel 2021 al 7,9% (258mila volontari in organizzazioni). L’indagine ci aiuta a comprendere essenzialmente il bacino di cittadini che, se opportunamente intercettati e motivati, potrebbero decidere di impegnarsi nel volontariato organizzato, in modo che gli enti del terzo settore siano in grado di porsi e proporsi nei confronti dei nuovi volontari.
Ecco in sintesi i principali risultati emersi dall’indagine che ha una popolazione di riferimento costituita dai cittadini toscani compresi tra 18 e 70 anni:
1) la stima della popolazione che svolge attività di volontariato in ets. Si tratta del 10,7% (in valore assoluto, 262.017 cittadini). Si tratta di un dato importante e positivo, perché si allinea al dato Istat del periodo della pandemia;
2) la stima della popolazione che svolge attività di volontariato ma non in ets. Si tratta del 5,9% (in valore assoluto, 144.476 cittadini);
3) la stima dei volontari potenziali. Si tratta del 20,8% della popolazione (in valore assoluto, 510.371 cittadini) Altissima tra i rispondenti disponibili a svolgere volontariato la fascia giovanile dai 18 ai 24 anni che arriva al 36,9%. Le preferenze relative ai settori di intervento sono: assistenza sociale e protezione civile (21.9%), cultura, sport e attività ricreative (21.9%), sanità (15.8%), ambiente (14.5%) e istruzione e la ricerca (11%).
La percentuale dei volontari potenziali si riduce a 7,1% (173.144 cittadini) se si considerano solo coloro che si dichiarano disponibili “senza condizioni”, e che dunque potrebbero essere “pronti”, se adeguatamente intercettati dalle organizzazioni, a operare in un ets.
4) le condizioni (principali) che non consentono ai volontari potenziali di tradurre la propria disponibilità (potenziale) nella decisione effettiva e concreta di impegnarsi in attività di volontariato in ets. Tali condizioni riguardano la difficile compatibilità con gli impegni familiari (30.5%) e di lavoro (33.7%);
5) l’eventuale preferenza (da parte dei cittadini che non svolgono volontariato) a svolgerlo in ets o in modalità alternative (non organizzate). Il 40% della popolazione toscana, se dovesse decidere in futuro di fare volontariato, lo farebbe in un ets. Il 37%, se dovesse decidere di fare volontariato, lo farebbe in forme non organizzate.

I volontari potenziali
Cosa chiedono i volontari potenziali? Flessibilità sui tempi (30,8%), innovazione nell’organizzazione e nei progetti (19,3%), valorizzazione delle proprie competenze (19,1%), coinvolgimento nelle attività di informazione su attività e iniziative (15,2%).
Quello che emerge dalle risposte all’indagine è che oggi fare volontariato è sì un’espressione pragmatica di solidarietà e di utilità sociale che tuttavia deve combinarsi con il benessere personale; il sacrificio è sostituito dalla gratificazione, la dedizione è sostituita dalla discontinuità, cioè dalla necessità di rendere compatibile l’attività di volontariato con le altre attività della propria vita. L’appartenenza si realizza senza “identificazione” nei valori dell’associazione. Infine, la gratuità viene riconsiderata alla luce dei costi che i volontari si assumono nello svolgimento delle attività volontarie, costi di cui sempre più spesso si chiede una qualche forma di compensazione (monetaria o meno). Il volontariato in organizzazione diviene così una modalità tra le molte possibili, di realizzazione identitaria e personale. Le statistiche cominciano a raccontare dell’esistenza di un volontariato diverso più confacente alle sensibilità attuali, quello chiamato “personale” o “fai da te”, e comunque non svolto in organizzazioni e non in ets.
(Fonte: Ufficio Stampa CESVOT).
