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Cosa hanno in comune un gruppo di giovani studenti dell’Università di Pisa, recentemente protagonisti di un esperimento scientifico nella base spaziale di Kiruna in Svezia, e Kristian Ghedina, il discesista italiano più premiato nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino? La risposta è la “passione”, quella che sarà raccontata giovedì 25 maggio, a partire dalle ore 9.30, nell’Aula Fratelli Pontecorvo del Polo Fibonacci, nel corso dell’evento intitolato “Follow your Passion” in cui i protagonisti saranno proprio i ragazzi dell’U-PHOS team e lo sciatore Ghedina. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’azienda Dainese, leader nella protezione e sicurezza nel mondo degli sport dinamici e main sponsor di U-PHOS.
L’incontro nasce per divulgare i risultati dell’esperimento svedese: il filo conduttore sarà la “passione” con cui vengono affrontate le sfide più imponenti e raggiunti traguardi ritenuti impossibili. Nell’occasione interverranno il rettore Paolo Mancarella, Marcello Bencini di Dainese e Kristian Ghedina, che racconterà la sua esperienza di campione sportivo.
Per altre informazioni:
https://www.facebook.com/events/1881796002037440/?fref=ts
https://www.facebook.com/uphosproject/
http://www.uphos.ing.unipi.it/it/

Migliorare il profilo professionale degli studenti e dare a docenti e imprenditori le competenze che consentano loro di adattarsi tempestivamente ai nuovi trend di sviluppo. È questo l’obiettivo del progetto beFORE, a cui partecipa anche il dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa e che è stato finanziato nell’ambito di Erasmus+ con circa 750 mila euro, di cui 112 mila destinati all’Ateneo pisano. Il progetto beFORE “Becoming Future-Oriented Entrepreneurs” ambisce a trasformare i sistemi di educazione all’imprenditorialità adottati dalle università, quelli di formazione del personale adottati dalle aziende e di creazione di impresa, grazie all’adozione di un’ottica orientata al futuro.
“Grazie a questo progetto – dichiara il professor Gualtiero Fantoni, docente dell’Ateneo pisano – saranno sviluppati percorsi formativi in modalità e-learning composti da una matrice comune e da approfondimenti specifici focalizzati sulle esigenze tipiche dei target group di riferimento ossia gli studenti, i docenti e gli imprenditori, i quali acquisiranno le metodologie e le abilità (skill) necessarie ad analizzare e comprendere gli scenari futuri che si aprono con lo sviluppo delle nuove tecnologie e connessi agli andamenti di mercato”.
Tra i partner di progetto c’è anche Erre Quadro, spin-off dell’Università di Pisa, la quale contribuisce portando la sua pluriennale esperienza nell’analisi dei brevetti e nel foresight tecnologico. Il progetto, finanziato nell’ambito dell’Erasmus+ Knowledge Alliances, coinvolge università, istituti di ricerca e imprese di quattro paesi: Italia, Germania, Spagna e Polonia. Il capofila è The Institute for Sustainable Technologies - National Research Institute di Radom in Polonia, mentre gli altri partner sono università e aziende che si occupano di entrepreneurship o foresight, nello specifico Università di Mondragon, Libera Università di Berlino, Università di Białystok e le aziende Erre Quadro, Valuedo, Aveniture, Prospektiker e 4CF.

Mercoledì, 24 Maggio 2017 08:48

Logo

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Cherubino

cherubino in tre versioni su sfondo trasparente: bianco, pantone 541, nero

Marchio

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Logo

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Marchio orizzontale

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Migliorare il profilo professionale degli studenti e dare a docenti e imprenditori le competenze che consentano loro di adattarsi tempestivamente ai nuovi trend di sviluppo. È questo l’obiettivo del progetto beFORE, a cui partecipa anche il dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa e che è stato finanziato nell’ambito di Erasmus+ con circa 750 mila euro, di cui 112 mila destinati all’Ateneo pisano. Il progetto beFORE “Becoming Future-Oriented Entrepreneurs” ambisce a trasformare i sistemi di educazione all’imprenditorialità adottati dalle università, quelli di formazione del personale adottati dalle aziende e di creazione di impresa, grazie all’adozione di un’ottica orientata al futuro.

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“Grazie a questo progetto – dichiara il professor Gualtiero Fantoni, docente dell’Ateneo pisano – saranno sviluppati percorsi formativi in modalità e-learning composti da una matrice comune e da approfondimenti specifici focalizzati sulle esigenze tipiche dei target group di riferimento ossia gli studenti, i docenti e gli imprenditori, i quali acquisiranno le metodologie e le abilità (skill) necessarie ad analizzare e comprendere gli scenari futuri che si aprono con lo sviluppo delle nuove tecnologie e connessi agli andamenti di mercato”.

Tra i partner di progetto c’è anche Erre Quadro, spin-off dell’Università di Pisa, la quale contribuisce portando la sua pluriennale esperienza nell’analisi dei brevetti e nel foresight tecnologico. Il progetto, finanziato nell’ambito dell’Erasmus+ Knowledge Alliances, coinvolge università, istituti di ricerca e imprese di quattro paesi: Italia, Germania, Spagna e Polonia. Il capofila è The Institute for Sustainable Technologies - National Research Institute di Radom in Polonia, mentre gli altri partner sono università e aziende che si occupano di entrepreneurship o foresight, nello specifico Università di Mondragon, Libera Università di Berlino, Università di Białystok e le aziende Erre Quadro, Valuedo, Aveniture, Prospektiker e 4CF.

Giovedì 25 maggio alle 15,30 a Palazzo Matteucci (Piazza Torricelli, 2, Pisa) Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Procura di Roma, terrà una lezione su “Mafie, corruzione e corruzione organizzata: una questione di metodo”. L’obiettivo dell’incontro è di spiegare, in una prospettiva comparata, gli elementi di similitudine e divergenza del metodo mafioso utilizzato dalle diverse organizzazioni in vari contesti italiani e studiare come esso trova collegamenti con i fenomeni di corruzione. L’incontro, che potrà essere seguito anche in diretta videostreaming, è organizzato dal master in “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” e sarà introdotto dai saluti del rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella.
Michele Prestipino ha un’esperienza trentennale in magistratura. Dal 1996 è stato sostituto procuratore a Palermo, componente della Direzione Distrettuale Antimafia. Nel novembre 2008 è diventato procuratore aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, fino al 2013 quando, con voto unanime del CSM, si è trasferito a Roma. Durante la sua carriera ha svolto indagini importanti, tra cui quella sulle diverse articolazioni del sistema Provenzano, da quelle economico-finanziarie a quelle operative e militari, che hanno portato nel 2006 all’arresto del capo di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, dopo quarant’anni di latitanza.

Mercoledì, 24 Maggio 2017 06:38

Gianni Zei in concerto

Il 3 giugno alle 21.30, presso Argine e Margini, si tiene il concerto di Gianni Zei "Wedding band".

Gianni Zei, chitarre
Roberto Beneventi, fisarmonica
Ruben Chaviano, violino

L'ingresso è gratuito.

Info:
www.pisajazz.it
www.arginiemargini.com

L'evento è organizzato dall'associazione l'Isola del Jazz  con i contributi delle attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.

Lo scorso 10 maggio a Seattle, nell’ambito della conferenza internazionale “IEEE Radar Conference”, una delle più importanti del settore, il prestigioso Barry Carlton Award è stato assegnato a una ricerca frutto della collaborazione tra il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell’Università di Pisa e il Georgia Tech Research Institute (GTRI) di Atlanta, che ha fatto compiere un deciso passo in avanti alla teoria e alle tecnologie delle rilevazioni radar.
L’articolo premiato, “Coherent radar target detection in heavy-tailed compound-Gaussian clutter”, a firma dei professori Fulvio Gini e Maria Sabrina Greco del DII e al Dr. Jim Sangston del GTRI, propone un metodo innovativo per rilevare e riuscire a distinguere, in un segnale radar, i segnali di disturbo, provenienti dall’ambiente, dai segnali utili allo scopo, per esempio quelli che rilevano la presenza di oggetti, navi o veicoli aerei, nello spazio dove viene inviato il segnale.
“Quando un sistema radar lancia un segnale nell’ambiente – spiega Fulvio Gini – è possibile stabilire dall’analisi del segnale di ritorno quali oggetti ha incontrato sul suo cammino, secondo modelli statistici che però fino ad ora non riuscivano ad avere sempre un grado di accuratezza utile per tutti i possibili scenari operativi. Il nostro gruppo ha iniziato ripensando il modello, in modo che fosse più complesso e aderente alla realtà. Abbiamo poi verificato che gli algoritmi di questo modello sono implementabili su sistemi radar senza aumentarne eccessivamente la complessità, permettendo così una mappatura delle zone coperte del segnale molto più accurata e realistica. Questa ricerca influenzerà sicuramente il progetto dei sistemi radar avionici e satellitari di nuova generazione, ad alta risoluzione”.
Il Barry Carlton award è un premio assegnato annualmente agli autori del miglior articolo di ricerca pubblicato su IEEE Transactions on Aerospace and Electronic Systems, la più rinomata rivista internazionale dedicata ai sistemi radar e aerospaziali.

Lo scorso 10 maggio a Seattle, nell’ambito della conferenza internazionale “IEEE Radar Conference”, una delle più importanti del settore, il prestigioso Barry Carlton Award è stato assegnato a una ricerca frutto della collaborazione tra il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell’Università di Pisa e il Georgia Tech Research Institute (GTRI) di Atlanta, che ha fatto compiere un deciso passo in avanti alla teoria e alle tecnologie delle rilevazioni radar.

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Nella foto, da sinistra: Joe Fabrizio, del DSTG di Adelaide, Australia, e vice-Presidente Esecutivo della IEEE Aerospace and Electronic Systems Society (AESS), che ha consegnato il premio, Fulvio Gini e Maria Sabrina Greco, del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università Pisa, e Jim Sangston, del Georgia Tech Research Institute di Atlanta.

L’articolo premiato, “Coherent radar target detection in heavy-tailed compound-Gaussian clutter”, a firma dei professori Fulvio Gini e Maria Sabrina Greco del DII e al Dr. Jim Sangston del GTRI, propone un metodo innovativo per rilevare e riuscire a distinguere, in un segnale radar, i segnali di disturbo, provenienti dall’ambiente, dai segnali utili allo scopo, per esempio quelli che rilevano la presenza di oggetti, navi o veicoli aerei, nello spazio dove viene inviato il segnale.

“Quando un sistema radar lancia un segnale nell’ambiente – spiega Fulvio Gini – è possibile stabilire dall’analisi del segnale di ritorno quali oggetti ha incontrato sul suo cammino, secondo modelli statistici che però fino ad ora non riuscivano ad avere sempre un grado di accuratezza utile per tutti i possibili scenari operativi. Il nostro gruppo ha iniziato ripensando il modello, in modo che fosse più complesso e aderente alla realtà. Abbiamo poi verificato che gli algoritmi di questo modello sono implementabili su sistemi radar senza aumentarne eccessivamente la complessità, permettendo così una mappatura delle zone coperte del segnale molto più accurata e realistica. Questa ricerca influenzerà sicuramente il progetto dei sistemi radar avionici e satellitari di nuova generazione, ad alta risoluzione”.

Il Barry Carlton award è un premio assegnato annualmente agli autori del miglior articolo di ricerca pubblicato su IEEE Transactions on Aerospace and Electronic Systems, la più rinomata rivista internazionale dedicata ai sistemi radar e aerospaziali.

L'associazione LiberLabor, in collaborazione con il Teatro dell'Assedio, realizzerà un cortometraggio che abbia come soggetto gli studenti e la vita universitaria.
La partecipazione al progetto è libera e gratuita.

I partecipanti all'iniziativa potranno collaborare al progetto come attori, sceneggiatori o tecnici a seconda delle proprie propensioni e dei propri desideri.

Direzione artistica del progetto a cura del regista Michelangelo Ricci.

L'iniziativa è organizzata dall'associazione studentesca LiberLabor in collaborazione con Il Teatro dell'Assedio ed è svolta con i contributi alle attività studentesche autogestite dell'Università di Pisa.

Per partecipare: contattare l'associazione LiberLabor via mail all' indirizzo   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero 3205785174.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">

 

 

 

 

Un Ateneo fortemente attrattivo, con quasi la metà dei laureati magistrali proveniente da fuori regione, che assicura percentuali occupazionali più alte e maggiori guadagni rispetto sia alla media toscana che a quella nazionale. È questa, in estrema sintesi, la fotografia dell'Università di Pisa che emerge dal XIX Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato a Parma negli scorsi giorni da AlmaLaurea, il consorzio interuniversitario al quale aderiscono 74 atenei.
I laureati 2016 dell'Università di Pisa coinvolti nel Rapporto sono stati 6.844: si tratta di 3.643 di primo livello, 2.248 magistrali biennali e 924 a ciclo unico; i restanti sono laureati pre-riforma. Più di un terzo di loro (34%) arriva da fuori della Toscana, quota che sale al 44% per quanto riguarda i magistrali biennali, anche se Pisa rispetto al dato regionale e a quello nazionale registra una quota più bassa di laureati con cittadinanza estera. I laureati pisani sono inoltre più bravi dei loro colleghi, avendo un miglior voto medio di laurea, ma più lenti, con una minore percentuale di studenti che riescono ad acquisire il titolo di laurea entro gli anni di corso. Altri aspetti con qualche criticità, soprattutto ai fini della prospettiva occupazionale, riguardano la percentuale di studenti che svolge tirocini curriculari, che si reca all'estero per studiare e che associa allo studio altre esperienze di lavoro.
Sostanzialmente in linea con i dati toscani e italiani, i laureati dell'Ateneo pisano si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria e del rapporto costruito con i docenti, con una percentuale che tocca rispettivamente l’86% e l'83%. Sette su dieci si iscriverebbero di nuovo all’università, confermando sia il corso di studio che l’ateneo (in Toscana tale percentuale è del 69% e in Italia del 68,1%).
L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 12.362 laureati dell'Università di Pisa. I dati si sono concentrati sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2015 e contattati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2011 e coinvolti dopo cinque anni.
Il tasso di occupazione dei laureati triennali a un anno dalla laurea - che comprende anche la quota di coloro che sono in formazione retribuita, secondo le indicazioni dell’Istat - è del 70%, migliore di due punti sulla rilevazione dello scorso anno. Il 30% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 16% svolge un’attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori e così via). Il dato positivo è che la retribuzione media dei laureati pisani, di 1.123 euro mensili netti, è superiore a quanto guadagnano in media i colleghi della Toscana (1.081 euro) e dell'Italia (1.104 euro). Poco più della metà di questi laureati, considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che viene effettivamente svolto.
Il tasso di occupazione sale al 74% per i laureati magistrali biennali dell'Ateneo pisano, un dato migliore rispetto a quello toscano (73%) e italiano (71%). Più alta è anche la retribuzione media, che per i pisani è di 1.233 euro mensili netti, contro i 1.142 euro della Toscana e i 1.153 euro su base nazionale.
A cinque anni dal conseguimento del titolo, infine, l’86% dei laureati magistrali biennali è occupato: il 58% di questi ultimi è assunto con contratto a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti) e il 18% svolge un lavoro autonomo. Sul piano delle retribuzioni, l'Università di Pisa si conferma come un ottimo investimento, registrando una media di guadagno netto mensile di 1.514 euro, contro i 1.413 euro della Toscana e i 1.405 euro dell'Italia. I settori di maggior impiego sono quelli dei servizi (67%) e dell’industria (30%).
“Anche quest’ultima indagine - ha dichiarato il professor Rossano Massai, delegato del rettore al Job Placement - mette in evidenza come il conseguimento di un titolo universitario rappresenti un valore aggiunto che può dare un vantaggio lavorativo e retributivo consistente. L’Università di Pisa sta contribuendo ad accrescere il numero di laureati con una buona preparazione. Tuttavia un numero sempre crescente si dichiara propenso ad andare a lavorare all’estero: sta quindi al sistema produttivo italiano fare in modo che l’elevata preparazione dei nostri laureati rimanga nel nostro paese evitando che tante energie e tante competenze vengano assorbite da altre nazioni”.
La scheda completa con il Rapporto 2017 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati dell'Università di Pisa è disponibile sul sito del Job Placement, all'indirizzo: http://goo.gl/UCRuPe.

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