Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi
Stai navigando sulla vecchia versione del sito dell'Università di Pisa. I contenuti che trovi in queste pagine sono in fase di migrazione sul nuovo sito o sono pubblicati qui per obblighi di legge. Vai al nuovo sito www.unipi.it.

copertina libroIl libro "Accademia delle Belle Arti di Firenze. Scultura 1784-1915", appena pubblicato dalla Pisa University Press, nasce dall’esigenza di ricostruire la storia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e di mettere finalmente in luce il suo prestigioso patrimonio artistico, oggi ospitato, in gran parte, in vari musei cittadini. Il volume è frutto di anni di ricerche condotte prevalentemente su fonti archivistiche e letterarie da studiosi di primo piano. Lo presentiamo qui con una prefazione di Luciano Modica, presidente dell'Accademia e già rettore dell'Ateneo.

*******

Nel 2013 un grande convegno tenuto nell’Accademia di Napoli ha fatto il punto sui patrimoni culturali delle Accademie di Belle Arti in Italia, sul loro valore culturale, artistico, didattico e sulla loro conservazione. In quell’occasione fu lanciato un richiamo affinché ogni Istituto affrontasse consapevolmente la propria identità attraverso un’attività di conoscenza approfondita del proprio patrimonio implementando, al contempo, le azioni per la sua salvaguardia.

E’ anche tenendo conto dei risultati di quel convegno che oggi ho l’onore di presentare questo lavoro attento e fecondo che coordina lo sforzo di indagine storico-artistica che in questi anni è stato condotto nella nostra Accademia. Un lavoro puntuale che si è sviluppato con la piena adesione e consapevolezza degli organi accademici a partire dall’attenta convinzione con il quale il Consiglio di Amministrazione ha appoggiato l’iniziativa, la viva adesione del Collegio dei professori e perfino degli studenti che potranno trovare, in queste pagine, alcune risposte alle domande che sorgono a chiunque viva la nostra Accademia, le nostre aule i nostri corridoi così affollati di opere.

E sono proprio le opere scultoree quelle da cui si è deciso di iniziare questa approfondita ricognizione storico artistica perché la loro rilevanza artistica, numerica e la loro presenza materiale è quella che si impone anche al visitatore che, per caso, entrasse nel nostro istituto ed è il fondamento della collezione di cui il Granduca Pietro Leopoldo volle dotare nel 1784 la riformata Accademia di Belle Arti dalla più antica Accademia del Disegno. Questa storia plurisecolare che è storia di Firenze e che vive, ancor oggi, grazie al quotidiano impegno dei docenti è la stessa che ci deve indurre a proseguire questo cammino di ricerca e conservazione per il quale al curatore di questo volume, assieme agli autori che si sono fatti portavoce di una importante eredità del passato, va il mio sincero plauso.

Luciano Modica
Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze

Si è conclusa la valutazione dei progetti presentati in risposta alla quinta call del MIT-UNIPI Project, l'iniziativa che dal 2012 promuove collaborazioni tra gruppi di ricerca dell'Università di Pisa e del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Tra le 9 proposte arrivate, sono stati selezionati e finanziati 6 progetti che provengono dalle aree di Ingegneria, Chimica ed Economia, per un finanziamento totale di 90.000 euro. Dall’avvio della collaborazione con Boston sono stati finanziati 38 progetti per un totale di circa 263.000 euro, di cui 90.000 stanziati dalla Cassa di Risparmio di San Miniato che ogni anno offre un suo contributo, grazie a una convenzione firmata nel 2014.

MIT_Building_10.jpg

«La collaborazione con il MIT è ormai un’eccellenza per l’Università di Pisa e il numero di progetti finanziati fino ad oggi conferma il suo successo – ha commentato Lisandro Benedetti-Cecchi, prorettore per la ricerca in ambito europeo e internazionale – Boston offre ai nostri ricercatori l’occasione per lavorare in un ambiente internazionale di primissimo livello e ai ricercatori del MIT l’opportunità di conoscere le ricerche di avanguardia del nostro Ateneo. Il MIT-UNIPI Project è una prova concreta del valore dei nostri ricercatori; abbiamo ricevuto apprezzamenti da parte del MIT e inoltre alcune delle collaborazione avviate, grazie al contributo iniziale del progetto, sono poi proseguite indipendentemente e sono occasione di mobilità fondamentale per i nostri giovani ricercatori. Forti di questa esperienza, è nostra intenzione provare a costruire rapporti di collaborazione di questo tipo anche con altri centri di ricerca di eccellenza a livello mondiale».

I ricercatori che hanno ottenuto il finanziamento sono Stefania Zanforlin del dipartimento di Ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni, con il progetto “Hybrid Multi-Scale Turbine-to-Ocean Modelling for Efficient and Sustainable Farms of Vertical-Axis Tidal Turbines”; Angelo Pasini del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, con “Dynamic Characterization of POGO Instabilities in Cavitating Turbopumps”; Tarita Biver del dipartimento di Chimica e Chimica industriale, con “Electrochemical and Optical Sensors based on Functional Carbon Nanotubes”; Elisa Giuliani del dipartimento di Economia e Management, con “Global Value Chains and the Socio-Environmental Challenges of Local Development Processes”; Serena Danti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, con “Development of Nanocomposite Piezoelectric Materials for Cochlear Sensory-Neural Stimulation (NANO-SPARKS)”; Federico Baronti del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione, con “Physics-based Reduced Order Model of Lithium-Ion Batteries for Enhanced Battery Management”. I progetti di Stefania Zanforlin e di Elisa Giuliani sono stati finanziati con il contributo della Cassa di Risparmio di San Miniato.

Le attività dei progetti, coordinate da un Principal Investigator (PI) della nostra Università e da uno del MIT, si svolgeranno da gennaio 2017 ad agosto 2018. Il contributo dell'Ateneo finanzia le spese di viaggio, vitto e alloggio del gruppo di ricerca pisano che si recherà a Boston. Analogamente il MIT finanzia le spese di viaggio, vitto e alloggio del suo gruppo di ricerca che si recherà a Pisa.

Ne hanno parlato:
InToscana.it
PisaToday.it

juspologo 600x400All’Università di Pisa è nato JUSPOblog, il blog che offre aggiornamenti e informazioni sulle collezioni e i servizi delle biblioteche di Giurisprudenza e di Scienze Politiche con particolare riguardo alle nuove acquisizioni, all’uso delle risorse bibliografiche cartacee ed elettroniche e alla segnalazione di fonti e materiale bibliografico disponibile in linea. Ideato e progettato da Mario Vitalone, responsabile del Polo bibliotecario 2, è curato dall’intero staff del Polo, con la collaborazione del Centro Documentazione e del Gruppo sito web del Sistema Bibliotecario di Ateneo, in particolare, per quanto riguarda l’implementazione del software, da Silvia Berti e Gianfranco Castriotta.

«JUSPOblog rientra in un progetto più ampio che si pone come obiettivo una maggiore visibilità e un miglioramento dei servizi offerti dalle biblioteche di Giurisprudenza e Scienze Politiche del Polo 2 – spiega Mario Vitalone – I blog sono essenzialmente strumenti di comunicazione e JUSPOblog vuole essere un canale attraverso cui raggiungere le varie tipologie di utenza. Un’iniziativa che risponde a quella che è la missione stessa delle biblioteche universitarie: fornire a studenti, ricercatori e docenti il più ampio e completo servizio di accesso ai documenti a supporto dello studio e della ricerca scientifica».

Un altro obiettivo di JUSPOblog è diventare un canale di comunicazione attraverso cui facilitare quel processo di aggregazione delle biblioteche di Polo, attualmente sparse in varie sedi sul territorio, che vedrà la sua realizzazione con il prossimo trasferimento delle collezioni nella sede unificata del Palazzo della Sapienza. «È in questa prospettiva che si è giunti alla decisione di elaborare un marchio unico di Polo (JUSPO) che possa trasmettere una identità visiva, e una maggiore riconoscibilità e senso di appartenenza», conclude Vitalone.

giurispr 6

Nel blog avrà una presenza costante la sezione “Nuovi arrivi” e il Bollettino mensile delle novità. Sarà il modo in cui gli utenti, anche iscrivendosi semplicemente al sito con il proprio indirizzo email, riceveranno notifica nella loro casella di posta delle nuove acquisizioni appena saranno disponibili. Particolare attenzione sarà poi riservata alla segnalazione di fonti e materiale bibliografico ad accesso aperto disponibile in linea e all’uso delle risorse elettroniche. A tale proposito saranno periodicamente pubblicati o segnalati corsi e tutorial per un uso più efficiente di tali risorse e in particolare per le banche dati specializzate nelle discipline di interesse del Polo. Attraverso il blog saranno inoltre diffuse informazioni e novità sui servizi delle biblioteche quali accesso e prestito locale, prestito interbibliotecario e fornitura di documenti, fotoriproduzione e stampa da rete.

A JUSPOblog si arriva da questo indirizzo, oppure attraverso le pagine del Polo all’interno del sito del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Per ricevere notifica dei post che vengono pubblicati è sufficiente inserire il proprio indirizzo email nella casella “Seguici via email”. Il blog è aperto al contributo di tutti gli utenti che potranno inviare le loro segnalazioni, suggerimenti o commenti attraverso il modulo presente nella pagina Informazioni e Contatti.

parlament insideSono pubblicati e studiati ora per la prima volta gli atti dei Parlamenti di Sardegna dei viceré Angelo de Vilanova (1518-1523 e 1528) e Martino Cabrero (1530), a cura di Laura Galoppini, ricercatrice di storia all’Università di Pisa. I due volumi (981 pp.) fanno parte della collana Acta Curiarum Regni Sardiniae promossa dal Consiglio Regionale della Sardegna.
L’opera sarà presentata il 20 febbraio 2017 (ore 16) a Cagliari nell’aula del Consiglio Regionale, con apertura dei lavori da parte delle autorità, On. Gianfranco Ganau, Presidente del Consiglio Regionale, e On. Michele Cossa, Presidente del Comitato Scientifico; seguiranno le relazioni del Prof. Angelo Torre, Ordinario di Storia moderna presso l’Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, e del Prof. Gian Giacomo Ortu, componente del Comitato Scientifico per la pubblicazione degli atti dei Parlamenti sardi.

Pubblichiamo di seguito una breve presentazione dell'opera a firma di Laura Galoppini

******

Il progetto scientifico della collana degli Acta Curiarum Regni Sardiniae prevede la pubblicazione di ventidue Parlamenti dal 1355 al 1699 e degli atti stamentari del 1793-1799. Si tratta di un’operazione culturale di grande importanza, motivata – come si legge sul sito del Consiglio Regionale della Sardegna – dalla consapevolezza che «l'esame del peculiare ruolo che i Parlamenti andarono assumendo in rapporto alla società isolana, in quel corso storico plurisecolare, avrebbe consentito di valutare meglio quanto questo istituto trapiantato da una classe dominante esterna seppe divenire strumento di unità amministrativa e territoriale della Sardegna e organo giuridicamente e politicamente rappresentativo. E avrebbe potuto, più in generale, recuperare dall'oblio una fonte straordinaria per la conoscenza della storia sarda nel più ampio contesto europeo, dell'evoluzione del mondo feudale isolano, dei processi di unificazione nazionale, di fusione etnica».

Con lo scopo di far conoscere questa imponente collana i Parlamenti editi sono anche consultabili sul sito del Consiglio Regionale della Sardegna.

I due Parlamenti sardi convocati dal viceré Vilanova nel 1518 e poi nel 1528 e quello convocato dal suo successore Cabrero nel 1530 si svolgono in un periodo particolarmente tumultuoso: quello che vede salire alla ribalta della storia europea Carlo V d’Asburgo e l’inizio del suo scontro con Francesco I di Francia.

Il Regno di Sardegna, che solo un secolo prima, dopo una lunghissima ed aspra resistenza, era stato definitivamente acquisito e ‘pacificato’ dalla Corona di Aragona ed era pervenuto a Carlo V attraverso l’eredità dinastica della madre Giovanna, si trovava ora a far parte dell’enorme complesso territoriale dell’impero. L’isola divenne anche, fra l’altro, terreno di scontro nella guerra con la lega di Cognac (1528), quando le truppe di quest’ultima ne invasero il nord, e costituì una sorta di antemurale, nelle intenzioni e nei piani di Carlo, da opporre all’espansione del mondo ottomano e alle relative incursioni che partivano dalle coste del nord Africa.
L’edizione non contiene, peraltro, soltanto i verbali inediti dei Parlamenti Vilanova e Cabrero: infatti questi ultimi, talora incompleti e in pessimo stato di conservazione, sono stati ampiamente integrati, attraverso una lunga ricerca, dalle più varie fonti archivistiche sarde e catalane.

Si tratta di un lavoro fondamentale per la storia politica, istituzionale, sociale ed economica della Sardegna nel quadro dell’Europa mediterranea fra autunno del Medioevo e albori dell’età moderna.

Laura Galoppini

È stato assegnato a un allievo del dottorato in Storia delle Arti e dello Spettacolo, Corso dottorale regionale “Pegaso”, il premio “Firenze University Press - Tesi di Dottorato” per il miglior elaborato nel settore delle Scienze umanistiche. Pasquale Focarile ha conseguito la laurea triennale e magistrale a Pisa, ed è stato tra i primi dei due studenti pisani ammessi al dottorato istituito nel 2013 e al quale l’Università di Pisa partecipa insieme all’Università di Firenze e di Siena.
La tesi di Pasquale Focarile, di cui è stata tutor la professoressa Cinzia Maria Sicca dell’Ateneo pisano, ha avuto come oggetto “I Mannelli di Firenze. Storia, mecenatismo e identità di una famiglia fra cultura mercantile e cultura cortigiana”. La tesi, la cui originalità è stata riconosciuta dalla Commissione Giudicatrice del premio, ricostruisce l’evoluzione del rapporto di una famiglia nobile fiorentina con gli oggetti d’arte, definendo il ruolo che questi ebbero nel rinnovarne l’identità socio-politica e culturale fra XVI e XVIII secolo.
Dismessa, con ritmi diversi, la “veste mercantile”, vari rami della famiglia adottarono uno stile di vita ispirato alla corte medicea, misurando su di esso la distanza dal passato e l’ascrizione alla nobiltà del Principato. Partendo dalla ricostruzione della secolare vicenda storica e architettonica della residenza principale, e proseguendo con l’identificazione e ricostruzione di altre dimore, di città e di campagna, l’analisi degli allestimenti degli oggetti d’arte, condotta su base documentaria e con gli strumenti critici del Display of art, ha restituito le tappe fondamentali del processo di trasformazione e arricchimento delle dimore. La tesi sarà pubblicata in edizione digitale e cartacea entro l’autunno 2017.

È stato assegnato a un allievo del dottorato in Storia delle Arti e dello Spettacolo, Corso dottorale regionale “Pegaso”, il premio “Firenze University Press - Tesi di Dottorato” per il miglior elaborato nel settore delle Scienze umanistiche. Pasquale Focarile ha conseguito la laurea triennale e magistrale a Pisa, ed è stato tra i primi dei due studenti pisani ammessi al dottorato istituito nel 2013 e al quale l’Università di Pisa partecipa insieme all’Università di Firenze e di Siena.

Focarile_premiazione_UniFi.jpg

La tesi di Pasquale Focarile, di cui è stata tutor la professoressa Cinzia Maria Sicca dell’Ateneo pisano, ha avuto come oggetto "I Mannelli di Firenze. Storia, mecenatismo e identità di una famiglia fra cultura mercantile e cultura cortigiana”. La tesi, la cui originalità è stata riconosciuta dalla Commissione Giudicatrice del premio, ricostruisce l’evoluzione del rapporto di una famiglia nobile fiorentina con gli oggetti d’arte, definendo il ruolo che questi ebbero nel rinnovarne l’identità socio-politica e culturale fra XVI e XVIII secolo.

Dismessa, con ritmi diversi, la “veste mercantile”, vari rami della famiglia adottarono uno stile di vita ispirato alla corte medicea, misurando su di esso la distanza dal passato e l’ascrizione alla nobiltà del Principato. Partendo dalla ricostruzione della secolare vicenda storica e architettonica della residenza principale, e proseguendo con l’identificazione e ricostruzione di altre dimore, di città e di campagna, l’analisi degli allestimenti degli oggetti d’arte, condotta su base documentaria e con gli strumenti critici del Display of art, ha restituito le tappe fondamentali del processo di trasformazione e arricchimento delle dimore. La tesi sarà pubblicata in edizione digitale e cartacea entro l’autunno 2017.

La biologia, come la fisica e la chimica, ha le sue leggi fondamentali. Una di queste leggi – detta allometria – mette in relazione la geometria, la massa e il metabolismo degli esseri viventi, mostrando come questi siano tra di loro interdipendenti. Una ricerca della professoressa Arti Ahluwalia, direttrice del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e coordinatrice del gruppo “In-Vitro Models”, mette a punto un metodo per applicare la medesima legge allometrica anche a cellule che vengono coltivate in-vitro all’interno di appositi ambienti artificiali come piastre Petri e Multiwell o i più avanzati ‘bioreattori’. Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Scientific Reports, del gruppo Nature.
La legge in questione, detta legge allometrica di Kleiber, è una formula matematica piuttosto nota, che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, cioè la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Per tutti esseri viventi, dal topo alla balena, il metabolismo è proporzionale alla massa elevata alla potenza di ¾. La legge mostra che via via che un organismo si accresce il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile, per l’effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna.
La suddetta formula si può usare anche per molte altre cose, ad esempio per calcolare il fabbisogno metabolico di un individuo, oppure stimare il dosaggio corretto per gli esseri umani di un medicinale che è stato testato sui topi. “Nella nostra ricerca – afferma la professoressa Ahluwalia – cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in-vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni, per ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano. Costruire organi artificiali che funzionano come quelli naturali permetterebbe di testare per esempio l’assorbimento di un farmaco, senza dover ricorrere a cavie animali”. Il valore predittivo dei modelli in-vitro aumenta se essi rispettano le medesime leggi di scala dei loro analoghi naturali.
Lo studio pubblicato su Nature dimostra che è possibile ingegnerizzare tessuti in vitro che conservino le leggi di scala dei loro analoghi in-vivo facendo alcuni accorgimenti sperimentali. In particolare, le cellule devono essere coltivate a densità elevate in strutture tri-dimensionali (3D), con livelli di ossigeno ben controllati, usando per esempio sistemi fluidici. “La legge di Kleiber è oggi considerata una delle leggi fondamentali della biologia – conclude Ahluwalia – Riuscire a progettare dei sistemi artificiali che la rispettino è un ulteriore passo avanti nella nostra comprensione del funzionamento di base dei tessuti e organi umani, per poterli meglio replicare in laboratorio”.
Nel 2016, il Centro Piaggio ha anche ricevuto una donazione dalla LAV (Lega Anti-Vivisezione) per proseguire la ricerca di nuove tecnologie che possano sostituire efficacemente la sperimentazione animale nella tossicologia.

Venerdì 17 febbraio, alle 18.30, alla Gipsoteca di Arte Antica in Piazza San Paolo all’Orto, sarà presentato “Killer Food” (Edizioni Erasmo), il secondo romanzo di Alessandra Guidi, direttrice della Scuola di specializzazione in Ispezione degli alimenti dell'Università di Pisa. Interverranno Manuela Giovannetti, Claudio Palazzolo e Antonella Galanti.
Protagonista del romanzo è l’ispettore di polizia Giulia Valenti, che si trova ad affrontare due casi molto diversi tra loro ma collegati da un comune denominatore, il cibo. Alessandra Guidi, professore ordinario del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, fa parte del ramo meno conosciuto della medicina veterinaria che si occupa di garantire la sicurezza di quello che mangiamo.

Biology, like physics and chemistry, has its fundamental laws. One of these laws – known as allometry – relates the geometry, the mass and the metabolism of living beings, showing their interdependency. New research by Professor Ahluwalia, director of the Center "E. Piaggio" at the University of Pisa and head of the In-Vitro Models group, a research team working on the development of in vitro models of human organs and tissues, has developed a method to apply the same allometric laws on cells that are cultured in-vitro in artificial environments such as Petri dishes and multiwell plates or more 'advanced' bioreactors'. The study was published in the prestigious journal Nature Scientific Reports.

laboratorio_ahluwalia_copy.jpg

The specific law in question, Kleiber’s law, is a mathematical formula which relates the metabolism of the whole body, that is, the amount of oxygen consumed, to body mass. As all living beings are made of the same stuff, they follow the same laws. In fact, for all living organisms, from mice to whales, metabolism is proportional to mass to the power of ¾.

The law shows that as an organism grows, its metabolism and lifespan change in a predictable way due to the combined effects of the variation of body surface area and blood velocity.
The above formula can be used for many applications, for example, to calculate the metabolic needs of an individual, or to estimate the correct dosage for humans of a medicinal product that has been tested on mice.

arti Ahluwalia nature"In our research - says Professor Ahluwalia - we develop three-dimensional in-vitro organs like the liver or the lungs, engineered with structural and biochemical characteristics that make them function as the human organ under consideration. Constructing artificial organs that function as natural ones allows us to test for example the absorption of a drug, without having to resort to animal tests".

The predictive value of in-vitro models increases if they obey the same scaling laws as their natural analogues.

The study published in Nature shows that we can engineer tissues in vitro which retain the same scaling laws as in-vivo through experimental design. In particular, the cells have to be grown at high density in three-dimensional structures (3D) with well-controlled levels of oxygen, using, for instance, fluidic systems. “Kleiber's law is considered one of the fundamental laws of biology”. - Concludes Ahluwalia “Being able to design artificial systems that respect this law is another step forward in our understanding of the basic functioning of human tissues and organs, enabling us to better replicate them in the laboratory”.

Last year Centro Piaggio received a donation from the Italian Anti-Vivisection League (LAV) for research and development of new technologies for replacing animal tests in inhalation toxicology.

La biologia, come la fisica e la chimica, ha le sue leggi fondamentali. Una di queste leggi – detta allometria – mette in relazione la geometria, la massa e il metabolismo degli esseri viventi, mostrando come questi siano tra di loro interdipendenti. Una ricerca della professoressa Arti Ahluwalia, direttrice del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e coordinatrice del gruppo “In-Vitro Models”, mette a punto un metodo per applicare la medesima legge allometrica anche a cellule che vengono coltivate in-vitro all’interno di appositi ambienti artificiali come piastre Petri e Multiwell o i più avanzati ‘bioreattori’. Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Scientific Reports, del gruppo Nature.

laboratorio_ahluwalia.jpg

La legge in questione, detta legge allometrica di Kleiber, è una formula matematica piuttosto nota, che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, cioè la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Per tutti esseri viventi, dal topo alla balena, il metabolismo è proporzionale alla massa elevata alla potenza di ¾. La legge mostra che via via che un organismo si accresce il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile, per l’effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna.

arti Ahluwalia natureLa suddetta formula si può usare anche per molte altre cose, ad esempio per calcolare il fabbisogno metabolico di un individuo, oppure stimare il dosaggio corretto per gli esseri umani di un medicinale che è stato testato sui topi. “Nella nostra ricerca – afferma la professoressa Ahluwalia – cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in-vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni, per ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano. Costruire organi artificiali che funzionano come quelli naturali permetterebbe di testare per esempio l’assorbimento di un farmaco, senza dover ricorrere a cavie animali”. Il valore predittivo dei modelli in-vitro aumenta se essi rispettano le medesime leggi di scala dei loro analoghi naturali.

Lo studio pubblicato su Scientific Reports dimostra che è possibile ingegnerizzare tessuti in vitro che conservino le leggi di scala dei loro analoghi in-vivo facendo alcuni accorgimenti sperimentali. In particolare, le cellule devono essere coltivate a densità elevate in strutture tri-dimensionali (3D), con livelli di ossigeno ben controllati, usando per esempio sistemi fluidici. “La legge di Kleiber è oggi considerata una delle leggi fondamentali della biologia – conclude Ahluwalia – Riuscire a progettare dei sistemi artificiali che la rispettino è un ulteriore passo avanti nella nostra comprensione del funzionamento di base dei tessuti e organi umani, per poterli meglio replicare in laboratorio”.

Nel 2016, il Centro Piaggio ha anche ricevuto una donazione dalla LAV (Lega Anti-Vivisezione) per proseguire la ricerca di nuove tecnologie che possano sostituire efficacemente la sperimentazione animale nella tossicologia.

Ne hanno parlato:
RepubblicaFirenze.it
InToscana.it
Nazione Pisa
gonews.it 
PisaToday.it

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa