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Lunedì, 04 Dicembre 2017 09:57

Indoor rock climbing

Il 9 dicembre, dalle 9 alle 13, la palestra Sottosopra a Ospedaletto ospita "Indoor Rock Climbing".

L'iniziativa è organizzata con i fondi di ateneo per le attività studentesche.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

indoor

È operativa da alcuni giorni la nuova Unità Relazioni con il Pubblico-URP (www.unipi.it/urp) dell'Università di Pisa, nata innanzitutto per rispondere agli importanti e ripetuti interventi legislativi dell'ultimo periodo in materia di trasparenza amministrativa.

L'URP, costituita all'interno della Direzione programmazione, valutazione e comunicazione istituzionale, è destinata a svolgere un ruolo centrale per quanto concerne la trasparenza dell'attività amministrativa, sia in tema di accesso nelle sue varie forme (accesso civico semplice, accesso civico generalizzato e accesso documentale), sia nella gestione della sezione "Amministrazione Trasparente" del sito d'Ateneo, dove sono pubblicati dati, informazioni e documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria. In particolare, la novità rappresentata dal diritto di accesso generalizzato - che attribuisce a ogni cittadino il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti - è uno strumento per consentire l'esercizio di un controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche, oltre che per promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa.

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L'URP si occuperà, inoltre, di svolgere attività di informazione e orientamento sui servizi offerti dall’Ateneo, sull’organizzazione, sulle competenze dell’Ateneo e delle sue strutture periferiche, sullo stato di avanzamento delle pratiche amministrative; di ricevere e gestire segnalazioni, suggerimenti e reclami; di curare i rapporti con gli uffici interni ed esterni all'amministrazione per le procedure di accesso.

L'Unità Relazioni con il Pubblico di cui fanno parte Valeria Alberti, responsabile, Claudia Abbandoni e Antonella Pietroni è contattabile ai numeri 050/2212914-907-909 e alla mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Lo sportello di ascolto è aperto dal lunedì al giovedì, dalle ore 9 alle 12, e il martedì e giovedì dalle ore 15 alle 17.

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Il diabete di tipo 2, da cui sono affette più di mezzo miliardo di persone in tutto il mondo, insorge quando le beta cellule pancreatiche non riescono a produrre abbastanza insulina per mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue.

Uno studio nato dalla collaborazione tra i gruppi coordinati dal professor Piero Marchetti (Università di Pisa e Aoup), dal professor Michele Solimena (Technische Universität di Dresda), dalla dottoressa Anke M Schulte (di Sanofi, Francoforte) e dal dottor Mark Ibberson (Swiss Institute of Bioinformatics, Losanna) ha identificato un nuovo gruppo di geni malfunzionanti all'interno delle isole pancreatiche di pazienti affetti da diabete di tipo 2. Gli autori sono membri dell'Imidia, consorzio di ricerca costituitosi nell'ambito della progettualità europea denominata Imi (Innovative medicines initiative), e i risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Diabetologia.

L'obiettivo del gruppo Imidia, di cui hanno fatto parte 14 istituzioni accademiche europee, aziende farmaceutiche e imprese biotecnologiche, era quello di trovare nuove strategie per la rigenerazione, la conservazione e la protezione delle beta cellule pancreatiche, che producono insulina, per poter sviluppare strategie sempre più efficaci per la prevenzione e la cura del diabete. Uno dei compiti principali del consorzio era capire quali geni vengono espressi in modo anomalo nelle beta cellule delle isole di soggetti diabetici, rispetto alle beta cellule di soggetti non diabetici. Proprio l'espressione alterata di uno o più geni, infatti, potrebbe contribuire allo sviluppo del diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno condotto il loro studio comparativo basandosi non solo sulle isole ottenute da soggetti donatori di organo, ma anche su quelle provenienti da pazienti sottoposti a chirurgia pancreatica. Grazie a questo approccio, è stato possibile raccogliere cellule da molti soggetti diabetici e non diabetici (la casistica più ampia disponibile a livello internazionale) e anche studiare isole di soggetti prediabetici. Gli studiosi hanno così identificato 19 geni la cui espressione era alterata nelle cellule provenienti da soggetti con diabete di tipo 2, in comune nei donatori d'organo e nei pazienti sottoposti a resezione pancreatica. In particolare, 9 dei geni identificati erano precedentemente sconosciuti da questo punto di vista. D'altra parte, non è stato ancora possibile dimostrare se un simile malfunzionamento sia presente anche nelle isole di pazienti prediabetici, motivo per cui nuove ricerche sono necessarie per capire quali alterazioni delle beta cellule siano presenti nelle fasi che precedono la diagnosi di diabete. Questo, tra l'altro, è quanto si propone di fare il nuovo consorzio Eu-Imi chiamato Rhapsody, che include tra i partner coinvolti i quattro gruppi alla guida del presente studio Imidia.

"Questi risultati dichiara il professor Marchetti - contribuiscono alla comprensione di ciò che non funziona nelle isole pancreatiche nel diabete di tipo 2, per individuare nuovi metodi per meglio prevenire e curare questa forma di diabete. Lo studio, inoltre, stabilisce nuovi standard di riferimento per le ricerche che da ora in avanti saranno condotti in questo campo". (Fonte Ufficio Stampa AOUP).

Nuovi incarichi in Ateneo: le professoresse e Chiara Bodei e Antonella Gioli sono rispettivamente le due nuove presidenti del Sistema Museale e del Sistema Bibliotecario dell’Università di Pisa. Le due docenti sono state nominate con decreto rettorale il 27 novembre ed entreranno ufficialmente in carica il 1 dicembre per restarci sino al 31 ottobre 2019 data di fine mandato per entrambe.
Ecco quindi un breve profilo delle due nuove presidenti. Chiara Bodei è professore associato al Dipartimento di Informatica dal 2005. I suoi interessi di ricerca sono legati alla semantica della concorrenza, alla biologia dei sistemi e alla sicurezza nei sistemi distribuiti e delle reti; recentemente si è dedicata anche allo studio di modelli e di proprietà dei servizi web e dell’Internet delle cose. Ha partecipato a vari progetti di ricerca italiani ed europei ed è autrice di più di 50 pubblicazioni su riviste e su atti di congressi internazionali. Ha inoltre operato attivamente anche nel campo della divulgazione scientifica, come delegato dell’Università di Pisa nel comitato scientifico di Pianeta Galileo, iniziativa del Consiglio Regionale della Toscana, per promuovere la divulgazione della cultura scientifica tra i ragazzi delle scuole secondarie superiori.
Antonella Gioli è professore associato in “Museologia, Critica artistica e del restauro” al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Suoi ambiti di ricerca, nei quali ha numerose pubblicazioni, sono la storia delle istituzioni e politiche culturali dal XVIII secolo ad oggi, la comunicazione, educazione e valorizzazione dei musei e del patrimonio culturale, la conservazione e il restauro dei manufatti artistici. Ha partecipato e diretto numerosi progetti di ricerca; in particolare l’ultimo come responsabile scientifico è il PRIN “La vita delle opere: dalle fonti al digitale. Ha rivestito incarichi per la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze. È infine membro di comitati editoriali per case editrici e collabora strettamente con musei civici, diocesani e statali per la progettazione e lo svolgimento di attività di ricerca, educazione e comunicazione.

Nuovi incarichi in Ateneo: le professoresse e Chiara Bodei e Antonella Gioli sono rispettivamente le due nuove presidenti del Sistema Museale e del Sistema Bibliotecario. Le due docenti sono state nominate con decreto rettorale il 27 novembre ed entreranno ufficialmente in carica il 1 dicembre per restarci sino al 31 ottobre 2019 data di fine mandato per entrambe.

 

antonella gioli chiara bodei

Da sinistra, Antonella Gioli e Chiara Bodei

 

Ecco quindi un breve profilo delle due nuove presidenti.

Chiara Bodei è professore associato al Dipartimento di Informatica dal 2005. I suoi interessi di ricerca sono legati alla semantica della concorrenza, alla biologia dei sistemi e alla sicurezza nei sistemi distribuiti e delle reti; recentemente si è dedicata anche allo studio di modelli e di proprietà dei servizi web e dell’Internet delle cose. Ha partecipato a vari progetti di ricerca italiani ed europei ed è autrice di più di 50 pubblicazioni su riviste e su atti di congressi internazionali. Ha inoltre operato attivamente anche nel campo della divulgazione scientifica, come delegato dell’Università di Pisa nel comitato scientifico di Pianeta Galileo, iniziativa del Consiglio Regionale della Toscana, per promuovere la divulgazione della cultura scientifica tra i ragazzi delle scuole secondarie superiori.

Antonella Gioli è professore associato in “Museologia, Critica artistica e del restauro” al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. Suoi ambiti di ricerca, nei quali ha numerose pubblicazioni, sono la storia delle istituzioni e politiche culturali dal XVIII secolo ad oggi, la comunicazione, educazione e valorizzazione dei musei e del patrimonio culturale, la conservazione e il restauro dei manufatti artistici.
Ha partecipato e diretto numerosi progetti di ricerca; in particolare l’ultimo come responsabile scientifico è il PRIN “La vita delle opere: dalle fonti al digitale”. Ha fatto parte del Consiglio d’Amministrazione della Soprintendenza Speciale e del Polo museale di Firenze. È infine membro di comitati editoriali per case editrici e collabora strettamente con musei civici, diocesani e statali per la progettazione e lo svolgimento di attività di ricerca, educazione e comunicazione.

Gianluca Fiori, professore associato di elettronica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, è tra i 329 scienziati europei che hanno ottenuto il prestigioso ERC Consolidator Grant, attribuito ogni anno a ricercatori con 7-12 anni di esperienza post dottorato che così ricevono sino a 2 milioni di euro di finanziamento sulla base di un elevato curriculum scientifico e di un progetto di ricerca altamente innovativo.
Il progetto presentato riguarda le applicazioni di materiali bidimensionali, come il grafene, nel campo dell’elettronica, per la costruzione di circuiti elettronici contenuti per esempio nei nostri computer e smartphone, e che in futuro potranno essere stampati su supporti flessibili come la carta.
“Grazie alla collaborazione con l’Università di Manchester, insignita del premio Nobel 2010 per le ricerche sul grafene – spiega Fiori – possediamo degli inchiostri ricavati da questo materiale, che sono del tutto simili agli inchiostri delle nostre stampanti, ma con proprietà elettroniche eccellenti. La ricerca finanziata ha lo scopo di utilizzare questa tecnologia per stampare circuiti integrati e transistor. Magari, in un futuro non lontano, potremmo arrivare a stampare da soli il nostro ipad o il nostro smartphone, con una semplice stampante a getto di inchiostro e un foglio di carta. Potremo quindi progettare e stampare dispositivi “personalizzati”, che rispondono alle nostre esigenze specifiche, a basso impatto ambientale e facilmente smaltibili.”.
Responsabili di questo scenario futuristico sono le proprietà degli inchiostri composti da materiali bidimensionali (sottili come un singolo strato atomico), a base d’acqua, biocompatibili e adatti a una tecnologia a basso costo come la stampa a getto di inchiostro. Questa tecnologia può aprire la porta a innumerevoli applicazioni, che vanno da etichette intelligenti per l’industria 4.0 a dispositivi biomedicali per l’analisi dei segnali biometrici, a metodi smart anti contraffazione.
“Al momento – aggiunge Fiori – il livello di integrazione dei circuiti bidimensionali a cui possiamo arrivare è simile a quello che la tecnologia basata sul silicio (tuttora utilizzata per costruire i nostri processori) aveva negli anni settanta, quando la potenza di calcolo dei computer era immensamente inferiore all’attuale. Ma poi le cose sono progredite in modo sorprendentemente veloce: il primo processore, realizzato agli inizi degli anni 70, conteneva solo 2000 transistor: ora i chip ora ne contengono miliardi.
Nei prossimi 5 anni, il professor Fiori e il suo gruppo di ricerca lavoreranno per rendere reale quello che ora, nell’immaginario collettivo, sembra un film di fantascienza.
Circa 3.000 sono stati i progetti presentati per ottenere il riconoscimento. I 329 selezionati riceveranno un finanziamento complessivo di 630 milioni di euro. 33 gli Italiani, di cui però solo 14 condurranno la propria ricerca in Università e strutture italiane. Oltre all’Università di Pisa, con il Grant di Fiori, nella lista dei premiati figurano l’Università di Milano, l’Università di Padova, la Sissa di Trieste, il Politecnico di Torino, la Sapienza di Roma, l’Inaf, l’Infn, l’Università Sacro Cuore, il Laboratorio Europeo di Spettroscopie, l’Università di Torino e il CNR.

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