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Venerdì 24 novembre, alle 10.30, nell’Aula Magna Ulisse Dini della Scuola di Ingegneria, si celebra il decimo anniversario della nascita dell'E-Team, la Squadra Corse dell’Università di Pisa che partecipa alle competizioni della Formula Student, le gare per auto progettate da studenti universitari. Il decimo anniversario dalla fondazione della Squadra Corse sarà l'occasione per raccontare la dedizione, l’impegno e le possibilità di crescita sia umana che professionale che questa esperienza offre agli studenti.
Interverranno il rettore Paolo Mancarella, il presidente della Scuola di Ingegneria Alberto Landi ed ex-membri del Team, chiamati a testimoniare l’importanza curricolare del progetto. Parteciperanno all’evento anche gli sponsor che da anni supportano e credono nell’attività E-Team Squadra Corse.
Il progetto dell’E-Team nasce nel 2007 ad opera di un gruppo di studenti e dottorandi di Ingegneria sotto la supervisione del professore Emilio Vitale, allora preside della facoltà di Ingegneria, e del professor Massimo Guiggiani, che per molti anni è stato Faculty Advisor del Team. Con il passare del tempo il progetto si è ingrandito coinvolgendo anche studenti provenienti da altri corsi di laurea tra cui Economia, Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione e Giurisprudenza, considerando che la squadra non è impegnata soltanto sotto il profilo della progettazione e della costruzione, ma anche sul fronte del marketing, delle pubbliche relazioni e della ricerca e gestione delle risorse economiche.
L’E-team partecipa ogni anno alla Formula SAE e Formula Student Germany, competizioni automobilistiche per veicoli monoposto progettati da studenti universitari, che prevedono prove statiche e gare di velocità. La squadra ha raggiunto in questi anni diversi successi, tra questi, si ricorda la partecipazione alla Formula SAE in Italia nel 2015, in occasione della quale ottiene il primo posto nella Classe 3 e nel 2016 la vittoria all’evento “Business Plan” di FSAE Italy e a quello di FSH - Formula Student Hungary. Quest’anno per la prima volta la vettura dell’E-team è riuscita a terminare tutte le prove statiche e dinamiche in Italia al circuito di Varano de’ Melegari e in Germania al circuito di Hockenheim.

È stato ufficialmente inaugurato all’Università di Pisa il Foundation Course, il programma di studio rivolto principalmente a studenti internazionali che non possiedono i requisiti minimi di scolarità previsti dalla normativa per l’immatricolazione agli atenei italiani. L’Università di Pisa, è stato il primo e per il momento unico ateneo italiano ad aver attivato questo importante percorso, già presente nelle più importanti università europee da diversi anni. Attraverso la frequenza del Foundation Course e con il superamento dei relativi esami gli studenti potranno successivamente proseguire la loro carriera accademica iscrivendosi a un corso di laurea di primo livello.
L’Università di Pisa propone due diversi curricula, uno umanistico (Foundation Course Humanities - FCH) e uno scientifico (Foundation Course Science - FCS). I contenuti degli insegnamenti del curriculum scientifico sono stati pensati anche tenendo in considerazione la preparazione necessaria per il superamento dei test di accesso sia a Medicina sia ai corsi di laurea di carattere scientifico come, ad esempio, Ingegneria o Farmacia.
Con una piccola cerimonia di benvenuto, al Polo Fibonacci ha preso il via il nuovo Foundation Course Science (FCS) dell’Università di Pisa. Alla presenza degli studenti, provenienti da vari paesi – Azerbaijan, Cipro, Venezuela, India, Paesi Bassi, Zimbabwe, Pakistan – sono intervenuti la professoressa Chiara Roda, responsabile Scientifico del FCS, i docenti titolari dei vari corsi di insegnamento, Benedetta Mennucci, Jeannette Lucejko, Nicola Meccheri, Laura Mascia, Susanna Pecchia, Eugene Stepanov, Andrea Corradini, e Paola Cappellini, responsabile dell’Ufficio Cooperazione internazionale dell’Università di Pisa.
Il Foundation Course Humanities (FCS) è stato invece inaugurato a Palazzo Ricci alla presenza degli studenti provenienti da Azerbaijan e Russia. Sono intervenuti il professor Arturo Marzano, responsabile scientifico del FCH, Matteo Caponi, docente di Storia, e Anna Maria Lossi, docente di Filosofia.
Gli iscritti al FC, inoltre, accanto agli insegnamenti relativi al curricula scelto, seguiranno un corso di lingua italiana presso il Centro Linguistico di Ateneo (CLI), finalizzato a conferire loro le basi per poter affrontare, il prossimo anno, un corso di laurea tenuto completamente in lingua italiana.

Giovedì 23 novembre, nell’ambito delle attività della II edizione della Biennale di Architettura di Pisa, il Monastero delle Benedettine ospiterà il convegno "Una proposta per migliorare il futuro", in cui sarà presentato il piano di sviluppo edilizio e patrimoniale dell’Università di Pisa. La giornata si aprirà alle ore 14 con i saluti di Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, Andrea Muzzi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Carlo Tomassini, direttore generale AOUP, Giovanni Maffei Cardellini, presidente del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Giuseppe Sardu, presidente Acque Spa, Marco Moretti, presidente DSU Toscana e Ugo D’Anna, comandante provinciale Vigili del fuoco. I lavori saranno aperti poi dagli interventi del rettore Paolo Mancarella e del prorettore per l’edilizia e il patrimonio Walter Salvatore.
L’Università di Pisa propone un grande piano di riassetto edilizio per razionalizzare le proprie attività e rendere la propria presenza nella città più armonica e funzionale. Con un respiro temporale di medio termine, concentrando le attività in sei poli omogenei, saranno riqualificate e ampliate le aree per lo studio e la didattica, saranno realizzati nuovi centri per la ricerca e riorganizzati gli spazi destinati agli uffici amministrativi per renderli più funzionali ed efficienti. Un piano di importanza storica che interverrà nella funzionalità interna dell’Ateneo, ma inevitabilmente riguarderà la vita dell’intera comunità del territorio.
Il convegno vuol essere la prima occasione per presentare il lavoro proposto dagli uffici dell’Ateneo e aprire la discussione con tutti gli attori che presiedono al governo del territorio con lo scopo di giungere a una soluzione condivisa che, oltre che riqualificare le strutture universitarie, possa migliorare la qualità della vita di tutti.

Studi sull’Unione Europea in prima linea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa con due corsi Jean Monnet attivi e un terzo appena giunto alla sua conclusione, co-finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ e aperti a tutti gli studenti, docenti dell'Ateneo e ai soggetti interessati. I corsi Jean Monnet promuovono l’eccellenza nell’insegnamento e nella ricerca nel settore degli studi sull’Unione Europea in tutto il mondo, oltre al dialogo tra il mondo accademico e i decisori politici, in particolare allo scopo di rafforzare la governance delle politiche dell’UE.

dipartim scienze politiche

La professoressa Giovanna Colombini ha ricevuto un finanziamento per lo studio e la diffusione delle attività della Corte dei conti europea dal titolo «Protecting the EU’s financial interest: role of European Court of Auditors and the cooperation with italian Corte dei conti (PEUFI)» nell’ambito della progettualità per il triennio 2017-2020. Il percorso vedrà la partecipazione di importanti esponenti della Corte dei conti europea come Pietro Russo e Eduardo Ruiz Garcia, ma anche della Corte dei conti italiana, tra cui Maria Teresa Polito, Alessandra Olessina e Claudio Galtieri. Questo progetto costituisce inoltre il primo atto di una collaborazione tra l’Ateneo pisano e la Corte dei conti europea, promosso dalla stessa professoressa Colombini.
Gli incontri – che consentiranno agli studenti di acquisire CFU per attività ed esami liberi, in base al rispettivo corso di laurea – avranno inizio il prossimo 23 e 24 novembre, con le lectio magistralis di Russo, presidente di Sezione della Corte dei conti italiana che dal marzo 1 marzo 2012 è stato nominato componente italiano della Corte dei conti europea, e di Eduard Ruiz Garcia, funzionario europeo, entrato alla Corte dei conti europea dal 1989 con funzione di auditor che oggi ne è il segretario generale.

Il professor Marcello Di Filippo ha ricevuto il finanziamento sul tema «EU migration law, human rights and democratic principles» (2015-2018). Il Modulo finanziato include il corso su «Diritto internazionale ed europeo delle migrazioni» (6 CFU, 42 ore), svolto nell'ambito della laurea magistrale in Studi internazionali, due cicli di seminari dal titolo «Regional Migration Law: Not only Europe» e «EU Migration Law: A Critical Assessment from the Academia». Durante il percorso, è stata svolta un’intensa attività di ricerca sulla politica UE dei visti, che ha portato alla pubblicazione su un sito web a libero accesso di materiale didattico, working papers e policy briefs. Nell’ultimo anno di progetto (2018), si terrà un convegno finale in cui esperti del mondo accademico, delle istituzioni europee e italiane, della società civile si confronteranno sui nodi critici della governance europea delle migrazioni e sulle prospettive di miglioramento della medesima. Il contributo della Cattedra e la connessa attività di ricerca è stato strategico anche per la definizione di alcuni profili innovativi e di riforma del sistema europeo. In tal senso, infatti, il Parlamento europeo ha da poco adottato una posizione in materia di visti che recepisce molti suggerimenti policy-oriented, provenienti dall’elaborazione svolta all’interno del progetto pisano.

Il dipartimento di Scienze politiche prosegue la propria eccellenza nell’attività di ricerca giuridica in ambito europeo, prendendo il testimone lasciato dalla professoressa Sara Poli che ha già ottenuto la cattedra Jean Monnet nel 2013 dal titolo «Good governance inside and outside the EU». Tale progetto ha portato all’organizzazione di due insegnamenti nell’ambito dei corsi di laurea triennali e magistrali del dipartimento ai quali hanno contribuito numerosi professori ed esperti provenienti dall’Unione europea, dall’Ucraina e dalla Russia. L’attività finanziata, inoltre, ha portato alla pubblicazione di numerosi articoli su riviste internazionali e un volume dal titolo «The European Neighbourhood Policy: values and principles». La professoressa Poli ha infine organizzato un workshop e un convegno internazionale sulle medesime tematiche.

 

copertina libro

"La qualità della vita in una società in trasformazione. Vita urbana, salute, partecipazione" (Carocci, 2017) è l'ultimo libro curato da Rita Biancheri, professoressa di Sociologia dei processi culturali al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Il libro arriva è stato realizzato nell'ambito del Progetto di ricerca di Ateneo 2016 "Mutamento e qualità della vita. Salute, ambiente urbano e partecipazione politica".

Pubblichiamo di seguito un estratto dall'introduzione.

 

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Il dibattito sociologico per molti anni è stato animato dall’interpretazione e dalla valutazione dei cambiamenti in corso, numerosi aggettivi sono stati utilizzati e molte le designazioni che hanno indicato o un presunto passaggio epocale o una transizione caratterizzata da maggiore continuità con il passato, a seconda degli approcci teorici di riferimento. L’uso dell’espressione “società in trasformazione”, richiamato nel titolo, permette di prendere in considerazione i numerosi aspetti - dalla salute, alla vita urbana, alla partecipazione - tutti temi che sono stati analizzati dagli Autori e Autrici del volume, secondo l’obiettivo stesso della ricerca, in un’ottica multidisciplinare.

Lo sforzo congiunto è stato, dunque, quello di individuare un terreno aperto dove la contaminazione tra saperi potesse incontrarsi e promuovere efficacemente il benessere delle persone, attraverso più focus di approfondimento su: il buon funzionamento delle istituzioni, compreso le politiche di welfare socio-sanitario, l’aumento della partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e l’investimento in sicurezza derivante da una crescita sostenibile per migliorare la qualità dell’ambiente. Questioni solo apparentemente separate che invece costituiscono parte integrante della riflessione comune, di cui si dà conto nel testo.

Inoltre, il concetto polisemico di qualità della vita, nelle sue alterne fortune, non sempre ha trovato piena accoglienza nelle comunità scientifiche, mentre nel dibattito attuale occupa una posizione centrale per la sua capacità di interpretare la complessità dei fenomeni in corso.

Un necessario approfondimento analitico si è reso perciò indispensabile ed è stato realizzato attraverso il continuo confronto all’interno del gruppo di lavoro; scambio reso possibile non solo per le competenze pregresse dei singoli ma anche per l’accesso ai finanziamenti ottenuti con i fondi Progetti di Ricerca di Ateneo (PRA) 2016 che ha consentito le indagini empiriche effettuate.


Il volume, esito di tale sfida epistemologica, senza nessuna pretesa di esaustività, offre un panorama delle varie prospettive utilizzate e intende aprire ad ulteriori e originali linee di ricerca su problemi cruciali ma ancora troppo spesso trascurati.


Rita Biancheri

All’Università di Pisa è nato un nuovo centro di ricerca che si occuperà di management responsabile e sviluppo sostenibile. Il suo nome è REMARC e raccoglie le expertise di alcuni docenti del dipartimento di Economia e Management e quelle di numerosi collaboratori esterni.

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“Il nostro obiettivo è quello di avere un impatto sui manager e policy maker a tutti i livelli – spiega la direttrice Elisa Giuliani – e intanto nei prossimi mesi, per avere visibilità internazionale, abbiamo fatto richiesta di inserimento fra i Sustainability Centres, una rete di istituzioni che si occupano del tema della sostenibilità”.

La genesi del centro, nato ufficialmente a nell’autunno del 2017, risale a due anni fa, quando la professoressa Giuliani si è aggiudicata un finanziamento dell’Ateneo per un progetto di ricerca su "Responsabilità Sociale d'Impresa nelle Multinazionali da Peasi Emergenti: Quale impatto in Europa?".

“In qualche modo quel progetto ha consentito di far convergere alcuni docenti del dipartimento intorno al tema della responsabilità sociale – ha aggiunto Elisa Giuliani – ora il nuovo finanziamento per progetti di ricerca di Ateneo di cui sono risultata vincitrice nel 2017 rappresenta sicuramente un ulteriore supporto per le future attività del centro”.

Intanto per chi volesse saperne di più c’è il sito internet del centro https://remarc.ec.unipi.it/ e un canale facebook dedicato per essere aggiornati su tutte le principali iniziative.

Lunedì, 20 Novembre 2017 12:37

Giornalino Che DioTiSalvi Times

 L'associazione Sinistra per...l'integrazione e le culture presenta la pubblicazione "Che DioTiSalvi Times Numero 5", un giornalino realizzato grazie ai contributi per le attività studentesche dell’Università di Pisa.

il Giornalino andrà in stampa a partire dal 4 dicembre 2017.

The University of Pisa has officially inaugurated the Foundation Course, the program of study principally aimed at international students who do not possess the minimum schooling requirements set by current legislation for enrolment at Italian Universities. The University of Pisa, is the first and for the moment the only Italian University to have activated this important course of studies, which has been present in the most important European universities for many years. By attending the Foundation Course and passing the relative exams, students will subsequently be able to continue with their academic career enrolling onto a Bachelors degree programme.

The University of Pisa offers two different programmes, a humanistic one (Foundation Course Humanities – FCH) and a scientific one (Foundation Course Science – FCS). The contents of the lessons of the FCS has been thought out taking into consideration the necessary preparation for passing the entry tests both for Medicine as well as for scientific degree programmes, for example, Engineering and Pharmacy.

With a small welcome ceremony at Polo Fibonacci, the new Foundation Course in Science (FCS) started at the University of Pisa. In the presence of students from various countries (Azerbaijan, Cyprus, Venezuela, India, The Netherlands, Zimbabwe, Pakistan) Professor Chiara Roda (the Scientific Manager of the FCS) spoke, as well as the lecturers of the various teaching courses: Benedetta Mennucci, Jeannette Lucejko, Nicola Meccheri, Laura Mascia, Susanna Pecchia, Eugene Stepanov, Andrea Corradini and Paola Cappelini (Head of the International Cooperation Office at the University of Pisa).

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The Foundation Course in Humanities (FCH) has also been inaugurated at Palazzo Ricci in the presence of students from Azerbaijan and Russia. Professor Arturo Marzano (the Scientific Manager of the FCH) spoke, as well as Matteo Caponi (History Lecturer) and Anna Maria Lossi (Philosophy Lecturer).

FCH_copy.jpg

Furthermore, students enrolled onto the FC, alongside the relative lessons in the chosen subject, will follow an Italian Language Course at the University Linguistic Centre (CLI), with the aim of giving them the basics to be able to deal with, in the future, a degree course taught entirely in Italian.

Information and contacts of the Foundation Course: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

È stato ufficialmente inaugurato all’Università di Pisa il Foundation Course, il programma di studio rivolto principalmente a studenti internazionali che non possiedono i requisiti minimi di scolarità previsti dalla normativa vigente per l’immatricolazione agli atenei italiani. L’Università di Pisa, è stato il primo e per il momento unico ateneo italiano ad aver attivato questo importante percorso, già presente nelle più importanti università europee da diversi anni. Attraverso la frequenza del Foundation Course e con il superamento dei relativi esami gli studenti potranno successivamente proseguire la loro carriera accademica iscrivendosi ad un corso di laurea di primo livello.

L’Università di Pisa propone due diversi curricula, uno umanistico (Foundation Course Humanities - FCH) e uno scientifico (Foundation Course Science - FCS). I contenuti degli insegnamenti del curriculum scientifico sono stati pensati anche tenendo in considerazione la preparazione necessaria per il superamento dei test di accesso sia a Medicina sia ai corsi di laurea di carattere scientifico come, ad esempio, Ingegneria o Farmacia.

Con una piccola cerimonia di benvenuto, al Polo Fibonacci ha preso il via il nuovo Foundation Course Science (FCS) dell’Università di Pisa. Alla presenza degli studenti, provenienti da vari paesi – Azerbaijan, Cipro, Venezuela, India, Paesi Bassi, Zimbabwe, Pakistan – sono intervenuti la professoressa Chiara Roda, responsabile Scientifico del FCS, i docenti titolari dei vari corsi di insegnamento, Benedetta Mennucci, Jeannette Lucejko, Nicola Meccheri, Laura Mascia, Susanna Pecchia, Eugene Stepanov, Andrea Corradini, e Paola Cappellini, responsabile dell’Ufficio Cooperazione internazionale dell’Università di Pisa.

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Il Foundation Course Humanities (FCS) è stato invece inaugurato a Palazzo Ricci alla presenza degli studenti provenienti da Azerbaijan e Russia. Sono intervenuti il professor Arturo Marzano, responsabile scientifico del FCH, Matteo Caponi, docente di Storia, e Anna Maria Lossi, docente di Filosofia.
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Gli iscritti al FC, inoltre, accanto agli insegnamenti relativi al curricula scelto, seguiranno un corso di lingua italiana presso il Centro Linguistico di Ateneo (CLI), finalizzato a conferire loro le basi per poter affrontare, il prossimo anno, un corso di laurea tenuto completamente in lingua italiana.

Info e contatti Foundation Course:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lunedì, 20 Novembre 2017 08:18

In ricordo di Adalberto Giazotto

Adalberto Giazotto, il fisico pioniere della ricerca sulle onde gravitazionali e ideatore del rivelatore Virgo costruito a Cascina, è morto nella notte tra il 15 e il 16 novembre. Da alcuni giorni era ricoverato all'ospedale Cisanello di Pisa. Il professor Giazotto, 77 anni, aveva indicato le frequenze nelle quali andare a cercare le onde gravitazionali, orientando sia la ricerca condotta dal rivelatore Ligo sia la realizzazione di Virgo. Alla moglie Lidia e ai figli Francesco, Alessandro, Cosima e Ilaria vanno le condoglianze del rettore Paolo Mancarella e dell'Università di Pisa.
Pubblichiamo di seguito il ricordo del professor Adalberto Giazotto, scritto dal collega Francesco Fidecaro a nome dei docenti del Dipartimento di Fisica dell'Ateneo Pisano.

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In ricordo di Adalberto Giazotto

Il 17 agosto di quest’anno, poco prima delle tre di pomeriggio a Pisa, veniva registrato dall’interferometro Virgo e dai suoi omologhi statunitensi di LIGO il passaggio di una onda gravitazionale. Il segnale era ben diverso da quello registrato negli eventi a partire dal 2015. Non due buchi neri, pura energia in grado di curvare un raggio di luce fino a catturarlo, ma due stelle di neutroni, materia compressa alla massima densità possibile dalla forza di gravità. La combinazione di Virgo e LIGO permise, indicando la direzione della sorgente, ai telescopi a terra e nello spazio di osservare un nuovo oggetto astronomico. Gli scienziati delle collaborazioni LIGO e Virgo, migliaia di astronomi e astrofisici con un centinaio di telescopi hanno lavorato in maniera frenetica per osservare tutte le fasi della “kilonova”, dall’accensione al raffreddamento. I dati hanno mostrato per la prima che in questo processo si formano, a partire dalla materia neutronica, gli elementi chimici pesanti come l’oro o l’uranio, la cui abbondanza è difficile spiegare altrimenti.

Si era realizzata la visione di Adalberto Giazotto il quale, mentre si costruiva Virgo, convinse i colleghi di LIGO a parlare degli interferometri come di una “singola macchina” distribuita su tutta la superficie terrestre con una piena condivisione dei dati, e non di una somma di tre strumenti. La sua visione si estese poi agli osservatori astronomici, e ben prima che venissero registrati gli eventi, comunità diverse si erano preparate alle osservazioni, scientificamente ma anche con accordi e protocolli, che potessero riconoscere a ciascuno il proprio contributo.

virgo

Nato nel 1940 a Genova, Adalberto Giazotto si era laureato a Roma con una tesi di Fisica Teorica per poi unirsi al gruppo di fisica sperimentale diretto prima da Edoardo Amaldi e poi da Gherardo Stoppini, titolare della cattedra di Spettroscopia a Pisa. Assieme ad alcuni colleghi pisani si trasferì nei primi anni ’70 a Daresbury, nel Regno Unito, per svolgere esperimenti di fisica delle particelle presso un elettrosincrotrone tra i più potenti dell’epoca. Successivamente partecipò al CERN a Ginevra all’esperimento FRAMM per la fotoproduzione di particelle con charm, assieme a un folto gruppo di giovani fisici pisani.

Impossibilitato a compiere i lunghi viaggi a Ginevra si dedicò a partire dei primi anni ’80 allo studio della Relatività Generale, riconoscendo che la rivelazione delle onde gravitazionali doveva essere guidata per quanto possibile dalla natura delle sorgenti e che le tecniche sperimentali dovessero essere al servizio di tale scopo. Con gli strumenti disponibili si potevano rivelare sorgenti interessanti ma rarissime, deboli, che emettono onde oscillanti molto rapidamente. Invece altre sorgenti, intense perché composte da masse molto maggiori, generano onde che oscillano più lentamente. Quelle erano l’obiettivo di Giazotto ma gli strumenti venivano assordati dalle vibrazioni della crosta terrestre. Partendo dai primi studi furono necessari vent’anni di sperimentazione a Giazotto e al suo gruppo per capire come costruire uno strumento in grado di registrare quelle oscillazioni. Proprio quelle delle sorgenti rivelate nel 2015.
Dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, propose assieme al francese Alain Brillet la costruzione dell’interferometro Virgo, che venne approvata con un accordo internazionale tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano e il Centre National de la Recherche Scientifique francese nel 1994 che si impegnavano a finanziarne la costruzione. Nel 2002 le infrastrutture di Virgo, due tunnel rettilinei di tre chilometri nella campagna di Cascina, dove far viaggiare tra due specchi la luce di un laser, venivano consegnate per la sperimentazione e allo stesso tempo nasceva l’idea della “single machine”. Ci vollero altri 15 anni per giungere alla sua concretizzazione.

 Adalberto Giazotto

Dai molteplici interessi, appassionato collezionista di cristalli, manifestava la sua meraviglia per le bellezze che potevano sorgere dall’opera della natura e del tempo, così come dall’opera dell’uomo, in particolare attraverso la musica, di per sé effimera ma fonte di emozioni durature, come gli eventi che Virgo ha registrato.
Raffinato esponente di una scienza guidata da remoti obiettivi di conoscenza, era pressoché impermeabile ai meccanismi odierni di funzionamento della ricerca scientifica, guidato dalla sola ricerca della perfezione necessaria a fare “una cosa di una difficoltà mostruosa”. Adalberto Giazotto è uno straordinario esempio di come le idee scientifiche possano essere portate avanti, senza compromessi ma accettando sempre il responso della natura, fino a raggiungere traguardi impensabili.

Adalberto Giazotto ci ha lasciati lo scorso 16 novembre, creando un vuoto incolmabile. Desideriamo inviare alla famiglia il nostro più sentito cordoglio. Possa il suo ricordo rimanere anche quale esempio per i nostri studenti, nello studio e nella vita.

Francesco Fidecaro e i colleghi del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa

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