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		<title>Open Access</title>
		<description><![CDATA[]]></description>
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		<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 13:56:38 +0000</lastBuildDate>
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			<title>Cosa è la Open Science</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/14176-cosa-e-la-open-science</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Fare Open Science significa rendere <strong>aperto ogni passo della ricerca</strong>.</p>
<p>I principi della Open Science sono trasparenza, riproducibilità, collaborazione, inclusività, accessibilità, rigore, riuso.</p>
<p>La scienza aperta si basa anche sull’idea che la ricerca finanziata con fondi pubblici debba essere pubblicamente disponibile.<br /><strong><em><br /></em>Perché serve la Open Science?</strong></p>
<ul>
<li>Il sistema della comunicazione scientifica oggi è regolato da interessi di mercato di grandi editori commerciali e criteri di valutazione della ricerca obsoleti: le ricerche risultano chiuse dietro abbonamenti da migliaia di dollari che nessuno può permettersi (medici, professionisti, PMI);</li>
<li>ogni istituzione paga la ricerca 4 volte (con fondi pubblici): stipendio, fondi di ricerca, abbonamenti alle riviste per “ricomprare” le ricerche, diritti di riuso;</li>
<li>senza dimenticare che né gli autori né i revisori vengono remunerati.<strong><br /><br /></strong></li>
</ul>
<p><strong>I vantaggi</strong></p>
<ul>
<li>Per la scienza: più trasparente, verificabile e riproducibile oltre che più rapida ed efficiente;</li>
<li>per le imprese: accedendo ai risultati della ricerca possono offrire prodotti più innovativi;</li>
<li>per la società: cittadini e amministratori possono prendere decisioni più obiettive sulla base dei dati, insegnanti e professionisti possono tenersi aggiornati, operatori sanitari e medici possono curarci meglio.</li>
</ul>
<p><span style="font-size: 8pt;">(<a href="http://www.ojs.unito.it/index.php/jbp/article/view/2299" target="_blank" rel="noopener">E. Giglia, Journal of Biomedical Practitioners</a><a href="http://www.ojs.unito.it/index.php/jbp/article/view/2299" target="_blank" rel="noopener">)</a><em><a href="http://www.ojs.unito.it/index.php/jbp/article/view/2299" target="_blank" rel="noopener"><br /><br /></a></em></span></p>
<p>La Scienza Aperta è un <strong>ecosistema</strong> composto da <strong>tre livelli</strong>:</p>
<ul>
<li>la governance (che fornisce e supporta l’assetto di indirizzo);</li>
<li>i servizi per i ricercatori (che sostengono con competenze trasversali le necessità della ricerca);</li>
<li>le infrastrutture tecnologiche e di dati<em> (c</em>he si avvalgono massicciamente di tecnologie digitali, di standard e protocolli internazionali, di interoperabilità delle piattaforme).</li>
</ul>
<p><span style="font-size: 8pt;">(Paola Gargiulo, Audizione informale nell’ambito dell’esame della proposta di legge in materia di accesso aperto all’informazione scientifica (C.395 Gallo), Memoria del 2 ottobre 2018)<br /><br /><br /></span></p></div>]]></description>
			<author>ricerca@adm.unipi.it (Ricerca manager)</author>
			<category>Open Access</category>
			<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 09:53:16 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>La policy europea</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/14178-la-policy-europea</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>La scienza aperta è una <strong>priorità politica</strong> per la Commissione europea ed é il <strong>metodo standard di lavoro</strong> nell'ambito dei programmi di finanziamento della ricerca e dell'innovazione, poiché migliora la qualità, l'efficienza e la reattività della ricerca.</p>
<p>Quando il mondo della ricerca condivide la conoscenza e i dati il più presto possibile nel processo di ricerca con tutti gli attori interessati, aiuta a diffondere le conoscenze più recenti. E quando i partner del mondo accademico, dell'industria, delle autorità pubbliche e dei gruppi di cittadini sono invitati a partecipare al processo di ricerca e innovazione, la creatività e la fiducia nella scienza aumentano. Ecco perché la Commissione richiede ai beneficiari dei finanziamenti per la ricerca e l'innovazione di rendere le loro pubblicazioni disponibili in accesso aperto e di rendere i loro <strong>dati “as open as possible, as closed as necessary”</strong>.</p>
<p>Inoltre, l'<a href="https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/strategy/strategy-2020-2024/our-digital-future/open-science/european-open-science-cloud-eosc_en">European Open Science Cloud</a> permetterà a ricercatrici e ricercatori di tutte le discipline e di tutti i paesi di archiviare, curare e condividere i dati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il collegamento efficace delle pratiche di scienza aperta all'innovazione e ai modelli di business richiede un'attenta considerazione di questioni come i diritti di proprietà intellettuale (IPR), gli accordi di licenza, l'interoperabilità e il riutilizzo dei dati. Per sviluppare la sua politica di scienza aperta la Commissione lavora a stretto contatto con <strong>due gruppi di esperti</strong>:</p>
<ul>
<li>la <a href="https://ec.europa.eu/transparency/regexpert/index.cfm?do=groupDetail.groupDetail&amp;groupID=3436&amp;NewSearch=1&amp;NewSearch=1">Open Science Policy Platform</a> ha consigliato la CE su come sviluppare ulteriormente e implementare praticamente la politica della scienza aperta;</li>
<li>il <a href="https://ec.europa.eu/transparency/regexpert/index.cfm?do=groupDetail.groupDetail&amp;groupID=3551&amp;NewSearch=1&amp;NewSearch=1">gruppo di esperti sugli indicatori</a> propone indicatori sull'impegno dei ricercatori con la scienza aperta e il suo impatto, sostenendo e riconoscendo le pratiche di conoscenza aperta.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>OTTO AMBIZIONI DELLA POLITICA DELLA SCIENZA APERTA DELL'UNIONE EUROPEA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Open Data</strong>: dati FAIR (Findable, Accessible, Interoperable and Re-usable) e la condivisione di dati aperti devono diventare il default per i risultati della ricerca scientifica finanziata dall'UE.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>European Open Science Cloud (EOSC): </strong><a href="https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/strategy/strategy-2020-2024/our-digital-future/open-science/european-open-science-cloud-eosc_en">EOSC</a> è una piattaforma affidabile, virtuale e federata che supera i confini e le discipline scientifiche per archiviare, condividere, elaborare e riutilizzare gli oggetti digitali della ricerca (come pubblicazioni, dati e software) che sono reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili (FAIR). EOSC riunisce stakeholder, iniziative e infrastrutture istituzionali, nazionali ed europee.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>New Generation Metrics</strong>: metriche di nuova generazione, nuovi indicatori devono essere sviluppati per completare gli indicatori convenzionali per la qualità e l'impatto della ricerca, in modo da rendere giustizia alle pratiche della scienza aperta.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Future of Scholarly Communication</strong>: tutte le pubblicazioni scientifiche peer-reviewed dovrebbero essere liberamente accessibili, e dovrebbe essere incoraggiata la condivisione anticipata dei diversi tipi di risultati della ricerca.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Rewards</strong>: i sistemi di valutazione delle carriere di ricerca dovrebbero riconoscere pienamente le attività di open science. Un gruppo di lavoro in questo settore ha prodotto un <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/47a3a330-c9cb-11e7-8e69-01aa75ed71a1/">rapporto nel 2017 su ricompense, incentivi e riconoscimenti per i ricercatori che praticano la scienza aperta</a>.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Integrità della ricerca e riproducibilità dei risultati scientifici</strong>: tutta la ricerca finanziata con fondi pubblici nell'UE dovrebbe aderire a standard di integrità della ricerca comunemente concordati. I risultati delle attività di ricerca e innovazione dovrebbero essere riproducibili. Nel dicembre 2020 è stato pubblicato uno <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/6bc538ad-344f-11eb-b27b-01aa75ed71a1">Scoping Report sulla riproducibilità dei risultati scientifici nell'UE</a>.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Skills and Education</strong>: tutti gli scienziati in Europa dovrebbero avere le competenze e il supporto necessari per applicare le routine e le pratiche di ricerca della scienza aperta. Un gruppo di lavoro in questo settore ha prodotto un rapporto nel 2017, <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/3b4e1847-c9ca-11e7-8e69-01aa75ed71a1/language-en/format-PDF/source-172515559">Providing researchers with the skills and competencies they need to practise Open Science</a>.</li>
</ul>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong>Citizen Science</strong>: il pubblico in generale dovrebbe essere in grado di dare contributi significativi ed essere riconosciuto come valido produttore di conoscenze scientifiche europee.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Sito Commissione Europea, <a href="https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/strategy/strategy-2020-2024/our-digital-future/open-science_en">The EU open science policy</a></p></div>]]></description>
			<author>ricerca@adm.unipi.it (Ricerca manager)</author>
			<category>Open Access</category>
			<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 10:36:28 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Strumenti per la Scienza Aperta</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/14184-strumenti-per-la-scienza-aperta</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>La scienza è fatta da persone, pratiche, strumenti. Per rendere operativi gli approcci di Open Access, Open Data e Open Science, in questa sezione sono raccolti alcuni strumenti utili per fare scienza aperta, il cui scopo finale è l’avanzamento della conoscenza, <strong>velocizzandone la condivisione</strong> in tutti i passi del flusso lavorativo quotidiano (ricercare, analizzare, scrivere, pubblicare, diffondere, valutare).</p>
<p>L’arcobaleno della ricerca aperta prende in considerazione tutti questi passi e suggerisce di seguito per ognuno di essi possibili azioni e strumenti, veicolando un messaggio centrale: <strong>non è necessario fare tutti questi passi insieme, ma ogni piccolo passo fa la differenza</strong>. Ognuno può scegliere da quale cominciare, tenendo conto delle abitudini della propria comunità di riferimento e degli strumenti/modalità più utilizzati o consoni alle specificità della disciplina.</p>
<p style="text-align: right;"><img src="https://old.unipi.it/images/2018/Ricerca/arcobaleno_edited.jpg" alt="" width="410" height="294" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /><a href="https://101innovations.wordpress.com%20DOI:%2010.5281/zenodo.1147025" target="_blank" rel="noopener"><br /><img src="https://old.unipi.it/images/2018/Ricerca/logo CC.jpg" alt="" width="47" height="18" /><span style="font-size: 8pt;">Bianca Kramer &amp; Jeroen Bosman</span></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 8pt;"><em>Ritaglio e traduzione: Francesca Zampagni</em></span></p>
<p><strong>RICERCA</strong></p>
<ul>
<li>Annotare pubblicamente pagine web - che possono anche essere, nelle scienze umane e sociali, testi classici liberamente disponibili, es.<a href="https://web.hypothes.is/"> Hypothes.is</a> o<a href="http://thepund.it/"> Pund.it</a></li>
</ul>
<ul>
<li>Condividere bibliografie su specifici argomenti, mettendo la propria competenza critica al servizio di tutti, es.<a href="https://www.zotero.org/"> Zotero</a></li>
<li>Condividere proposte progettuali (con garanzia di paternità sull’idea di ricerca), es.<a href="https://riojournal.com/"> RIO Journal</a></li>
<li>Associare ai piani di ricerca un Data Management Plan (DMP): uno strumento che aiuta a riflettere ed esplicitare quali siano le migliori strategie di conservazione e di accesso ai vostri dati. Ne esistono diversi modelli, quello italiano a cura del gruppo IOSSG, il<a href="https://dmponline.dcc.ac.uk/"> DMPonline</a> del Digital Curation Center britannico, che ha anche un modello specifico per Horizon2020 (in cui il DMP è obbligatorio),<a href="https://dmptool.org/"> DMPtool</a> internazionale</li>
</ul>
<p><strong>ANALISI</strong></p>
<ul>
<li>Pre-registrare esperimenti e ipotesi di ricerca, es. su<a href="https://osf.io/registries/"> OSF Registries</a> o<a href="https://aspredicted.org/"> AsPredicted</a></li>
<li>Condividere i dati, es. su Dryad,<a href="https://zenodo.org/"> Zenodo</a> o Dataverse</li>
<li>Condividere annotazioni di laboratorio, facendo leva sull’intelligenza collettiva di gruppi di ricerca sparsi nel mondo, es.<a href="http://onsnetwork.org/"> OpenNotebookScience</a></li>
<li>Condividere codici o software per produrre/analizzare dati, con licenze aperte GNU o MIT, es. su<a href="https://github.com/"> GitHub</a> (permette sia accesso pubblico sia accesso ristretto a un gruppo di ricerca)</li>
</ul>
<ul>
<li>Condividere protocolli e workflow, es. su<a href="https://www.protocols.io/"> Protocols.io</a> o<a href="https://www.myexperiment.org/home"> My Experiment</a> (é poi possibile rivendicare la propria paternità intelletuale)</li>
<li>Coinvolgere un pubblico ampio attraverso la<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citizen_science"> Citizien Science</a></li>
</ul>
<p><strong>SCRITTURA</strong></p>
<ul>
<li>Scrittura collaborativa, ovvero strumenti online che permettono di scrivere in modo condiviso, a distanza es.<a href="https://www.overleaf.com/"> Overleaf</a> o<a href="https://www.authorea.com/"> Authorea</a></li>
<li>Formati leggibili dalle macchine, es.<a href="https://jupyter.org/"> Jupyter</a> o<a href="https://cocalc.com/"> CoCalc</a></li>
</ul>
<p><strong>PUBBLICAZIONE</strong></p>
<p><strong>Condividere il pre-print</strong></p>
<ul>
<li>Condividere su archivi disciplinari, es. su<a href="https://osf.io/"> OSF-Open Science Framework</a>, <a href="https://hcommons.org/">Humanities Commons</a> (scienze umane e sociali), <a href="https://arxiv.org/">arXiv</a> (e-prints in Physics, Mathematics, Computer Science, Quantitative Biology, Quantitative Finance, Statistics, Electrical Engineering and Systems Science, and Economics) o<a href="https://www.biorxiv.org/"> bioRxiv</a> (Biology), <a href="https://f1000.com/">F1000</a>, <a href="https://peerj.com/">PeerJ</a> (Environmental Sciences), <a href="https://thewinnower.com/">The Winnower</a></li>
<li>Utilizzare licenze aperte, es.<a href="https://creativecommons.org/licenses/?lang=it"> Creative Commons</a> BY</li>
</ul>
<p><strong>Depositare il post-print in un archivio istituzionale o disciplinare</strong></p>
<ul>
<li>Depositare in archivi istituzionali, tutti gli Atenei italiani ne hanno uno (IRIS) es. <a href="https://arpi.unipi.it/" target="_blank" rel="noopener">ARPI </a>per UNIPI</li>
<li>Cercare un archivio disciplinare in <a href="http://v2.sherpa.ac.uk/opendoar/">DOAR-Directory of Open Access Repositories</a></li>
</ul>
<p>E’ subito fattibile e a costo zero. NON impedisce di pubblicare sulle riviste che vengono richieste in base ai criteri di valutazione correnti. Per cercare la versione consentita dagli editori per il deposito si utilizza la banca dati <a href="http://www.sherpa.ac.uk/romeo/index.php">SHERPA-RoMEO</a>; il 70% la consente, Elsevier compreso.</p>
<p><strong>Pubblicare su riviste Open Access o con un editore di monografie Open Access</strong></p>
<ul>
<li>Elenco riviste OA si trova in<a href="https://doaj.org/"> DOAJ–Directory of Open Access Journals</a></li>
<li>Elenco volumi OA, anche per editore, si trova in<a href="http://www.doabooks.org/"> DOAB–Directory of Open Access Books</a></li>
</ul>
<p>N.B. Le riviste sono <strong>peer reviewed</strong>, e sono accessibili a tutti <strong>senza abbonamento. </strong>Hanno un diverso modello di sostenibilità economica: una parte minoritaria delle testate chiede il <strong>pagamento delle spese di pubblicazione</strong> dell’articolo (Article Processing Charges); le monografie richiedono <strong>spese di edizione.</strong> Questi costi possono essere previsti nel budget iniziale per la ricerca, e vengono coperti dai progetti. Una<strong><a href="https://www.biomedcentral.com/getpublished/article-processing-charges/biomedcentral-prices"> tabella dei costi</a></strong> è curata da BioMedCentral. Attenzione a editori poco seri: utilizzate<a href="http://thinkchecksubmit.org/"> Think, Check, Submit</a> prima di decidere.</p>
<p><strong>DISSEMINAZIONE</strong></p>
<ul>
<li>Mantenere un profilo <a href="https://orcid.org/">ORCID</a></li>
<li>Comunicare sui social media, es.<a href="https://twitter.com/"> Twitter</a></li>
<li>Condividere poster e presentazioni, es. su<a href="https://figshare.com/"> FigShare</a></li>
<li>Provare la open peer review, es.<a href="https://pubpeer.com/static/about"> PubPeer</a>, <a href="https://www.peerageofscience.org/">Peerage of Science</a></li>
<li>Contribuire a un articolo di <a href="https://www.wikipedia.org/">Wikipedia</a> sui temi della vostra ricerca o di vostra competenza: è utilissimo per chi si avvicina per la prima volta ai vostri argomenti</li>
</ul>
<p><strong>VALUTAZIONE</strong></p>
<ul>
<li>Cercare di utilizzare un set di metriche e indicatori diversi per cogliere le diverse implicazioni di “impatto” secondo quanto suggerito dal <a href="http://www.leidenmanifesto.org/">Manifesto di Leiden</a></li>
<li>Chiedere all’editore di partecipare alla <a href="https://i4oc.org/">Initiative for Open Citations</a>, per rendere pubblici i dati sulle citazioni</li>
<li>Utilizzare laddove possibile misure di impatto alternative, es. Altmetrics</li>
</ul>
<p>Con <em>Altmetrics</em>, nel campo dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Editoria_scientifica">editoria scientifica</a> e della<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scientometria"> scientometria</a>, si intende una nuova metrica proposta come alternativa al più diffuso<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impact_Factor"> Impact Factor</a>. Il termine<a href="http://altmetrics.org/manifesto/"> Alternative Metrics</a>, ossia Metrica Alternativa, proposto nel 2010 da Priem, Taraborelli e Groth, estende le metriche usate a livello dell'articolo (article level metrics) e considera, oltre al consueto conto delle citazioni ricevute da un articolo, altre forme di impatto quali i riferimenti contenuti nelle knowledge base, i download, le visite online, e la loro menzione nei social media e altri canali come blog o siti web.</p>
<p>Molte pratiche sono complementari a quelle tradizionali. Alcuni di questi strumenti sono alternativi - ma di gran lunga più efficienti - rispetto a quelli usati ogni giorno (es. quelli di scrittura collaborativa) altri un po’ rivoluzionari (es. OpenNoteLab per condividere gli appunti di laboratorio), altri ormai di uso quasi comune (Zenodo per i dati o GitHub per il software), altri assolutamente utilizzabili <strong>senza</strong> modificare le proprie abitudini editoriali (es. depositare il postprint negli archivi istituzionali: anche UNIPI, come ogni Ateneo, ha IRIS). Molti di questi strumenti possono essere utilizzati in modo riservato, per condividere più efficacemente le informazioni o i dati all’interno dei gruppi di lavoro.</p>
<p>Per ulteriori strumenti, la banca dati condivisa<a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1KUMSeq_Pzp4KveZ7pb5rddcssk1XBTiLHniD0d3nDqo/edit#gid=1519702055"> 400+ Tools and innovations in scholarly communication</a> è in continuo aggiornamento, esito del progetto<a href="https://101innovations.wordpress.com/"> 101 innovations in Scholarly Communication</a>.</p>
<p><br /><a href="https://creativecommons.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="https://old.unipi.it/images/2018/Ricerca/logo CC.jpg" alt="" width="42" height="16" /></a>Fonte: Elena Giglia, <a href="https://zenodo.org/record/1195791#.XA-k7TPSKUk" target="_blank" rel="noopener"><em>Open Science: what's in it for me</em></a>, Report del Workshop di B.Kramer e J.Bosman, Torino 8-9 marzo 2018</p></div>]]></description>
			<author>ricerca@adm.unipi.it (Ricerca manager)</author>
			<category>Open Access</category>
			<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 12:12:07 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rubrica &quot;Pillole di Open Science&quot;</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/13825-rubrica-pillole-di-open-science</link>
			<guid isPermaLink="true">https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/13825-rubrica-pillole-di-open-science</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"></div>]]></description>
			<author>ricerca@adm.unipi.it (Ricerca manager)</author>
			<category>Open Access</category>
			<pubDate>Mon, 19 Nov 2018 13:12:29 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il futuro della ricerca di frontiera nell’era “open”</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/14854-il-futuro-della-ricerca-di-frontiera-nell-era-open</link>
			<guid isPermaLink="true">https://old.unipi.it/index.php/open-science/item/14854-il-futuro-della-ricerca-di-frontiera-nell-era-open</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p style="text-align: justify;"><img src="https://old.unipi.it/images/2019/ricerca/rettore_barni.jpg" alt="" width="378" height="251" style="margin: 5px; float: left;" />Come rendere accessibili a tutti i risultati della ricerca, senza rinunciare alla qualità della “buona scienza”?</p>
<p>Lo scorso <strong>19 marzo</strong> autorevoli rappresentanti degli enti di ricerca europei, del mondo accademico e dell’editoria scientifica internazionale si sono incontrati durante l'incontro&nbsp;<a href="https://old.unipi.it/index.php/events/archivio/event/4309-the-future-of-frontier-research-is-there-a-good-way-to-open-science" target="_blank" rel="noopener"><em>The future of frontier research: is there a “good way” to open science?</em>&nbsp;</a>organizzato dall’<strong>Università di Pisa </strong>in collaborazione con <a href="https://sciencebusiness.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Science|Business</strong></a> e <strong><a href="https://www.sciencesquared.eu">ERC=Science²</a></strong>, una campagna finanziata dall’Unione Europea per promuovere la ricerca finanziata dal Consiglio Europeo della Ricerca (<strong>ERC</strong>).</p>
<p>La Scienza Aperta è un tema di cruciale importanza. Grazie a un gruppo di organizzazioni nazionale per la ricerca,&nbsp;<strong><a href="https://www.coalition-s.org/" target="_blank" rel="noopener">cOAlitionS</a></strong>, con il supporto della Commissione Europea e dell’ERC, dal 1 gennaio 2020 la CE richiederà ai ricercatori beneficiari di finanziamenti di pubblicare solo in riviste che offrono un accesso aperto immediato e sotto una licenza che abiliti al riutilizzo e alla diffusione delle pubblicazioni e dei dati della ricerca in modo gratuito.</p>
<p>L’evento ha raccolto riflessioni sulle modalità con cui la ricerca di frontiera può beneficiare di un approccio aperto, analizzandone opportunità e rischi. Il <strong>vice presidente dell’ERC</strong>, il <strong>prof. Fabio Zwirner</strong>, ha ben evidenziato l’ambizione dell’ERC. “Lo schema ERC è un modello per il miglioramento dei sistemi di ricerca nazionale, sia come modalità di finanziamento alla ricerca sia per le politiche di accesso aperto”.&nbsp;Infatti alcuni sistemi nazionali hanno implementato modalità di finanziamento simili (basate sul criterio dell’indipendenza scientifica, senza tematiche prioritarie) e l’ERC ha supportato l’Open Access sin dal 2006 fino al supporto pieno alla recente iniziativa PlanS e dedicando un gruppo di lavoro interno esclusivamente all’Open Access.<br /><br />Il <strong>Presidente del CNR prof. Massimo Inguscio</strong> ed il <strong>delegato del MIUR prof. Vincenzo Vespri</strong>, hanno entrambi convenuto che la via maestra è senz'altro quella dell'accesso aperto ai risultati della ricerca finanziata pubblicamente, rilevando tuttavia le forti criticità da risolvere, dalla revisione del sistema di valutazione della ricerca agli investimenti nella ricerca.</p>
<p><img src="https://old.unipi.it/images/2019/ricerca/relatori_6.jpg" alt="" width="439" height="289" style="margin: 5px; float: right;" />Il prorettore per la Ricerca in ambito europeo ed internaizonale dell’Università di Pisa, il <strong>prof Lisandro Benedetti Cecchi</strong>, ha richiamato la preoccupazione diffusa presso la comunità scientifica che accompagna proprio l’introduzione del <a href="https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/moedas/announcements/plan-s-and-coalition-s-accelerating-transition-full-and-immediate-open-access-scientific_en" target="_blank" rel="noopener"><strong>PlanS</strong></a>, non tanto per i principi da esso definiti ma piuttosto per la tempistica e l’eventuale mancanza di qualità delle pubblicazioni scientifiche che potrebbe sopraggiungere. “Deve essere di primaria importanza evitare una lunga fase di transizione. È anche essenziale che il nuovo modello aperto non pregiudichi il rigore nel processo di revisione della pubblicazione dei risultati della ricerca. Pubblicare un articolo scientifico non equivale a pubblicare pensieri su un blog. La credibilità della scienza stessa necessita una chiara linea di demarcazione tra mito e realtà.”</p>
<p>Alcuni rappresentanti dell’editoria scientifica ad accesso aperto, <strong>Michael Markie</strong> per <strong><a href="https://f1000research.com/">F1000</a></strong> e <strong>Frederick Fenter</strong> per <strong><a href="https://www.frontiersin.org/">Frontiers</a></strong> hanno sottolineato il ruolo e la responsabilità delle organizzazioni di ricerca e degli editori stessi&nbsp; nell’accelerazione del processo di transizione all’accesso aperto. “Velocizzare la scienza rendendola riutilizzabile permetterà di produrre ricerca sempre più innovativa.Le banche dati che sottostanno alle pubblicazioni hanno un ruolo centrale e l’editore dovrebbe spingere per renderle disponibili”. <strong>Claudio Colaiacomo</strong> di <strong><a href="https://www.elsevier.com/">Elsevier</a></strong> ha sottolineato che “Elsevier&nbsp; è uno dei maggiori editori con accesso aperto, con oltre 200 riviste ad accesso aperto e oltre 2,000 con opzioni di accesso aperto. Alla domanda <em>Accesso aperto Vs modello di sottoscrizione,</em> Colaiacomo ha risposto che “queste si escludono a vicenda. Nessuno può prevedere il futuro ma per adesso dobbiamo sopravvivere al sistema capitalistico”</p>
<p>Dunque aprire o non aprire l’accesso alle pubblicazioni? Questa non è la domanda.&nbsp; La strada da intraprendere è chiara per tutti gli attori interessati, mentre è il processo di implementazione ad arrivare con molte incertezze.<br /><br /><a href="http://mediaeventi.unipi.it/category/the-future-of-frontiere-research-is-a-quotgood-wayquot-to-open-science/201" target="_blank" rel="noopener">Il video integrale dell'evento</a></p>
<p><img src="https://old.unipi.it/images/2019/ricerca/ragazzi.jpg" alt="" width="321" height="214" style="margin: 5px; float: right;" /></p>
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<p><a href="https://old.unipi.it/index.php/news/item/14840-la-scienza-aperta-e-la-ricerca-di-frontiera-al-centro-di-un-dibattito-in-sapienza" target="_blank" rel="noopener">L'intervento del Rettore Paolo Mancarella</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/tourforeu.bruxelles.1/posts/140970266949790?notif_id=1553513958398334&amp;notif_t=feedback_reaction_generic" target="_blank" rel="noopener">La sintesi della giornata: video-intervista al Prorettore Benedetti-Cecchi</a></p>
<p><a href="http://195.110.133.122/media/20190320/20190320-gran_ducato_tv-tg_granducato_tv_2030-080433184m.mp4" target="_blank" rel="noopener">Il servizio di Telegranducato</a></p>
<p><a href="https://old.unipi.it/components/com_rseventspro/assets/images/files/frontier_agenda.pdf" target="_blank" rel="noopener">Il programma della giornata</a>&nbsp;</p>
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<p><strong><a href="https://old.unipi.it/index.php/unione-europea/item/14871-reflections-on-frontier-research-and-open-science" target="_blank" rel="noopener">English version</a></strong></p></div>]]></description>
			<author>ricerca@adm.unipi.it (Ricerca manager)</author>
			<category>Open Access</category>
			<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 13:16:43 +0000</pubDate>
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