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Gli uffici dell'Amministrazione Centrale saranno chiusi da mercoledì 7 agosto (compreso) a mercoledì 21 agosto 2019 (compreso), come stabilito nel calendario di chiusura stabilito nella disposizione direttoriale prot. 16909 del 12 marzo 2019.

In tale periodo il personale tecnico amministrativo in servizio presso l’Amministrazione è collocato in ferie.Con il medesimo provvedimento è stato, inoltre, disposto che nel periodo da lunedì 22 luglio a martedì 6 agosto e da giovedì 22 agosto a venerdì 30 agosto 2019 i rientri pomeridiani presso gli uffici dell’Amministrazione devono essere effettuati dal martedì al giovedì su due o tre giorni a scelta del dipendente, in accordo con il responsabile della struttura.

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Il professor Rolando Tarchi, ordinario di diritto pubblico comparato del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa, il 19 luglio scorso è stato eletto, per il triennio 2019-2022, presidente dell’Associazione italiana di Diritto pubblico comparato ed europeo (DPCE), l’associazione italiana di riferimento degli studiosi di questa disciplina.

Si tratta di un importante riconoscimento dell’impegno e della serietà che hanno caratterizzato l’intera attività accademica di un docente di lungo corso dell’Ateneo, apprezzato dall’intera comunità scientifica nazionale.

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È una scoperta eccezionale quella che viene dalla prima campagna di scavo nel sito di Cifali Ganzeria, in provincia di Ragusa, che si è svolta dal 25 giugno al 19 luglio e che ha avuto come protagonisti dottorandi, specializzandi e studenti delle lauree magistrali in Archeologia e Storia, e di quella triennale di Scienze dei Beni culturali dell’Università di Pisa. I giovani archeologi, oltre a definire le fasi di frequentazione del sito, dal V secolo a.C. al XIII secolo d.C., hanno individuato e scavato la prima area cimiteriale con sepolture di rito musulmano dell’area ragusana. Si tratta di una scoperta che consentirà di comprendere meglio le forme di convivenza tra comunità di diversa fede religiosa.

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La campagna era diretta del professor Federico Cantini del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa e da Saverio Scerra della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, con l’appoggio del Comune di Chiaramonte Gulfi, nel quadro di una convenzione sottoscritta dalle tre istituzioni, e con il supporto logistico della locale Cooperativa Nostra Signora di Gulfi.

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Le sepolture di rito musulmano.

Lo scavo è stato parte integrante del progetto intitolato “Incontri e scontri tra civiltà al centro del Mediterraneo”, finanziato dall’Ateneo Pisano e diretto dallo stesso professor Federico Cantini (docente di Archeologia cristiana e medievale) e dal professor Simone Collavini (docente di Storia medievale). Si tratta di un progetto che mira ad affrontare il tema dell’incontro e scontro tra civiltà nella storia attraverso l’esperienza diretta nella costruzione delle fonti relative a un sito campione della Sicilia, dove si sono alternate, dal III al XIII secolo, dominazioni dai caratteri molto differenti: romana, bizantina, araba e normanna.

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Localizzazione del sito archeologico.

L’iniziativa ha previsto la ricerca sul campo affiancata dalle attività di laboratorio (schedatura reperti informatizzazione dei dati di scavo, fotogrammetria con uso di droni, studio dei resti antropologici) e dalla visita ai principali siti archeologici della Sicilia sud-orientale, nella convinzione che la conoscenza diretta dei beni culturali sia uno strumento imprescindibile di apprendimento.

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Fotogrammetria con uso di droni.

Alla fase medievale sono da riferire anche porzioni di strutture abitative di XII-XIII secolo che, insieme ai dati di precedenti ricognizioni, consentono di definire anche i caratteri urbanistici di un insediamento che raggiunge gli 8 ettari di superficie. Le strutture in parte occupano una vasta area dove in età imperiale si erano succeduti una probabile fattoria di età augustea e una villa/statio, con una grande fornace da laterizi e un impianto termale. Tornando ancora più indietro nel tempo, alla fine del V-inizio IV secolo a.C. risale la testa di una piccola Demetra in argilla, che potrebbe suggerire la presenza di un santuario prossimo alla sorgente del fiume Ippari.

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Grande fornace da laterizi.

«Il progetto continuerà nei prossimi anni, offrendo un osservatorio privilegiato per ricostruite la storia del Mediterraneo tardoantico e medievale commenta il professor Federico Cantini – Questa iniziativa rappresenta un’occasione per gli studenti del nostro Ateneo e in particolare per quelli, numerosi, siciliani, di applicare quanto appreso nel percorso formativo allo studio di una regione la cui ricchezza in termini di beni culturali potrebbe (e dovrebbe) costituire una nuova risorsa per le generazioni future. Conoscere e comprendere i fenomeni storici attraverso i diversi tipi di fonti, disseminare il sapere, renderlo strumento di promozione culturale, sociale ed economica: anche questo significa essere studenti del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa».

Guarda altre foto degli scavi nella gallery:

 

Venerdì, 19 Luglio 2019 13:38

Caleido in concerto: "E poi ci rido tour"

Il 26 luglio alle 22, presso "Arno Vivo Lungarno Buozzi", l'Associazione IMATS  organizza il concerto di musica dal vivo del gruppo musicale "Caleido".

L'evento, a ingresso gratuito, è realizzato con il contributo dell'Ateneo per le attività autogestite degli studenti (rif. 1931).

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Locandina

Presso la Presidenza dell'IIS Istituto di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci Fascetti è stato lanciato, “Live! il Laboratorio Interdisciplinare Veicoli/Velivoli Elettrici”, un progetto pilota per mettere in contatto gli studenti in ingegneria dell'Università di Pisa e della scuola secondaria di secondo livello.

 

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Alcuni momenti dell'incontro all'IIS


Il progetto promosso dal Centro Interdipartimentale per l'Aggiornamento, la Formazione e la Ricerca Educativa (CAFRE) dell’Ateneo ha lo scopo di sperimentare nuove (o vecchie) metodologie e strumenti didattici per favorire, non solo l'apprendimento, ma soprattutto la motivazione dei ragazzi e la loro capacità di interagire con figure che hanno competenze e formazione diverse.
Il progetto ha già ricevuto un primo finanziamento per l'acquisto dei kit sperimentali nell'ambito del bando SEAS per le attività studentesche.

Sono coinvolti in Live! i professori Gabriella Caroti, Michele Lanzetta e Gianluca Dini e due studenti, Antonio Luperini e Paolo Mattioni, per l’Università di Pisa e i professori Angela Rossodivita, Fabrizio Boni, Alberto Landi e Fortunato Nardelli per l’IIS.

Venerdì, 19 Luglio 2019 09:14

Scatto matto! Racconta la tua Università

E’ partito “Scatto matto! Racconta la tua Università", il concorso fotografico aperto a tutti gli studenti dell’Università di Pisa per realizzare il calendario ufficiale 2020 dell’Ateneo. Il tema del contest è di illustrare e interpretare vari aspetti della vita dell'Ateneo, anche in rapporto con la città e il territorio.

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Le 12 fotografie vincitrici saranno selezionate da una giuria e gli autori degli scatti premiati riceveranno 500 euro ciascuno.

Per partecipare al concorso occorre inviare entro il 31 ottobre 2019 un massimo di tre fotografie via mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., seguendo le indicazioni presenti nel regolamento del concorso.
Tutte le foto, anche quelle non premiate, potranno essere utilizzate dall'Università di Pisa per i propri fini istituzionali e promozionali.

Gli agenti patogeni, al pari degli uomini e di ogni altro essere vivente nel nostro pianeta, ‘viaggiano’ arrivando in aree dove prima non erano presenti: individuare tempestivamente questi fenomeni è dunque di cruciale importanza per tutelare la nostra salute. Una recente ricerca italo-canadese ha scoperto la comparsa in Nord America di un nuovo ceppo di un parassita, variante di un ceppo europeo, che sta provocando l'epidemia locale di una malattia sino ad ora riscontrata solo occasionalmente in quel continente. Si tratta dell’Echinococcosi alveolare (AE), una grave patologia causata dal verme piatto Echinococcus multilocularis che è trasmesso agli uomini da alcuni animali selvatici come la volpe e il coyote, o domestici come il cane. Lo studio, coordinato dal professore Alessandro Massolo del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa in collaborazione con le Università di Calgary e dell’Alberta, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più autorevole e citata rivista al mondo per la medicina.


Sfoglia la foto gallery: 


“In tutto il Nord America continentale i casi di AE nell’uomo causati da infezioni acquisite localmente erano stati sinora solo due, uno nel 1927 in Canada e uno nel 1977 in USA, mentre gli altri casi rilevati erano pazienti che avevano contratto l’infezione all’estero – spiega il professore Alessandro Massolo dell’Università di Pisa - Il nostro studio, condotto dal 2013 al 2018, ha documentato comparsa di sette nuovi casi nella Provincia dell’Alberta, di cui tre riguardavano pazienti immunosoppressi, una condizione che di solito riduce a pochi mesi o un anno la velocità di manifestazione della patologia, che altrimenti impiega fino a una decina di anni a comparire, rendendo questi pazienti delle ‘sentinelle’ per l’insorgenza di un’epidemia”.

Attualmente in tutto il mondo si registrano ogni anno oltre 18,000 nuovi casi di AE di cui circa 200 solo in Europa. Nell’uomo l’echinococcosi alveolare è una malattia cronica, con esiti fatali in oltre il 90% dei casi se non curata, e del 16% se curata. Il parassita che la provoca esiste in diversi ceppi, e come hanno stabilito gli scienziati attraverso la sua caratterizzazione genetica, quello identificato in Nord America dal gruppo di ricerca del professore Massolo è una variante di quello europeo, notoriamente molto virulento nell’uomo. Questo nuovo ceppo, sempre secondo gli scienziati, sarebbe ormai il più comune nella fauna selvatica in quell’area del Canada (Alberta).

“Almeno cinque dei sette casi di AE ad Alberta sono stati causati da questo ceppo simil-europeo che presenta la mutazione di un gene mitocondriale mai riscontrata prima, il che suggerisce - conclude Massolo - che questo ceppo si sia ormai stabilito in quest’area del Nord America e che probabilmente siamo di fronte ai risultati di un processo recente di invasione parassitaria, con ovvie ricadute di salute pubblica; un’evidenza che dovrà certo indurre cambiamenti di classificazione del rischio per questa grave patologia in Nord America”.

 

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