Prof.ssa Solini dell’Università di Pisa nel Board della Novo Nordisk Foundation
Il Board dei Direttori della Novo Nordisk Foundation ha nominato la professoressa Anna Solini (foto) membro del Committee on Steno Research Collaboration per il quadriennio 2021-2024.
La Novo Nordisk Foundation è una fondazione danese di rilevanza mondiale che ha l’obiettivo di supportare cause scientifiche, umanitarie e sociali, promuovendo la ricerca e le forme di sviluppo intellettuale che migliorino la vita degli individui e la sostenibilità della società.
I quattro membri del comitato sono scelti tra riconosciuti esperti di livello internazionale con precedente esperienza in comitati scientifici, comitati accademici e altre rilevanti organizzazioni. Il loro compito è di valutare la qualità scientifica e le potenziali ricadute pratiche di progetti di ricerca clinica provenienti da tutto il mondo, e che spaziano dall’epidemiologia alla medicina traslazionale, dall’utilizzo adeguato dei big data, alla promozione della medicina digitale, dalla continuità della cura allo sviluppo della educazione e della formazione medica.
Anna Solini è professore associato di Medicina Interna al Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e di Area Critica, diretto dal professore Angelo Gemignani, ed esercita la sua attività clinica presso la Unità Operativa di Medicina 1 dell’AUOP, diretta dal professore Stefano Taddei.
Elezioni CRUI: Rettori al voto online con il software open-source di UniPi
È completamente open source, facile da usare e, soprattutto, sicuro. Stiamo parlando di Eligere, il sistema di voto online messo a punto dall’Università di Pisa e utilizzato il 4 febbraio scorso dall’assemblea della CRUI per eleggere i nuovi membri della Giunta. Una tornata elettorale che ha coinvolto 82 rettori italiani e che si è svolta in modo ordinato e senza problemi tecnici significativi, nonostante la grande novità. Era, infatti, la prima volta che queste elezioni si tenevano in modalità completamente digitale, semplicemente utilizzando un pc, un tablet o il cellulare personale invece di recarsi alle urne “in presenza”.

Un successo, quello di Eligere – messo dall’Università di Pisa a disposizione del sistema universitario nazionale – che conferma la solidità di questo nuovo sistema elettorale, già testato in precedenza dallo stesso Ateneo toscano in vari appuntamenti. È il caso dell’Election Day di questo gennaio per il rinnovo di numerose cariche accademiche, tra dottorato, scuole di specializzazione e giunte. In quell’occasione il voto aveva coinvolto 1591 membri della comunità universitaria pisana. Già a novembre 2020, però, Eligere aveva dato prova della sua affidabilità in occasione delle elezioni per il rinnovo dei componenti del Senato accademico, delle Commissioni scientifiche di area e del Collegio di disciplina. Una tornata elettorale che ha visto votare ben 2.455 elettori. Complessivamente, fino ad oggi, il sistema è stato utilizzato da 4515 votanti in 6 appuntamenti elettorali.
«Il sistema Eligere – ha commentato il Rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella - è figlio dei tempi che cambiano, certo, ma anche di una Pandemia che ci sta insegnando a guardare ai problemi da prospettive inedite, così da trovare soluzioni sempre più innovative». «Fin dall’inizio – ha aggiunto - la nostra Università ha lavorato per non subire l'emergenza sanitaria in corso e gestirla in modo efficace, così da cogliere le opportunità che anche un evento tragico può offrire». «Quello che stiamo vivendo – ha concluso il Rettore - ci impone di cambiare il modo con cui abbiamo sempre fatto le cose. Sta a noi accettare la sfida e trovare soluzioni che non siano temporanee, ma che possano rappresentare un primo ‘seme’ da cui far crescere un domani più solido».
«Vista l’importanza e la delicatezza del voto nella vita democratica di una comunità – ha spiegato Antonio Cisternino, Presidente del Sistema informatico di Ateneo - Eligere è stato disegnato avendo in mente tutti i livelli di sicurezza e seguendo un principio di distribuzione dei ruoli che ha fatto sì che nessuno avesse in mano tutte le chiavi del sistema. Si tratta di un software completamente open source, dove non sono presenti elementi di terze parti e che quindi può essere gestito tutto in house, garantendo altissimi livelli di sicurezza».
Alla base di Eligere, l’uso di tecniche crittografiche all’avanguardia, che assicurano che il contenuto dell’urna non sia accessibile se non al termine delle votazioni, affiancate da procedure e cerimoniali volti ad assicurare trasparenza e separazione delle funzioni. All’avvio delle procedure di voto, ad esempio, il sistema genera le chiavi crittografiche necessarie per decifrare il contenuto dell’urna; una per ciascun garante dell’elezione che ha poi il compito di custodirla e metterla a disposizione solo a conclusione delle operazioni di voto, per consentire lo spoglio delle schede.
Rigidissimo anche il protocollo che garantisce l’anonimato dei votanti, con il sistema Eligere che emette dei “biglietti” di voto che solo l’urna digitale riconosce ed usa per generare la scheda elettorale, assicurando che il voto non sia associabile all’elettore. Infine, il riconoscimento a distanza degli elettori è reso possibile attraverso le videochiamate che Eligere coordina per assicurare l’identità dei partecipanti al voto.
I codici sorgente di Eligere sono a disposizione della comunità Open Source su GitHub all’indirizzo https://github.com/Unipisa/Eligere
Insufficienza mitralica: Pisa apripista in Italia con protesi innovativa trans-catetere "Tendyne"
Hanno raggiunto 1 anno di follow-up tutti i pazienti sottoposti a impianto di una valvola biologica mitralica tramite una innovativa tecnica mini-invasiva basata sull’utilizzo di speciali cateteri che vengono introdotti nel cuore senza fermare il battito cardiaco. Si tratta di pazienti affetti da grave insufficienza mitralica ad altissimo rischio chirurgico a cui è stata impiantata una protesi biologica “Tendyne” (Ditta produttrice ABBOTT) dalla collaborazione delle Equipe di Emodinamica, Cardiochirurgia ed Anestesia e Rianimazione dirette rispettivamente dalla professoressa Sonia Petronio, professor Andrea Colli e dottor Fabio Guarracino. Dal 2007 l’AOUP è tra i massimi protagonisti a livello italiano ed europeo dell’interventistica strutturale cardiaca transcatetere, ovvero degli interventi di correzione dei vizi valvolari cardiaci utilizzando protesi e altri strumenti impiantati tramite speciali cateteri senza dover fermare il cuore.

Da sinistra: la professoressa Sonia Petronio, il professor Andrea Colli e il dottor Fabio Guarracino.
Da novembre 2018 a novembre 2019 Pisa è stata l’unico ospedale italiano insieme al San Raffaele di Milano ad essere coinvolto nello studio clinico sulla valvola “Tendyne” prima della sua immissione in commercio. A luglio 2020 la professoressa Petronio e il professor Colli sono stati i primi in Italia ad impiantare questa protesi dopo l’ottenimento del marchio CE.
Questa innovativa procedura di correzione dell’insufficienza mitralica ha dato ottimi risultati procedurali, senza mortalità perioperatoria e con correzione completa del vizio valvolare. I risultati a un anno di distanza sono anch’essi molto favorevoli, sia dal punto di vista clinico che dei parametri funzionali delle protesi, e verranno presentati al congresso Europeo di Cardiologia Interventistica “EuroPCR 2021” nel prossimo maggio.
L’attività di correzione percutanea dei vizi valvolari mitralici prosegue con il trattamento di altri pazienti e anche con lo sviluppo di altre nuove tecniche innovative.
Borsa di ricerca dal titolo: "_Raccolta dei dati e delle immagini nei pazienti con tumore della prostata ricorrente_".
borsa di ricerca dal titolo: "_Indagini ultrastrutturali su linfociti periferici di pazienti affetti da Alzheimer e altre forme di demenza
Covid-19 e sclerosi sistemica
È stato pubblicato online, sulla rivista “The Lancet Rheumatology”, l’articolo: “COVID-19 and systemic sclerosis: clinico-pathological implications from Italian nationwide survey study” che rappresenta la più ampia casistica finora pubblicata riguardo all’infezione da Covid-19 nei pazienti con sclerosi sistemica.
Il lavoro è il risultato di uno studio multicentrico che è stato effettuato durante la prima ondata pandemica ed ha coinvolto 27 differenti centri italiani, equamente distribuiti su tutto il territorio nazionale, sotto la direzione del professor Clodoveo Ferri dell’Università di Modena e del professor Alessandro Antonelli della Medicina Interna di Pisa.
Hanno preso parte allo studio anche il dr. Antonio Tavoni, dell’UO di Immunologia Clinica dell’AOUP, la dr.ssa Alessandra della Rossa, della UO di Reumatologia, il Prof. Mario Miccoli della Statistica Medica e la dr.ssa Poupak Fallahi, della Sezione Universitaria di Medicina Preventiva.
La survey nazionale, che ha interessato un’ampia casistica di 1.636 pazienti affetti da sclerosi sistemica, ha messo in evidenza:
• una prevalenza significativamente più alta di infezione Covid-19 nei pazienti sclerodermici rispetto alla popolazione generale italiana, nonostante le stringenti precauzioni messe in atto dagli stessi pazienti;
• tale prevalenza è risultata statisticamente più elevata nei pazienti sclerodermici con precedente interstiziopatia polmonare, nei quali si sono osservate le manifestazioni cliniche da Covid-19 più gravi;
• il trattamento cronico con aspirina a basso dosaggio era associato ad una prevalenza di Covid-19 significativamente ridotta.
I risultati osservati presentano importanti implicazioni cliniche e terapeutiche, anche in considerazione dell’ampio overlap patogenetico (interstiziopatia polmonare, diffusa microangiopatia) fra Covid-19 e sclerosi sistemica.
Lo studio di follow-up attualmente in corso da parte dello stesso gruppo di ricercatori si prefigge un ulteriore approfondimento del rapporto Covid-19 e sclerosi sistemica in questa seconda ondata pandemica.
Incarico per la mappatura delle collezioni presenti presso il Museo di Anatomia Umana e preparazione di materiale per visite guidate
Borsa di ricerca “Valutazione preclinica della immunoterapia in pazienti con carcinoma della tiroide avanzato e autoimmunità tiroidea”.
n. 6 incarichi di lavoro autonomo occasionale a soggetti esterni non dipendenti presso il dip. di Informatica
Nel 2020 vinti dall'Università di Pisa 43 nuovi progetti di ricerca europei
I dati sui progetti di ricerca europei vinti dall’Università di Pisa nel corso del 2020 confermano i buoni risultati già registrati negli ultimi tre anni.
I progetti di ricerca europei vinti dall’Università di Pisa sono 206 (nell’arco temporale dell’ultima programmazione settennale europea, ovvero dal 2014 al 2020), per un contributo europeo complessivo pari a 68,3 milioni di euro: soltanto nel 2020 sono stati vinti 43 nuovi progetti europei di ricerca, di cui 39 nell’ambito di Horizon 2020 e 4 in ulteriori programmi europei, per un finanziamento complessivo di 13,4 milioni di euro nel 2020.



La performance del 2020 è sicuramente condizionata dal numero ridotto di call disponibili sui vari programmi di finanziamento europei essendo stato, il 2020, l’ultimo anno della programmazione europea (2014-2020): le call Horizon 2020 sono state infatti 167 nel 2018, 155 nel 2019 e soltanto 98 nel 2020, con una notevole riduzione di opportunità non soltanto numerica ed in termini di entità di finanziamenti disponibili, ma anche di ambiti scientifici nei quali presentare proposte progettuali.
La medesima situazione di un ridotto numero di call aperte nel corso del 2020 si è presentata anche per la gran parte degli altri programmi europei la cui programmazione si chiudeva nel 2020 (es. LIFE, IMI2 ecc.).
Date tali oggettive limitazioni di contesto, il nostro Ateneo ha fatto registrare una buona performance complessiva.


Guardando al principale programma europeo per la ricerca, Horizon 2020, il tasso di successo dell’Università di Pisa (n° progetti finanziati/n° proposte presentate), rispetto al 2019 sale dal 18,5% nel 2019 al 19,6% nel 2020, nonostante il numero di call aperte nel corso del 2020 sia stato inferiore di oltre un terzo rispetto a quelle aperte nel 2019:
Pur considerando che sono ancora in corso di valutazione diverse proposte progettuali presentate da UNIPI con le ultime call di Horizon 2020 (la più significativa delle quali è la call sul Green Deal che è scaduta lo scorso 26 gennaio e che vede il nostro Ateneo impegnato in più proposte), si può considerare pressoché conclusa la programmazione di Horizon 2020, consentendoci di fare un primo confronto tra la “performance” del nostro Ateneo in questi ultimi sette anni di Horizon 2020 (2014-2020) e nel precedente settennio di programmazione europea, il Seventh Framework Programme – FP7 (2007-2013).
Da tale confronto emerge una forte crescita della capacità di UNIPI di competere sulla scena europea, anche in qualità di ente coordinatore, ottenendo sempre maggiori finanziamenti competitivi ed innalzando il livello di eccellenza della ricerca: durante i sette anni del programma Horizon 2020 (2014-2020) 187 progetti europei di ricerca sono stati vinti da UNIPI, contro i 157 vinti nel Settimo Programma Quadro (2007-2013), per un finanziamento europeo di circa 64 milioni di euro in Horizon 2020 contro i circa 50 milioni di euro del 7° Programma Quadro.

Altrettanto evidente è la crescita del numero di progetti finanziati come coordinatori, che sale in Horizon 2020 a 39, totalizzando ben 27 milioni di euro, contro i 27 progetti coordinati nel 7° Programma Quadro per circa 17 milioni di euro.


Tra i progetti coordinati, sono quasi raddoppiati i prestigiosi finanziamenti dello European Research Council (ERC): ben 9 quelli conquistati in Horizon 2020, per un finanziamento complessivo di oltre 10 milioni di euro, contro i 5 ottenuti nel 7° Programma Quadro, per circa 6 milioni di euro:

Il consolidarsi della capacità del nostro Ateneo di accrescere i finanziamenti e, soprattutto di coordinare progetti europei, rivestendo l’importante ruolo di guida di complessi partenariati e di gestione dei finanziamenti ottenuti, è stato possibile anche grazie all’impulso dato ai nostri docenti dalle misure di incentivazione e supporto alla progettazione europea attivate, dall’attuale governance di Ateneo, sin dal 2017.
Un ruolo importante è stato senz’altro giocato da due delle misure attivate:
- BIHO, il Bando Incentivi di Ateneo Horizon e Oltre, che in 4 anni ha assegnato 93 contributi ai nostri docenti per un investimento dell’Ateneo di oltre 4,3 milioni di euro e che ha visto nel 2020 addirittura raddoppiati i contributi di 50.000 euro assegnati per l’Azione 2, ovvero destinati ai coordinatori di proposte progettuali che non sono state finanziate dalla Commissione europea per insufficienza di fondi, ma che sono state valutate come meritevoli del finanziamento, avendo superato la soglia di valutazione: 20 contributi per l’Azione 2 sono stati infatti assegnati nel 2020, contro i 9 assegnati nel 2019 – a dimostrazione del costante miglioramento della qualità delle proposte coordinate e per pochi punti non finanziate;
- il servizio di supporto alla redazione di proposte progettuali, attivato dal 2018 presso la Direzione Servizi per la Ricerca e il Trasferimento Tecnologico, grazie al quale sono state individuate quasi 200 opportunità mirate di finanziamento per i nostri docenti e quasi 300 proposte progettuali sono state seguite e presentate. Ma soprattutto il 60% dei progetti europei finanziati all’Ateneo in qualità di ente coordinatore, nel triennio 2018-2020, sono stati presentati con il supporto del servizio. Con il 2021 il servizio sarà reso permanente; è in corso, infatti, la selezione per il reclutamento di personale a tempo indeterminato che sarà assunto con uno specifico profilo professionale, approvato ad hoc dal nostro Ateneo, primo in Italia, di tecnico per la progettazione di ricerca.
Queste, insieme alle ulteriori misure di incentivazione e supporto alla progettazione europea in campo (il bando Net4UNIPI per le reti europee, la chiamata diretta per i vincitori dei finanziamenti ERC, il cofinanziamento di un RTD-b per il dipartimento ed il settore scientifico-disciplinare del docente responsabile scientifico di un progetto coordinato a livello europeo), in forza dei risultati ottenuti e delle solide prospettive di miglioramento (soprattutto con riferimento al numero dei potenziali progetti da coordinare) saranno riconfermate nel 2021 e a seguire, offrendo in tal modo ai nostri docenti quel supporto di medio-lungo periodo che, strategicamente, consoliderà la capacità di competere ed eccellere nella ricerca sulla scena europea ed internazionale.
La “sfida europea” continuerà nelle prossime settimane con l’avvio del nuovo programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, Horizon Europe (2021-2027) e di altri programmi i d’interesse anche per la ricerca, quali, ad esempio, Digital Europe ed EU4Health. L’Ateneo, nel corso del 2020, ha partecipato attivamente alla complessa fase di gestazione di Horizon Europe, mettendo in campo azioni di intelligence presso le istituzioni europee ed i loro referenti, anche grazie al lavoro condotto dall’Associazione Tour4EU che sostiene presso l’UE gli interessi degli atenei toscani. L’Ateneo ha anche facilitato l’accesso alle bozze dei documenti di lavoro che già contengono le prossime call di Horizon Europe, mettendoli a disposizione dei docenti con un anticipo “competitivo”.
Alle misure di incentivazione e di supporto alla presentazione delle proposte di progetto, l’Ateneo affiancherà una capillare azione di informazione sulle opportunità della nuova programmazione europea e di sostegno alla gestione e rendicontazione dei progetti finanziati, con l’obiettivo non solo di incrementare i finanziamenti ma, in ultimo, di liberare le migliori energie e risorse della comunità accademica per fare ricerca.
Per approfondimenti
I progetti europei di ricerca dell’Università di Pisa
Gli ERC Grant vinti all’Università di Pisa
Il sostegno dell’Università di Pisa alla progettazione e al networking europei
Horizon Europe: il nuovo Programma Quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione
