Paolo Maria Mancarella
Nato a Gallarate (Varese) nel 1959, il professore Paolo Maria Mancarella si è laureato in Scienze dell’Informazione nel 1982 presso l’Università di Pisa e, nel 1988, ha conseguito il dottorato di ricerca in Informatica (I ciclo) discutendo una tesi sulla negazione nei programmi logici. La sua carriera accademica si è svolta interamente presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, dove è stato ricercatore dal 1988, associato dal 1992, fino a diventare ordinario nel 2004. Nell’anno accademico 1988/89 è stato “academic visitor” presso l’Imperial College of Science, Technology and Medicine di Londra.
Il professore Mancarella ha ricoperto diversi incarichi istituzionali presso l’Università di Pisa: presidente del Centro Interdipartimentale di Servizi “L. Fibonacci” (1998-2000), delegato del rettore per la Disabilità (1999-2015), vicepreside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali (2006-2010), oltre che membro del comitato di presidenza della stessa Facoltà e membro della Giunta del Dipartimento di Informatica. È stato prorettore per la Didattica dal 2010 al 2015 e infine magnifico rettore nel sessennio 2016-2022.
Sul piano della ricerca, si è dedicato inizialmente all'analisi dei linguaggi di programmazione dichiarativi per la rappresentazione della conoscenza, ampliando poi i suoi interessi verso i temi di più ampio respiro della logica computazionale, con lo studio di modelli e linguaggi innovativi per sistemi intelligenti basati sulla logica, in grado di dotare i sistemi artificiali di capacità di ragionamento non solo deduttivo ma anche ipotetico e predittivo. In anni più recenti, l’attività di ricerca del professore Mancarella si è indirizzata ai cosiddetti sistemi argomentativi basati sulla logica (logic-based argumentation systems), attraverso studi di carattere teorico e fondazionale, ma con l’attenzione sempre rivolta anche agli aspetti computazionali e applicativi. Queste tematiche sono state centrali in due progetti europei: SOCS (SOcieties of ComputeeS, V Programma Quadro) e ARGUGRID (ARGUmentation as a foundation for the semantic GRID, VI Programma Quadro). Altri temi di ricerca sviluppati riguardano l’analisi statica di linguaggi concorrenti, il ragionamento temporale, l’integrazione di paradigmi di programmazione logici e funzionali e lo sviluppo di sistemi di predizione per persone con disabilità. I risultati delle sue ricerche si sono concretizzati in numerose pubblicazioni su rivista e su atti di prestigiose conferenze internazionali del settore.
Il professore Mancarella ha ricoperto per due mandati consecutivi (2009-2015) il ruolo di presidente della CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati Disabilità delle Università italiane) ed è stato membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione CRUI dal 2019 al 2013. Dall’ottobre 2017 è presidente della Domus mazziniana di Pisa ed è attualmente membro dei Consigli di amministrazione della Fondazione ICSC (Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing) e della S.c.a.r.l “THE – Tuscany Health Ecosystem” (ecosistema dell’innovazione), entrambe finanziate su fondi PNRR.
Con Decreto del Presidente della Repubblica, il 2 giugno 2023 il professore Mancarella è stato insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Paolo Maria Mancarella.
Mario Salvetti
Nato a Bologna nel 1957, il professore Mario Salvetti si è laureato all’Università di Pisa sotto la guida di Fulvio Lazzeri e tra il 1981 e il 1984 è stato perfezionando alla Scuola Normale Superiore. Dal 1984 è stato ricercatore e poi associato presso l’Università di Pisa. Dal 1994 è ordinario, prima presso l’Università della Basilicata, poi dell’Aquila, infine dal 2000 presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pisa, del quale è stato direttore dal 2003 al 2010.
La ricerca del professore Mario Salvetti ha portato avanzamenti fondamentali, a livello internazionale, nel campo della topologia algebrica. In particolare si è distinto per i progressi ottenuti nella teoria degli arrangiamenti di iperpiani e dei gruppi di Artin.
Uno dei suoi primi e più celebrati risultati, pubblicato nel 1987, è stato la creazione di un complesso di celle che descrive l’omotopia del complementare di un arrangiamento di iperpiani, mettendo in risalto come in questo contesto la combinatoria possa caratterizzare con molta precisione l’omotopia. Il risultato del suo lavoro è quello che ancora oggi in tutto il mondo gli esperti chiamano il “complesso di Salvetti”.
Ha avuto una vasta eco internazionale anche un altro risultato molto recente, che Mario Salvetti ha ottenuto nel 2021 in collaborazione con Giovanni Paolini, suo studente perfezionando della Scuola Normale. Si tratta della dimostrazione di una congettura sui gruppi di Artin affini aperta da più di mezzo secolo. Il risultato estende in maniera sorprendente gli eleganti risultati degli anni ’70 di Pierre Deligne, medaglia Fields nel 1978, a cui fin dall’inizio alcuni degli importanti risultati di Salvetti sono ispirati. E proprio Pierre Deligne si è subito complimentato per questa nuova frontiera raggiunta nel campo della topologia algebrica.
Il nome di Mario Salvetti appare infine nella ristretta lista degli invited speaker al prossimo convegno della European Mathematical Society che si svolgerà a Siviglia a luglio 2024.
Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Mario Salvetti.
Monica Pratesi
Nata a Firenze nel 1962, la professoressa Monica Pratesi ha conseguito la laurea in Economia e Commercio nel 1988 e il dottorato in Statistica Applicata nel 1993 presso l’Università di Firenze. Presso lo stesso Ateneo ha quindi assunto il ruolo di ricercatrice, per poi diventare professoressa associata presso l’Università di Bergamo e successivamente presso l’Università di Pisa, dove è diventata professoressa ordinaria nel 2012.
All’Università di Pisa ha ricoperto il ruolo di presidente di corso di laurea specialistica in Statistica per l’Economia e l’azienda, delegata del rettore alla Statistica e al Job Placement, componente della Commissione scientifica d’Area 13, vicedirettrice del Dipartimento di Statistica e Matematica applicata all’Economia, direttrice del Centro interuniversitario toscano “Camilo Dagum”.
La sua ricerca si concentra su povertà, innovazione dei metodi di indagine e campionamento e statistiche ufficiali per il monitoraggio delle politiche pubbliche. Ha pubblicato oltre 100 lavori su questi temi, contribuendo significativamente al campo.
Ha coordinato progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea sullo studio della povertà locale ed è coinvolta in progetti di cooperazione statistica con diversi paesi e in gruppi di lavoro delle Nazioni Unite.
Titolare di due Cattedre Jean Monnet, ha insegnato in vari corsi, compreso il Dottorato nazionale in Intelligenza Artificiale e l’European Master in Official Statistics.
Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali di rilievo, tra cui la partecipazione al Consiglio dell’Istat e la presidenza della Società Italiana di Statistica e dell’International Association of Survey Statisticians dell’International Statistical Institute.
Attualmente è in aspettativa fino al dicembre 2024 per dirigere il Dipartimento per la produzione statistica dell’Istituto Nazionale di Statistica, dove coordina un gran numero di ricercatori e dirigenti.
Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino alla professoressa Monica Pratesi.
Massimo Pappalardo
Catanese, nato a Frosinone nel 1959, il professor Massimo Pappalardo nel 1981 si è laureato con lode in Matematica presso l’Università di Pisa e ha poi conseguito il titolo di dottore di ricerca in Matematica.
La sua carriera accademica si è svolta interamente presso l’Ateneo pisano, come ricercatore dal 1987 e quindi alla Facoltà di Ingegneria dove è stato associato dal 1992 e ordinario dal 2000. È stato “visiting researcher” presso università e centri di ricerca all’estero, tra cui la Rutgers University di New York e l’Institute for Computer and Automation dell’Accademia delle Scienze d’Ungheria a Budapest.
L’attività di ricerca del professore Pappalardo ha riguardato la teoria e i metodi dell’ottimizzazione, i modelli e gli algoritmi di equilibrio variazionale. A partire dalla tesi di dottorato ha ottenuto risultati concernenti condizioni necessarie e/o sufficienti per problemi di minimo non differenziabili tramite lo studio delle derivate direzionali generalizzate. I successivi lavori hanno riguardato lo studio delle approssimazioni coniche del primo e del secondo ordine per problemi di minimo e la loro applicazione a problemi di penalizzazione e allo studio della dualità non lineare. Successivamente l’interesse si è spostato verso i modelli matematici di equilibrio, con lo studio delle relazioni tra problemi di minimo scalari e vettoriali, disequazioni variazionali, equilibri di Nash e sistemi dinamici sia da un punto di vista teorico che algoritmico dove sono stati usati metodi di proiezione, metodi di discesa e metodi che utilizzano la funzione divergenza. Tale attività scientifica è testimoniata dalla pubblicazione di più di 60 articoli su riviste scientifiche internazionali e di un libro di ricerca edito da Springer.
È stato responsabile di gruppi di ricerca di progetti ministeriali PRIN e FIRB e di progetti di ricerca CNR. Ha partecipato a numerosi convegni nazionali e internazionali come “invited speaker”. È stato relatore di tesi di dottorato di ricerca in Matematica.
L’attività didattica del professore Pappalardo si è focalizzata su insegnamenti di ricerca operativa e di ottimizzazione a Ingegneria, Informatica, Matematica ed Economia, ed è stata corredata dalla pubblicazione di due manuali didattici editi dalla Pisa University Press.
Nell’Ateneo pisano il professor Pappalardo è stato direttore del Dipartimento di Matematica applicata dal 2006 al 2012 per due mandati, presidente del consiglio aggregato (di corsi di studio) di Informatica dal 2015 al 2018, presidente del Presidio della Qualità d’Ateneo dal 2019 al 2022.
Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Massimo Pappalardo.
Il taccuino del viaggiatore - 4° incontro del ciclo "Disegnare al Museo"
Domenica 5 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, presso il Museo di Storia Naturale, si terrà "Il taccuino del viaggiatore", quarto incontro di illustrazione naturalistica del ciclo “Disegnare al Museo”.
Il workshop sarà curato da Maria Elena Ferrari, artista naturalista, ed è pensato per coloro (anche alla prima esperienza artistica) che desiderano, attraverso lo schizzo dal vero e gli appunti “disegnati” sul taccuino da campo, entrare in contatto con la natura, osservandola e disegnandola.
Maria Elena Ferrari è autrice di diversi taccuini naturalistici, che durante la giornata saranno a disposizione dei partecipanti.
Età consigliata
Dai 16 anni
Materiali
I partecipanti devono portare carta, matita e acquarelli (l’elenco dettagliato sarà comunicato in fase di iscrizione).
Iscrizioni, costi e pagamento
L’incontro è dedicato a un numero massimo di 12 persone.
È possibile iscriversi al seguente link:
https://forms.gle/SUt4Eo9fkMT6xgx27
Il costo è di 60 euro. È richiesto il pagamento anticipato da effettuarsi entro il 17 aprile 2024 tramite PAGO PA, le istruzioni per il pagamento saranno comunicate in fase di iscrizione. Una volta effettuato il pagamento non sarà possibile richiedere un rimborso in caso di rinuncia.
Nel caso in cui l’incontro raggiungesse il numero massimo di iscritti sarà valutata la possibilità di attivare un secondo incontro nella giornata di sabato 4 maggio 2024.
L’incontro verrà attivato solamente al raggiungimento del numero minimo di richieste nella lista d’attesa.
È possibile iscriversi alla lista d’attesa al seguente link:
https://forms.gle/ogwQZs7QPMP3z3KL6
Informazioni generali
Si consiglia di indossare un abbigliamento comodo e di portare un pranzo al sacco. Alla biglietteria del Museo sono presenti alcuni distributori automatici per bevande e snack.
Maggiori informazioni
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Inaugurato il laboratorio GOOD AI, per una Intelligenza Artificiale “buona”
Taglio del nastro per GOOD AI, il laboratorio multidisciplinare dell’Università di Pisa per lo studio e lo sviluppo di sistemi di “buona” Intelligenza Artificiale, che soddisfino cioè non solo criteri di accuratezza ed efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità.
Il laboratorio ha sede presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano, e vede la partecipazione di docenti e ricercatori con diverse competenze, dalla filosofia alla linguistica computazionale fino alla giurisprudenza, all’informatica e all’ingegneria, non solo dell’Università di Pisa, ma anche di Scuola Normale Superiore e CNR.
“La diffusione rapidissima di sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più potenti ha inevitabilmente un grande impatto economico, sociale e culturale - afferma Francesco Marcelloni, docente al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e coordinatore del laboratorio - Basti pensare a sistemi come ChatGPT o DALL-E, che sono in grado di generare contenuti sotto forma di testi e immagini che hanno qualità spesso indistinguibili da quelli prodotti dagli umani. La recente evoluzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale apre scenari applicativi fino a pochi anni fa impensabili, ma rende al tempo stesso urgente il tema della loro potenziale pericolosità, e diventa indispensabile poter distinguere una “buona IA”, a cui delegare con fiducia molti compiti anche in contesti critici, da una “cattiva IA”, che è invece imperativo controllare e limitare. Il laboratorio GOOD AI, che riunisce al suo interno competenze altamente interdisciplinari, si occuperà di valutare la conformità di sistemi di Intelligenza Artificiale, soprattutto quelli usati in contesti critici, come per esempio i sistemi di riconoscimento facciale, rispetto a criteri non solo di efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità”.
La valutazione anche etica dei sistemi di Intelligenza Artificiale è oggetto della prima normativa europea sull’argomento, l’”AI Act”, che impone che i sistemi di AI immessi sul mercato abbiano superato la procedura di valutazione di impatto prevista dalla norma secondo un sistema a “scala di rischio”, che prevede la soddisfazione di requisiti di conformità sempre più elevati a seconda della criticità del contesto di applicazione.
“Questa normativa - prosegue Marcelloni - avrà naturalmente un effetto importante sul mercato stesso delle Tecnologie dell’Informazione, in quanto il successo di un’applicazione potrà dipendere proprio dal suo grado di conformità ai valori della “buona IA”. Per questo, oltre a occuparsi dello sviluppo di sistemi conformi, il laboratorio GOOD AI si occuperà anche di fornire consulenza a imprese e Pubbliche Amministrazioni relativamente al grado di adeguatezza delle loro applicazioni rispetto ai principi stabiliti dalla normativa europea.
“Il supporto da parte del mondo della ricerca a società e imprese per l’adeguamento delle proprie tecnologie alle nuove normative - conclude Marcelloni - è sempre più strategico su sistemi, come quelli di Intelligenza Artificiale, il cui sviluppo procede al momento a ritmo vertiginoso. Lo sviluppo anche industriale del nostro paese dipende in modo critico dalla capacità del mondo imprenditoriale di adeguarsi ai nuovi paradigmi di tipo etico, sociale e normativo dell’industria 5.0, che vogliono i processi produttivi plasmati sulle esigenze di persone e ambiente”.
Il laboratorio nasce dalle attività del progetto FAIR (https://fondazione-fair.it/), finanziato dal PNRR con l’obiettivo di sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale del futuro.
Fanno parte del Consiglio Scientifico del GOOD AI Lab:
- Francesco Marcelloni (coordinatore) e Pietro Ducange, Dipartimento Ingegneria dell’Informazione
- Adriano Fabris e Veronica Neri, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere
- Alessandro Lenci e Giovanna Marotta, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica
- Dino Pedreschi e Anna Monreale, Dipartimento di Informatica
- Marco Conti, CNR
- Fosca Giannotti, Scuola Normale Superiore
Inaugurato il laboratorio GOOD AI, per una Intelligenza Artificiale “buona”
Taglio del nastro per GOOD AI, il laboratorio multidisciplinare dell’Università di Pisa per lo studio e lo sviluppo di sistemi di “buona” Intelligenza Artificiale, che soddisfino cioè non solo criteri di accuratezza ed efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità.
Il laboratorio ha sede presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano, e vede la partecipazione di docenti e ricercatori con diverse competenze, dalla filosofia alla linguistica computazionale fino alla giurisprudenza, all’informatica e all’ingegneria, non solo dell’Università di Pisa, ma anche di Scuola Normale Superiore e CNR.
“La diffusione rapidissima di sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più potenti ha inevitabilmente un grande impatto economico, sociale e culturale - afferma Francesco Marcelloni, docente al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e coordinatore del laboratorio - Basti pensare a sistemi come ChatGPT o DALL-E, che sono in grado di generare contenuti sotto forma di testi e immagini che hanno qualità spesso indistinguibili da quelli prodotti dagli umani. La recente evoluzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale apre scenari applicativi fino a pochi anni fa impensabili, ma rende al tempo stesso urgente il tema della loro potenziale pericolosità, e diventa indispensabile poter distinguere una “buona IA”, a cui delegare con fiducia molti compiti anche in contesti critici, da una “cattiva IA”, che è invece imperativo controllare e limitare. Il laboratorio GOOD AI, che riunisce al suo interno competenze altamente interdisciplinari, si occuperà di valutare la conformità di sistemi di Intelligenza Artificiale, soprattutto quelli usati in contesti critici, come per esempio i sistemi di riconoscimento facciale, rispetto a criteri non solo di efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità”.
La valutazione anche etica dei sistemi di Intelligenza Artificiale è oggetto della prima normativa europea sull’argomento, l’”AI Act”, che impone che i sistemi di AI immessi sul mercato abbiano superato la procedura di valutazione di impatto prevista dalla norma secondo un sistema a “scala di rischio”, che prevede la soddisfazione di requisiti di conformità sempre più elevati a seconda della criticità del contesto di applicazione.
“Questa normativa - prosegue Marcelloni - avrà naturalmente un effetto importante sul mercato stesso delle Tecnologie dell’Informazione, in quanto il successo di un’applicazione potrà dipendere proprio dal suo grado di conformità ai valori della “buona IA”. Per questo, oltre a occuparsi dello sviluppo di sistemi conformi, il laboratorio GOOD AI si occuperà anche di fornire consulenza a imprese e Pubbliche Amministrazioni relativamente al grado di adeguatezza delle loro applicazioni rispetto ai principi stabiliti dalla normativa europea.
“Il supporto da parte del mondo della ricerca a società e imprese per l’adeguamento delle proprie tecnologie alle nuove normative - conclude Marcelloni - è sempre più strategico su sistemi, come quelli di Intelligenza Artificiale, il cui sviluppo procede al momento a ritmo vertiginoso. Lo sviluppo anche industriale del nostro paese dipende in modo critico dalla capacità del mondo imprenditoriale di adeguarsi ai nuovi paradigmi di tipo etico, sociale e normativo dell’industria 5.0, che vogliono i processi produttivi plasmati sulle esigenze di persone e ambiente”.
Il laboratorio nasce dalle attività del progetto FAIR (https://fondazione-fair.it/), finanziato dal PNRR con l’obiettivo di sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale del futuro.
Fanno parte del Consiglio Scientifico del GOOD AI Lab:
- Francesco Marcelloni (coordinatore) e Pietro Ducange, Dipartimento Ingegneria dell’Informazione
- Adriano Fabris e Veronica Neri, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere
- Alessandro Lenci e Giovanna Marotta, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica
- Dino Pedreschi e Anna Monreale, Dipartimento di Informatica
- Marco Conti, CNR
- Fosca Giannotti, Scuola Normale Superiore
Università di Pisa: rinnovata la convenzione con l’Istituto Lama Tzong Khapa
Prosegue il cammino comune dell’Università di Pisa e dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, uno dei centri più importanti in Occidente in quanto scuola internazionale di filosofia e pratiche buddhiste, rinomato per i suoi programmi di studi superiori. Lunedì 25 marzo, il Rettore dell’Ateneo pisano, Riccardo Zucchi, e la Presidentessa dell’Istituto, Lucia Landi, hanno rinnovato la convenzione che da otto anni vede le due istituzioni collaborare nello studio dei processi mentali, attraverso l'utilizzo contestuale di tecniche complementari messe a punto, da una parte, nei 2500 anni di storia dalla tradizione buddista e, dall'altra, dalla Filosofia e dalla Scienza Occidentali. Un’esperienza, quella maturata tra l’Ateneo e l’Istituto Lama Tzong Khapa, analoga a quella di altre grandi università internazionali come Stanford o la Columbia.
Al centro degli studi condotti nel quadro della convenzione i diversi aspetti dell’interazione con la realtà esterna, della percezione, dell’introspezione, della consapevolezza, del training, del controllo e dello sviluppo delle potenzialità. Tutto ciò sia per l'arricchimento della conoscenza che per il conseguimento di uno stato di migliore benessere personale e sociale.
Con la firma di lunedì 25 marzo, la collaborazione proseguirà per altri tre anni, durante i quali gli esperti di entrambe le parti realizzeranno progetti comuni di ricerca e formazione e potranno organizzare attività seminariali, conferenze, workshop, così come master di I e II livello, nonché Summer School e di Perfezionamento universitari sui temi oggetto della convenzione. Presso l’Università di Pisa, peraltro, sono già attivi un master di primo livello in "Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative" e una Summer School dal titolo “Consciousness and Cognition”. La convenzione, infine, dà la possibilità di assegnare tesi o di istituire premi di laurea per gli studenti dell’Università di Pisa.
Università di Pisa: rinnovata la convenzione con l’Istituto Lama Tzong Khapa
Prosegue il cammino comune dell’Università di Pisa e dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, uno dei centri più importanti in Occidente in quanto scuola internazionale di filosofia e pratiche buddhiste, rinomato per i suoi programmi di studi superiori. Lunedì 25 marzo, il Rettore dell’Ateneo pisano, Riccardo Zucchi, e la Presidentessa dell’Istituto, Lucia Landi, hanno rinnovato la convenzione che da otto anni vede le due istituzioni collaborare nello studio dei processi mentali, attraverso l'utilizzo contestuale di tecniche complementari messe a punto, da una parte, nei 2500 anni di storia dalla tradizione buddista e, dall'altra, dalla Filosofia e dalla Scienza Occidentali. Un’esperienza, quella maturata tra l’Ateneo e l’Istituto Lama Tzong Khapa, analoga a quella di altre grandi università internazionali come Stanford o la Columbia.
Al centro degli studi condotti nel quadro della convenzione i diversi aspetti dell’interazione con la realtà esterna, della percezione, dell’introspezione, della consapevolezza, del training, del controllo e dello sviluppo delle potenzialità. Tutto ciò sia per l'arricchimento della conoscenza che per il conseguimento di uno stato di migliore benessere personale e sociale.
Con la firma di lunedì 25 marzo, la collaborazione proseguirà per altri tre anni, durante i quali gli esperti di entrambe le parti realizzeranno progetti comuni di ricerca e formazione e potranno organizzare attività seminariali, conferenze, workshop, così come master di I e II livello, nonché Summer School e di Perfezionamento universitari sui temi oggetto della convenzione. Presso l’Università di Pisa, peraltro, sono già attivi un master di primo livello in "Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative" e una Summer School dal titolo “Consciousness and Cognition”. La convenzione, infine, dà la possibilità di assegnare tesi o di istituire premi di laurea per gli studenti dell’Università di Pisa.
In Sapienza la cerimonia di conferimento dell’Ordine del Cherubino a 19 docenti dell’Università di Pisa
Mercoledì 27 marzo, alle ore 11, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo "La Sapienza" (in via Curtatone e Montanara 15), si terrà la cerimonia ufficiale di conferimento dell’Ordine del Cherubino a 19 docenti dell’Università di Pisa. La cerimonia sarà introdotta dal rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi.
I professori e le professoresse ai quali viene conferito l’Ordine del Cherubino sono: Mario Salvetti (Dipartimento di Matematica), Marco Beghini (Dipartimento di Ingegneria civile e industriale), Roberto Bizzocchi (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere), Francesco Camillo (Dipartimento di Scienze veterinarie), Massimo Pappalardo (Dipartimento di Informatica), Liliana Dell’Osso (Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale), Vincenzo Ambriola (Dipartimento di Informatica), Lucia Migliore (Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia), Giovanni Alberti (Dipartimento di Matematica), Saulle Panizza (Dipartimento di Scienze politiche), Dianora Poletti (Dipartimento di Giurisprudenza), Paolo Maria Mancarella (Dipartimento di Informatica), Gianluca Brunori (Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali), Andrea Bonaccorsi (Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni), Rolando Ferri (Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica), Raffaele De Caterina (Dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’Area critica), Giuseppe Anastasi (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione), Benedetta Mennucci (Dipartimento di Chimica e Chimica industriale), Monica Pratesi (Dipartimento di Economia e Management).
L’Ordine del Cherubino è una onorificenza conferita dal rettore dell’Università di Pisa, in seguito a delibera del Senato accademico, a docenti ordinari dell’Ateneo pisano con almeno dieci anni di anzianità che abbiano contribuito ad accrescerne il prestigio per i loro particolari meriti scientifici o per il loro contributo alla vita e al funzionamento dell’Università. Il conferimento è accompagnato dalla consegna di un diploma e di una insegna nella quale è rappresentato il Cherubino con sei ali.