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Pisa, 28 maggio 2024 - Il FishLab dell’Università di Pisa ha condotto uno studio sulla presenza di microplastiche nelle telline (specie Donax trunculus) sulle coste toscane da cui non emergono rischi legati al consumo di questo alimento. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, l’Università degli Studi di Messina e l’Istituto per i Processi Chimico-Fisici (IPCF) del Cnr di Messina.

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Da sinistra Gabriele Spatola, Andrea Armani, Giusti Alice e Tinacci Lara

I ricercatori hanno esaminato cinque siti lungo la costa toscana, da Viareggio a Tirrenia, da febbraio a dicembre 2021. Nei campioni analizzati, sono stati trovati 85 frammenti riconducibili a microplastiche. Successivamente, un’analisi più approfondita ha confermato la natura plastica solo per una parte di essi. In base a questa stima, i consumatori di telline potrebbero essere esposti ad una quantità molto esigua rispetto a quella che ingerirebbero consumando altre tipologie di alimenti; ad esempio, è stato dimostrato che il sale e l’acqua stessa ne contengono una quantità decisamente più elevata.
“Le microplastiche sono ubiquitarie in ogni ambiente, per assumerle basta lasciare un bicchiere su un tavolo prima di berlo – spiega il professore Andrea Armani del dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa – in base ai dati emersi e alle conoscenze attualmente disponibili, non ci sono rischi legati al consumo di telline, anche per le basse quantità di consumo di questo alimento”.

La presenza di microplastiche è stata documentata a tutti in tutti gli habitat marini, dagli oceani aperti ai mari chiusi, dalle spiagge, alle acque superficiali, in tutta la colonna d’acqua fino ai fondali più profondi. Le dimensioni ridotte che le caratterizzano facilitano il loro trasporto a lunga distanza attraverso le correnti. Si tratta infatti di particelle di polimeri plastici di dimensioni comprese tra 0,1 µm e 5 mm, prodotte tal quali a livello industriale (microplastiche primarie) o derivate dalla frammentazione di oggetti in plastica più grandi (microplastiche secondarie) a seguito del loro utilizzo (es. tessuti, vernici, pneumatici) o per opera di agenti atmosferici (raggi UV, temperature). Una volta fatto il loro ingresso nell’ecosistema marino possono essere facilmente ingerite da molti organismi, entrando così nella catena alimentare, sino agli esseri umani. I molluschi bivalvi (come mitili, ostriche, vongole e capesante), essendo filtratori, sono spesso utilizzati per valutare l’inquinamento da microplastiche negli ambienti marini. Se consumati come alimenti, possono pertanto rappresentare una fonte di esposizione alle microplastiche per l’uomo.

“L’esposizione umana alle microplastiche è molto diversa tra paese e paese a causa delle differenze geografiche e culturali legate al consumo dei molluschi bivalvi – conclude Armani - Un rischio elevato, calcolato sulla base del consumo annuo di molluschi bivalvi e della quantità media di microplastiche per grammo, è stato riscontrato in Cina e Corea del Sud, mentre a livello europeo sono stati riscontrati rischi maggiori in Francia e Grecia”.

La ricerca pubblicata sulla rivista Animals è stata finanziata dal Ministero della Salute italiano, dall’Unione Europea grazie al fondo NextGeneration EU e attraverso il progetto SAMOTHRACE del Ministero dell'Università e della Ricerca. Il FishLab dell’Ateneo pisano è impegnato da anni in attività di ricerca che affrontano problematiche inerenti la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti della pesca. La ricerca si inserisce nella visione One Health che vede uomo, animali e ambiente strettamente interconessi.


“Allora come oggi, l’università era consapevole di ciò che le accadeva intorno e si sentì in dovere di partecipare in prima persona e questo è un aspetto estremamente positivo. Il pericolo è quando l'università si richiude in se stessa”. Con queste parole, lunedì 27 maggio, il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, ha aperto ufficialmente le celebrazioni per il 176° anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848).

Rendendo omaggio ai membri del Battaglione Universitario Toscano che presero parte alla battaglia, il rettore ha invitato a cogliere i messaggi più attuali di questa celebrazione che per l’Ateneo pisano “ha un forte valore identitario. Oltre ad essere un doveroso omaggio alla memoria di coloro che presero parte a questo evento fondante del nostro Risorgimento”. “Sta a noi fare in modo – ha commentato Zucchi - che il giudizio della storia su quello che stiamo facendo oggi sia positivo come è quello su Curtatone e Montanara”.

Alle parole del rettore hanno fatto eco quelle del sindaco di Pisa, Michele Conti, che ha sottolineato come “celebrare l’anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara è un dovere per le istituzioni cittadine pisane”. “La memoria di quei giorni gloriosi – ha dichiarato il sindaco - ci ricorda l'importanza dei valori di libertà, giustizia e solidarietà che hanno animato i nostri predecessori. Il loro esempio ci sprona a essere cittadini consapevoli e attivi, impegnati nella costruzione di una società migliore e più giusta".

176 Curtatone e Montanara Camposanto sito

Molto sentito anche l’intervento dell’assessore allo sport del Comune di Curtatone, Matteo Totaro, che ha ricordato le gesta degli studenti e dei docenti partiti dai banchi dell’Università di Pisa e il forte legame che ancora oggi, dopo 176 anni, unisce Curtatone e Pisa. Tanto che proprio in questi giorni, ha detto, una strada del comune lombardo è stata intitolata ad Enrico Mayer, che partì volontario per i campi di Lombardia al servizio del generale C. De Laugier.

A testimonianza del coinvolgimento territoriale che ebbe la battaglia di Curtatone e Montanara, l’intervento del vicesindaco del Comune di Pontedera, Alessandro Puccinelli che ha evidenziato la presenza, tra quei volontari, “di tanti giovani pontederesi”. “Pontedera lega molti dei suoi simboli proprio al risorgimento e ai suoi valori – ha concluso Puccinelli – Giornate come quella odierna, ci aiutano nella conservazione di una memoria che si tramanda di generazione in generazione, portando avanti insegnamenti da trasmettere ai giovani”

Monumento Mossotti sito

Il corteo, di cui facevano parte anche l’assessora a Istruzione, Formazione professionale, Università e Ricerca della Regione Toscana, Alessandra Nardini, il presidente della Federazione provinciale di Pisa dell’Istituto del Nastro Azzurro, Alberto Andreoli, il vicepresidente dell’Associazione Laureati Ateneo Pisano (ALAP), Lorenzo Gremigni, e i rappresentanti dell’Ordine SaVOT, della Goliardia Pisana, è partito dal Camposanto Monumentale di Pisa.

Qui, dopo i saluti ufficiali, l’Ateneo e il Comune di Curtatone hanno deposto le loro corone ai piedi del monumento funebre di Ottaviano Fabrizio Mossotti, il docente di Fisica matematica e Meccanica celeste che, in quel lontano maggio del 1848, guidò il Battaglione Universitario Toscano verso i campi lombardi per dare sostegno alle truppe piemontesi impegnate contro l’esercito austriaco durante la prima guerra di indipendenza. Tra i suoi membri, 384 studenti e 30 docenti dell'Ateneo pisano al cui coraggio l’Università rende omaggio ogni anno in quella che è una delle cerimonie più sentite dalla comunità universitaria.

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Lasciato il monumento marmoreo realizzato nella seconda metà del XIX secolo dallo scultore Giovanni Duprè, il corteò ha quindi proseguito il suo cammino verso il cortile del Palazzo della Sapienza dove sono state deposte altre tre corone ai caduti nella Battaglia.

Le celebrazioni sono poi proseguite nell’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza con un intervento del direttore del CIDIC - Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura, Saulle Panizza; la proiezione del video, curato da Nicola Trabucco, “Curtatone e Montanara, un viaggio per immagini e documenti” e una relazione di Pietro Finelli, Direttore Domus Mazziniana, dal titolo: “Son uomo e son soldato, note su Nazione armata, volontariato e Guardia Nazionale nel Risorgimento”.

Ha chiuso il programma della giornata una selezione di canti risorgimentali eseguiti dal Coro dell’Università di Pisa - magistralmente diretto da Silvia Mannari – intercalati dalla lettura di alcuni brani tratti da documenti inediti di Giuliano Carmignani, milite del Battaglione Universitario Toscano, a cura di Lorenzo Gremigni dell’ALAP.

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L’evento è stato organizzato dal Comitato scientifico per la commemorazione del 176° anniversario della Battaglia di Curtatone e Montanara e dal CIDIC - Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura.

“Allora come oggi, l’università era consapevole di ciò che le accadeva intorno e si sentì in dovere di partecipare in prima persona e questo è un aspetto estremamente positivo. Il pericolo è quando l'università si richiude in se stessa”. Con queste parole, lunedì 27 maggio, il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, ha aperto ufficialmente le celebrazioni per il 176° anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848).

Rendendo omaggio ai membri del Battaglione Universitario Toscano che presero parte alla battaglia, il rettore ha invitato a cogliere i messaggi più attuali di questa celebrazione che per l’Ateneo pisano “ha un forte valore identitario. Oltre ad essere un doveroso omaggio alla memoria di coloro che presero parte a questo evento fondante del nostro Risorgimento”. “Sta a noi fare in modo – ha commentato Zucchi - che il giudizio della storia su quello che stiamo facendo oggi sia positivo come è quello su Curtatone e Montanara”.

Alle parole del rettore hanno fatto eco quelle del sindaco di Pisa, Michele Conti, che ha sottolineato come “celebrare l’anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara è un dovere per le istituzioni cittadine pisane”. “La memoria di quei giorni gloriosi – ha dichiarato il sindaco - ci ricorda l'importanza dei valori di libertà, giustizia e solidarietà che hanno animato i nostri predecessori. Il loro esempio ci sprona a essere cittadini consapevoli e attivi, impegnati nella costruzione di una società migliore e più giusta".

Molto sentito anche l’intervento dell’assessore allo sport del Comune di Curtatone, Matteo Totaro, che ha ricordato le gesta degli studenti e dei docenti partiti dai banchi dell’Università di Pisa e il forte legame che ancora oggi, dopo 176 anni, unisce Curtatone e Pisa. Tanto che proprio in questi giorni, ha detto, una strada del comune lombardo è stata intitolata ad Enrico Mayer, che partì volontario per i campi di Lombardia al servizio del generale C. De Laugier.

A testimonianza del coinvolgimento territoriale che ebbe la battaglia di Curtatone e Montanara, l’intervento del vicesindaco del Comune di Pontedera, Alessandro Puccinelli che ha evidenziato la presenza, tra quei volontari, “di tanti giovani pontederesi”. “Pontedera lega molti dei suoi simboli proprio al risorgimento e ai suoi valori – ha concluso Puccinelli – Giornate come quella odierna, ci aiutano nella conservazione di una memoria che si tramanda di generazione in generazione, portando avanti insegnamenti da trasmettere ai giovani”

Il corteo, di cui facevano parte, anche l’assessora a Istruzione, Formazione professionale, Università e Ricerca della Regione Toscana, Alessandra Nardini, il presidente della Federazione provinciale di Pisa dell’Istituto del Nastro Azzurro, Alberto Andreoli, il vicepresidente dell’Associazione Laureati Ateneo Pisano (ALAP), Lorenzo Gremigni, e i rappresentanti dell’Ordine SaVOT, della Goliardia Pisana, è partito dal Camposanto Monumentale di Pisa.

Qui, dopo i saluti ufficiali, l’Ateneo e il Comune di Curtatone hanno deposto le loro corone ai piedi del monumento funebre di Ottaviano Fabrizio Mossotti, il docente di Fisica matematica e Meccanica celeste che, in quel lontano maggio del 1848, guidò il Battaglione Universitario Toscano verso i campi lombardi per dare sostegno alle truppe piemontesi impegnate contro l’esercito austriaco durante la prima guerra di indipendenza. Tra i suoi membri, 384 studenti e 30 docenti dell'Ateneo pisano al cui coraggio l’Università rende omaggio ogni anno in quella che è una delle cerimonie più sentite dalla comunità universitaria.

Lasciato il monumento marmoreo realizzato nella seconda metà del XIX secolo dallo scultore Giovanni Duprè, il corteò ha quindi proseguito il suo cammino verso il cortile del Palazzo della Sapienza dove sono state deposte altre tre corone ai caduti nella Battaglia.

Le celebrazioni sono poi proseguite nell’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza con un intervento del direttore del CIDIC - Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura, Saulle Panizza; la proiezione del video, curato da Nicola Trabucco, “Curtatone e Montanara, un viaggio per immagini e documenti” e una relazione di Pietro Finelli, Direttore Domus Mazziniana, dal titolo: “Son uomo e son soldato, note su Nazione armata, volontariato e Guardia Nazionale nel Risorgimento”.

Ha chiuso il programma della giornata una selezione di canti risorgimentali eseguiti dal Coro dell’Università di Pisa - magistralmente diretto da Silvia Mannari – intercalati dalla lettura di alcuni brani tratti da documenti inediti di Giuliano Carmignani, milite del Battaglione Universitario Toscano, a cura di Lorenzo Gremigni dell’ALAP.

L’evento è stato organizzato dal Comitato scientifico per la commemorazione del 176° anniversario della Battaglia di Curtatone e Montanara e dal CIDIC - Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura.

L'associazione "Sinistra per... l'integrazione e le culture" propone due giornate di workshop sull'educazione sessuale, di genere e affettiva che si svolgeranno il 31 maggio e il 1° giugno presso l'Aula Multimediale di Palazzo Ricci.

Sarà ospite l'Associazione Cargomilla. Le organizzatrici del workshop sono Arianna Bartoli e Lisa Davini.

Venerdì 31 maggio avrà luogo una discussione sul tema dell'educazione sessuale, legata alla pratica di tutti i giorni e volta a fornire gli strumenti teorici necessari ai partecipanti.
La partecipazione è libera e gratuita.

Sabato 1° Giugno si terranno quattro diversi percorsi pratici e tematici, incentrati su varie fasce d'età.
La partecipazione è gratuita ma è richiesta l'iscrizione da effettuarsi utilizzando il QR code presente sulla locandina.

L'attività è stata realizzata con il contributo dei fondi di Ateneo per le attività studentesche.

Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Sabato 1° giugno, alle ore 21.00, presso la Chiesa di San Frediano (Piazza San Frediano 5, Pisa), il coro della cappella Universitaria di San Frediano si esibirà nel concerto dal titolo "Guardo verso te 'come trame d'un canto'".

L'evento è organizzato dall'associazione Grusf (Gruppo Universitari San Frediano) e si svolge con i contributi per le attività studentesche dell'Università.

Per tutte le informazioni contattare l'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il professore Francesco D’Auria (foto) dell’Università di Pisa è stato eletto ai vertici della American Nuclear Society, un'organizzazione internazionale che riunisce scienziati, ingegneri e professionisti impegnati a sviluppare le applicazioni pacifiche del settore nucleare. La cerimonia di conferimento della carica di Fellow avverrà in apertura della conferenza annuale dell’ANS il prossimo 17 giugno a Las Vegas. Come recita la motivazione, la nomina di D’Auria è avvenuta sia in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla termoidraulica dei reattori nucleari e in particolare ai metodi di analisi delle incertezze, sia per il suo impatto come educatore di una generazione di ingegneri nucleari.
Francesco D’Auria, nato a Benevento nel 1954, ha conseguito laurea e dottorato all’Università di Pisa dove attualmente è ordinario di impianti nucleari al Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. D’Auria fa parte della American Nuclear Society dal 1981 così come di altre società e gruppi internazionali. Ha fondato e diretto numerose riviste scientifiche e la sua produzione scientifica è di oltre 1200 articoli di cui è coautore. Attualmente è Editor in Chief della rivista Elsevier J Nuclear Engineering and Design.

francescodauria.pngIl professore Francesco D’Auria (foto) dell’Università di Pisa è stato eletto ai vertici della American Nuclear Society, un'organizzazione internazionale che riunisce scienziati, ingegneri e professionisti impegnati a sviluppare le applicazioni pacifiche del settore nucleare. La cerimonia di conferimento della carica di Fellow avverrà in apertura della conferenza annuale dell’ANS il prossimo 17 giugno a Las Vegas. Come recita la motivazione, la nomina di D’Auria è avvenuta sia in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla termoidraulica dei reattori nucleari e in particolare ai metodi di analisi delle incertezze, sia per il suo impatto come educatore di una generazione di ingegneri nucleari.
Francesco D’Auria, nato a Benevento nel 1954, ha conseguito laurea e dottorato all’Università di Pisa dove attualmente è ordinario di impianti nucleari al Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. D’Auria fa parte della American Nuclear Society dal 1981 così come di altre società e gruppi internazionali. Ha fondato e diretto numerose riviste scientifiche e la sua produzione scientifica è di oltre 1200 articoli di cui è coautore. Attualmente è Editor in Chief della rivista Elsevier J Nuclear Engineering and Design.

È tempo di festeggiamenti per il Pisa CoderDojo. Il club di programmazione dedicato ai giovani tra i 7 e i 17 anni ha infatti da poco celebrato il suo 50° incontro al Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, senza contare gli eventi speciali organizzati ogni anno nelle scuole cittadine e a Internet Festival.

Un traguardo importante, anche in vista del decimo anniversario del club che sarà festeggiato nel 2025. Da ormai nove anni, infatti, Pisa CoderDojo promuove la cultura informatica e il coding tra i giovani, offrendo loro un ambiente informale, stimolante e divertente per imparare le basi della programmazione.

"Quando abbiamo cominciato – commenta Stefano Forti, coordinatore dell’iniziativa e ricercatore del Dipartimento di Informatica - eravamo tre studenti dell’Università di Pisa e non ci saremmo mai aspettati un riscontro così positivo e costante negli anni”. La comunità di Pisa CoderDojo, invece, cresce di incontro in incontro e l’iniziativa si auto-alimenta, con alcuni dei giovani che hanno iniziato a programmare con Pisa CoderDojo che oggi insegnano il coding ai nuovi partecipanti.

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Sottolinea l'importanza di educare e ispirare i giovani verso le discipline informatiche e scientifiche e verso l’innovazione, il professor Vincenzo Ambriola, direttore del Dipartimento di Informatica. "Pisa CoderDojo - afferma - promuove il pensiero computazionale con un impatto positivo sul futuro nostra comunità. È un’iniziativa di orientamento efficace perché si rivolge in modo aperto e inclusivo alle fasce più giovani della nostra popolazione, dove è ancora possibile abbattere gli stereotipi”.

Attraverso sessioni pratiche che si tengono con cadenza mensile, infatti, CoderDojo avvicina le generazioni future alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) con l’obiettivo di colmare il divario tra la crescente domanda di programmatori nella società moderna e la disponibilità di competenze nel mercato del lavoro.

Già annunciato, peraltro, il prossimo appuntamento, in programma per venerdì 7 giugno dalle 15:45 alle 18:00 presso il Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa. Qui, gli oltre dieci mentor del Pisa CoderDojo – docenti e studenti/esse Unipi – sono pronti ad accogliere 30 giovani ninja del codice con tante nuove attività di programmazione. L'evento è aperto a tutti i giovani interessati. Per partecipare è necessario registrarsi online sul sito ufficiale:

https://coderdojo.com/en/dojos/it/toscana/pisa-province-of-pisa/pisa.

È tempo di festeggiamenti per il Pisa CoderDojo. Il club di programmazione dedicato ai giovani tra i 7 e i 17 anni ha infatti da poco celebrato il suo 50° incontro al Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, senza contare gli eventi speciali organizzati ogni anno nelle scuole cittadine e a Internet Festival.

Un traguardo importante, anche in vista del decimo anniversario del club che sarà festeggiato nel 2025. Da ormai nove anni, infatti, Pisa CoderDojo promuove la cultura informatica e il coding tra i giovani, offrendo loro un ambiente informale, stimolante e divertente per imparare le basi della programmazione.

"Quando abbiamo cominciato – commenta Stefano Forti, coordinatore dell’iniziativa e ricercatore del Dipartimento di Informatica - eravamo tre studenti dell’Università di Pisa e non ci saremmo mai aspettati un riscontro così positivo e costante negli anni”. La comunità di Pisa CoderDojo, invece, cresce di incontro in incontro e l’iniziativa si auto-alimenta, con alcuni dei giovani che hanno iniziato a programmare con Pisa CoderDojo che oggi insegnano il coding ai nuovi partecipanti.

Sottolinea l'importanza di educare e ispirare i giovani verso le discipline informatiche e scientifiche e verso l’innovazione, il professor Vincenzo Ambriola, direttore del Dipartimento di Informatica. "Pisa CoderDojo - afferma - promuove il pensiero computazionale con un impatto positivo sul futuro nostra comunità. È un’iniziativa di orientamento efficace perché si rivolge in modo aperto e inclusivo alle fasce più giovani della nostra popolazione, dove è ancora possibile abbattere gli stereotipi”.

Attraverso sessioni pratiche che si tengono con cadenza mensile, infatti, CoderDojo avvicina le generazioni future alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) con l’obiettivo di colmare il divario tra la crescente domanda di programmatori nella società moderna e la disponibilità di competenze nel mercato del lavoro.

Già annunciato, peraltro, il prossimo appuntamento, in programma per venerdì 7 giugno dalle 15:45 alle 18:00 presso il Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa. Qui, gli oltre dieci mentor del Pisa CoderDojo – docenti e studenti/esse Unipi – sono pronti ad accogliere 30 giovani ninja del codice con tante nuove attività di programmazione. L'evento è aperto a tutti i giovani interessati. Per partecipare è necessario registrarsi online sul sito ufficiale:

https://coderdojo.com/en/dojos/it/toscana/pisa-province-of-pisa/pisa.

Una grande Università pubblica, che guida e sostiene la crescita culturale, sociale ed economica del Paese, con l’ambizione di contribuire al suo sviluppo attraverso la valorizzazione dei talenti, l’espansione della conoscenza e l’apertura al mondo. Sono queste le linee guida principali delineate nel Piano strategico di Ateneo 2023-2028 che il rettore Riccardo Zucchi e il prorettore vicario Giuseppe Iannaccone hanno illustrato alla comunità universitaria nell’incontro del 9 gennaio al Polo Carmignani. Una road map che traccia il percorso dell’Ateneo dei prossimi anni, in cui si assume l’impegno di lavorare come motore di sviluppo della società grazie alla capacità di fare sistema e alle competenze sviluppate nel fare ricerca alla frontiera della conoscenza.

Il Piano, prodotto attraverso un processo ampiamente partecipativo e trasparente avviato nel febbraio 2023, rappresenta il documento attraverso il quale l’Ateneo afferma la propria identità, definendo la missione che si propone, dichiarando i propri obiettivi strategici ed elencando le azioni necessarie per raggiungerli: “Sono convinto che questo Piano strategico, in linea con i valori che abbiamo preso come riferimento – e cioè valorizzare i talenti, espandere la frontiera della conoscenza, aprirsi al mondo, gestire in modo trasparente e sostenibile e coltivare coesione e condivisione – costituirà la base per il successo e la crescita della nostra Università, a beneficio anche dell’intera collettività – dichiara il rettore Riccardo Zucchi – La nostra visione di “guidare e sostenere la crescita culturale, sociale ed economica”, riflette la convinzione che, in un mondo sempre più interdipendente, dobbiamo continuare a lavorare insieme, più intensamente e in modi nuovi, per affrontare le tante sfide che ci attendono”.

“Nel Piano la visione dell’Ateneo è definita in termini dell’impatto esterno al perimetro dell’Università e la parola chiave è proprio impatto: impatto sulla crescita economica, sociale e culturale del Paese – aggiunge Giuseppe Iannaccone – Questo vuole dire che la formazione e la ricerca devono creare opportunità di crescita personali e professionali per inostri studenti, ma devono essere anche in grado di accrescere il valore di una società avanzata che si basa sulla conoscenza e sulle competenze delle persone. Il contributo che vogliamo dare è proattivo, propositivo: non si tratta di rispondere a un’esigenza, ma di essere in grado di proporre nuovi percorsi di formazione che aiutino gli studenti a crescere e a fare una loro strada nel mondo, individuare nuovi temi di ricerca con cui l’università può contribuire alle grandi sfide del futuro e a valorizzare e favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali”.

Il Piano si sviluppa su cinque aree, tutte di grande rilievo per l’Ateneo: didattica, ricerca, terza missione, gestione e comunità universitaria. Molte sono le azioni che l’Ateneo ha già intrapreso e che metterà in campo nei prossimi mesi per realizzare i 14 obiettivi individuati nel Piano. Un punto fondamentale è aumentare l’attrattività della formazione attraverso l’aggiornamento dell’offerta formativa, il potenziamento delle attività di orientamento in ingresso e in itinere e il miglioramento della qualità della didattica, con una particolare attenzione per le azioni di supporto agli studenti più bisognosi; sul piano dell’internazionalizzazione c’è un accento particolare sull’internazionalizzazione in ingresso, con la volontà di introdurre nuovi corsi in lingua inglese a partire dalle triennali e favorire l’ingresso di studenti e studiosi dall’estero.

Inoltre sono in programma numerose iniziative di potenziamento e supporto alla ricerca: alcune sono state già avviate, come Starting@Unipi e Consolidator@Unipi, i bandi con cui Unipi vuole aiutare ad aumentare la partecipazione dei ricercatori a partecipare alle call dell’European Research Council (ERC). A questi presto si aggiungerà il bando Advanced@Unipi, riservato ai ricercatori “senior”, mentre è già stata bandita la call riservata ai post-doc con l’azione Marie Skłodowska-Curie Seal of Excellence, andando così a creare opportunità per i ricercatori di tutte le fasce e nelle diverse fasi di carriera. Una novità che sarà presto annunciata è poi il Restarting grant, un incentivo per ricercatrici e professoresse in rientro dal congedo parentale obbligatorio che ha l’obiettivo di colmare il gender gap nelle carriere universitarie.

Sul piano della terza missione, l’intento è lavorare molto sull’avvicinamento dell’Università con il mondo delle imprese: nei prossimi mesi prenderà forma Start Attractor, iniziativa presentata lo scorso giugno, che ambisce a creare un punto di incontro tra ricerca e industria e che vuol fare dell’Ateneo pisano un motore di sviluppo per il territorio locale e nazionale.

La crescita dell’Ateneo passerà anche dal potenziamento del suo personale: per l’anno 2024 è in programma l’assunzione di 118 nuove unità di personale tecnico-amministrativo e, proprio in questi giorni, gli organi stanno deliberando per l’immissione di nuovo personale docente.

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