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		<title>L'Università di Pisa rinnova il proprio sito web e lancia un nuovo magazine online</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29879-l-universita-di-pisa-rinnova-il-proprio-sito-web-e-lancia-un-nuovo-magazine-online"/>
		<published>2025-05-12T10:26:41+00:00</published>
		<updated>2025-05-12T10:26:41+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Redazione Web</name>
			<email>comunicazione@unipi.it</email>
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		<summary type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/006f969dbfb857bc8f5964f222d46fd4_S.jpg&quot; alt=&quot;L'Università di Pisa rinnova il proprio sito web e lancia un nuovo magazine online&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Un sito web rinnovato nella grafica e nei contenuti, con un nuovo magazine online in cui raccontare la vita dell’Ateneo e le sue numerose iniziative. Da martedì 13 maggio sarà online il nuovo portale istituzionale dell’Università di Pisa (&lt;a href=&quot;http://www.unipi.it/&quot;&gt;www.unipi.it&lt;/a&gt;), oggetto di un significativo restyling che si inserisce nella strategia dell'Ateneo volta a migliorare la comunicazione e l'interazione con la comunità accademica e il pubblico esterno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il nuovo sito web – ha dichiarato il prorettore vicario &lt;strong&gt;Giuseppe Iannaccone &lt;/strong&gt;e delegato alla comunicazione dell’Università di Pisa – rappresenta un passo importante nel percorso di rinnovamento della comunicazione dell’Ateneo. Abbiamo voluto creare uno strumento accessibile, chiaro e dinamico, che non sia solo una fonte di informazioni, ma anche una vetrina delle attività e dei valori dell’Università di Pisa. Il portale vuole essere un punto di riferimento per chi cerca servizi e opportunità, ma anche un canale di dialogo con la società, il territorio e il mondo accademico, in linea con la nostra missione di apertura e inclusività”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/home_oriz_copy.jpg&quot; alt=&quot;home_oriz.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un portale moderno e accessibile&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo sito web è stato progettato per offrire un'esperienza utente ottimale, caratterizzata da una navigazione intuitiva e da un design moderno e pulito. Particolare attenzione è stata dedicata all'accessibilità da dispositivi mobili, garantendo una fruizione efficace dei contenuti anche su smartphone e tablet. Tra le principali novità, l'introduzione di mega menu espandibili facilita l'accesso alle diverse sezioni del sito, migliorando l'orientamento degli utenti e pagine individuali dedicate a tutto il personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un magazine per raccontare l'Ateneo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente al restyling del sito, è stato inaugurato un nuovo magazine online, “&lt;strong&gt;Unipinews&lt;/strong&gt;”, concepito per raccontare in modo dinamico e coinvolgente la vita dell'Università di Pisa. Attraverso articoli, interviste e reportage, il magazine metterà in luce le attività di ricerca, gli eventi culturali, le storie di successo di studenti e docenti, nonché le collaborazioni internazionali che vedono protagonista l'Ateneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un progetto basato sull'esperienza degli utenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rinnovamento del sito web e la creazione del magazine sono il risultato di un processo di progettazione che ha posto al centro l’esperienza degli utenti. Sono stati condotti test con utenti interni ed esterni, seguendo la metodologia della User Experience (UX), per comprendere le esigenze e le aspettative del pubblico. Queste attività hanno permesso di raccogliere feedback preziosi, che hanno guidato le scelte progettuali e contribuito a realizzare strumenti digitali più efficaci e rispondenti alle necessità degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una collaborazione sinergica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto ha visto la collaborazione dell’Ufficio Comunicazione, del Sistema Informatico, della Direzione Infrastrutture Digitali, del Centro Linguistico e di altri uffici competenti dell’Università di Pisa, con il supporto consulenziale di &lt;strong&gt;Ubics&lt;/strong&gt;, la Digital Experience Agency di Var Group. Questa sinergia ha permesso di integrare competenze diverse, garantendo un risultato finale all’altezza delle aspettative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/006f969dbfb857bc8f5964f222d46fd4_S.jpg&quot; alt=&quot;L'Università di Pisa rinnova il proprio sito web e lancia un nuovo magazine online&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Un sito web rinnovato nella grafica e nei contenuti, con un nuovo magazine online in cui raccontare la vita dell’Ateneo e le sue numerose iniziative. Da martedì 13 maggio sarà online il nuovo portale istituzionale dell’Università di Pisa (&lt;a href=&quot;http://www.unipi.it/&quot;&gt;www.unipi.it&lt;/a&gt;), oggetto di un significativo restyling che si inserisce nella strategia dell'Ateneo volta a migliorare la comunicazione e l'interazione con la comunità accademica e il pubblico esterno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il nuovo sito web – ha dichiarato il prorettore vicario &lt;strong&gt;Giuseppe Iannaccone &lt;/strong&gt;e delegato alla comunicazione dell’Università di Pisa – rappresenta un passo importante nel percorso di rinnovamento della comunicazione dell’Ateneo. Abbiamo voluto creare uno strumento accessibile, chiaro e dinamico, che non sia solo una fonte di informazioni, ma anche una vetrina delle attività e dei valori dell’Università di Pisa. Il portale vuole essere un punto di riferimento per chi cerca servizi e opportunità, ma anche un canale di dialogo con la società, il territorio e il mondo accademico, in linea con la nostra missione di apertura e inclusività”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/home_oriz_copy.jpg&quot; alt=&quot;home_oriz.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un portale moderno e accessibile&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo sito web è stato progettato per offrire un'esperienza utente ottimale, caratterizzata da una navigazione intuitiva e da un design moderno e pulito. Particolare attenzione è stata dedicata all'accessibilità da dispositivi mobili, garantendo una fruizione efficace dei contenuti anche su smartphone e tablet. Tra le principali novità, l'introduzione di mega menu espandibili facilita l'accesso alle diverse sezioni del sito, migliorando l'orientamento degli utenti e pagine individuali dedicate a tutto il personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un magazine per raccontare l'Ateneo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parallelamente al restyling del sito, è stato inaugurato un nuovo magazine online, “&lt;strong&gt;Unipinews&lt;/strong&gt;”, concepito per raccontare in modo dinamico e coinvolgente la vita dell'Università di Pisa. Attraverso articoli, interviste e reportage, il magazine metterà in luce le attività di ricerca, gli eventi culturali, le storie di successo di studenti e docenti, nonché le collaborazioni internazionali che vedono protagonista l'Ateneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un progetto basato sull'esperienza degli utenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rinnovamento del sito web e la creazione del magazine sono il risultato di un processo di progettazione che ha posto al centro l’esperienza degli utenti. Sono stati condotti test con utenti interni ed esterni, seguendo la metodologia della User Experience (UX), per comprendere le esigenze e le aspettative del pubblico. Queste attività hanno permesso di raccogliere feedback preziosi, che hanno guidato le scelte progettuali e contribuito a realizzare strumenti digitali più efficaci e rispondenti alle necessità degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una collaborazione sinergica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto ha visto la collaborazione dell’Ufficio Comunicazione, del Sistema Informatico, della Direzione Infrastrutture Digitali, del Centro Linguistico e di altri uffici competenti dell’Università di Pisa, con il supporto consulenziale di &lt;strong&gt;Ubics&lt;/strong&gt;, la Digital Experience Agency di Var Group. Questa sinergia ha permesso di integrare competenze diverse, garantendo un risultato finale all’altezza delle aspettative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
		<category term="news" />
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	<entry>
		<title>Al via a Pisa il Centro di Competenza per Industria 5.0</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29861-al-via-a-pisa-il-centro-di-competenza-per-industria-5-0"/>
		<published>2025-05-07T11:40:47+00:00</published>
		<updated>2025-05-07T11:40:47+00:00</updated>
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			<name>Redazione Web</name>
			<email>comunicazione@unipi.it</email>
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		<summary type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/7b15cb52177a28446a4ce9e1df0965b7_S.jpg&quot; alt=&quot;Al via a Pisa il Centro di Competenza per Industria 5.0&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;La sfida della transizione all’industria 5.0 richiede lo sviluppo e l'adozione, da parte delle imprese, di&amp;nbsp;tecnologie che sappiano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;collaborare con le persone&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt;&amp;nbsp;rispettare l’ambiente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rispondere in modo flessibile alle crisi in vari ambiti,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;sanitario, energetico, ambientale e commerciale. Per supportare il mondo industriale in questo deciso cambio di paradigma è nato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell'Università di Pisa il Centro di Competenza per Industria 5.0&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/saponara_stea_oriz.jpg&quot; alt=&quot;saponara_stea_oriz.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I professori Sergio Saponara e Giovanni Stea.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Centro è stato inaugurato al Polo Tecnologico di Navacchio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mercoledì 7 maggio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in presenza di rappresentanti della&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Regione Toscana&lt;/strong&gt;, del&amp;nbsp;rettore dell'Ateneo di Pisa&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Riccardo Zucchi&lt;/strong&gt;, delle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Associazioni di Categoria CNA, Unione Industriale e Camera di Commercio&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e di una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cinquantina di Imprese&lt;/strong&gt;, alcune delle quali,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Aruba, Esaote, Logobject,&amp;nbsp; STMicroelectronics e&amp;nbsp;Yanmar,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno approfondito il tema della relazione tra ricerca e mondo industriale portando diversi esempi di collaborazione in atto con il Dipartimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il Centro di Competenza per Industria 5.0 - spiega il Direttore del laboratorio per il 5.0&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giovanni Stea&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– nasce come complemento ed evoluzione del Centro di supporto per la trasformazione digitale delle imprese, già attivo dal 2018, e operante attraverso tecnologie applicabili nell’immediato. Oggi facciamo un passo ulteriore: l’obiettivo è&amp;nbsp;&lt;strong&gt;declinare sulle esigenze delle imprese la ricerca di frontiera che costruisce le fondamenta dell’Industria 5.0.&lt;br /&gt;Il Dipartimento fornisce tutto il supporto per quanto riguarda lo sviluppo e l’adattamento delle tecnologie,&amp;nbsp;mentre&amp;nbsp;ci avvaliamo della collaborazione con il Polo Tecnologico di Navacchio per un sostegno alle imprese a più ampio spettro”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/centro_industria_4.jpg&quot; alt=&quot;centro_industria_4.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Centro&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;si articola in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;quattro linee di ricerca strategiche&lt;/strong&gt;, fortemente interconnesse:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Intelligenza Artificiale Affidabile e Integrata (Trustworthy Artificial and Embodied Intelligence)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Qui si lavora per sviluppare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;robot e sistemi intelligenti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;capaci di operare in ambienti complessi e dinamici, interagendo con gli esseri umani in modo sicuro e trasparente. L’obiettivo è realizzare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;intelligenze artificiali che non siano scatole nere&lt;/strong&gt;, ma strumenti comprensibili, adattivi e controllabili.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sistemi Centrati sull’Uomo (Human-Centric Systems)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Questa linea integra l’informatica con le neuroscienze, la psicologia cognitiva e l’ergonomia. Si studiano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;interfacce intelligenti&lt;/strong&gt;, sistemi indossabili, tecnologie per la salute e il benessere, e soluzioni ICT che amplifichino le capacità umane anziché sostituirle.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Reti del Futuro (Future Networks)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Per l’Industria 5.0 servono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reti di comunicazione affidabili, sicure e a bassa latenza&lt;/strong&gt;, in grado di supportare il coordinamento in tempo reale tra macchine, sensori e operatori umani. Questa linea di ricerca studia le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reti 5G, 6G, edge computing e tecnologie IoT&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;avanzate per creare infrastrutture intelligenti e resilienti.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Materiali e Dispositivi Intelligenti (Smart Materials Devices)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Qui si progettano nuove generazioni di dispositivi ICT:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sensori flessibili&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;materiali riconfigurabili&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;micro-dispositivi adattivi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a basso impatto ambientale. L’idea è costruire l’hardware su cui far correre le tecnologie intelligenti del futuro, con attenzione a sostenibilità e riuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/centro_industria_2.jpg&quot; alt=&quot;centro_industria_2.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;“&lt;/strong&gt;In questi anni - prosegue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sergio Saponara&lt;/strong&gt;, Direttore DII - il Dipartimento ha sviluppato un nuovo modo di fare ricerca: multidisciplinare, orientato al lungo periodo, ma con radici ben piantate nelle esigenze reali dell’industria e della società. Il Centro per il 5.0 guarda avanti, ma costruisce il futuro con strumenti concreti, coinvolgendo imprese, enti pubblici e cittadini.&amp;nbsp;Anche grazie a questo progetto, l’Università di Pisa si conferma tra i poli più avanzati in Italia e in Europa nello sviluppo delle tecnologie che guideranno la transizione verso un’industria&amp;nbsp;&lt;strong&gt;più umana, intelligente e sostenibile”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questa iniziativa - commenta il rettore dell'Università di Pisa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Riccardo Zucchi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- nata da uno dei Dipartimenti di Eccellenza dell’Università di Pisa, ha un grande valore per il territorio e non solo. Oltre alla centralità della transizione digitale e delle tecnologie emergenti, pone l’accento sull’impatto sociale della ricerca, con ricadute significative sul tessuto economico-produttivo locale. In un’area ad alta densità di start-up e spin-off come il nostro, valorizzare queste risorse è fondamentale. L’Intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave, anche nelle nostre collaborazioni internazionali, come il Knowledge Hub sulla AI da noi coordinato nell’ambito dell’Alleanza Universitaria Circle U. di cui Unipi è partner insieme ad altri 8 prestigiosi atenei in Europa, un riconoscimento delle competenze che Pisa esprime a livello europeo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’apertura del Centro di Competenza per Industria 5.0 rappresenta un passo strategico per la Toscana – ha fatto sapere il presidente della Regione&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Eugenio Giani&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;–. Puntiamo su un modello di sviluppo in cui innovazione, sostenibilità e centralità della persona siano elementi fondanti del tessuto produttivo regionale. Questo Centro rafforza il ruolo della Toscana come laboratorio d’avanguardia, capace di coniugare alta formazione, ricerca scientifica e crescita economica diffusa, nel segno di una transizione digitale ed ecologica giusta e inclusiva”.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/7b15cb52177a28446a4ce9e1df0965b7_S.jpg&quot; alt=&quot;Al via a Pisa il Centro di Competenza per Industria 5.0&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;La sfida della transizione all’industria 5.0 richiede lo sviluppo e l'adozione, da parte delle imprese, di&amp;nbsp;tecnologie che sappiano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;collaborare con le persone&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt;&amp;nbsp;rispettare l’ambiente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rispondere in modo flessibile alle crisi in vari ambiti,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;sanitario, energetico, ambientale e commerciale. Per supportare il mondo industriale in questo deciso cambio di paradigma è nato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell'Università di Pisa il Centro di Competenza per Industria 5.0&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/saponara_stea_oriz.jpg&quot; alt=&quot;saponara_stea_oriz.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I professori Sergio Saponara e Giovanni Stea.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Centro è stato inaugurato al Polo Tecnologico di Navacchio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mercoledì 7 maggio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in presenza di rappresentanti della&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Regione Toscana&lt;/strong&gt;, del&amp;nbsp;rettore dell'Ateneo di Pisa&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Riccardo Zucchi&lt;/strong&gt;, delle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Associazioni di Categoria CNA, Unione Industriale e Camera di Commercio&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e di una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cinquantina di Imprese&lt;/strong&gt;, alcune delle quali,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Aruba, Esaote, Logobject,&amp;nbsp; STMicroelectronics e&amp;nbsp;Yanmar,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno approfondito il tema della relazione tra ricerca e mondo industriale portando diversi esempi di collaborazione in atto con il Dipartimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il Centro di Competenza per Industria 5.0 - spiega il Direttore del laboratorio per il 5.0&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giovanni Stea&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– nasce come complemento ed evoluzione del Centro di supporto per la trasformazione digitale delle imprese, già attivo dal 2018, e operante attraverso tecnologie applicabili nell’immediato. Oggi facciamo un passo ulteriore: l’obiettivo è&amp;nbsp;&lt;strong&gt;declinare sulle esigenze delle imprese la ricerca di frontiera che costruisce le fondamenta dell’Industria 5.0.&lt;br /&gt;Il Dipartimento fornisce tutto il supporto per quanto riguarda lo sviluppo e l’adattamento delle tecnologie,&amp;nbsp;mentre&amp;nbsp;ci avvaliamo della collaborazione con il Polo Tecnologico di Navacchio per un sostegno alle imprese a più ampio spettro”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/centro_industria_4.jpg&quot; alt=&quot;centro_industria_4.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Centro&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;si articola in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;quattro linee di ricerca strategiche&lt;/strong&gt;, fortemente interconnesse:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Intelligenza Artificiale Affidabile e Integrata (Trustworthy Artificial and Embodied Intelligence)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Qui si lavora per sviluppare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;robot e sistemi intelligenti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;capaci di operare in ambienti complessi e dinamici, interagendo con gli esseri umani in modo sicuro e trasparente. L’obiettivo è realizzare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;intelligenze artificiali che non siano scatole nere&lt;/strong&gt;, ma strumenti comprensibili, adattivi e controllabili.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sistemi Centrati sull’Uomo (Human-Centric Systems)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Questa linea integra l’informatica con le neuroscienze, la psicologia cognitiva e l’ergonomia. Si studiano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;interfacce intelligenti&lt;/strong&gt;, sistemi indossabili, tecnologie per la salute e il benessere, e soluzioni ICT che amplifichino le capacità umane anziché sostituirle.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Reti del Futuro (Future Networks)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Per l’Industria 5.0 servono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reti di comunicazione affidabili, sicure e a bassa latenza&lt;/strong&gt;, in grado di supportare il coordinamento in tempo reale tra macchine, sensori e operatori umani. Questa linea di ricerca studia le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reti 5G, 6G, edge computing e tecnologie IoT&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;avanzate per creare infrastrutture intelligenti e resilienti.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;strong&gt;Materiali e Dispositivi Intelligenti (Smart Materials Devices)&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Qui si progettano nuove generazioni di dispositivi ICT:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sensori flessibili&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;materiali riconfigurabili&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;micro-dispositivi adattivi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a basso impatto ambientale. L’idea è costruire l’hardware su cui far correre le tecnologie intelligenti del futuro, con attenzione a sostenibilità e riuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/centro_industria_2.jpg&quot; alt=&quot;centro_industria_2.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;“&lt;/strong&gt;In questi anni - prosegue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Sergio Saponara&lt;/strong&gt;, Direttore DII - il Dipartimento ha sviluppato un nuovo modo di fare ricerca: multidisciplinare, orientato al lungo periodo, ma con radici ben piantate nelle esigenze reali dell’industria e della società. Il Centro per il 5.0 guarda avanti, ma costruisce il futuro con strumenti concreti, coinvolgendo imprese, enti pubblici e cittadini.&amp;nbsp;Anche grazie a questo progetto, l’Università di Pisa si conferma tra i poli più avanzati in Italia e in Europa nello sviluppo delle tecnologie che guideranno la transizione verso un’industria&amp;nbsp;&lt;strong&gt;più umana, intelligente e sostenibile”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questa iniziativa - commenta il rettore dell'Università di Pisa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Riccardo Zucchi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- nata da uno dei Dipartimenti di Eccellenza dell’Università di Pisa, ha un grande valore per il territorio e non solo. Oltre alla centralità della transizione digitale e delle tecnologie emergenti, pone l’accento sull’impatto sociale della ricerca, con ricadute significative sul tessuto economico-produttivo locale. In un’area ad alta densità di start-up e spin-off come il nostro, valorizzare queste risorse è fondamentale. L’Intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave, anche nelle nostre collaborazioni internazionali, come il Knowledge Hub sulla AI da noi coordinato nell’ambito dell’Alleanza Universitaria Circle U. di cui Unipi è partner insieme ad altri 8 prestigiosi atenei in Europa, un riconoscimento delle competenze che Pisa esprime a livello europeo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’apertura del Centro di Competenza per Industria 5.0 rappresenta un passo strategico per la Toscana – ha fatto sapere il presidente della Regione&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Eugenio Giani&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;–. Puntiamo su un modello di sviluppo in cui innovazione, sostenibilità e centralità della persona siano elementi fondanti del tessuto produttivo regionale. Questo Centro rafforza il ruolo della Toscana come laboratorio d’avanguardia, capace di coniugare alta formazione, ricerca scientifica e crescita economica diffusa, nel segno di una transizione digitale ed ecologica giusta e inclusiva”.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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	<entry>
		<title>AlgoNomy: ripensare il rapporto medico-paziente ai tempi dell’AI</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29870-algonomy-ripensare-il-rapporto-medico-paziente-ai-tempi-dell-ai"/>
		<published>2025-05-09T06:54:29+00:00</published>
		<updated>2025-05-09T06:54:29+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Redazione Web</name>
			<email>comunicazione@unipi.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/00b8de388ca3cead63d2f1d266b9e0a6_S.jpg&quot; alt=&quot;AlgoNomy: ripensare il rapporto medico-paziente ai tempi dell’AI&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Si chiama &lt;strong&gt;AlgoNomy&lt;/strong&gt; ed è un progetto che guarda al futuro della medicina attraverso l’obiettivo dell’intelligenza artificiale. Coordinato dall’Università di Pisa e nato dalla collaborazione tra diversi atenei europei riuniti nell’Alleanza &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/&quot;&gt;Circle U.&lt;/a&gt;, AlgoNomy mette in rete competenze, idee e strumenti per capire come le tecnologie intelligenti possano trasformare il modo in cui ci prendiamo cura della salute. Il progetto si propone di affrontare una delle sfide più urgenti della sanità del futuro: il cosiddetto &lt;strong&gt;paternalismo digitale&lt;/strong&gt;, una nuova forma di paternalismo prodotto dall’implementazione dell’Intelligenza artificiale, in cui decisioni cliniche cruciali vengono sempre più influenzate dagli algoritmi, riducendo lo spazio di dialogo e co-decisione tra medico e paziente. Coordinato da Nicolò Amore, ricercatore di Diritto penale presso l’Università di Pisa, AlgoNomy riunisce un team interdisciplinare di esperti ed esperte in diritto, medicina e informatica di Università di Vienna, King's College London, Humboldt-Universität zu Berlin, Université Paris Cité, University of Belgrade, che hanno ricevuto un finanziamento da Circle U. attraverso il &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/seedfunding/projects/&quot;&gt;Seed Funding Scheme 2024&lt;/a&gt; e di cui è da poco uscita la &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/seedfunding/&quot;&gt;call 2025&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/logo_algonomy.jpg&quot; alt=&quot;logo algonomy&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Con l’adozione crescente di dispositivi medici basati su IA, la medicina risulta sempre più guidata dai dati – spiega &lt;strong&gt;Nicolò Amore&lt;/strong&gt; – Si tratta certamente di un processo da incoraggiare, vista le opportunità che apre; tuttavia, questa trasformazione comporta anche dei rischi da gestire, e in particolare quello di ridurre il ruolo attivo di pazienti e medici, mettendo in discussione la natura stessa dell’assistenza sanitaria come relazione umana e condivisa. In effetti, almeno per come attualmente concepiti, i sistemi IA che assistono le scelte terapeutiche operano spesso attraverso processi opachi, per altro basandosi esclusivamente su dati clinici quantitativi e offrendo scarse possibilità di dialogo e personalizzazione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/IMG_3174.JPG&quot; alt=&quot;IMG 3174&quot; width=&quot;300&quot; class=&quot;immaginedestra&quot; /&gt;Questi limiti richiedono un ripensamento profondo della progettazione e dell’integrazione dei sistemi di IA nella pratica clinica. L’approccio interdisciplinare proposto da AlgoNomy punta a restituire ai protagonisti del percorso terapeutico — pazienti e medici — un controllo reale e consapevole sui processi decisionali, preservando così l’agency umana anche in un contesto tecnologicamente avanzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il team di ricerca analizzerà l’impatto dell’AI sull’autonomia dei pazienti e dei professionisti sanitari, con una particolare attenzione alle implicazioni giuridiche e alla distribuzione della responsabilità nei processi decisionali clinici: “AlgoNomy intende indagare come molte attuali applicazioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario tendano a escludere le preferenze individuali dei pazienti e a limitare la capacità dei medici di influenzare e comprendere appieno gli esiti terapeutici – continua Nicolò Amore – L’obiettivo è sviluppare strategie concrete per contrastare tali rischi, promuovendo un utilizzo dell’IA che sia rispettoso dei diritti fondamentali e del principio di autonomia — cardine dell’etica medica contemporanea”. Il progetto rappresenta un passo significativo verso un modello di sanità digitale che coniughi innovazione, responsabilità e rispetto dell’autonomia individuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Algonomy al Festival della Robotica 2025&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 11 maggio, il progetto sarà presentato nell’ambito della &lt;a href=&quot;https://roboticafestival.it/algonomy-conference/&quot;&gt;Algonomy Conference&lt;/a&gt; in programma presso gli Arsenali Repubblicani a partire dalle ore 9.00.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/00b8de388ca3cead63d2f1d266b9e0a6_S.jpg&quot; alt=&quot;AlgoNomy: ripensare il rapporto medico-paziente ai tempi dell’AI&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Si chiama &lt;strong&gt;AlgoNomy&lt;/strong&gt; ed è un progetto che guarda al futuro della medicina attraverso l’obiettivo dell’intelligenza artificiale. Coordinato dall’Università di Pisa e nato dalla collaborazione tra diversi atenei europei riuniti nell’Alleanza &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/&quot;&gt;Circle U.&lt;/a&gt;, AlgoNomy mette in rete competenze, idee e strumenti per capire come le tecnologie intelligenti possano trasformare il modo in cui ci prendiamo cura della salute. Il progetto si propone di affrontare una delle sfide più urgenti della sanità del futuro: il cosiddetto &lt;strong&gt;paternalismo digitale&lt;/strong&gt;, una nuova forma di paternalismo prodotto dall’implementazione dell’Intelligenza artificiale, in cui decisioni cliniche cruciali vengono sempre più influenzate dagli algoritmi, riducendo lo spazio di dialogo e co-decisione tra medico e paziente. Coordinato da Nicolò Amore, ricercatore di Diritto penale presso l’Università di Pisa, AlgoNomy riunisce un team interdisciplinare di esperti ed esperte in diritto, medicina e informatica di Università di Vienna, King's College London, Humboldt-Universität zu Berlin, Université Paris Cité, University of Belgrade, che hanno ricevuto un finanziamento da Circle U. attraverso il &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/seedfunding/projects/&quot;&gt;Seed Funding Scheme 2024&lt;/a&gt; e di cui è da poco uscita la &lt;a href=&quot;https://www.circle-u.eu/seedfunding/&quot;&gt;call 2025&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/logo_algonomy.jpg&quot; alt=&quot;logo algonomy&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Con l’adozione crescente di dispositivi medici basati su IA, la medicina risulta sempre più guidata dai dati – spiega &lt;strong&gt;Nicolò Amore&lt;/strong&gt; – Si tratta certamente di un processo da incoraggiare, vista le opportunità che apre; tuttavia, questa trasformazione comporta anche dei rischi da gestire, e in particolare quello di ridurre il ruolo attivo di pazienti e medici, mettendo in discussione la natura stessa dell’assistenza sanitaria come relazione umana e condivisa. In effetti, almeno per come attualmente concepiti, i sistemi IA che assistono le scelte terapeutiche operano spesso attraverso processi opachi, per altro basandosi esclusivamente su dati clinici quantitativi e offrendo scarse possibilità di dialogo e personalizzazione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/IMG_3174.JPG&quot; alt=&quot;IMG 3174&quot; width=&quot;300&quot; class=&quot;immaginedestra&quot; /&gt;Questi limiti richiedono un ripensamento profondo della progettazione e dell’integrazione dei sistemi di IA nella pratica clinica. L’approccio interdisciplinare proposto da AlgoNomy punta a restituire ai protagonisti del percorso terapeutico — pazienti e medici — un controllo reale e consapevole sui processi decisionali, preservando così l’agency umana anche in un contesto tecnologicamente avanzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il team di ricerca analizzerà l’impatto dell’AI sull’autonomia dei pazienti e dei professionisti sanitari, con una particolare attenzione alle implicazioni giuridiche e alla distribuzione della responsabilità nei processi decisionali clinici: “AlgoNomy intende indagare come molte attuali applicazioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario tendano a escludere le preferenze individuali dei pazienti e a limitare la capacità dei medici di influenzare e comprendere appieno gli esiti terapeutici – continua Nicolò Amore – L’obiettivo è sviluppare strategie concrete per contrastare tali rischi, promuovendo un utilizzo dell’IA che sia rispettoso dei diritti fondamentali e del principio di autonomia — cardine dell’etica medica contemporanea”. Il progetto rappresenta un passo significativo verso un modello di sanità digitale che coniughi innovazione, responsabilità e rispetto dell’autonomia individuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Algonomy al Festival della Robotica 2025&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenica 11 maggio, il progetto sarà presentato nell’ambito della &lt;a href=&quot;https://roboticafestival.it/algonomy-conference/&quot;&gt;Algonomy Conference&lt;/a&gt; in programma presso gli Arsenali Repubblicani a partire dalle ore 9.00.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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		<title>AI e chimica alleate per progettare nuovi farmaci</title>
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		<published>2025-05-08T09:38:26+00:00</published>
		<updated>2025-05-08T09:38:26+00:00</updated>
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			<email>comunicazione@unipi.it</email>
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&lt;p&gt;“L’obiettivo – racconta il professore Tiziano Tuccinardi del Dipartimento di Farmacia dell’Atenao pisano – è quello di superare i limiti delle tecniche tradizionali nella progettazione di nuovi farmaci, &lt;strong&gt;generando in modo automatico molecole chimicamente corrette, strutturalmente originali e potenzialmente bioattive, a partire da frammenti&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricercatori e ricercatrici hanno addestrato tre modelli di IA per &lt;strong&gt;“tradurre” frammenti chimici (strutture centrali, gruppi sostituenti o combinazioni di entrambi) in nuove molecole a partire da enormi dataset di molecole bioattive.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La ricerca rappresenta un salto qualitativo nell'uso dell'IA per la chimica e la farmacologia – continua Tuccinardi - &lt;strong&gt;aprendo la strada a una generazione automatica e intelligente di molecole, con impatti potenziali su sanità, industria e ricerca&lt;/strong&gt;. Non si tratta solo di accelerare i processi, ma di immaginare strutture molecolari che la mente umana può difficilmente concepire”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“In linea con i principi di scienza aperta – conclude Tuccinardi &lt;strong&gt;- il codice sorgente e i dataset utilizzati nello studio sono stati resi pubblicamente disponibili, a beneficio della comunità scientifica&lt;/strong&gt;. Ma soprattutto, il progetto segna un traguardo importante: da oggi, anche all’Università di Pisa, è possibile generare automaticamente nuove molecole bioattive, un passo concreto verso una progettazione molecolare più rapida, innovativa e accessibile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha collaborato alla ricerca &lt;strong&gt;Lisa Piazza &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;nella foto con Tuccinardi&lt;/em&gt;), iscritta al Dottorato in Scienza del Farmaco e delle Sostanze Bioattive dell’Università di Pisa e componente del gruppo di Chimica Computazionale del professore Tuccinardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;p&gt;“L’obiettivo – racconta il professore Tiziano Tuccinardi del Dipartimento di Farmacia dell’Atenao pisano – è quello di superare i limiti delle tecniche tradizionali nella progettazione di nuovi farmaci, &lt;strong&gt;generando in modo automatico molecole chimicamente corrette, strutturalmente originali e potenzialmente bioattive, a partire da frammenti&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricercatori e ricercatrici hanno addestrato tre modelli di IA per &lt;strong&gt;“tradurre” frammenti chimici (strutture centrali, gruppi sostituenti o combinazioni di entrambi) in nuove molecole a partire da enormi dataset di molecole bioattive.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La ricerca rappresenta un salto qualitativo nell'uso dell'IA per la chimica e la farmacologia – continua Tuccinardi - &lt;strong&gt;aprendo la strada a una generazione automatica e intelligente di molecole, con impatti potenziali su sanità, industria e ricerca&lt;/strong&gt;. Non si tratta solo di accelerare i processi, ma di immaginare strutture molecolari che la mente umana può difficilmente concepire”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“In linea con i principi di scienza aperta – conclude Tuccinardi &lt;strong&gt;- il codice sorgente e i dataset utilizzati nello studio sono stati resi pubblicamente disponibili, a beneficio della comunità scientifica&lt;/strong&gt;. Ma soprattutto, il progetto segna un traguardo importante: da oggi, anche all’Università di Pisa, è possibile generare automaticamente nuove molecole bioattive, un passo concreto verso una progettazione molecolare più rapida, innovativa e accessibile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha collaborato alla ricerca &lt;strong&gt;Lisa Piazza &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;nella foto con Tuccinardi&lt;/em&gt;), iscritta al Dottorato in Scienza del Farmaco e delle Sostanze Bioattive dell’Università di Pisa e componente del gruppo di Chimica Computazionale del professore Tuccinardi.&lt;/p&gt;
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		<title>L’Ateneo festeggia il Giro con lo spettacolo “Pedala! Gino e Adriana Bartali nell’Italia del dopoguerra”</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29862-l-ateneo-si-unisce-ai-festeggiamenti-del-giro-d-italia-con-lo-spettacolo-pedala-gino-e-adriana-bartali-nell-italia-del-dopoguerra"/>
		<published>2025-05-08T08:52:16+00:00</published>
		<updated>2025-05-08T08:52:16+00:00</updated>
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&lt;p&gt;L’evento si inserisce tra gli appuntamenti che animeranno la città in concomitanza del passaggio del Giro d’Italia, una serata a porte aperte (&lt;strong&gt;ingresso gratuito con &lt;a href=&quot;https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/pedala-gino-e-adriana-bartali-nell%E2%80%99italia-del-dopoguerra&quot;&gt;prenotazione fino ad esaurimento posti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;) promossa e voluta &lt;strong&gt;dall’Università di Pisa e dal Cidic – Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura, in collaborazione con il CUG-Comitato Unico di Garanzia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/PEDALA_copy.jpg&quot; alt=&quot;PEDALA.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il pubblico si troverà di fronte a una storia d’Italia a due voci: Gino Bartali e sua moglie Adriana raccontano le origini di un paese fragile e bellissimo, l’Italia più vera e piccola, gli anni dal 1940 al 1960&lt;/strong&gt;. Da una parte lo sguardo di Adriana che permette di prendere coscienza del ruolo civile delle donne nella ricostruzione dell’Italia democratica, dall’altra &lt;strong&gt;Gino&lt;/strong&gt;, ciclista e intramontabile fuoriclasse ma anche &lt;strong&gt;Giusto tra le Nazioni&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per aver salvato &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;tanti ebrei&lt;/strong&gt;. Si parla del legame con Fausto Coppi, rivale e fratello di battaglie, di un Paese spaccato in due, dell’attentato a Togliatti, dell’epico Tour de France del ‘48 che cambiò la storia d’Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste due voci insieme, Adriana e Gino, interpretate da &lt;strong&gt;Federica Molteni,&lt;/strong&gt; provengono dal passato, ma pongono interrogativi sul presente. E sul futuro. Domande necessarie per riflettere sull’assurdità del conflitto, sul primo voto alle donne, sulla nascita della Repubblica e sulle contraddizioni legate a un regime che non vuole finire del tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo spettacolo, con la regia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carmen Pellegrinelli,&lt;/strong&gt; rappresenta la seconda tappa del “Progetto Bartali” dopo “Gino Bartali-Eroe silenzioso”, che con 250 repliche in Italia e in Europa, ha incontrato e fatto emozionare oltre cinquantamila spettatori, caso straordinario nel teatro indipendente del nostro Paese. Una produzione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Luna e GNAC Teatro, monologo&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;tratto da “&lt;strong&gt;La corsa giusta” di&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Antonio Ferrara (Coccole Books). La durata è di un’ora circa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Biglietti in prenotazione sulla piattaforma Ciaotikets: &lt;a href=&quot;https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/pedala-gino-e-adriana-bartali-nell%E2%80%99italia-del-dopoguerra&quot;&gt;PEDALA! Gino e Adriana Bartali nell’Italia del dopoguerra | ciaotickets&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;p&gt;L’evento si inserisce tra gli appuntamenti che animeranno la città in concomitanza del passaggio del Giro d’Italia, una serata a porte aperte (&lt;strong&gt;ingresso gratuito con &lt;a href=&quot;https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/pedala-gino-e-adriana-bartali-nell%E2%80%99italia-del-dopoguerra&quot;&gt;prenotazione fino ad esaurimento posti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;) promossa e voluta &lt;strong&gt;dall’Università di Pisa e dal Cidic – Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura, in collaborazione con il CUG-Comitato Unico di Garanzia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/PEDALA_copy.jpg&quot; alt=&quot;PEDALA.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il pubblico si troverà di fronte a una storia d’Italia a due voci: Gino Bartali e sua moglie Adriana raccontano le origini di un paese fragile e bellissimo, l’Italia più vera e piccola, gli anni dal 1940 al 1960&lt;/strong&gt;. Da una parte lo sguardo di Adriana che permette di prendere coscienza del ruolo civile delle donne nella ricostruzione dell’Italia democratica, dall’altra &lt;strong&gt;Gino&lt;/strong&gt;, ciclista e intramontabile fuoriclasse ma anche &lt;strong&gt;Giusto tra le Nazioni&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;per aver salvato &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;tanti ebrei&lt;/strong&gt;. Si parla del legame con Fausto Coppi, rivale e fratello di battaglie, di un Paese spaccato in due, dell’attentato a Togliatti, dell’epico Tour de France del ‘48 che cambiò la storia d’Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste due voci insieme, Adriana e Gino, interpretate da &lt;strong&gt;Federica Molteni,&lt;/strong&gt; provengono dal passato, ma pongono interrogativi sul presente. E sul futuro. Domande necessarie per riflettere sull’assurdità del conflitto, sul primo voto alle donne, sulla nascita della Repubblica e sulle contraddizioni legate a un regime che non vuole finire del tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo spettacolo, con la regia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Carmen Pellegrinelli,&lt;/strong&gt; rappresenta la seconda tappa del “Progetto Bartali” dopo “Gino Bartali-Eroe silenzioso”, che con 250 repliche in Italia e in Europa, ha incontrato e fatto emozionare oltre cinquantamila spettatori, caso straordinario nel teatro indipendente del nostro Paese. Una produzione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Luna e GNAC Teatro, monologo&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;tratto da “&lt;strong&gt;La corsa giusta” di&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;Antonio Ferrara (Coccole Books). La durata è di un’ora circa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Biglietti in prenotazione sulla piattaforma Ciaotikets: &lt;a href=&quot;https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/pedala-gino-e-adriana-bartali-nell%E2%80%99italia-del-dopoguerra&quot;&gt;PEDALA! Gino e Adriana Bartali nell’Italia del dopoguerra | ciaotickets&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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		<title>Soluzioni innovative per la diagnosi e il trattamento delle ferite croniche</title>
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		<published>2025-05-09T07:45:23+00:00</published>
		<updated>2025-05-09T07:45:23+00:00</updated>
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			<email>comunicazione@unipi.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/2fa05e5dce773ef4d6e48579be006cd7_S.jpg&quot; alt=&quot;Soluzioni innovative per la diagnosi e il trattamento delle ferite croniche&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Una collaborazione tra la &lt;strong&gt;Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;INAIL&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Auxilium Vitae&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Università di Pisa&lt;/strong&gt; potrebbe cambiare in modo radicale la diagnosi, la gestione e la terapia delle ferite croniche. Si tratta del progetto di ricerca &lt;strong&gt;WOUND&lt;/strong&gt;, che punta a sviluppare nuove tecnologie per accelerare la guarigione delle ferite croniche, un problema che affligge un elevato numero di persone e che comporta costi notevoli a carico del sistema sanitario (un miliardo di euro all’anno, solo in Italia).&amp;nbsp;Il progetto è supportato tecnicamente da Inail e vede coinvolti Emanuele Gruppioni, Direttore Area ricerca del Centro Protesi, e Elisa Taglione, Direttore sanitario del Centro di riabilitazione motoria di Volterra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/wound3.jpg&quot; alt=&quot;wound3&quot; width=&quot;800&quot; height=&quot;603&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Grazie ai risultati promettenti ottenuti fino a questo momento, e alla collaborazione con centri clinici di prim’ordine, abbiamo la possibilità di essere i primi al mondo a proporre sistemi diagnostici quantitativi e nuove tecnologie terapeutiche che abbiano un impatto davvero importante sui pazienti affetti da ferite croniche. Grazie a una proficua collaborazione tra bioingegneri e clinici, confidiamo di ottenere risultati di livello internazionale e di grande impatto sulla salute di tante persone” dichiarano&lt;strong&gt; Leonardo Ricotti e Andrea Cafarelli&lt;/strong&gt;, rispettivamente docente e ricercatore del Regenerative Technologies Lab della Scuola Superiore Sant’Anna, a capo del progetto WOUND.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le ferite croniche: che cosa sono e quante persone colpiscono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le ferite croniche rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. Le più comuni sono le ulcere da pressione, le ulcere venose, le ulcere diabetiche e le ferite post-chirurgiche complicate. Si stima che in Europa oltre 2 milioni di persone convivano con una ferita cronica, un numero destinato ad aumentare con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle patologie croniche come il diabete. L'impatto sul sistema sanitario è significativo: queste ferite richiedono cure continue, aumentano il rischio di infezioni gravi e allungano i tempi di degenza ospedaliera, generando costi elevati e riducendo la qualità della vita dei pazienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il prossimo obiettivo: la traslazione clinica delle nuove tecnologie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il meeting tecnico, che si è svolto presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, è stato l’occasione per tracciare i prossimi obiettivo del progetto. Nell’ultimo anno e mezzo infatti, il Regenerative Technologies Lab dell’Istituto di BioRobotica ha sviluppato e testato in laboratorio, con successo, alcune tecnologie quali sistemi di stimolazione ultrasonica ed elettromagnetica, patch intelligenti per terapie innovative, e sistemi di elaborazione dati utilizzabili per una diagnostica avanzata e quantitativa. Nei prossimi mesi, si punterà alla traslazione clinica di alcune di queste tecnologie, grazie al personale del Centro di Riabilitazione Motoria INAIL di Volterra, di Auxilium Vitae Volterra e dell’Unità di Dermatologia dell’Università di Pisa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“WOUND è un progetto articolato e sfidante, caratterizzato da un approccio fortemente interdisciplinare, che vuole rendere la cura delle ferite difficili più mirata e personalizzata, quindi più efficace; grazie al lavoro di ricerca sul processo di guarigione delle ferite ci attendiamo di poter sviluppare strumenti diagnostici e terapeutici innovativi e trasferibili nella pratica clinica” dichiara &lt;strong&gt;Elisa Taglione&lt;/strong&gt;, direttore sanitario del Centro di Riabilitazione Motoria Inail di Volterra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Siamo felici di partecipare a questo progetto, che richiede l'attività congiunta di più ricercatori e operatori sanitari, per risolvere una delle problematiche che più affligge ed inficia il recupero e il trattamento riabilitativo di degenti complessi, con lesioni da pressione” dichiara &lt;strong&gt;Loredana&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Voci&lt;/strong&gt;, Direttrice Struttura Complessa Area Neurologica Auxilum Vitae Volterra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Il progetto di ricerca WOUND integra competenze cliniche e laboratoristiche che porteranno interessanti contributi per la gestione delle ferite di difficile guarigione. Il dermatologo è in prima fila nell’affrontare la complessa gestione assistenziale dei pazienti con lesioni cutanee e siamo quindi ansiosi di offrire la nostra esperienza nel settore per il raggiungimento di risultati innovativi” afferma &lt;strong&gt;Marco Romanelli&lt;/strong&gt;, professore ordinario di Dermatologia presso l’Università di Pisa e direttore della clinica dermatologica della Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il gruppo di ricerca coinvolto nel progetto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il progetto WOUND include professionalità provenienti da contesti medici e di ricerca scientifica: per la Scuola Superiore Sant’Anna sono coinvolti Leonardo Ricotti, Andrea Cafarelli, Bianca Cioni, Giorgia Romano, Francesco Iacoponi, Angela Sorriento, Francesco Nocilla, Carlotta Pucci, Erika Roventini, Sofia Sirolli, Mattia Biagi, e Alessandra Coviello; per il Centro di Riabilitazione Motoria INAIL di Volterra partecipano al progetto Elisa Taglione, Daniele Onnis, Ilaria Creatini, Silvia Bianchi, Antonio Miceli, Monica Baldi e Ilaria Cabizzosu. Per Auxilium Vitae Loredana Voci, Aurora Grandoli e Samuele Bigazzi. Per l’Unità di Dermatologia dell’Università di Pisa Marco Romanelli e Alessandra Michelucci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Fonte: Ufficio Stampa Scuola Superiore Sant'Anna).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/2fa05e5dce773ef4d6e48579be006cd7_S.jpg&quot; alt=&quot;Soluzioni innovative per la diagnosi e il trattamento delle ferite croniche&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Una collaborazione tra la &lt;strong&gt;Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;INAIL&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Auxilium Vitae&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Università di Pisa&lt;/strong&gt; potrebbe cambiare in modo radicale la diagnosi, la gestione e la terapia delle ferite croniche. Si tratta del progetto di ricerca &lt;strong&gt;WOUND&lt;/strong&gt;, che punta a sviluppare nuove tecnologie per accelerare la guarigione delle ferite croniche, un problema che affligge un elevato numero di persone e che comporta costi notevoli a carico del sistema sanitario (un miliardo di euro all’anno, solo in Italia).&amp;nbsp;Il progetto è supportato tecnicamente da Inail e vede coinvolti Emanuele Gruppioni, Direttore Area ricerca del Centro Protesi, e Elisa Taglione, Direttore sanitario del Centro di riabilitazione motoria di Volterra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/wound3.jpg&quot; alt=&quot;wound3&quot; width=&quot;800&quot; height=&quot;603&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Grazie ai risultati promettenti ottenuti fino a questo momento, e alla collaborazione con centri clinici di prim’ordine, abbiamo la possibilità di essere i primi al mondo a proporre sistemi diagnostici quantitativi e nuove tecnologie terapeutiche che abbiano un impatto davvero importante sui pazienti affetti da ferite croniche. Grazie a una proficua collaborazione tra bioingegneri e clinici, confidiamo di ottenere risultati di livello internazionale e di grande impatto sulla salute di tante persone” dichiarano&lt;strong&gt; Leonardo Ricotti e Andrea Cafarelli&lt;/strong&gt;, rispettivamente docente e ricercatore del Regenerative Technologies Lab della Scuola Superiore Sant’Anna, a capo del progetto WOUND.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le ferite croniche: che cosa sono e quante persone colpiscono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le ferite croniche rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. Le più comuni sono le ulcere da pressione, le ulcere venose, le ulcere diabetiche e le ferite post-chirurgiche complicate. Si stima che in Europa oltre 2 milioni di persone convivano con una ferita cronica, un numero destinato ad aumentare con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle patologie croniche come il diabete. L'impatto sul sistema sanitario è significativo: queste ferite richiedono cure continue, aumentano il rischio di infezioni gravi e allungano i tempi di degenza ospedaliera, generando costi elevati e riducendo la qualità della vita dei pazienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il prossimo obiettivo: la traslazione clinica delle nuove tecnologie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il meeting tecnico, che si è svolto presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, è stato l’occasione per tracciare i prossimi obiettivo del progetto. Nell’ultimo anno e mezzo infatti, il Regenerative Technologies Lab dell’Istituto di BioRobotica ha sviluppato e testato in laboratorio, con successo, alcune tecnologie quali sistemi di stimolazione ultrasonica ed elettromagnetica, patch intelligenti per terapie innovative, e sistemi di elaborazione dati utilizzabili per una diagnostica avanzata e quantitativa. Nei prossimi mesi, si punterà alla traslazione clinica di alcune di queste tecnologie, grazie al personale del Centro di Riabilitazione Motoria INAIL di Volterra, di Auxilium Vitae Volterra e dell’Unità di Dermatologia dell’Università di Pisa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“WOUND è un progetto articolato e sfidante, caratterizzato da un approccio fortemente interdisciplinare, che vuole rendere la cura delle ferite difficili più mirata e personalizzata, quindi più efficace; grazie al lavoro di ricerca sul processo di guarigione delle ferite ci attendiamo di poter sviluppare strumenti diagnostici e terapeutici innovativi e trasferibili nella pratica clinica” dichiara &lt;strong&gt;Elisa Taglione&lt;/strong&gt;, direttore sanitario del Centro di Riabilitazione Motoria Inail di Volterra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Siamo felici di partecipare a questo progetto, che richiede l'attività congiunta di più ricercatori e operatori sanitari, per risolvere una delle problematiche che più affligge ed inficia il recupero e il trattamento riabilitativo di degenti complessi, con lesioni da pressione” dichiara &lt;strong&gt;Loredana&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Voci&lt;/strong&gt;, Direttrice Struttura Complessa Area Neurologica Auxilum Vitae Volterra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Il progetto di ricerca WOUND integra competenze cliniche e laboratoristiche che porteranno interessanti contributi per la gestione delle ferite di difficile guarigione. Il dermatologo è in prima fila nell’affrontare la complessa gestione assistenziale dei pazienti con lesioni cutanee e siamo quindi ansiosi di offrire la nostra esperienza nel settore per il raggiungimento di risultati innovativi” afferma &lt;strong&gt;Marco Romanelli&lt;/strong&gt;, professore ordinario di Dermatologia presso l’Università di Pisa e direttore della clinica dermatologica della Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il gruppo di ricerca coinvolto nel progetto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il progetto WOUND include professionalità provenienti da contesti medici e di ricerca scientifica: per la Scuola Superiore Sant’Anna sono coinvolti Leonardo Ricotti, Andrea Cafarelli, Bianca Cioni, Giorgia Romano, Francesco Iacoponi, Angela Sorriento, Francesco Nocilla, Carlotta Pucci, Erika Roventini, Sofia Sirolli, Mattia Biagi, e Alessandra Coviello; per il Centro di Riabilitazione Motoria INAIL di Volterra partecipano al progetto Elisa Taglione, Daniele Onnis, Ilaria Creatini, Silvia Bianchi, Antonio Miceli, Monica Baldi e Ilaria Cabizzosu. Per Auxilium Vitae Loredana Voci, Aurora Grandoli e Samuele Bigazzi. Per l’Unità di Dermatologia dell’Università di Pisa Marco Romanelli e Alessandra Michelucci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Fonte: Ufficio Stampa Scuola Superiore Sant'Anna).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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		<title>Riccardo, Alessia, Biagio ed Elisa: ecco i primi Erasmus italiani a UniPi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29856-riccardo-alessia-biagio-ed-elisa-ecco-i-primi-erasmus-italiani-all-universita-di-pisa"/>
		<published>2025-05-06T10:18:07+00:00</published>
		<updated>2025-05-06T10:18:07+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Redazione Web</name>
			<email>comunicazione@unipi.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/f920db3afacabbae6efff584e462873e_S.jpg&quot; alt=&quot;immagine a scopo decorativo&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana, geneva;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;Riccardo, Alessia, Biagio ed Elisa sono fra i primi studenti italiani a varcare le soglie dell’Università di Pisa grazie al nuovo programma Erasmus Italia. Ciascuno con una storia, un progetto da realizzare. &lt;b&gt;Riccardo Borsarelli arriva da Torino&lt;/b&gt;, studia filologia classica e a Pisa sta seguendo corsi in filologia greca e tardo-antica&lt;b&gt;. Alessia Ambroso proviene dall’Università Federico II di Napoli&lt;/b&gt;, è iscritta a scienze biologiche e lavora a una tesi in neuroscienze sulla sclerosi multipla sotto la guida della professoressa Elisabetta Ferraro. Anche &lt;b&gt;Biagio Aurimma è napoletano e frequenta la stessa università&lt;/b&gt;: è a Pisa per un progetto sulla malattia di Alzheimer condotto nel laboratorio del professor Marco Onorati, che potrebbe proseguire fino a dicembre. &lt;b&gt;Elisa Veneruzzo, infine, viene da Padova&lt;/b&gt; e si sta dedicando a una tesi innovativa sull’applicazione della bioingegneria al monitoraggio non invasivo del benessere dei cavalli, frutto della collaborazione tra i dipartimenti di Ingegneria biomedica e Scienze veterinarie dell’ateneo pisano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana, geneva;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/erasmus_italia.jpg&quot; alt=&quot;erasmus_italia.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Da sinistra Elisa Veneruzzo, Biagio Aurimma, Giovanni Paoletti, Alessia Ambroso e Riccardo Borsarelli&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;span&gt;Sono dunque loro i pionieri del programma di mobilità nazionale Erasmus Italia varato lo scorso anno e ora entrato nel vivo grazie a un &lt;b&gt;piano di accordi siglato dall’Università di Pisa con gli atenei di Pavia, Padova e Federico II di Napoli, e convenzioni singole con Roma Tre, Salento e Torino&lt;/b&gt;. Il programma, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, consente a studenti di laurea magistrale o a ciclo unico di svolgere un periodo di studio da tre a sei mesi in un’altra università italiana, con una borsa di mobilità mensile di 600 euro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;“&lt;b&gt;Gli studenti e le studentesse arrivati a Pisa in questo semestre sono ad oggi diciassette&lt;/b&gt; – ha commentato &lt;b&gt;Giovanni Paoletti&lt;/b&gt;, prorettore alla didattica dell’Università di Pisa – La loro partecipazione e i loro primi pareri ci dicono che l’Erasmus italiano è &lt;b&gt;un’esperienza che può funzionare&lt;/b&gt;. Abbiamo provato a cogliere questa occasione per valorizzare le potenzialità del sistema universitario italiano e rafforzare le reti di collaborazione con altri Atenei o crearne di nuove, anche sul piano didattico. Quest’anno l’importante era rompere il ghiaccio”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;“Ma forse siamo riusciti a fare anche qualcosa di più – continua Paoletti – grazie all’impegno di tutti, a partire dai corsi di studio e alla Direzione didattica, e alla collaborazione con gli altri Atenei, in primo luogo Padova, Pavia e la Federico II con cui abbiamo l’accordo più ampio. &lt;b&gt;Non mancano i problemi, a partire dalla difficoltà abitativa, ma gli studenti e le studentesse che sono oggi da noi hanno mostrato motivazione e trovato soluzioni&lt;/b&gt;. Alcuni di loro rimarranno a Pisa anche oltre il periodo previsto dalla mobilità, per completare il lavoro”.&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;“Per il prossimo anno accademico – conclude Paoletti - &lt;b&gt;sono previste maggiori risorse da parte del Ministero e come Ateneo stiamo ampliando le convenzioni in essere&lt;/b&gt;, mentre altre sono in dirittura d’arrivo. Si parte sempre da un accordo preliminare fra i corsi di studio, in modo che studentesse e studenti si inseriscano in un contesto pronto ad accoglierli, con obiettivi precisi. In particolare, per chi fa il percorso magistrale, usufruire di un soggiorno mirato in un altro Ateneo e conoscere un’altra realtà accademica può essere un importante valore aggiunto a livello di formazione e di esperienza universitaria in generale”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;“&lt;b&gt;Gli studenti e le studentesse arrivati a Pisa in questo semestre sono ad oggi diciassette&lt;/b&gt; – ha commentato &lt;b&gt;Giovanni Paoletti&lt;/b&gt;, prorettore alla didattica dell’Università di Pisa – La loro partecipazione e i loro primi pareri ci dicono che l’Erasmus italiano è &lt;b&gt;un’esperienza che può funzionare&lt;/b&gt;. Abbiamo provato a cogliere questa occasione per valorizzare le potenzialità del sistema universitario italiano e rafforzare le reti di collaborazione con altri Atenei o crearne di nuove, anche sul piano didattico. Quest’anno l’importante era rompere il ghiaccio”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;span&gt;“Ma forse siamo riusciti a fare anche qualcosa di più – continua Paoletti – grazie all’impegno di tutti, a partire dai corsi di studio e alla Direzione didattica, e alla collaborazione con gli altri Atenei, in primo luogo Padova, Pavia e la Federico II con cui abbiamo l’accordo più ampio. &lt;b&gt;Non mancano i problemi, a partire dalla difficoltà abitativa, ma gli studenti e le studentesse che sono oggi da noi hanno mostrato motivazione e trovato soluzioni&lt;/b&gt;. Alcuni di loro rimarranno a Pisa anche oltre il periodo previsto dalla mobilità, per completare il lavoro”.&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Anna Maria Raspolli Galletti eletta presidente della Divisione di Chimica Industriale della Società Chimica Italiana</title>
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		<published>2025-04-30T07:24:49+00:00</published>
		<updated>2025-04-30T07:24:49+00:00</updated>
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&lt;p&gt;La Società Chimica Italiana, fondata nel 1909, è un’associazione scientifica che conta oltre 5.700 iscritti. I soci svolgono la loro attività nelle università e negli enti di ricerca, nelle scuole, nelle industrie, nei laboratori pubblici e privati di ricerca e controllo, nella libera professione. Essi sono uniti, oltre che dall’interesse per la scienza chimica, dalla volontà di contribuire alla crescita culturale ed economica della comunità nazionale, al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e alla tutela dell’ambiente. La Divisione di Chimica Industriale della Società Chimica Italiana, che comprende 430 soci, si pone come principale traguardo quello di promuovere la cultura e la formazione chimica nel settore della Chimica Industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Sono davvero onorata di essere stata eletta alla presidenza della Divisione di Chimica Industriale della SCI in un momento di forte transizione e anche di grandi opportunità per l’industria chimica italiana e per la ricerca applicata – commenta la professoressa – La sfida rappresentata dalla transizione energetica e dalla sostituzione delle materie prime fossili nei processi produttivi richiederà al mondo accademico e all’industria chimica italiana un impegno sinergico che permetta di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità globale ormai imprescindibili”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anna Maria Raspolli Galletti è professoressa ordinaria di Chimica Industriale e durante la sua carriera ha ricoperto molteplici ruoli istituzionali presso l’Ateneo di Pisa: membro del Consiglio di amministrazione, presidente dei corsi di laurea in Chimica Industriale, vicedirettore del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua attività di ricerca è rivolta all’ottimizzazione di processi chimici di interesse industriale adottando scelte in accordo con la &lt;em&gt;green chemistry&lt;/em&gt; in modo da migliorarne la sicurezza e la sostenibilità ambientale, economica ed energetica. In particolare, si occupa della conversione catalitica di scarti agricoli e industriali per l’ottenimento di &lt;em&gt;biofuels&lt;/em&gt; e innovativi prodotti chimici ad alto valore aggiunto. In questo ambito è ed è stata responsabile di moltissimi progetti di ricerca finanziati da aziende italiane e straniere e da organismi istituzionali italiani ed europei. La sua ricerca scientifica è documentata da oltre 200 pubblicazioni su riviste internazionali, da capitoli di libri e da oltre 20 brevetti, molti dei quali estesi all’estero.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/1663779a4b208749c7d83cdef9bb1228_S.jpg&quot; alt=&quot;Anna Maria Raspolli Galletti eletta presidente della Divisione di Chimica Industriale della Società Chimica Italiana&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/galletti.jpeg&quot; alt=&quot;galletti&quot; width=&quot;360&quot; class=&quot;immaginedestra&quot; /&gt;Anna Maria Raspolli Galletti, professoressa ordinaria di Chimica Industriale all’Università di Pisa, è stata eletta presidente della &lt;a href=&quot;https://www.chimind.it/&quot;&gt;Divisione di Chimica Industriale&lt;/a&gt; della &lt;a href=&quot;https://www.soc.chim.it/&quot;&gt;Società Chimica Italiana&lt;/a&gt; per il triennio 2025-2027. Si tratta di un incarico prestigioso che, per la prima volta in Italia, viene ricoperto da una donna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Società Chimica Italiana, fondata nel 1909, è un’associazione scientifica che conta oltre 5.700 iscritti. I soci svolgono la loro attività nelle università e negli enti di ricerca, nelle scuole, nelle industrie, nei laboratori pubblici e privati di ricerca e controllo, nella libera professione. Essi sono uniti, oltre che dall’interesse per la scienza chimica, dalla volontà di contribuire alla crescita culturale ed economica della comunità nazionale, al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e alla tutela dell’ambiente. La Divisione di Chimica Industriale della Società Chimica Italiana, che comprende 430 soci, si pone come principale traguardo quello di promuovere la cultura e la formazione chimica nel settore della Chimica Industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Sono davvero onorata di essere stata eletta alla presidenza della Divisione di Chimica Industriale della SCI in un momento di forte transizione e anche di grandi opportunità per l’industria chimica italiana e per la ricerca applicata – commenta la professoressa – La sfida rappresentata dalla transizione energetica e dalla sostituzione delle materie prime fossili nei processi produttivi richiederà al mondo accademico e all’industria chimica italiana un impegno sinergico che permetta di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità globale ormai imprescindibili”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anna Maria Raspolli Galletti è professoressa ordinaria di Chimica Industriale e durante la sua carriera ha ricoperto molteplici ruoli istituzionali presso l’Ateneo di Pisa: membro del Consiglio di amministrazione, presidente dei corsi di laurea in Chimica Industriale, vicedirettore del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sua attività di ricerca è rivolta all’ottimizzazione di processi chimici di interesse industriale adottando scelte in accordo con la &lt;em&gt;green chemistry&lt;/em&gt; in modo da migliorarne la sicurezza e la sostenibilità ambientale, economica ed energetica. In particolare, si occupa della conversione catalitica di scarti agricoli e industriali per l’ottenimento di &lt;em&gt;biofuels&lt;/em&gt; e innovativi prodotti chimici ad alto valore aggiunto. In questo ambito è ed è stata responsabile di moltissimi progetti di ricerca finanziati da aziende italiane e straniere e da organismi istituzionali italiani ed europei. La sua ricerca scientifica è documentata da oltre 200 pubblicazioni su riviste internazionali, da capitoli di libri e da oltre 20 brevetti, molti dei quali estesi all’estero.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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		<title>L’Università di Pisa protagonista al Festival della Robotica 2025</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/29853-l-universita-di-pisa-protagonista-al-festival-della-robotica-2025"/>
		<published>2025-05-05T13:17:24+00:00</published>
		<updated>2025-05-05T13:17:24+00:00</updated>
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			<name>Redazione Web</name>
			<email>comunicazione@unipi.it</email>
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&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;710&quot; data-end=&quot;1252&quot;&gt;L’Università di Pisa è tra i principali protagonisti della manifestazione, contribuendo con contenuti scientifici, divulgativi e tecnologici che spaziano dalla robotica educativa alle applicazioni in medicina, agricoltura, cultura e sport. Cuore pulsante del Festival sarà l’&lt;strong data-start=&quot;985&quot; data-end=&quot;1036&quot;&gt;esposizione permanente di piattaforme robotiche&lt;/strong&gt;, curata dall’Università insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e alle aziende del territorio: uno spazio aperto al pubblico per scoprire da vicino le più avanzate tecnologie robotiche, in uso o in fase di sviluppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/robotica_or.jpg&quot; alt=&quot;robotica_or.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;1254&quot; data-end=&quot;1669&quot;&gt;Tra gli appuntamenti spicca &lt;strong data-start=&quot;1293&quot; data-end=&quot;1318&quot;&gt;“Una star dal futuro”&lt;/strong&gt;, spettacolo-intervista con &lt;em data-start=&quot;1346&quot; data-end=&quot;1352&quot;&gt;Abel&lt;/em&gt;, il robot-attore empatico ideato al &lt;strong data-start=&quot;1389&quot; data-end=&quot;1423&quot;&gt;Centro di Ricerca “E. Piaggio”&lt;/strong&gt; e sviluppato all’interno del progetto &lt;strong data-start=&quot;1462&quot; data-end=&quot;1473&quot;&gt;ForeLab&lt;/strong&gt; del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo. Abel, unico nel suo genere, è in grado di interagire con le emozioni umane e sarà protagonista di un dialogo diretto con il pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;1671&quot; data-end=&quot;2053&quot;&gt;Grande attesa anche per l’inaugurazione dell’&lt;strong data-start=&quot;1716&quot; data-end=&quot;1775&quot;&gt;Intelligent Lab for the Monitoring of Agri-Food (ILMAF)&lt;/strong&gt;, una nuova infrastruttura tecnologica all’avanguardia, finanziata dal PNRR e co-progettata dall’Università di Pisa, che metterà a disposizione della comunità scientifica sistemi intelligenti per il monitoraggio delle colture e la gestione ambientale nel settore agroalimentare.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;2055&quot; data-end=&quot;2511&quot;&gt;L’Università sarà presente anche negli &lt;strong data-start=&quot;2094&quot; data-end=&quot;2135&quot;&gt;spazi dedicati alla medicina robotica&lt;/strong&gt;, presso gli Arsenali Repubblicani, con personale esperto e simulatori per il training chirurgico, e parteciperà a &lt;strong data-start=&quot;2250&quot; data-end=&quot;2281&quot;&gt;convegni e talk scientifici&lt;/strong&gt; sui temi dell’intelligenza artificiale applicata alla salute. Ampio il contributo anche nell’&lt;strong data-start=&quot;2375&quot; data-end=&quot;2410&quot;&gt;ambito della robotica educativa&lt;/strong&gt;, con laboratori guidati da docenti e ricercatori per avvicinare i giovani alle tecnologie emergenti.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;2513&quot; data-end=&quot;2978&quot;&gt;Non mancheranno infine le occasioni di confronto: &lt;strong data-start=&quot;2563&quot; data-end=&quot;2630&quot;&gt;giovani ricercatori dell’Ateneo presenteranno i propri progetti&lt;/strong&gt;, illustrando anche le implicazioni etiche e sociali della robotica, mentre &lt;strong data-start=&quot;2706&quot; data-end=&quot;2730&quot;&gt;docenti universitari&lt;/strong&gt; terranno presentazioni divulgative per il grande pubblico. Sabato è previsto un momento di networking tra studenti, neolaureati e aziende, per discutere delle opportunità offerte dal sistema innovativo pisano nel trasformare la ricerca in impresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt;”Il Festival della Robotica&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt; - ha detto &lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;display: contents;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;dig-1hicw9p1_4-0-0 dig-1hicw9p0_4-0-0 dig-ekabin0_4-0-0 dig-Theme-vis2023 dig-Theme-vis2023--bright dig-Mode--bright In-Theme-Provider&quot; style=&quot;display: contents;&quot;&gt;Corrado Priami, prorettore per la valorizzazione della conoscenza dell’Università di Pisa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;- &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; è un appuntamento fondamentale il nostro Ateneo che mette molto impegno per valorizzare le competenze e le conoscenze all’interno dell’ateneo e per farle arrivare al pubblico, facendo capire i progressi di questo settore che ormai è presente in molti àmbiti della nostra società. C’è grande entusiasmo e abbiamo ritenuto di inviare questo esempio al Ministero come elemento di valutazione dell’Università di Pisa”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Festival della Robotica 2025 è organizzato dalla Fondazione Tech Care &lt;/strong&gt;con la direzione scientifica del professor Mauro Ferrari, e si svolge con il sostegno di importanti istituzioni, tra cui la Regione Toscana, il Comune di Pisa, l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;p class=&quot;&quot; data-start=&quot;710&quot; data-end=&quot;1252&quot;&gt;L’Università di Pisa è tra i principali protagonisti della manifestazione, contribuendo con contenuti scientifici, divulgativi e tecnologici che spaziano dalla robotica educativa alle applicazioni in medicina, agricoltura, cultura e sport. Cuore pulsante del Festival sarà l’&lt;strong data-start=&quot;985&quot; data-end=&quot;1036&quot;&gt;esposizione permanente di piattaforme robotiche&lt;/strong&gt;, curata dall’Università insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e alle aziende del territorio: uno spazio aperto al pubblico per scoprire da vicino le più avanzate tecnologie robotiche, in uso o in fase di sviluppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/robotica_or.jpg&quot; alt=&quot;robotica_or.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Festival della Robotica 2025 è organizzato dalla Fondazione Tech Care &lt;/strong&gt;con la direzione scientifica del professor Mauro Ferrari, e si svolge con il sostegno di importanti istituzioni, tra cui la Regione Toscana, il Comune di Pisa, l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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		<title>Al professor Alberto Del Guerra un prestigioso riconoscimento dalla IEEE Nuclear &amp; Plasma Sciences Society</title>
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		<published>2025-04-30T10:18:32+00:00</published>
		<updated>2025-04-30T10:18:32+00:00</updated>
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&lt;p&gt;Alberto Del Guerra sì è laureato in Fisica all’Università di Pisa nel 1968 con una tesi sulla fisica degli acceleratori, per poi passare alla fisica sperimentale delle particelle presso l'elettrosincrotrone NINA di Daresbury (UK). Al suo ritorno a Pisa nel 1975, si dedicò alla ricerca in Fisica Medica, tematica che non avrebbe più abbandonato. La sua attività di ricerca è stata principalmente rivolta allo sviluppo di rivelatori di radiazioni ionizzanti in campo medico, in particolare alla tomografia a emissione di positroni (PET) e alla protonterapia. La sua produzione scientifica comprende oltre 400 articoli con più di 5000 citazioni. Ha ricoperto posizioni di Professore Ordinario presso l'Università di Napoli Federico II, l'Università di Ferrara, per poi rientrare all'Università di Pisa nel 1998. In ciascuna Università ha fondato e diretto gruppi di ricerca in Fisica Medica con numerosi collaboratori e studenti. Molti di loro ora ricoprono incarichi a tempo indeterminato presso università e centri di ricerca in Italia e all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il contributo di Alberto Del Guerra al campo delle scienze nucleari applicate alla medicina non si è limitato all'insegnamento accademico e alla ricerca scientifica, ma ha incluso anche il suo incessante impegno nelle attività di promozione e partecipazione a società scientifiche (AIFM, EFOMP, EANM, ESR). A partire dalla fine degli anni ‘90 il suo interesse e la collaborazione scientifica e amministrativa nell’ambito della “IEEE-Nuclear and Plasma Sciences Society” divenne uno dei suoi impegni principali. Nel 2012 è stato nominato Fellow dell'IEEE ed è ora Life Fellow dell'IEEE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato membro eletto dell'ADCOM, membro fondatore del Comitato Transnazionale, Presidente del Comitato di Valutazione dei Fellow e del Comitato di Ricerca di candidati idonei per divenire Fellow dell'NPSS.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://old.unipi.it/media/k2/items/cache/8f97d2b3e4b818427893e03387aa0a74_S.jpg&quot; alt=&quot;Al professor Alberto Del Guerra un prestigioso riconoscimento dalla IEEE Nuclear &amp; Plasma Sciences Society&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;images/2025/IMG-20250414-WA0002_2.jpg&quot; alt=&quot;Alberto Del Guerra&quot; width=&quot;260&quot; class=&quot;immaginedestra&quot; /&gt;Alberto Del Guerra, già professore di Fisica presso l'Università di Pisa e associato all’INFN Sezione di Pisa, è stato insignito del &quot;&lt;strong&gt;IEEE-NPSS Richard F. Shea Distinguished Member Award 2025&lt;/strong&gt;&quot;. Questo premio, istituito nel 1986, viene assegnato annualmente dalla IEEE Nuclear &amp;amp; Plasma Sciences Society a un solo candidato sulla base di criteri che tengono conto dei ruoli di leadership ricoperti e della qualità della leadership; dei contributi innovativi e importanti alle attività della Società NPSS; del servizio e dedizione alla NPSS; dei risultati tecnici raggiunti. &lt;strong&gt;Alberto del Guerra è il primo italiano a riceverlo&lt;/strong&gt;, con la seguente motivazione: &quot;Per i contributi eccezionali e innovativi svolti all’interno della NPSS, in particolare per aver incoraggiato e incrementato il coinvolgimento internazionale della comunità di NPSS, per aver promosso e guidato la nomina a IEEE Fellow all'interno dell'NPSS, e per i contributi tecnici innovativi nel campo della fisica medica, in particolare per la PET e la terapia con particelle&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alberto Del Guerra sì è laureato in Fisica all’Università di Pisa nel 1968 con una tesi sulla fisica degli acceleratori, per poi passare alla fisica sperimentale delle particelle presso l'elettrosincrotrone NINA di Daresbury (UK). Al suo ritorno a Pisa nel 1975, si dedicò alla ricerca in Fisica Medica, tematica che non avrebbe più abbandonato. La sua attività di ricerca è stata principalmente rivolta allo sviluppo di rivelatori di radiazioni ionizzanti in campo medico, in particolare alla tomografia a emissione di positroni (PET) e alla protonterapia. La sua produzione scientifica comprende oltre 400 articoli con più di 5000 citazioni. Ha ricoperto posizioni di Professore Ordinario presso l'Università di Napoli Federico II, l'Università di Ferrara, per poi rientrare all'Università di Pisa nel 1998. In ciascuna Università ha fondato e diretto gruppi di ricerca in Fisica Medica con numerosi collaboratori e studenti. Molti di loro ora ricoprono incarichi a tempo indeterminato presso università e centri di ricerca in Italia e all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il contributo di Alberto Del Guerra al campo delle scienze nucleari applicate alla medicina non si è limitato all'insegnamento accademico e alla ricerca scientifica, ma ha incluso anche il suo incessante impegno nelle attività di promozione e partecipazione a società scientifiche (AIFM, EFOMP, EANM, ESR). A partire dalla fine degli anni ‘90 il suo interesse e la collaborazione scientifica e amministrativa nell’ambito della “IEEE-Nuclear and Plasma Sciences Society” divenne uno dei suoi impegni principali. Nel 2012 è stato nominato Fellow dell'IEEE ed è ora Life Fellow dell'IEEE.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato membro eletto dell'ADCOM, membro fondatore del Comitato Transnazionale, Presidente del Comitato di Valutazione dei Fellow e del Comitato di Ricerca di candidati idonei per divenire Fellow dell'NPSS.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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