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Giovedì 29 novembre, alle 16, nell’aula B9 del Palazzo Boilleau, si tiene la presentazione dell'indagine annuale ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) “La condizione del Dottorato di Ricerca in Italia”.

Intervengono: Pasquale Ricci “Introduzione generale sulla figura del Dottorato in Italia e breve descrizione di tutte le possibili vie per la valorizzazione di tale figura (pubblica amministrazione, privato, scuola, ecc.); Dr. Letizia Bianchi (InnoLabs) “Dalla ricerca all’impresa: come valorizzare l’imprenditorialità dei dottorandi, sia dell’area scientifica, sia dell’area socio-umanistica.
Relatori: Stefano Salvia, Stefano Carlesi e Davide Vadacchino.

L'evento è realizzato con i con i contributi dell'ateneo per le attività studentesche autogestite all'Università di Pisa.

Per informazioni:
https://adipisa.wordpress.com 

Locandina ADI

Mercoledì, 21 Novembre 2018 11:29

Conferenza "Making Paint in Ancient Egypt"

Mercoledì 28 novembre 2018 alle 12, nell'Aula seminari Sal 3, Palazzo ex-Salesiani, Elsbeth Geldhof tiene la conferenza "Making Paint in Ancient Egypt. Pigments, pens and brushes and how they would have been used"

 

https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/4110-making-paint-in-ancient-egypt-pigments-pens-and-brushes-and-how-they-would-have-been-used

Sarà inaugurato sabato 24 novembre, alle 10,30 nell'Aula Fratelli Pontecorvo del Polo Fibonacci, l'anno dottorale dell'Università di Pisa, alla presenza del rettore Paolo Mancarella, della delegata ai Dottorati di ricerca, Marcella Aglietti, e di quattro testimonial di prestigio internazionale. Il professor Alessandro Launaro, dell'Università di Cambridge, farà da testimonial per le discipline umanistiche, storiche, linguistiche e filosofiche; la dottoressa Francesca Iezzi, dell'Università di Edimburgo, per le discipline scientifiche; il dottor Piergiorgio Morosini, del Consiglio Superiore della Magistratura, per le discipline giuridiche, economiche, politologiche e sociali; infine il dottor Riccardo Mariani, dell'Intel Corporation Italia S.p.A, per le discipline ingegneristiche.
Nel pomeriggio, alle 14,30, il rettore e i coordinatori dei dottorati di ricerca consegneranno i diplomi ai nuovi dottori di ricerca e, novità di quest'anno, saranno attribuiti sei premi di studio alle miglior tesi di dottorato discusse nel 2018, una per ciascuna area scientifica. Il programma proseguirà quindi con seminari e workshop dedicati alle opportunità di formazione specificamente pensate per i dottorandi e per valorizzarne al meglio il percorso, oltre a laboratori di ricerca, panel session e spazi informativi a cura dell’Ufficio dottorati e dall’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani.
Con il PhDay, alla sua seconda edizione, l'Università di Pisa accoglie 262 immatricolati, selezionati tra mille candidati, oltre la metà dei quali risultati idonei per qualità ed esperienza. Sono oltre 730 gli studenti pisani del dottorato suddivisi fra i tre anni di corso, che diventano molti di più se contiamo anche i dottorandi afferenti ai Dottorati in convenzione con altri Atenei ma attivi presso i laboratori e i centri di ricerca dell’Ateneo pisano.
L’Università di Pisa sta investendo molto sui dottorati di ricerca, con un investimento superiore rispetto ad altri atenei di analoghe dimensioni e pari alla ragguardevole somma di oltre 5 milioni di euro per il solo 2019. Un progetto di valorizzazione voluto dal rettore Paolo Mancarella e che ha visto anche altri riconoscimenti importanti, come la riforma dello Statuto, coll’attribuzione di un posto per i rappresentanti dei dottorandi nel massimo organo di governo accademico, la creazione della borsa in memoria di Giulio Regeni, e la realizzazione nel prossimo semestre di oltre 20 moduli di didattica trasversale in conformità ai più alti parametri della formazione di terzo livello nell’ambito della ricerca italiana ed internazionale.

E’ la parola pace piuttosto che vittoria a ricorrere di più nei diari e nelle lettere dei militari della Grande Guerra. E gli aggettivi che ricorrono maggiormente per descrivere i soldati sono povero, buono o stanco, mentre solo in secondo piano compaiono attributi come valoroso o prode. E’ dunque una retorica antieroica quella che si ritrova nelle parole dei soldati, tant’è che come grande assente c’è il verbo uccidere: i soldati muoiono, ma non uccidono.

Sono queste alcune delle considerazioni che emergono a conclusione di “Voci della Grande Guerra”, un progetto finanziato dalla Presidenza Consiglio dei Ministri nell’ambito delle celebrazioni centenario del primo conflitto mondiale e realizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Istituto di Linguistica Computazionale CNR, l’Università di Siena e l’Accademia della Crusca.

Il lavoro congiunto di storici e linguisti computazionali ha portato alla creazione di un archivio digitale consultabile on line (www.vocidellagrandeguerra.it), il più grande mai realizzato, che costituisce una base unica per capire come gli italiani hanno sentito e raccontato la guerra e comprendere altresì come il conflitto abbia mutato profondamente la lingua italiana.

 

 

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Le world cloud di aggettivi e verbi riferiti a soldati

“Grazie all’uso di tecniche avanzate di linguistica computazionale, web semantico e visualizzazione dell’informazione è possibile interrogare l’archivio digitale in modo semplice ed efficace in modo da far conoscere e apprezzare la polifonia delle voci dell’Italia in guerra - ha spiegato Alessandro Lenci del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa – la voce ufficiale della propaganda, ma anche quella dei soldati e degli ufficiali, degli intellettuali e del popolo, del consenso del dissenso, degli uomini e delle donne”.

L’intero corpus va dal 1914 al 1918 e comprende diari, lettere e testi provenienti dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, dal Museo storico italiano della guerra di Rovereto e dal Museo storico di Trento, Atti parlamentari pubblici e sedute dei Comitati segreti della Camera, articoli di giornalisti come Luigi Barzini, orazioni interventiste di Gabriele D’Annunzio e lettere di soldati di varie provenienze geografiche ed estrazioni sociali.

“Per la prima volta sono dunque riunite e consultabili insieme in un ambiente digitale fonti documentali molto diverse – conclude Lenci - Si tratta di un patrimonio a disposizione dei ricercatori e di una risorsa per i cittadini e gli studenti per conservare la memoria storica della Grande Guerra e di chi da diverse prospettive l’ha vissuta”.

I testi del corpus sono stati infatti usati come fonte per la sceneggiatura della pièce teatrale “Il Cannone non fa Bum. Voci della Grande Guerra” per la regia di Franco Farina, con la partecipazione di Alice Bachi, Giorgio Vierda e la compagnia teatrale studentesca di Pisa Nosòdi. Lo spettacolo è stato presentato presso l’Accademia della Crusca il 5 novembre e verrà successivamente replicato nelle scuole nell’ambito di iniziative per la diffusione della memoria storica della Grande Guerra.

 

Selena Ghio, dottoranda al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, ha vinto una borsa di studio di 10mila euro intitolata ad Amelia Earhart, l’aviatrice statunitense che negli anni Trenta del Novecento stabilì numerosi record di volo, diventando un simbolo dell’emancipazione femminile.

Il premio è conferito da Zonta International, un’organizzazione impegnata a migliorare le condizioni delle donne nel mondo, che ogni anno bandisce 30 borse di studio da assegnare a studentesse iscritte ai corsi di dottorato in ingegneria o scienze aerospaziali, per favorire i loro studi in ambiti più tradizionalmente maschili.

 

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Da sinistra, Fernanda Gallo Freschi, Governor del Distretto 28 (Italia, Germania, Svizzera tedesca, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Turchia) di Zonta International, Selenia Ghio, Nicoletta De Francesco, Prorettrice Vicaria dell’Università di Pisa, Laura Santagada, Vice Area Director del Distretto 28 di Zonta International, Daniela Pedrini, Presidente Zonta e-Club Italy, AE Fellow, Maria Vittoria Salvetti, Professoressa del Dipartimento di Ingegneria Industriale, e Civile dell’Università di Pisa, vice-presidente della Scuola di Ingegneria


Selenia Ghio, 27 anni originaria di Marina di Carrara, è una delle tre vincitrici italiane di quest’anno e si è aggiudicata il premio con un progetto di ricerca che riguarda il monitoraggio attraverso sensori radar della cosiddetta “spazzatura spaziale”, cioè degli oggetti spaziali residui di lanci o collisioni che orbitano intorno alla Terra.

“La quantità di oggetti spaziali in orbita intorno alla Terra – spiega Selenia Ghio - originati a seguito del lancio di satelliti, collisioni o esplosioni è aumentata più rapidamente del previsto nel corso degli anni. Questa crescita rappresenta un grave pericolo per i veicoli spaziali operativi e le attività umane nello spazio. Al fine di garantire la sicurezza delle attività spaziali, è necessario ottenere più informazioni possibili su questi oggetti le cui caratteristiche non sono note a priori”.

La dottoranda dell’Università di Pisa va così ad aggiungersi alle oltre 1,144 donne nel mondo che, dal 1938 ad oggi, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento per meriti accademici e comprovata capacità di studio.

 

Selena Ghio, dottoranda al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, ha vinto una borsa di studio di 10mila euro intitolata ad Amelia Earhart, l’aviatrice statunitense che negli anni Trenta del Novecento stabilì numerosi record di volo, diventando un simbolo dell’emancipazione femminile.
Il premio è conferito da Zonta International, un’organizzazione impegnata a migliorare le condizioni delle donne nel mondo, che ogni anno bandisce 30 borse di studio da assegnare a studentesse iscritte ai corsi di dottorato in ingegneria o scienze aerospaziali, per favorire i loro studi in ambiti più tradizionalmente maschili.
Selenia Ghio, 27 anni originaria di Marina di Carrara, è una delle tre vincitrici italiane di quest’anno e si è aggiudicata il premio con un progetto di ricerca che riguarda il monitoraggio attraverso sensori radar della cosiddetta “spazzatura spaziale”, cioè degli oggetti spaziali residui di lanci o collisioni che orbitano intorno alla Terra.
“La quantità di oggetti spaziali in orbita intorno alla Terra – spiega Selenia Ghio - originati a seguito del lancio di satelliti, collisioni o esplosioni è aumentata più rapidamente del previsto nel corso degli anni. Questa crescita rappresenta un grave pericolo per i veicoli spaziali operativi e le attività umane nello spazio. Al fine di garantire la sicurezza delle attività spaziali, è necessario ottenere più informazioni possibili su questi oggetti le cui caratteristiche non sono note a priori”.
La dottoranda dell’Università di Pisa va così ad aggiungersi alle oltre 1,144 donne nel mondo che, dal 1938 ad oggi, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento per meriti accademici e comprovata capacità di studio.

Didascalia foto, da sinistra, Fernanda Gallo Freschi, Governor del Distretto 28 (Italia, Germania, Svizzera tedesca, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Turchia) di Zonta International, Selenia Ghio, Nicoletta De Francesco, Prorettrice Vicaria dell’Università di Pisa, Laura Santagada, Vice Area Director del Distretto 28 di Zonta International, Daniela Pedrini, Presidente Zonta e-Club Italy, AE Fellow, Maria Vittoria Salvetti, Professoressa del Dipartimento di Ingegneria Industriale, e Civile dell’Università di Pisa, vice-presidente della Scuola di Ingegneria

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