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Venerdì, 04 Febbraio 2022 17:34

Quantum Jungle - The Dance of the Quanta

Palazzo Blu, Sala delle Grottesche e Auditorium

Data: 27 Aprile 2022

Responsabile del percorso: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Dipartimento di Fisica, Università di Pisa

La Quantum Jungle è un’installazione artistica interattiva che visualizza l’affascinante mondo delle particelle quantistiche. Le leggi della Natura per le particelle quantistiche sono molto diverse da ciò di cui noi abbiamo esperienza quotidiana. L’installazione ci mostra la bellezza del nostro Universo fornendoci una esperienza su grande scala del mondo della fisica quantistica e della computazione quantistica, ora accessibile a tutte/i.

La matematica è il linguaggio della scienza, l'arte è il linguaggio universale dell'umanità. Nella Quantum Jungle i due linguaggi si combinano, cosicché possiamo sperimentare artisticamente le equazioni matematiche che descrivono il comportamento di tutto ciò che ci circonda. La comprensione della scienza richiede un'alfabetizzazione matematica e sperimentale. Nella fisica quantistica la matematica è piuttosto sofisticata e gli esperimenti vengono eseguiti in laboratori specializzati, spesso di non facile accesso. Nel proprio lavoro quotidiano, chi fa fisica quantistica deve pensare in termini matematici. La Quantum Jungle funziona come una specie di traduttore, che integra l'alfabetizzazione formale e sperimentale, aiutandoci a sviluppare un'intuizione dei fenomeni quantistici.

Nella Giungla vedrete vere e proprie simulazioni quantistiche che avvengono su un computer collegato (dietro le quinte) alle molle e ai LED. Le migliaia di LED, molle metalliche ed elettronica all’avanguardia sono specificamente costruite per simulare e visualizzare algoritmi quantistici eseguiti su computer quantistici. L'onda colorata prodotta nella Danza dei Quanti è la visualizzazione di un cosiddetto quantum walk, che illustra come una particella quantistica va in giro nella giungla. Pur essendo una soltanto, la particella quantistica può iniziare la sua danza in una sovrapposizione di più posizioni. Sorprendente no? Ma appunto, le leggi della Natura per le particelle quantistiche sono molto diverse da quelle che sperimentiamo nella nostra vita quotidiana!

Il percorso educativo della Quantum Jungle pensato per la Giornata della Solidarietà include momenti di sperimentazione interattiva dell'installazione collocata in Sala delle Grottesche e momenti di approfondimento nella forma di domande e risposte in Auditorium, sui concetti di base di fisica quantistica e sulle tecnologie quantistiche come quantum computing e teletrasporto (insomma, un po' come la passaporta nella saga di Harry Potter). A seconda dell'età delle e degli studenti, si farà uso di risorse e linguaggi differenti, che includono animazioni (come le quantum pills), videogiochi (come il tris quantistico), laboratori virtuali, fino a trattare eventualmente aspetti formali nel caso di studenti di scuole superiori.

Il percorso, in presenza, è aperto agli studenti e alle studentesse delle classi primarie e secondarie, di primo e secondo grado.

Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Credits

Artista:
Robin Baumgarten

Quantum Physicists:
Sabrina Maniscalco
Marilù Chiofalo
Caterina Foti
Guillermo García-Pérez
Matteo Rossi
Boris Sokolov
Jorge Yago Malo

Quantum Jungle è realizzata da e con: Università di Pisa, Uuniversità di Helsinki, Aalto University, Fondazione Pisa, Fondazione di Palazzo Blu, InstituteQ, Algorithmiq e QPlayLearn.

Venerdì, 04 Febbraio 2022 11:37

Percorso sulla conservazione della memoria

Il percorso proposto si svolgerà in presenza nella giornata del 27 aprile 2022 nella tenuta di San Rossore (Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli).

A cura di Anpi, Comunità ebraica, Laboratorio di cultura costituzionale dell’Università di Pisa

Primo gruppo: classi terze delle scuole secondarie di primo grado e biennio delle superiori

Secondo gruppo: classi del triennio delle scuole superiori

Il percorso intende coinvolgere i ragazzi sull'importanza di mantenere viva la memoria come strumento di lettura del presente e guida per il futuro.

I due gruppi saranno accolti contemporaneamente, l'uno presso la Sala Gronchi (Tenuta di San Rossore, Viale delle Cascine ,Pisa), e l'altro di fronte alla targa "Pisa non dimentica". Una parte del percorso si svolgerà all'esterno, attraverso un racconto che accompagnerà gli studenti di fronte alla targa, al cippo di Agostino Bragazzi, al luogo in cui furono trucidate le famiglie Scudeller e Davini e alle panchine simbolo del contrasto a qualsiasi forma di violenza e di discriminazione. L'altra parte si svolgerà all'interno della Sala Gronchi, con una parte più seminariale e di confronto, in cui saranno affrontate le tematiche connesse con il principio di eguaglianza e il divieto di discriminazione a partire dall’approvazione delle leggi razziali nel 1938. Il passare del tempo da quegli eventi e il progressivo venir meno dei testimoni diretti rischiano di produrre una memoria alterata. Anche l’uso del linguaggio e i paragoni talora effettuati rischiano di non fare un corretto servizio alla verità storica. Per non parlare dei fenomeni di disinformazione e negazionismo dilaganti nella Rete.
A metà mattinata i due gruppi potranno scambiarsi e completare il percorso.

All’interno del Progetto 2022 della Giornata (“La Costituzione come fondamento di una partecipazione consapevole e punto di partenza per il perseguimento degli obiettivi comuni di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030”), in cui gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile mirano a favorire interventi in aree cruciali per l’umanità e il pianeta, riassumibili attraverso le c.d. “5P”: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership, il percorso proposto insiste, in maniera particolare, sulla P di Persone e sulla P di Pace.

Per contatti:
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L’8 e il 9 febbraio sbarca a Pisa CodyTrip, gita virtuale all’insegna della scienza e della tecnologia rivolto in particolare alle scuole, che ha già più di 20.000 iscritti provenienti da 600 diverse città. C’è tempo fino all’8 febbraio per aderire gratuitamente all’iniziativa, iscrivendosi attraverso il form online. I partecipanti potranno collegarsi da qualsiasi dispositivo e interagire attivamente con le guide attraverso la web app ActiveViewer.

L’iniziativa è organizzata per celebrare nelle scuole il Safer Internet Day, giornata dedicata all’uso sicuro e consapevole della rete. Questa tappa pisana della gita virtuale porterà i Codytrippers a conoscere alcuni dei luoghi simbolo della rivoluzione digitale italiana grazie ai tanti appuntamenti in programma.

I partecipanti potranno infatti incontrare Luciano Azzarelli e Graziano Bertini, tecnici della CEP, la Calcolatrice Elettronica Pisana, e Luciano Lenzini, che ideò e diresse il progetto che collegò l’Italia a Internet. Visiteranno la mostra Hello World! in compagnia di Fabio Gadducci e scopriranno come funziona la registrazione dei nomi a dominio, visitando il Registro.it, presso il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Potranno anche aiutare Alessandro Bogliolo a uscire da CodyMaze, il labirinto di coding installato nella Domus Comeliana, e visitare alcuni tra i principali museo e luoghi culturali della città.

La gita farà tappa anche all’osservatorio gravitazionale europeo (EGO) di Cascina, in compagnia dei ricercatori della collaborazione internazionale Virgo, protagonista della rivelazione delle onde gravitazionali.

Tutti i dettagli sul programma sono disponibili al link: https://codemooc.org/codytrip-2022-pisa/

CodyTrip a Pisa, alle origini di Internet e dell’Universo” è un’iniziativa di DIGIT srl, in collaborazione con l’Università di Urbino, con Giunti Scuola e con CampuStore, resa possibile grazie alla partecipazione di Terre di Pisa, Università di Pisa, C.N.R., European Gravitational Observatory, Collaborazione Virgo, Comune di Pisa, Comune di Cascina, Opera Primaziale Pisana, Museo degli Strumenti per il Calcolo, Palazzo Blu, Museo delle Navi Antiche di Pisa, Domus Comeliana, City Grand Tour Pisa, Coop Culture, DMC Montepisano, Royal Victoria Hotel, Ristorante La Pergoletta e Telefono Azzurro.

 

Venerdì, 04 Febbraio 2022 08:35

Indagine sulla povertà alimentare in Italia

In Italia le persone a rischio di povertà alimentare sono il 22,3% dell'intera popolazione, un tasso che varia a livello regionale dal 14,6% dell’Umbria, al 29,6% dell’Abruzzo, al 18,7 % della Toscana, con elevati livelli di disuguaglianze soprattutto per quanto riguarda ortaggi, carne e pesce. Questi dati emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Social Indicators Research firmato da Stefano Marchetti dell’Università di Pisa e Luca Secondi dell’Università della Tuscia a partire dall'Indagine sulla Spesa delle Famiglie italiane del 2017 dell'Istat.

“L’indagine – sottolinea Stefano Marchetti, professore di statistica del Dipartimento di Economia e Management – non riguarda la povertà assoluta, cioè l’impossibilità di comprare un dato paniere di beni alimentari, ma la povertà relativa, ovvero coloro che hanno una capacità di spesa per alimenti al di sotto di una certa soglia media che in Italia si attesta intorno ai 162 euro procapite, cifra che varia da regione a regione e da ricalibrare nel caso di famiglie numerose”.

Accanto a questo indice i ricercatori hanno inoltre fatto una stima dell’insicurezza alimentare degli italiani, condizione che si ha quando la quota della spesa per il cibo supera il 40% della spesa totale. Dall’analisi emerge che in Italia questa condizione riguarda il 3,6% della popolazione, circa 2 milioni di persone, con un massimo in Calabria (9,7%) e un minimo in Veneto (0,9%), Friuli (1,2%) e Toscana (1,5%).


“Destinare una quota elevata della propria spesa al solo cibo – commenta Marchetti - denuncia una difficoltà a sostenere le spese per la casa, la salute e i servizi di base necessari, mettendo le persone a rischio di esclusione sociale, questo naturalmente richiede interventi e politiche economiche volti a consentire condizioni di vita più eque e sostenibili per l'intera popolazione, specie se consideriamo che la ricerca traccia un quadro pre-pandemia e che il COVID19 potrebbe aver incrementato le disuguaglianze a livello nazionale”.

L’articolo pubblicato su Social Indicators Research fa parte di una serie di studi sulla povertà che alcuni degli statistici dell’Università di Pisa portano avanti da diversi anni, facendosi promotori e membri dal 2015 del Centro Interuniversitario di Ricerca e Servizi sulla Statistica Avanzata per lo Sviluppo Equo e Sostenibile – Camilo Dagum.



Giovedì, 03 Febbraio 2022 09:47

Indagine sulla povertà alimentare in Italia

In Italia le persone a rischio di povertà alimentare sono il 22,3% dell'intera popolazione, un tasso che varia a livello regionale dal 14,6% dell’Umbria, al 29,6% dell’Abruzzo, al 18,7 % della Toscana, con elevati livelli di disuguaglianze soprattutto per quanto riguarda ortaggi, carne e pesce. Questi dati emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Social Indicators Research firmato da Stefano Marchetti dell’Università di Pisa e Luca Secondi dell’Università della Tuscia a partire dall'Indagine sulla Spesa delle Famiglie italiane del 2017 dell'Istat.

“L’indagine – sottolinea Stefano Marchetti, professore di statistica del Dipartimento di Economia e Management – non riguarda la povertà assoluta, cioè l’impossibilità di comprare un dato paniere di beni alimentari, ma la povertà relativa, ovvero coloro che hanno una capacità di spesa per alimenti al di sotto di una certa soglia media che in Italia si attesta intorno ai 162 euro procapite, cifra che varia da regione a regione e da ricalibrare nel caso di famiglie numerose”.

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Accanto a questo indice i ricercatori hanno inoltre fatto una stima dell’insicurezza alimentare degli italiani, condizione che si ha quando la quota della spesa per il cibo supera il 40% della spesa totale. Dall’analisi emerge che in Italia questa condizione riguarda il 3,6% della popolazione, circa 2 milioni di persone, con un massimo in Calabria (9,7%) e un minimo in Veneto (0,9%), Friuli (1,2%) e Toscana (1,5%).


“Destinare una quota elevata della propria spesa al solo cibo – commenta Marchetti - denuncia una difficoltà a sostenere le spese per la casa, la salute e i servizi di base necessari, mettendo le persone a rischio di esclusione sociale, questo naturalmente richiede interventi e politiche economiche volti a consentire condizioni di vita più eque e sostenibili per l'intera popolazione, specie se consideriamo che la ricerca traccia un quadro pre-pandemia e che il COVID19 potrebbe aver incrementato le disuguaglianze a livello nazionale”.

L’articolo pubblicato su Social Indicators Research fa parte di una serie di studi sulla povertà che alcuni degli statistici dell’Università di Pisa portano avanti da diversi anni, facendosi promotori e membri dal 2015 del Centro Interuniversitario di Ricerca e Servizi sulla Statistica Avanzata per lo Sviluppo Equo e Sostenibile – Camilo Dagum.



glauco sbranaIl professor Glauco Sbrana, già ordinario di Chimica Industriale presso l’Università di Pisa, ci ha lasciati giovedì scorso. Dopo la laurea in Chimica Industriale, il professor Sbrana aveva iniziato la propria attività didattica e di ricerca sotto la guida del professor Piero Pino, in un momento di grande innovazione e successo della ricerca chimica industriale. Fin dall'inizio, aveva studiato processi catalitici omogenei ed eterogenei di interesse industriale, proponendo, insieme con il compianto professor Giuseppe Braca, a cui era legato da una strettissima collaborazione scientifica e da una fortissima amicizia e consonanza, percorsi catalitici innovativi basati su reazioni di idrogenazione, carbonilazione, oligomerizzazione, catalisi acido-base. Molte di queste ricerche erano condotte in collaborazione con il mondo industriale e hanno prodotto non soltanto un numero significativo di importanti pubblicazioni, ma anche il deposito di decine di brevetti.

Il professor Sbrana si è sempre distinto per il grande senso di appartenenza all'Università di Pisa e per la totale dedizione al nostro Dipartimento, di cui è stato anche Direttore dal 1991 al 1995, nonché Vicedirettore per due mandati consecutivi, a testimonianza delle sue grandi capacità organizzative. La sua scomparsa ha addolorato e commosso non soltanto tutti quelli che avevano condiviso con lui per molti anni le attività didattiche e di ricerca, ma anche tantissimi suoi ex-studenti e laureandi, molti ormai lontani da Pisa e alcuni dall'Italia. Questo perché lavorare in laboratorio con Lui rappresentava un'esperienza di grande crescita e condivisione, in un clima di serenità e spesso anche di allegria e, sempre, di stima e assoluto rispetto reciproco. Per questo suo esempio gli siamo e gli saremo sempre grati.

I colleghi del Dipartimento di Chimica e Chimica industriale

Appuntamento alle ore 18 del 4 febbraio per “A roundtable discussion of the research station: An archaeology of disability”, incontro organizzato dal Center for Hellenic Studies della Harvard University. La tavola rotonda si terrà a distanza tra Pisa, Atene e Washington e potrà essere seguita in presenza dalla Gipsoteca di arte antica e antiquarium dell’Università di Pisa (piazza S. Paolo all’Orto 20) prenotando via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure sul canale Youtube del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere al link: https://youtu.be/R7I1qxu5_HU.
Durante l’evento sarà presentata l’installazione artistica “An Archaeology of disability”, stazione di ricerca esposta alla Biennale di Venezia del 2021, che sarà visitabile presso la Gipsoteca fino al prossimo 20 aprile.
La discussione si terrà in inglese e sarà accompagnata da un servizio di interpretariato in LIS - Lingua dei Segni Italiana e sottotitoli.
Nel corso della tavola rotonda interverranno i curatori dell’installazione David Gissen della Parsons The New School, Jennifer Stager della Johns Hopkins University e Mantha Zarmakoupi della University Of Pennsylvania, che discuteranno insieme a Christopher Tester della Gallaudet University, Pasquale Toscano e Brooke Holmes della Princeton University.
Per partecipare al dibattito è necessario registrarsi tramite il link https://chs.harvard.edu/event/an-archaeology-of-disability.
L’incontro rientra tra le iniziative di “Aree archeologiche e accessibilità: da limite a opportunità”, manifestazione dedicata all’accessibilità delle aree archeologiche e organizzata dalla Gipsoteca di arte antica e antiquarium del Sistema museale di ateneo, con il patrocinio del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere e del Comune di Pisa, in cooperazione con USID – Ufficio servizi per l’integrazione di studenti con disabilità.

 

L’Osservatorio Gravitazionale Europeo di Cascina (PI) e l’Università di Pisa lanciano GWitchHunters, una piattaforma online con cui i cittadini di tutte le età potranno dare un importante contributo nell’analisi dei dati del rivelatore di onde gravitazionali Virgo, partecipando a una delle ricerche di frontiera più affascinanti e appassionanti per il grande pubblico. Il portale web, protagonista di questa iniziativa di ‘scienza partecipata’, è sviluppato nell’ambito del progetto europeo REINFORCE (https://reinforceeu.eu) ed è interamente accessibile anche in italiano. E per chi aderisce entro il 21 febbraio, c’è la possibilità di partecipare a un corso di formazione che si terrà a luglio ad Atene.
Tutti gli appassionati possono aderire a GWitchHunters: non sono infatti richieste competenze o esperienze specifiche ma solo curiosità e voglia di contribuire. Per scoprire di più e prendere parte al progetto è possibile visitare la pagina dedicata: https://www.zooniverse.org/projects/reinforce/gwitchhunters.

Aerea2
Una vista dall’alto dell’interferometro Virgo, con i suoi bracci di 3 km

Grazie a GWitchHunters, disponibile anche come app per smartphone, sarà possibile a tutti entrare nel cuore dell’acquisizione dati di Virgo, studiando ad esempio i glitch, segnali spuri, generati da movimenti sismici, condizioni atmosferiche o altri fenomeni legati all’ambiente o alla stessa strumentazione del rivelatore, che possono inficiare la rivelazione delle onde gravitazionali. Il segnale proveniente dalle sorgenti cosmiche, infatti, è debolissimo, e riuscire a catturarlo è come riuscire a sentire cadere un fiammifero in una discoteca: per riuscirci, è necessario identificare e rimuovere la musica, la voce delle persone e tutti gli altri ‘rumori’ che coprono il suono che si sta cercando. Tra questi rumori, i glitch fra i più difficili da eliminare, perché la loro ‘firma’ può assomigliare a quella di un’onda gravitazionale o nasconderne l’arrivo.


gwitchHunters kohi and scattered light
Un esempio complesso in cui sono visibili due segnali di glitch ravvicinati nel tempo

La ‘scienza dei cittadini’ (dall’inglese citizen science) o ‘scienza partecipata’ indica una pratica sempre più diffusa nel mondo, che vede il coinvolgimento di tutti nel vivo del lavoro della ricerca scientifica e in particolare dove è richiesta un’analisi attenta e meticolosa di grandi quantità di dati. La partecipazione dei cittadini-scienziati passa naturalmente attraverso la rete, grazie a piattaforme online, dove, spesso quasi come in un semplice gioco, si impara a riconoscere i dati, per poi accedere direttamente alle rilevazioni degli strumenti, in modo da contribuire ad analizzarle e interpretarle e, in qualche caso, fare vere e proprie ‘scoperte’. In questo modo, ad esempio, è stato possibile in passato scoprire nuovi pianeti extrasolari, oppure nuove specie di animali.

“Ai volontari chiediamo di analizzare delle immagini che rappresentano l’evoluzione nel tempo e nella frequenza dei segnali di rumore di Virgo, e di identificare in queste immagini la ‘firma’ caratteristica dei glitch e classificarne la tipologia. - spiega il professor Massimiliano Razzano dell’Università di Pisa, membro della collaborazione Virgo e coordinatore del progetto di citizen science - Nonostante esistano algoritmi automatici per studiare il rumore, i nostri occhi sono un potentissimo strumento di analisi per distinguere le forme associate ai diversi tipi di segnali. Il contributo degli appassionati che parteciperanno al progetto sarà importantissimo per consentirci di costruire un database di informazioni più completo e quindi migliorare ulteriormente le prestazioni del rivelatore”.

Tunnel.jpg
Uno dei tunnel dell’interferometro Virgo, dentro al tubo metallico viaggia il fascio laser grazie al quale le onde gravitazionali vengono rivelate

GWitchHunters è ospitato su Zooniverse, il più importante portale di citizen science del mondo, ed è disponibile anche per smartphone, semplicemente scaricando la app di Zooniverse e selezionando il progetto fra quelli proposti.
In poche settimane dal lancio dell’iniziativa, hanno aderito oltre 1400 volontari in tutto il mondo e sono state completate già centomila classificazioni di immagini. “Questo testimonia lo straordinario entusiasmo e la curiosità che circonda la ricerca delle onde gravitazionali. Siamo certi che potremo riscuotere un’attenzione simile anche in Italia e, per rendere ancora più accessibile a tutti il nostro progetto, abbiamo tradotto interamente il sito del progetto anche in italiano”, conclude Razzano.
Inoltre, il progetto partecipa alla Winter Challenge, una sfida in cui tutti coloro che analizzeranno un numero minimo di immagini entro il 21 febbraio potranno partecipare all’estrazione di 4 borse di studio per il REINFORCE International Training Course, un corso di formazione dedicato alla scienza partecipata, che si terrà dal 10 al 14 di luglio ad Atene. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata alla Winter Challenge.

Control Room
La Control Room dell’interferometro Virgo, da qui viene coordinato il funzionamento di tutta la macchina

“Con la pandemia – ha dichiarato il direttore di EGO, Stavros Katsanevas – è diventato chiaro a tutti come l’accesso ai dati della ricerca scientifica sia uno degli aspetti nevralgici della convivenza e gestione democratica della nostra società. Naturalmente i dati legati alla ricerca di frontiera, come quelli dell’astronomia gravitazionale, non hanno lo stesso ruolo dei dati sanitari, ma la loro condivisione svolge una funzione sociale decisiva, perché ci insegna a intrecciare sempre più strettamente l’educazione e la ricerca. É questa, credo – conclude Stavros Katsanevas - una delle lezioni più importanti emerse dalla crisi pandemica e raccolta dai progetti di citizen science, come REINFORCE”.

Il progetto europeo REINFORCE (GA no 872859) si articola su quattro tematiche legate alla fisica moderna: oltre alle onde gravitazionali, prevede lo studio di neutrini di origine astrofisica, delle particelle elementari e di raggi cosmici per studi archeologici, geologici e vulcanologici. REINFORCE vanta un’importante collaborazione con Zooniverse, che ha lanciato più di 250 progetti che spaziano dall’astronomia alla zoologia. Lo sviluppo di REINFORCE beneficerà anche dell’esperienza maturata da GravitySpy, un progetto di citizen science sviluppato dai colleghi americani dell’esperimento LIGO, di cui vuole essere complementare. Il risultato saranno quattro portali interattivi con i quali tutti i “cittadini-scienziati” interessati potranno dare il loro contributo a queste ricerche.

Students who as of 31 December 2021 are enrolled in a bachelor's, single-cycle or master's degree course, will be able to submit the RID with late payment allowance for the 2021/2022 academic year by the new deadline of 15 February 2022 (extended from 31 December 2021).

The submission must take place in accordance with the ISEE 2022 certification.

The postponement of the deadline applies to those who have income or assets abroad too, as well as the possibility of accessing the lump sum contribution provided on the basis of country of origin.

For those who submitted the RID by 2 November 2021 (or by 31 December 2021 with late-payment extra charge), but with an invalid ISEE 2021 certification, it is possible to request the correct ISEE 2022 certification again, which will be acquired from the corresponding INPS database.

For students who submitted the RID by 31 December 2021 on the basis of a valid but non-conforming ISEE, the fee calculation will still be carried out on the basis of the resulting ISEE and it will not be necessary to request the ISEE 2022 certificate.

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