Conferito il dottorato honoris causa in Ingegneria dell'Informazione a Federico Faggin
“Le differenze fondamentali tra l’intelligenza umana e quella artificiale sono dovute alla consapevolezza, che esiste nell’uomo ed è assente nella macchina”. Federico Faggin, figura ecclettica di scienziato e imprenditore e tra gli italiani che più hanno operato nella Silicon Valley, ha introdotto così la sua Lectio Magistralis ricevendo il dottorato di ricerca honoris causa in Ingegneria dell'Informazione da parte dell'Università di Pisa.

Dopo aver reso possibile con le sue invenzioni la nascita di tecnologie fondamentali per l'informatica quali il microprocessore, il touchpad e il touchscreen, Federico Faggin ha dedicato le sue ricerche più recenti al fenomeno della coscienza, arrivando alla conclusione che “la consapevolezza non può emergere soltanto dal funzionamento del cervello inteso come un computer, ma dipende in maniera fondamentale dalle proprietà quantistiche della materia, e potrebbe addirittura richiedere la scoperta di una ‘nuova fisica’”.
“Se verranno usati correttamente – ha concluso Faggin rivolgendosi ai docenti e agli studenti dell’Ateneo pisano - i computer, i robot, e l'intelligenza artificiale ci permetteranno di amplificare in grande misura le capacità meccaniche della nostra mente liberandoci dalla schiavitù dei lavori ripetitivi, monotoni e senza significato, permettendoci così di scoprire la magnificenza della vita”.
Sfoglia la gallery con le immagini della cerimonia:
Prima di lui, la cerimonia di conferimento del dottorato honoris causa è stata aperta dal rettore Paolo Mancarella, che nel suo saluto ha sottolineato come Federico Faggin sia “il figlio esemplare di quell’Italia, cresciuta negli anni Cinquanta quando eravamo ‘poveri ma belli’, che nonostante condizioni sociali e materiali imparagonabili a quelle odierne, guardava al futuro con speranza e sapeva sognare. Uno spirito che le nuove generazioni dovrebbero prendere a modello”. Sui più recenti interessi per il rapporto tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, il rettore ha detto che “queste considerazioni di Faggin si rifanno alle radici, al suo essere italiano, alla nostra cultura umanistica che ha certamente avuto parte nella sua formazione e nelle sue caratteristiche creative e imprenditoriali”.
Nel leggere le Motivazioni del riconoscimento, il direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Giuseppe Anastasi, ha evidenziato che “non sono molti gli scienziati in grado di avere una visione profonda del significato e del potenziale impatto delle proprie scoperte. E a riuscire a costruire le realtà e le filiere adatte a sviluppare questo potenziale. Faggin è uno di questi scienziati”. In chiusura il professor Anastasi ha ricordato il legame del premiato con l’Università di Pisa, “in ragione dei contributi intellettuali e umani dati da Federico Faggin, nonchè del suo recente impegno verso l'Ateneo in una serie di seminari e lezioni presso la Scuola di Ingegneria e nell’ambito del Simposio ‘The Mindscience of Reality’, che sono stati di grande ispirazione per molti studenti, docenti e ricercatori”.
Guarda un breve video con alcuni estratti della cerimonia:
Sul tema della consapevolezza si è soffermata anche la Laudatio tenuta dal professor Bruno Neri, ordinario dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, che ha individuato come caratteristica unitaria del percorso compiuto da Faggin “quella del visionario in grado di guardare oltre e anticipare il futuro… Senza timore alcuno di esagerare possiamo dire che il mondo sarebbe oggi ben diverso senza le intuizioni scientifiche e la visione imprenditoriale di Federico Faggin”. L’ultima attività di Faggin, ha concluso il professor Neri, mira a evidenziare quanto “l’approccio riduzionista, uno dei pilastri del Materialismo Scientifico imperante anche nelle Neuroscienze, sia inadeguato a rendere conto della complessità della Realtà che tutti sperimentiamo e che l’Universo sia pervaso da un principio cognitivo, non riducibile interamente alle leggi della Fisica come noi le conosciamo. E così sposta di 180 gradi il focus del suo interesse scientifico: dal tentativo di trasferire su silicio alcune delle facoltà dell’intelligenza umana, a quello di penetrare il significato profondo del più misterioso degli enigmi, quello della Coscienza”.
Nel pomeriggio Federico Faggin è intervenuto nell'Aula Magna della Scuola di Ingegneria per presentare il suo ultimo libro "Silicio", un'autobiografia in cui parla del suo percorso professionale e delle ricerche più recenti sul tema della consapevolezza. Il dialogo con studenti, giovani e tutti gli interessati è stato coordinato da Chiara Albicocco, giornalista scientifica di “Radio24”.
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Lettura della motivazione
Prof. Giuseppe Anastasi
Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
Laudatio
Prof. Bruno Neri
Professore ordinario Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
Lectio Magistralis
Dott. Federico Faggin
"L’intelligenza biologica non è equiparabile all’intelligenza artificiale"
Giornata esotica
Il 3 novembre, alla Palestra Mistral (via Coccapani 54), l'Erasmus Student Network Pisa organizza "Giornata esotica": laboratori, musica e balli dall'America Latina.
Programma
- 16:00 - Presentazione ESN
- 16:30 - Lezione di salsa
- 17:15 - Lezione di bachata
- 18:00 - Lezione di kizomba
- 18:45 - Lezione di reggaeton
- 19:30 - Ballo libero e animazione A-team
L'evento è organizzato con il contributro dell'ateneo per le attività studentesche autogestite (rif. 2104).
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ateneo in lutto per la scomparsa del professor Roberto Barsotti
È scomparso nel tardo pomeriggio di lunedì 28 ottobre 2019 il professor Roberto Barsotti, già ordinario di Diritto internazionale all'Università di Pisa, da alcuni anni in pensione. La cerimonia di commemorazione del professor Barsotti si svolgerà mercoledì 30 ottobre, alle ore 14:30, nel Palazzo della Sapienza di Pisa.
Nato a Calci (PI) nel 1944, il professor Roberto Barsotti si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa come allievo della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento (Collegio Medico-Giuridico). Allievo del professor Giuseppe Sperduti, è divenuto professore di prima fascia nel 1976. È stato titolare della cattedra di Diritto internazionale presso le Università di Salerno, Firenze e Pisa, svolgendo inoltre corsi speciali di insegnamento sia in Italia che all’estero (tra i quali si ricordano, ad esempio, quelli di Preparazione alla Carriera Diplomatica presso l'Università degli Studi di Firenze).
Il professor Barsotti ha ricoperto incarichi in qualità di esperto per conto del Ministero degli Affari Esteri italiano, dei Ministeri degli Affari Esteri di Paesi europei e latino-americani e delle Comunità Europee; dal 1980 al 1997 ha collaborato con il Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo e con la Direzione Generale Affari Economici della Farnesina.
Ha partecipato alla costituzione della "Fondazione di ricerche e studi internazionali" e agli organi collegiali di molteplici Fondazioni, Enti statali e Istituti di ricerca.
Presso l'Università di Pisa è stato insignito dell'Ordine del Cherubino nel 2003 e ha ricoperto gli incarichi di vicepreside della Facoltà di Giurisprudenza, di Prorettore agli Affari Giuridici e di Prorettore Vicario.
Il professor Roberto Barsotti è autore di tre monografie in materia di diritto internazionale privato e di diritto interno in materia internazionale, nonché di articoli, voci di enciclopedie, note e contributi a volumi collettanei in riviste e pubblicazioni in lingua italiana, inglese e francese su molteplici tematiche, tra le quali si ricordano: l'ONU, i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo, il mantenimento della pace, la giustizia internazionale, i limiti del territorio, il diritto interno in materia internazionale.
"Giurista raffinatissimo", come lo definì il professor Antonio Cassese, il professor Roberto Barsotti è stato un maestro di diritto e di vita - generoso, elegante e sensibile - per generazioni di studiosi, che grazie alla sua guida sono divenuti agenti diplomatici, dirigenti di organizzazioni internazionali, accademici di significativo rilievo, giuristi di prim’ordine.
Gli allievi: Matteo Del Chicca, Francesca Martines e Leonardo Pasquali
I primi 50 anni di Internet
Martedì 29 ottobre Internet compie 50 anni: per celebrarlo, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Università di Pisa, in collaborazione con ricercatori del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino, organizzano a Roma – presso la sede centrale del Cnr - un evento scientifico-divulgativo dedicato ai pionieri della Rete e al futuro della ricerca scientifica in questo settore. Programma completo al link .
La prima trasmissione dati tra due computer avvenne alle 22:30 del 29 ottobre 1969 tra il laboratorio di Leonard Kleinrock a Los Angeles (Ucla), e lo Stanford Research Institute, a 350 miglia di distanza. L’invio di quei pochi bit di informazioni attraverso la rete Arpanet – da cui si è poi originata Internet – ha dato vita ad una delle più grandi invenzioni dell’umanità.
L’evento del 29 ottobre, che racconterà passato, presente e futuro della Rete, si aprirà con un intervento del presidente del CNR, Massimo Inguscio; seguirà una sessione storico-celebrativa, con le testimonianze dei ricercatori italiani e statunitensi che contribuirono alla nascita di Internet e all’ingresso dell’Italia nella Rete. Leonard Kleinrock, in una video intervista, ripercorrerà i passi principali del progetto di ricerca Arpanet, mentre Luigi Fratta, che da giovanissimo lavorò proprio in America per collaborare con Kleinrock, porterà una testimonianza diretta dei primi anni di vita della Rete visti da Ucla. La sessione si concluderà con la testimonianza del professore Luciano Lenzini dell'Università di Pisa, che nel 1986 dall’Istituto Cnuce del Cnr di Pisa ha collegato per la prima volta l’Italia a Internet.

Il professore Luciano Lenzini dell'Università di Pisa intervistato nel corso dell'evento
La Rete ha ovviamente avuto un fondamentale impatto scientifico, socio-economico e culturale: ne discuteranno Paola Inverardi, docente presso il Dipartimento di Ingegneria informatica e Matematica dell’Università dell’Aquila, Stefano Quintarelli, informatico, imprenditore, blogger, di recente autore del saggio “Capitalismo immateriale”, e Federico Rampini, giornalista di Repubblica e testimone privilegiato, in qualità di corrispondente dalla Silicon Valley, dell’esplosione della rivoluzione Internet. Concluderà la sessione mattutina l’intervista di Luca Fraioli a Piero Angela, assoluto protagonista della divulgazione scientifica italiana negli ultimi 50 anni.
Nella sessione del pomeriggio il mondo della ricerca e dell’industria si confronteranno sul futuro di Internet, analizzando scenari evolutivi e sfide scientifiche e tecnologiche. Interverranno Alessandro Armando, professore dell’Università di Genova, esperto di cybersecurity, Maurizio Decina, professore del Politecnico di Milano, esperto di reti di telecomunicazione, Stefano Pileri, AD di Italtel e Luca Tomassini, fondatore, presidente e AD del gruppo Vetrya.
Ateneo in lutto per la scomparsa del professor Roberto Barsotti

È scomparso nel tardo pomeriggio di lunedì 28 ottobre 2019 il professor Roberto Barsotti, già ordinario di Diritto internazionale all'Università di Pisa, da alcuni anni in pensione. La cerimonia di commemorazione del professor Barsotti si svolgerà mercoledì 30 ottobre, alle ore 14:30, nel Palazzo della Sapienza di Pisa.
Nato a Calci (PI) nel 1944, il professor Roberto Barsotti si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa come allievo della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento (Collegio Medico-Giuridico). Allievo del professor Giuseppe Sperduti, è divenuto professore di prima fascia nel 1976. È stato titolare della cattedra di Diritto internazionale presso le Università di Salerno, Firenze e Pisa, svolgendo inoltre corsi speciali di insegnamento sia in Italia che all’estero (tra i quali si ricordano, ad esempio, quelli di Preparazione alla Carriera Diplomatica presso l'Università degli Studi di Firenze).
Il professor Barsotti ha ricoperto incarichi in qualità di esperto per conto del Ministero degli Affari Esteri italiano, dei Ministeri degli Affari Esteri di Paesi europei e latino-americani e delle Comunità Europee; dal 1980 al 1997 ha collaborato con il Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo e con la Direzione Generale Affari Economici della Farnesina.
Ha partecipato alla costituzione della "Fondazione di ricerche e studi internazionali" e agli organi collegiali di molteplici Fondazioni, Enti statali e Istituti di ricerca.
Presso l'Università di Pisa è stato insignito dell'Ordine del Cherubino nel 2003 e ha ricoperto gli incarichi di vicepreside della Facoltà di Giurisprudenza, di Prorettore agli Affari Giuridici e di Prorettore Vicario.
Il professor Roberto Barsotti è autore di tre monografie in materia di diritto internazionale privato e di diritto interno in materia internazionale, nonché di articoli, voci di enciclopedie, note e contributi a volumi collettanei in riviste e pubblicazioni in lingua italiana, inglese e francese su molteplici tematiche, tra le quali si ricordano: l'ONU, i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo, il mantenimento della pace, la giustizia internazionale, i limiti del territorio, il diritto interno in materia internazionale.
"Giurista raffinatissimo", come lo definì il professor Antonio Cassese, il professor Roberto Barsotti è stato un maestro di diritto e di vita - generoso, elegante e sensibile - per generazioni di studiosi, che grazie alla sua guida sono divenuti agenti diplomatici, dirigenti di organizzazioni internazionali, accademici di significativo rilievo, giuristi di prim'ordine.
Gli allievi: Matteo Del Chicca, Francesca Martines e Leonardo Pasquali
“L’autismo tra immaginario, stereotipi e scienza”
Giovedì 31 ottobre alle 21 alla Cittadella Galileiana a Pisa (Via Bonanno Pisano, 2) si svolge l'incontro “L’autismo tra immaginario, stereotipi e scienza”, con Maria Antonella Galanti, docente di Pedagogia, e Filippo Muratori, docente di Neuropsichiatria entrambi dell’Università di Pisa
L’appuntamento offre un duplice sguardo sull’autismo, intrecciando neuropsichiatria e pedagogia, nell’intento di dare ragione di stereotipi e suggestioni prive di fondamento scientifico, ma anche dell’interesse che questa condizione continua a suscitare nel nostro immaginario. Oltre alle pubblicazioni scientifiche dedicate esistono anche non poche produzioni culturali, e in particolare filmiche, sull’argomento, che, evidentemente, sollecita in maniera intensa il nostro immaginario.
Il seminario fa parte del ciclo di conferenze divulgative "I giovedì della Cittadella Galileiana", organizzato dal Museo degli Strumenti di Fisica (Sistema Museale di Ateneo) in collaborazione con la Ludoteca Scientifica (Dipartimento di Fisica). Gli incontri, a ingresso gratuito, si tengono nelle serate di giovedì a partire fino al 14 novembre. L’inizio delle conferenze è sempre alle 21.
Il “bagno di sole” dei cuccioli di istrice: osservato per la prima volta il peculiare comportamento diurno del più grande roditore notturno della fauna italiana
Siamo abituati a pensare all’istrice come a un animale notturno, che di giorno rimane nascosto nelle gallerie scavate nel terreno e di notte esce dalla sua tana in cerca di cibo. Una ricerca dell’Università di Pisa, pubblicata recentemente sulla rivista “Scientific Reports”, ha per la prima volta descritto un comportamento peculiare di questo animale, che si allontana dall’idea che abbiamo del più grande roditore notturno della fauna italiana: in pieno giorno l’istrice porta i propri cuccioli a prendere il sole, e questo comportamento è definito come “sunbathing”. Lo studio è stato condotto dalla dottoranda Francesca Coppola e da Antonio Felicioli, docente di biochimica presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie, in collaborazione con Giuseppe Vecchio dello studio Agrofauna ed ex allievo di Felicioli.
La ricerca è stata svolta in pieno campo nei boschi della Provincia di Pisa e si è basata sul monitoraggio di tane abitate da istrici, previamente marcate e resi riconoscibili individualmente, mediante l’utilizzo di fototrappole. Le osservazioni condotte hanno evidenziato e confermato la presenza di attività motoria diurna nell’istrice durante tutto l’anno con picchi tra gennaio e giugno. L’attività motoria diurna è stata registrata sia in esemplari adulti sia sub-adulti e cuccioli. Contrariamente, il comportamento di “sunbathing” è strettamente legato alla presenza dei cuccioli che, da soli o con un genitore o un “helper”, sostano per lunghi periodi davanti alla propria tana sotto il sole. Il comportamento di “sunbathing” è stato osservato con regolarità in cinque famiglie di istrici solo nel periodo tra aprile e giugno prevalentemente nelle ore centrali del giorno. Probabilmente questo comportamento è indotto da esigenze metaboliche quali la sintesi di vitamina D oppure la termoregolazione.
“Questo studio contribuisce alla conoscenza della biologia di questo affascinante grande roditore protetto della legislazione italiana ed europea di elevato interesse conservazionistico – commentano Antonio Felicioli e Francesca Coppola – Inoltre si gettano le basi per ulteriori indagini inerenti il ruolo della luce solare nel metabolismo degli animali notturni”.
COMUNICATO E INVITO: Il direttore del Museo Egizio di Torino inaugura l’anno accademico di “Orientalistica” all’Università di Pisa
Martedì 29 ottobre alle 10 nell’aula magna nuova del Palazzo della Sapienza (Via Curtatone e Montana, 15) Il direttore del Museo Egizio di Torino inaugura l’anno accademico di “Orientalistica” all’Università di Pisa. Christian Greco, che nell’Ateneo pisano ha conseguito il dottorato di ricerca, parlerà di Rivoluzione digitale e Umanesimo. L’intervento sarà preceduto dai saluti del direttore del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Pierluigi Barrotta e della professoressa Marilina Betrò, presidente del corso di laurea magistrale di Orientalistica.
“Le tecnologie esercitano un fascino straordinario su giovani e meno giovani - dice Marilina Betrò - Il rischio è credere erroneamente che esse sole abbiano le risposte, che la scienza sia solo una”.
“Lo scienziato e l’umanista – sottolinea Christian Greco - devono lavorare sempre di più assieme per cercare di dipanare la complessità del mondo contemporaneo”.
Christian Greco, che ha studiato a Pavia e Leiden, ha svolto i suoi studi di dottorato in Egittologia proprio a Pisa, sotto la supervisione di Marilina Betrò, prima di intraprendere la sua carriera che lo ha portato nel 2014 alla direzione del Museo Egizio. La collaborazione tra l’egittologia pisana e il Museo, rafforzata dalla nomina della professoressa Betrò a presidente del Comitato Scientifico del Museo Egizio nel 2016, porta ogni anno decine di studenti a svolgere tirocini in museo a Torino e a sviluppare progetti di ricerca per tesi, dottorati e assegni, che bene illustrano l’esperienza concreta di simbiosi tra ricerca egittologica, scientifica e tecnologie.
COMUNICATO E INVITO: Sarà conferito a Federico Faggin il dottorato honoris causa in Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa
Figura ecclettica di scienziato, ingegnere e imprenditore, è l’italiano più illustre che abbia mai lavorato nella Silicon Valley
La cerimonia si terrà mercoledì 30 ottobre nel Palazzo della Sapienza
Sarà assegnato a Federico Faggin, figura ecclettica di scienziato, ingegnere e imprenditore padre di invenzioni che hanno reso possibile la nascita di tecnologie fondamentali per l'informatica quali il microprocessore, il touchpad e il touchscreen, il dottorato di ricerca honoris causa in Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa. La cerimonia di conferimento si terrà mercoledì 30 ottobre, alle 10.30, nell'Aula Magna Nuova della Sapienza. Il programma sarà aperto dal saluto del rettore Paolo Maria Mancarella, cui seguiranno la lettura della Motivazione da parte del professor Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, e la Laudatio tenuta dal professor Bruno Neri, ordinario dello stesso dipartimento. Dopo la consegna del dottorato honoris causa il premiato svolgerà la sua Lectio Magistralis dal titolo "L’intelligenza biologica non è equiparabile all’intelligenza artificiale". La mattinata terminerà con un intervento musicale.
"Per spiegare le ragioni del conferimento - si legge nella Motivazione del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione - basterebbe ricordare che Federico Faggin è probabilmente l’italiano più illustre che abbia mai lavorato nella Silicon Valley, e che a lui si deve l’invenzione di un dispositivo fino ad oggi fondamentale per l’evoluzione dell’informatica e delle tecnologie digitali, il microprocessore". E subito dopo si sottolinea che "non sono molti gli scienziati in grado di avere una visione profonda del significato e del potenziale impatto delle proprie scoperte. E a riuscire a costruire le realtà e le filiere adatte a sviluppare questo potenziale. Faggin è uno di questi scienziati".
Sempre il 30 ottobre, alle ore 17.00, nell'Aula Magna della Scuola di Ingegneria Federico Faggin presenterà il suo ultimo libro "Silicio", un'autobiografia in cui parla del suo percorso professionale e delle ricerche più recenti sul tema della consapevolezza. Il dialogo con studenti, giovani e tutti gli interessati sarà coordinato da Chiara Albicocco, giornalista scientifica di radio24.
Nato a Vicenza nel 1941, Federico Faggin si è laureato con lode in Fisica nel 1965 all’Università di Padova, iniziando ancor prima della discussione della tesi a occuparsi di calcolatori alla Olivetti di Borgolombardo. Trasferitosi negli Stati Uniti, ha iniziato a sviluppare la tecnologia MOS con Gate al silicio che avrebbe successivamente reso possibile la realizzazione del primo microprocessore. Fra il 1970 e il 1974 ha operato come capo progetto dell'Intel 4004 e responsabile dello sviluppo dei microprocessori 8008, 4040 e 8080 e delle relative architetture. Nel 1974 ha fondato e diretto la Zilog, la prima ditta dedicata esclusivamente ai microprocessori; nel 1986 ha co-fondato e diretto la Synaptics, ditta che ha sviluppato i primi Touchpad e Touchscreen, e dal 2004 è amministratore delegato della Foveon, che produce sensori avanzati di immagine per fotocamere digitali. Per promuovere le ricerche e gli studi sui meccanismi della coscienza, considerata come una proprietà irriducibile della natura, nel 2011 Faggin ha fondato la Federico & Elvia Faggin Foundation, una organizzazione no-profit che sponsorizza programmi teorici e sperimentali presso università e istituti di ricerca statunitensi.
Nel corso della carriera, Federico Faggin ha ricevuto diverse lauree honoris causa da università italiane e PhD honoris causa da prestigiosi istituti internazionali. Numerosi sono stati i riconoscimenti nazionali e internazionali, tra i quali si segnalano il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana (1992) e il Premio "Enrico Fermi" conferito dalla Società Italiana di Fisica (2014), passando per la National Medal of Technology and Innovation, massimo riconoscimento degli Stati Uniti nell'ambito dell'innovazione tecnologica, conferito il 19 Ottobre 2010 dal presidente Obama.
Start Cup Toscana 2019, proclamati i vincitori a Pisa
Si è svolta all’Università di Pisa la finale della Start Cup Toscana 2019, la sfida tra idee innovative scaturite dal mondo della ricerca universitaria che quest’anno ha visto vincere un team della Scuola Normale Superiore e del CNR grazie a Braiker, un biosensore basato su nano-acustica in grado di rilevare biomarker circolanti di traumi cerebrali nel sangue. Sul secondo gradino del podio Small Pixels, un algoritmo per il miglioramento delle qualità immagini video per streaming di alta qualità a basso costo, sviluppato da un team dell’Università di Firenze. Al terzo posto Tree Tower, una start-up innovativa spin-off della Scuola IMT Alti Studi Lucca che sviluppa software e digital solution su misura per la smart manufacturing. Quarta posizione per Euriskos, un sistema per trasformare il suono in energia elettrica sviluppato da un team dell’Università di Pisa. I primi quattro classificati avranno l’opportunità di partecipare al “Premio Nazionale per l’Innovazione”, in programma a Catania il 28 e 29 novembre 2019.
Grazie a una collaborazione già avviata con l’Università di Pisa per il progetto Contamination Lab, Federmanager Toscana ha reso disponibili altri due premi per il quinto e sesto posto, assegnati rispettivamente a Tocket, un sistema di ticketing per eliminare il bagarinaggio sviluppato da un team dell’Università di Pisa, e a QUON, un software per la sentiment analysis progettato da un team dell’Università di Firenze. Queste due idee saranno inserite nel percorso di accelerazione della Start Up Success della durata di 6 mesi finanziato interamente da Federmanager Toscana.
Tra i progetti che hanno preso parte alla finale regionale del campionato degli innovatori anche Blocklock (Università di Pisa), DNA Blocks (Università di Firenze), DreamsVR (Scuola Normale Superiore), SienabioACTIVE Bioeconomy (Università di Siena).
La premiazione di Start Cup Toscana 2019 si è aperta con i saluti del prorettore vicario dell’Università di Pisa Carlo Petronio, della consigliera della Regione Toscana Alessandra Nardini, della rettrice della Scuola Sant’Anna Sabina Nuti e del direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca Pietro Pietrini. A seguire il professor Paolo Miccoli, presidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha tenuto un intervento dal titolo “Verso la nuova VQR: quale tipo di continuità?”.
Nella mattinata si è anche svolta una tavola rotonda dal titolo “La valutazione del trasferimento tecnologico nella valutazione degli Atenei”, moderata da Marco Raugi, prorettore al Trasferimento tecnologico dell’Università di Pisa. Sono intervenuti Sesto Viticoli, vicepresidente dell'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi), Riccardo Pietrabissa, rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, Andrea Arnone, prorettore al Trasferimento tecnologico dell’Università di Firenze, Andrea Piccaluga, delegato al Trasferimento tecnologico della Scuola Sant’Anna e Presidente Netval, Paolo Miccoli, presidente ANVUR. La proclamazione dei vincitori è stata affidata a Chiara Cappelli, prorettore al Trasferimento tecnologico della Scuola Normale Superiore, mentre a conclusione della mattinata ci sono stati i saluti di Marco Paggi, delegato alla Ricerca della Scuola IMT Alti Studi Lucca, che ospiterà la prossima edizione della Start Cup Toscana.
