Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi
Stai navigando sulla vecchia versione del sito dell'Università di Pisa. I contenuti che trovi in queste pagine sono in fase di migrazione sul nuovo sito o sono pubblicati qui per obblighi di legge. Vai al nuovo sito www.unipi.it.
Martedì, 20 Novembre 2018 12:04

Il valore della differenza

bincheri volume cover"La situazione italiana a un quarto di secolo dalla Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino. Il gap di genere tra ostacoli nel mondo del lavoro e stereotipi culturali" (Ets, 2018) è il titolo del nuovo libro curato da Rita Biancheri docente del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, e da Giovanna Spatari, docente di Medicina del Lavoro dell’Università di Messina.

Pubblichiamo di seguito un estratto dal volume a firma di Rita Biancheri.

****************

Il tema delle pari opportunità e dell’equità di genere si ripresenta periodicamente all’attenzione della stampa in seguito alla ripresa di un dibattito, spesso mal posto e sensazionalistico, sulle difficoltà di fare carriera e sugli stereotipi che perdurano nelle radici sessiste della nostra cultura. Gli argomenti che da più parti vengono sollevati sembrano non tener conto dei numerosi studi, progetti europei e conoscenze che su questo tema hanno alimentato un confronto euristico significativo, evidenziando con chiarezza quali sono gli ostacoli e le barriere che nell’accademia e nei luoghi di lavoro discriminano le donne, escludendole dai ruoli apicali e rendendo la loro presenza debole nella sfera pubblica. Una rivoluzione incompiuta, sostiene Esping-Anderesen, una democratizzazione della nostra società che si ferma sulla soglia della sfera privata, dove gli eventi di cronaca quotidiani ci pongono di fronte a drammi esistenziali e a difficoltà che rendono non effettivo il principio della sostanzialità dei diritti per tutte le donne.

Ripercorrere le tematiche, che hanno caratterizzato l’ampia articolazione degli interventi e delle proposte politiche, della Conferenza mondiale delle donne di Pechino del 1995 ha un duplice scopo: da una parte far emergere, a più di vent’anni dall’incontro, la lentezza e vischiosità dei cambiamenti per una scarsa volontà di perseguirne gli obiettivi, dall’altra sostenere la ricerca individuando nuovi contributi per andare avanti, senza scoraggiarsi e con determinazione, per realizzare una società più giusta in grado di promuovere le capacità femminili, mettendo al centro il valore della differenza.

Il volume si propone non solo di mantenere viva l’attenzione su temi cruciali che riguardano tutti/e, dalla sfera familiare all’ambito occupazionale ed educativo, ma anche di fare chiarezza in uno scenario che sembra dimenticare troppo spesso gli esiti di importanti ricerche, come se in quest’ambito studiose e studiosi non abbiano pubblicato libri, disseminato risultati, tenuto convegni trasversalmente in tutte le discipline. Proprio per questo il rischio è quello di ripartite sempre da capo e ritrovarsi a sostenerne l’importanza, fiaccando però le energie più vitali proprio per l’insostenibile leggerezza che non raramente accompagna le argomentazioni e i luoghi comuni, ma soprattutto non permettendo agli studi di genere di essere inseriti a pieno titolo nella formazione universitaria e, quindi, non consentendo un’adeguata diffusione delle ra-dici storiche, sociali e di potere che invece dovrebbero essere i nodi da sciogliere e su cui concentrare le “azioni positive”.

Occorre, dunque, modificare l’organizzazione tuttora improntata unilateralmente sul neutro maschile, per contrastare quel fenomeno di “endogamia sociale” per cui si premiano le affinità. In altri termini, altrimenti si continua a rinforzare quel fenomeno, chiamato effetto Matilda, opposto all’effetto San Matteo, che produce per gli uomini un circuito cumulativo, premiando esponenzialmente coloro che già si trovano in un contesto privilegiato. La posizione europea è chiara occorre avviare un approccio comprensivo e sostenibile per trasformare strutturalmente le istituzioni, capitalizzare e valorizzare i talenti aumentando la presenza delle donne in tutti i settori.

Il progetto europeo TRIGGER (Transforming Institutions by Gendering contents and Gaining Equality in Research) della nostra Università - e presentato in questo libro - ha dato pienamente conto dei diversi elementi che formano il soffitto di cristallo: dai percorsi di socializzazione e familiari alle dinamiche segregative e valutative. Di conseguenza le ricette sono note, è necessario sostenerle con convinzione se c’è l’intenzione di rendere operative molte delle misure di contrasto diagnosticate anche in questo lavoro.


Rita Biancheri

 

The antitumour action in vivo of doxycycline, an antibiotic that belongs to the family of tetracyclines and mainly used for the treatment of acne, was recently published in the international journal Frontiers in Oncology, paving the way to a possible use of antibiotics in the treatment of breast cancer.
In fact, as well as eradicating bacteria, the antibiotics also have a destructive effect on mitochondria, the “power stations” of cells, which abound in neoplastic stem cells. These cells are responsible for the origins of tumours, local tumour recurrence, resistance to treatment and the dreaded, distant metastases.

The study was carried out by the research group led by Professor Antonio Giuseppe Naccarato (Department of Translational Research and New Technologies in Medicine and Surgery, University of Pisa), who is the director of the Section of Pathological Anatomy 1 of the AOUP - Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, and Dr. Cristian Scatena, an anatomical pathologist and student in the PhD Program in Clinical and Translational Sciences at the University of Pisa, together with researchers from the University of Salford, Manchester, Great Britain and in collaboration with the AOUP Breast Unit and the Pisa Science Foundation non-profit research institute.

naccarato or

The clinical research was carried out on 15 female patients with early breast cancer and after only 14 days of antibiotic treatment, a significant reduction (on average 40%) in the number of neoplastic stem cells was noted.
Researchers from the University of Salford, coordinated by Professor Michael P. Lisanti, had been studying this effect in tumour models ‘in vitro’ for some time recognizing that doxycycline was able to eradicate the neoplastic stem cells in eight different types of tumours including breast cancer.
These in vitro studies laid the basis for the implementation of the first clinical trials of the use of doxycycline in early breast cancer patients destined therefore for surgical treatment. The trial was carried out in the AOUP Breast Unit directed by Professor Manuela Roncella.
In detail, doxycycline was administered to 9 patients (the experimental group) while a further 6 patients were observed as controls; the former were given the antibiotics at a standard daily dose of 200mg for fourteen days prior to surgery; the latter underwent surgery directly.

scatena or

Various biomarkers (stemness, mitochondria, cell proliferation etc…) were analysed in both groups of the clinical trial, comparing the results before and after the antibiotic treatment both in pre-operative tumour tissue sections and in post-operative specimens. Post-doxycline tumour samples from the experimental group demonstrated a significant decrease in the stemness marker of between 17.65 and 66.67%. Similar results were also obtained with another stemness biomarker.

The results obtained through this pilot study suggest that neoplastic stem cells selectively over-express key mitochondrial-related proteins. This means that if it is possible to inhibit the mitochondrial function, it is therefore possible to eradicate the neoplastic stem cells.
Additional clinical studies with new patients in the following months will be required to further validate these promising results.

The article can be found online at: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fonc.2018.00452/full

Coro unipi a Perugia Il Coro dell’Università di Pisa (foto a destra) ha partecipato al II Simposio Internazionale e VI Convegno Nazionale “I Cori e le Orchestre Universitarie” che si è svolto a Perugia dall’8 al 10 novembre e che ha visto protagonisti quindici differenti cori provenienti da varie regioni italiane e da due paesi stranieri.

Il Coro dell’Università di Pisa, diretto dal maestro Stefano Barandoni, si è esibito la prima sera nella Basilica di San Pietro eseguendo una selezione di brani di Mendelssohn. A conclusione del Simposio, e insieme ad altri cori, ha poi cantato il Requiem di Verdi nella Cattedrale di San Lorenzo.

Oltre alle performance corali, l’Università di Pisa è stata coinvolta attivamente nelle sessioni del convegno che si sono svolte nell’aula magna dell’Università di Perugia. In particolare sono intervenuti la professoressa Maria Antonella Galanti, coordinatrice del Centro d’Ateneo per la diffusione della cultura e della pratica musicale, con una relazione su “Università e valore formativo dell’esperienza musicale” e il dottor Manfred Giampietro, direttore dell’Orchestra universitaria, che ha parlato su “La pratica orchestrale all’Università: un equilibrio dinamico tra inclusività e qualità formativa”.

“La trasferta – racconta Maria Antonella Galanti – è stata un’importante occasione di scambio interculturale e d’apprendimento di tecniche vocali e stili differenti, specie durante i workshop pomeridiani tenuti da Albert Hera, Greta Panettieri, Enrico Zuddas. Sulle note del Gaudeamus Igitur, inno degli studenti europei, siamo quindi rientrati a Pisa portando con noi splendidi ricordi di questa esperienza”.

La mostra “1938 – La Storia” ospitata dall’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli all’interno della Sala “G. Gronchi” è stata prorogata sino al 2 dicembre. L’esposizione a ingresso gratuito è aperta da lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 solo su prenotazione, sabato e domenica dalle ore 10.30 alle ore 16.30 anche senza prenotazione. La mostra ideata e realizzata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma fa parte della rassegna “San Rossore 1938” organizzata dall’Università di Pisa.

Per informazioni e prenotazioni di visite guidate gratuite rivolte a scuole e gruppi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 050.539207/212 – www.parcosanrossore.org.

Il Coro dell’Università di Pisa ha partecipato al II Simposio Internazionale e VI Convegno Nazionale “I Cori e le Orchestre Universitarie” che si è svolto a Perugia dall’8 al 10 novembre e che ha visto protagonisti quindici differenti cori provenienti da varie regioni italiane e da due paesi stranieri.
Il Coro dell’Università di Pisa, diretto dal maestro Stefano Barandoni, si è esibito la prima sera nella Basilica di San Pietro eseguendo una selezione di brani di Mendelssohn. A conclusione del Simposio, e insieme ad altri cori, ha poi cantato il Requiem di Verdi nella Cattedrale di San Lorenzo.
Oltre alle performance corali, l’Università di Pisa è stata coinvolta attivamente nelle sessioni del convegno che si sono svolte nell’aula magna dell’Università di Perugia. In particolare sono intervenuti la professoressa Maria Antonella Galanti, coordinatrice del Centro d’Ateneo per la diffusione della cultura e della pratica musicale, con una relazione su “Università e valore formativo dell’esperienza musicale” e il dottor Manfred Giampietro, direttore dell’Orchestra universitaria, che ha parlato su “La pratica orchestrale all’Università: un equilibrio dinamico tra inclusività e qualità formativa”.
“La trasferta – racconta Maria Antonella Galanti – è stata un’importante occasione di scambio interculturale e d’apprendimento di tecniche vocali e stili differenti, specie durante i workshop pomeridiani tenuti da Albert Hera, Greta Panettieri, Enrico Zuddas. Sulle note del Gaudeamus Igitur, inno degli studenti europei, siamo quindi rientrati a Pisa portando con noi splendidi ricordi di questa esperienza”.

Si intitola “Arte monumentale nel nuovo millennio? Street Art! I casi di Pisa e San Pietroburgo” la giornata di confronto che si tiene giovedì 22 novembre dalle 10 alle 17 nell’Auditorium Centro Congressi delle Benedettine (Piazza S. Paolo a Ripa D'Arno, 16).
L’appuntamento è una prima occasione di collegamento fra l’esperienza nella nostra città, sviluppata anche recentemente con i murales di Porta a Mare e con l'Associazione “StART - open your eyes”, e lo Street Art Museum di San Pietroburgo. Nel corso dell’incontro si parlerà delle esperienze e delle realtà consolidate di arte urbana, di rapporto fra arte e città, di problemi di conservazione e restauro, di legislazione. Sono previsti interventi di docenti dell’Università di Pisa, come Antonella Gioli e Dianora Poletti; di curatori come Gian Guido Grassi; dell’architetto Roberto Pasqualetti e dell’artista Moneyless. La folta delegazione russa vedrà gli interventi di artisti, le relazioni della direttrice del museo di San Pietroburgo dedicato a queste opere, Tatyana Pinchuk, di Ivan Czeczot, storico dell’arte della Università di San Pietroburgo e di vari curatori. Alexey Morozov, fra gli ideatori dell’incontro pisano con Gian Guido Grassi, introdurrà i lavori della giornata, in qualità di artista e di membro della confederazione russa delle Accademie di Belle Arti. In sala sarà presente la traduzione per le due sessioni italiano/russo e russo/italiano.

L’effetto antitumorale in vivo della doxiciclina, un antibiotico appartenente alla classe delle tetracicline e comunemente impiegato nel trattamento dell’acne volgare, è stato recentemente pubblicato sulla rivista internazionale "Frontiers in Oncology", aprendo la strada al possibile utilizzo degli antibiotici nel trattamento del tumore della mammella. Gli antibiotici infatti, oltre a uccidere i batteri, hanno un effetto distruttivo anche sui mitocondri, le “centrali elettriche” delle cellule, di cui sono molto ricche le cellule staminali neoplastiche, responsabili dell’origine del tumore e delle recidive locali, della resistenza alle terapie e delle temute metastasi a distanza.

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca del professor Antonio Giuseppe Naccarato (nella foto in alto), del dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa, direttore della Sezione dipartimentale di Anatomia patologica 1 dell’Aoup, con il dottor Cristian Scatena (nella foto in basso), anatomopatologo e allievo della Scuola di dottorato in Scienze cliniche e traslazionali dell’Ateneo pisano, unitamente a ricercatori dell’University of Salford di Manchester, in Gran Bretagna, e in collaborazione con il Centro Senologico dell’Aoup e la Fondazione pisana per la scienza onlus.

naccarato or

La ricerca clinica è stata condotta su 15 donne affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e ha evidenziato, dopo solo 14 giorni di trattamento antibiotico, una riduzione significativa (in media di circa il 40%) del numero delle cellule staminali neoplastiche. I ricercatori dell’University of Salford, coordinati dal professor Michael P. Lisanti, studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali ‘in vitro’ riconoscendo come l’antibiotico doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in otto diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella.
Tali studi in vitro hanno posto le basi per la realizzazione del primo trial clinico sull’utilizzo della doxiciclina in pazienti affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e candidate perciò a trattamento chirurgico. Il trial è stato condotto nel Centro Senologico dell’Aoup diretto dalla professoressa Manuela Roncella. Nel dettaglio, la doxiciclina è stata somministrata in 9 pazienti (braccio sperimentale), mentre ulteriori 6 pazienti sono state inserite come braccio di controllo; le prime hanno assunto l’antibiotico per i 14 giorni antecedenti l’intervento chirurgico, a una dose giornaliera standard di 200 mg; le altre, invece, sono state sottoposte direttamente a terapia chirurgica.

scatena or

Numerosi marcatori biologici (di staminalità, di massa mitocondriale, di proliferazione cellulare etc…) sono stati indagati in entrambi i bracci del trial clinico, confrontando i loro valori prima e dopo la terapia antibiotica, rispettivamente tra il tessuto tumorale della ago-biopsia preoperatoria e quello del pezzo chirurgico asportato. Ebbene, i tumori delle pazienti del braccio sperimentale, dopo trattamento con doxiciclina, dimostravano una diminuzione significativa nel marcatore di staminalità, compresa tra il 17.65 e il 66,67%. Dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità.

I risultati ottenuti da questo studio pilota suggeriscono che le cellule tumorali neoplastiche esprimono selettivamente grandi quantità di proteine correlate al metabolismo mitocondriale. Ciò significa che, se è possibile inibire il metabolismo mitocondriale, è dunque possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche. L’arruolamento di nuovi pazienti potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti.

Di seguito il link all'articolo: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fonc.2018.00452/full

Ha festeggiato venti anni di attività il Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace (Cisp) dell'Università di Pisa, che studia e promuove le condizioni per trasformare pacificamente i conflitti, ridurre le violenze e costruire una pace sostenibile. Lo ha fatto con una giornata di riflessione tenuta, venerdì 16 novembre, nell'Auditorium del Centro "Le Benedettine".
Dopo i saluti introduttivi del rettore Paolo Mancarella, i professori Giorgio Gallo, Fabio Tarini e Pierluigi Consorti, che hanno diretto il Centro negli scorsi anni, hanno ripercorso la storia del Cisp. Sono poi intervenuti gli ex rettori Luciano Modica e Marco Pasquali e la prorettrice vicaria Nicoletta De Francesco a portare la loro testimonianza. L’attuale direttrice Enza Pellecchia e la presidente dei corsi di laurea in Scienze per la pace, Eleonora Sirsi, hanno llustrato le attività attuali e le prospettive di sviluppo. L'incontro si è chiuso con le relazioni dei professori Simone D’Alessandro e Alessandro Breccia e con le testimonianze di tante e tanti che nel corso di questi anni hanno collaborato a vario titolo con il Centro, contribuendo a renderlo un apprezzato protagonista degli studi per la pace.
Nato nel 1998 per iniziativa di alcuni professori dell'Università di Pisa provenienti da vari settori disciplinari, l’allora Centro Interdipartimentale di Scienze per la Pace - divenuto nel 2005 Centro Interdisciplinare di Ateneo - partiva dalla consapevolezza che il mondo accademico poteva offrire un contributo alla costruzione della pace, valorizzandola come occasione di incontro e confronto tra discipline diverse. Nel corso di questi anni un centinaio di docenti hanno aderito al Centro, svolgendo attività di ricerca, organizzando seminari e incontri di studio, con particolare attenzione ai temi della promozione dei diritti umani, della globalizzazione, del servizio civile, della difesa civile non armata e nonviolenta. Nel 2001 il Cisp ha promosso la nascita degli attuali Corsi di laurea in Scienze per la pace – tuttora unici in Italia – affiancandoli nel tempo con altre impegnative attività didattiche, sulla mediazione e conciliazione, sulla gestione dei conflitti interculturali e interreligiosi e sulle crisi migratorie.
"A distanza di venti anni - ha detto la professoressa Enza Pellecchia, direttrice del Cisp - ha senso domandarsi non solo cosa sia stato già fatto per promuovere una cultura di pace, ma soprattutto come continuare questo impegno. I peace studies sono nati in un contesto di guerra fredda e di ordine bipolare, molto diverso dal disordine mondiale nel quale viviamo adesso. Inoltre, le nuove tecnologie e i cambiamenti climatici pongono nuovi problemi e nuovi dilemmi, che la globalizzazione non riesce ad affrontare. Celebrare questo anniversario significa anche interrogarci sulle nuove sfide che impegnano la costruzione della pace e che chiedono riflessioni su etica, libertà, diritti, democrazia, sovranità, potere, sviluppo e crescita, competizione, uguaglianza, tolleranza, solidarietà”.

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa