
Venerdì 19 ottobre, ore 17.00
L'esercitazione è in corso: secondo quanto previsto sono state inviate comunicazioni – mediante posta elettronica - a tutto il personale (docente e tecnico/amministrativo) e a tutti gli studenti dell'Ateneo sul potenziale rischio di esondazione dell'Arno alle ore 10 di domani mattina, sabato 20 ottobre, e sugli eventuali potenziali adempimenti da porre in essere.
Per gli aggiornamenti sulla situazione di emergenza siete invitati a consultare anche il sito http://www.pisainformaflash.it
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Giovedì 18 ottobre, ore 12.30
Nei giorni 19 e 20 ottobre è prevista una esercitazione coordinata dalla Protezione Civile di Pisa denominata "Esercitazione Rischio Arno".
L'esercitazione coinvolge tutta la città di Pisa ed è tesa a verificare, simulando una virtuale situazione di emergenza connessa ad un rischio di esondazione Arno, l'effettiva capacità della città - intesa nel suo insieme di Enti, Associazioni e strutture locali in genere - di attuare misure e procedure per ridurre gli ipotetici danni.
Anche l'Università di Pisa è chiamata a dare il suo contributo, visto che la sua presenza sul territorio è rilevante per l'elevato numero delle persone ad essa correlate: infatti è necessario verificare se, in una possibile situazione di emergenza e con un preavviso di sole 10 ore dall'esondazione, l'Ateneo sia in grado di mettere tempestivamente in sicurezza le proprie strutture localizzate nella città di Pisa, nonché di programmare la sospensione progressiva delle attività con il fine di assicurare, durante la fase più critica, l'assenza di attività in essere e l'assenza di persone nelle strutture.
L'attuazione di tali misure, in caso di esondazione, ridurrebbe i danni a beni e persone dell'Ateneo ed agevolerebbe la Protezione Civile e le varie Forze dell'Ordine ed ausiliarie impiegate nella evacuazione e nella messa in sicurezza della città.
La partecipazione attiva dell'Università servirà a testare e verificare le capacità dell'Ateneo, nonché ad individuare eventuali criticità da risolvere.

Fare il bilancio della Regione Toscana a quarant'anni dalla sua istituzione è l'obiettivo del volume "Il tempo della Regione - La Toscana", edito dal Consiglio regionale della Regione Toscana e dall'Associazione dei consiglieri onorari. Il libro, che segue a una prima iniziativa editoriale dello stesso tenore, è curato dal professor Alessandro Pizzorusso, docente dell'Ateneo pisano, insieme con Paolo Bagnoli e Massimo Carli. Attraverso dodici saggi, esso si propone da un lato di trarre un bilancio della Regione Toscana a distanza di quarant'anni dal primo avvio dell'esperienza regionale e di circa otto dall'entrata in vigore del nuovo Statuto, e dall'altro di fornire qualche utile chiave di lettura in vista delle scelte che la regione si troverà a compiere nel prossimo futuro.
Pubblichiamo di seguito l'introduzione al volume firmata dai tre curatori.
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Questo volume fa seguito a quello, intitolato Il tempo della Regione. La Toscana, che fu curato dai professori Pier Luigi Ballini, Maurizio Degl'Innocenti e Mario G. Rossi e pubblicato dall'editore Giunti di Firenze nel 2005. Contenuto di esso furono undici saggi dedicati a problemi di storia, economia e politica riguardanti la nostra Regione. Presentando quel volume, il Presidente dell'Associazione dei Consiglieri Onorari della Toscana, Renato Pollini, ricordava le fasi di sviluppo che essa aveva attraversato fino a quel momento e che conviene richiamare, aggiornandole, anche con riferimento agli analoghi saggi che ora si propongono ai lettori.
Prevista e regolata, al livello dei principi, dalla Costituzione del 1948, sulle tracce di lontane iniziative risorgimentali a lungo rimaste in secondo piano, anche se non dimenticate, la Toscana ebbe, con le altre Regioni "a Statuto ordinario", il suo primo "Statuto" (approvato con la legge statale 22 maggio1971, n. 343), dopo una ventina di anni durante i quali, al pari delle altre, essa era rimasta quasi completamente sulla carta. L'avvio di essa fu perciò caratterizzato da dibattiti che portarono ad alcuni giudizi svoltisi dinanzi alla Corte costituzionale, nel corso dei quali furono messi in discussione i caratteri che all'ordinamento delle Regioni ordinarie era stato conferito da leggi adottate dallo Stato quando ancora esse non avevano una concreta realtà giuridica e non erano quindi in condizione di esprimere adeguatamente i loro desideri o le loro opinioni.
Quelle decisioni del giudice delle leggi non risolsero tutti i problemi che si erano posti allora ed una serie di progetti di riforma dell'ordinamento regionale furono a lungo discussi in varie sedi, principale delle quali fu la Commissione presieduta da Massimo Severo Giannini, i cui lavori ebbero larga influenza sulla riforma realizzata mediante le leggi delegate che furono adottate vari anni dopo che gli Statuti delle Regioni ordinarie (autonomamente deliberati dai Consigli, ma soggetti ad un severo controllo statale) avevano ricevuto un primo assestamento. I contrasti circa i criteri impiegati per il trasferimento dallo Stato alle Regioni di un complesso di funzioni statali, di parte del personale che le aveva esercitate fino a quel momento e di altri problemi a questi collegati continuarono a lungo, sia in sede politica, sia davanti alla Corte costituzionale, costituendo oggetto di dibattiti che non favorirono il migliore funzionamento di questi enti.
Il mondo delle autonomie regionali e locali fu successivamente animato dalla riforma di queste ultime che fu realizzata con la legge 8 giugno 1990, n. 142, la quale modificò il Testo unico del 1934, fino a quel momento rimasto parzialmente in vigore, e soprattutto da due leggi di revisione costituzionale, la n. 1 del 1999 e la n. 3 del 2001, che riscrissero un'ampia parte del titolo V della Costituzione. Il nuovo art. 123 di questa comportò la formazione di nuovi Statuti regionali, cui si provvedette con grande lentezza, tanto che il relativo compito non è stato ancora del tutto ultimato.
In questa occasione, il procedimento di adozione degli Statuti fu modificato, riducendosi i controlli statali alla potestà di ricorso alla Corte costituzionale da parte del Governo e di richiesta di un eventuale referendum confermativo. L'attuazione della generale riforma degli Statuti regionali, peraltro, fu lasciata in gran parte all'interpretazione della Corte costituzionale, che intervenne in questa materia con un gran numero di decisioni, le quali dettero un nuovo assetto a questa parte della Costituzione ed al "diritto regionale" in genere.
Altre importanti riforme attinenti all'ordinamento regionale ed a quello degli enti locali portarono all'adozione, in relazione a questi enti, di una forma di governo di tipo presidenziale (con elezione diretta del presidente o del sindaco, rispettivamente) e all'adozione del "sistema delle conferenze" che dettero una sede ufficiale ai rapporti fra Stato e Regioni e fra Stato ed Enti locali, con riferimento all'attività legislativa ed esecutiva. Da ultimo, un complesso di deleghe legislative furono accordate al Governo con la legge sul "federalismo fiscale" 5 maggio 2009, n. 42, mentre ulteriori ritocchi alla Costituzione si renderebbero necessari qualora venisse realizzata l'abolizione delle Province, riproposta a livello politico in questi ultimi tempi con maggior forza, ma ancora vivacemente contrastata. Il quadro delle problematiche di maggior rilievo tuttora in discussione comprende altresì l'eventuale introduzione di una "Camera delle Regioni" che, secondo una diffusa corrente di opinioni, dovrebbe sostituire il Senato. Meno dibattuta, quanto meno per quanto riguarda le sue linee generali, è l'attuazione da dare alle Città metropolitane (oltre che al particolare status di Roma Capitale, cui già sono stati dedicati alcuni interventi legislativi) e ad alcune articolazioni minori dei Comuni (o ad altre forme di riordinamento di questi).
La Toscana ha costantemente partecipato a questi processi riformatori con studi e progetti, che hanno svolto talora un ruolo di rilievo anche nei dibattiti che si sono svolti a livello nazionale. Il presente volume contiene saggi i quali analizzano alcuni dei problemi in questione o aspetti delle situazioni di fatto che vengono in considerazione, dal punto di vista della storia dei problemi affrontati o delle loro conseguenze economiche o giuridiche, operando sulla base di ricerche che si pongono in vario modo in rapporto con quelle che hanno dato luogo agli studi compresi nel precedente volume sopra ricordato. Le ricerche che hanno preceduto la stesura dei dodici contributi qui compresi si collocano pertanto in un campo di studi che è stato frequentemente affrontato nell'ambito dell'attività delle università toscane e di altre istituzioni di ricerca che operano in questa Regione. I criteri cui queste ricerche sono state informate sono gli stessi che furono indicati nell'Introduzione al volume pubblicato nel 2005.
Se nel complesso scarsa è stata l'influenza esercitata sull'attività svolta dalla Regione, in questa sua prima fase di funzionamento, dai precedenti storici più lontani (fra i quali è da ricordare il progetto di Statuto elaborato sotto l'egida dell'ultimo granduca di Toscana, che ebbe un contenuto simile a quello dello Statuto albertino, ma che non svolse un ruolo concreto, al di là del suo significato politico-culturale), sembra innegabile la progressiva unificazione politica che, anche in Toscana, il territorio dell'intero Stato italiano ha ricevuto, attraverso l'evoluzione secolare che ne riguarda la massima parte, con effetti di rilievo sulle vicende di un'importante letteratura e di un parallelo sviluppo delle scienze e delle arti, nonché sulla realizzazione di una sostanziale uniformità linguistica (pur se arricchita dalla molteplicità dei dialetti e dalla presenza di varie minoranze di questo tipo), ma che hanno comunque abituato i toscani a considerarsi parte di un'unità politica e amministrativa più ampia, anche se essi appaiono talora dotati di uno spirito comunitario più intenso al livello delle città, di quanto non sia al livello regionale.
Questo senso dell'Unità regionale peraltro non ha tuttavia impedito ai toscani, quando se ne è presentata l'occasione, di manifestare il sentimento della loro piena partecipazione alle attività più specificamente significative del contemporaneo sviluppo dell'Unità nazionale italiana, mentre rilevante appare altresì la tendenza del popolo toscano alla valorizzazione dei rapporti internazionali ed in particolare a quelli che hanno portato alla formazione dell'Unione europea.
Paolo Bagnoli, Massimo Carli, Alessandro Pizzorusso
Si chiama Giorgia Concetti, ha 21 anni ed è il nuovo presidente del Consiglio degli studenti dell'Università di Pisa. Eletta nel corso dell'ultima seduta, Giorgia viene dalla lista Sinistra per e rimarrà in carica fino al 31 ottobre 2014. Il nuovo Consiglio degli studenti, eletto secondo le norme del nuovo statuto, è composto da 40 rappresentanti e si è insediato a inizio mese.
Studentessa iscritta al terzo anno del corso di laurea in Storia contemporanea, Giorgia Concetti viene da Sant'Elpidio a Mare, paese delle Marche in provincia di Fermo, ed ha alle spalle già alcuni anni di esperienze di politica attiva e sindacato studentesco, in particolare all'interno di Sinistra per. A Pisa è attiva in varie associazioni culturali che si occupano di cinema e musica e collabora all'organizzazione di eventi e manifestazioni rivolte a tutta la cittadinanza.
Nell'ultima seduta del Consiglio sono stati eletti anche i due vice presidenti: il primo è Luca Urbanucci della lista Sinistra per, il secondo è Giovanni La Terra Bellina di Ateneo Studenti.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
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Resto del Carlino
TirrenoPisa.it
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È stato conferito all'Università di Pisa il Premio San Francesco 2012, che la Lega nazionale per la difesa del cane destina a personaggi o istituzioni che si siano distinte per il loro impegno a favore degli animali. Il riconoscimento è stato assegnato per le attività svolte dal Comitato Etico dell'Ateneo, istituito per la tutela degli animali impiegati ai fini sperimentali, e più in particolare per il progetto di riabilitazione dei beagle da laboratorio avviato al dipartimento di Scienze veterinarie nello scorso agosto.
Per conto dell'Università, il Premio è stato ritirato dalla professoressa Daniela Gianfaldoni, direttore del dipartimento di Scienze veterinarie, da Angelo Gazzano, ricercatore dello stesso dipartimento, e da Antonella Pochini, della Direzione Ricerca ed internazionalizzazione.

L'iniziativa, giunta alla sua undicesima edizione, è stata organizzata dalla sezione genovese della Lega nazionale per la difesa del cane, dal Centro di medicina comportamentale Martin Buber, dall'Esercito italiano e dalla Associazione amici animali abbandonati.
Il progetto di riabilitazione degli animali da laboratorio dell'Università di Pisa nasce da una circolare ministeriale che indirizzava gli operatori verso la pratica della rehabilitation degli animali sperimentali, nei casi in cui le condizioni di salute degli stessi lo consentissero. A tal fine è stato istituito un centro per la riabilitazione di animali da laboratorio presso il nuovo dipartimento di Scienze veterinarie, supportato da esperti in etologia, per promuovere la massima diffusione dell'informazione sulle metodologie e sulle pratiche in questo settore.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Nazione Pisa
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PisaInformaFlash.it
Pianeta Universitario.com
Libero Quotidiano.it
Greenreport.it
Pisa Today.it
È attiva sul sito della Pisa University Press (www.pisauniversitypress.it) la procedura per caricare i file pdf richiesti per l'abilitazione scientifica nazionale, sviluppata dal CINECA a seguito dell'accordo tra il ministero dell'Istruzione Università e Ricerca e l'Associazione Italiana Editori. Alla definizione di tale procedura ha partecipato attivamente la casa editrice dell'Ateneo, che è stata anche tra le prime a sottoscrivere il testo dell'accordo e a renderlo immediatamente operativo.
L'editore dovrà caricare il file di norma entro dieci giorni dalla richiesta e comunque entro il 15 novembre.
Sul sito della Pisa University Press sono consultabili il testo dell'accordo e il relativo Regolamento.
A year from when it first appeared in the panorama of international rankings of universities, the "NTU ranking" is back: it is the ranking formulated by the National Taiwan University which, different to the better-known rankings elaborated by Shanghai, QS and Times Higher Education, concentrates only on the scientific performance of the universities.
Among the 500 world universities evaluated by Taiwan in its "Performance Ranking of Scientific Papers for World Universities 2012", the University of Pisa weighs in at the 223rd place worldwide and eighth among the Italian universities considered. The Taiwan ranking is based on bibliometric indicators such as the quantity of scientific papers published, citation indexes or the H index.
A characteristic of the "NTU ranking" is that it classifies the universities by "field" (sector or disciplinary area) and by "subject" (subject area or discipline). According to this classification, the University of Pisa confirms its prestige in the field of Natural Sciences (145th in the world and fourth in Italy after Rome "Sapienza", Padua and Bologna) and Engineering (207th in the world and 7th in Italy, after Milan Polytechnic, Padua, Rome "Sapienza", Bologna, Turin Polytechnic and Naples).
In the single subject areas, Pisa does particularly well in Physics (96th in the world and fourth in Italy after Rome "Sapienza", Padua and Bologna), in Computer Science (127th in the world and third in Italy after Bologna and Rome "Sapienza"), in Mechanical Engineering (104th in the world and fifth in Italy after Milan and Turin Polytechnics, Padua and Rome "Sapienza". The University of Pisa also appears in the ranking "by subject" for Medicine, where it is at the 211th place in the world and 11th in Italy.
The criteria on which the Taiwan classification is based are research productivity (20%), research impact (30%) and excellence of results (50%), with the aim of measuring and recognizing the overall scientific production of the universities examined. The advantage of the Taiwan ranking is that it succeeds in counterbalancing the distortions due for example to universities' varying sizes, number of teachers, their qualifications, number of Nobel prizes winners in the staff, and the like, thus giving space to smaller and younger universities that participate in a meaningful way to scientific progress in the short to medium term.
Go to the ranking at world level
Go to the ranking of Italian universities
A un anno dal suo esordio nel panorama delle classifiche internazionali delle università, torna il "NTU ranking", la classifica stilata dalla National Taiwan University che, a differenza delle più popolari elaborate da Shanghai, QS e Times Higher Education, si concentra solo sulla performance scientifica delle università. Tra i 500 atenei del mondo valutati da Taiwan nel "Performance Ranking of Scientific Papers for World Universities 2012", l'Università di Pisa si posiziona al 223° posto, arrivando ottava tra le 29 italiane presenti. Per la sua analisi, la classifica di Taiwan utilizza indicatori bibliometrici come quantità dei papers prodotti, il numero delle citazioni o l'indice H.
La caratteristica del "NTU ranking" è la classificazione delle università per "field" (area disciplinare) e per "subject" (disciplina). Scorrendo la classifica, l'Ateneo di Pisa conferma il suo prestigio nell'area delle Scienze naturali (145° nel mondo e quarta in Italia dopo La Sapienza di Roma, Padova e Bologna) e dell'Ingegneria (207° nel mondo e settima in Italia dopo Politecnico di Milano, Padova, La Sapienza di Roma, Bologna, Politecnico di Torino e Napoli).
Nelle singole discipline, Pisa emerge nella Fisica (96° nel mondo e quarta in Italia dopo La Sapienza di Roma, Padova e Bologna), nell'Informatica (127° nel mondo e terza in Italia dopo Bologna e La Sapienza di Roma), nell'Ingegneria meccanica (104° nel mondo e quinta in Italia dopo i Politecnici di Milano e Torino, Padova e La Sapienza di Roma) e nell'Ingegneria elettrica (100° nel mondo e quinta in Italia dopo Bologna, Padova, Politecnico di Milano e di Torino). L'Università di Pisa compare anche nel ranking "by subject" della Medicina, dove è al 211° posto nel mondo e 11° in Italia.
I criteri su cui si basa la valutazione di Taiwan sono la produttività della ricerca (per il 20%), il suo impatto (per il 30%) e l'eccellenza dei risultati (per il 50%), con l'obiettivo di premiare complessivamente la produzione scientifica delle università esaminate. Il merito del ranking di Taiwan è che riesce a riequilibrare le distorsioni dovute ad esempio alle dimensioni delle università, al numero dei docenti, all'anzianità e ai Nobel ricevuti, valorizzando le performance di università più giovani o più piccole, ma che partecipano significativamente al progresso della ricerca scientifica nel breve e medio termine.

Guarda la classifica mondiale
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Tirreno Empoli
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Internationally renowned endocrinologist Aldo Pinchera passed away on 10 October due to a cardiac arrest, at his home. Born in Naples in 1934, he founded Pisa's important School of Endocrinology, where today patients come from all over Italy and other countries as well. Emeritus Professor of Clinical Endocrinology and a person of great humanity and charisma, Pinchera was famous for his lectures, which enthralled his Medicine students triggering their interest and enthusiasm with his ability to explain his very complex subject in clear and precise language. With his quick wit, sense of humor, knowledge of numerous languages, Aldo Pinchera was a great communicator, a man of broad culture in all fields, much appreciated in various international fora, enjoying the esteem and friendship of the most famous scientists in the field of endocrinology. Visiting Professor abroad, a frequent guest of television broadcasts and talk shows, organizer of international events, his name for decades has given special luster to medical teaching and research in Pisa
Director of the first School of Specialization in Endocrinology and Metabolic Diseases at the University (a position he held from 1996 to 2008), Pinchera was recognized as one of the world's leading experts in the study of treatment for diseases of the thyroid. Responsible for numerous research programs funded by national and international bodies, after the Chernobyl disaster he coordinated clinical studies on childhood thyroid cancer for the European Union.
His career as a university professor began in 1980 with his appointment as professor of "Constitutional Medicine and Endocrinology". In the 1980s and 1990s he was director of the Institute of Endocrinology, Clinical Methodology and Occupational Medicine; he then held the post of director of the Department of Endocrinology and Metabolism, Orthopedics, Traumatology and Occupational Medicine from 1998 to 2004. From 2007 to 2010 he was director of the Graduate School of Endocrine, Metabolic and Psychiatric Sciences. Awarded the University of Pisa's Order of Cherubino in 2005, Pinchera received the title of Professor Emeritus in 2010. As evidence of his many interests, from 2003 to 2010 he served with great enthusiasm and expertise as President of the Edizioni PLUS, the University of Pisa's publishing house. During his presidency PLUS organized and sponsored numerous cultural events as well as notably expanding its catalogue of publications.
Before his retirement in 2009, Aldo Pinchera was director at the AOUP (the University Hospital) Operating Unit of Endocrinology 1 and previously of the department of that name. To him we owe the foundation of IEPTO, the European Institute for the Prevention and Treatment of Obesity.
His sudden death leaves a huge void in the colleagues, friends, co-workers of the University and University Hospital of Pisa, with whom he shared many years of work. The funeral was held on 12 October in the Church of San Francesco (via San Francesco, Pisa).
The Erasmus programme, that celebrates its 25th anniversary this year, has not ended and is not about to end. Until 19 October students enrolled in the University of Pisa are invited to present their applications for the numerous places still available in prestigious universities of almost all the 33 countries that participate in Erasmus for the second semester of the 2012-2013 academic year. "Erasmus provides a unique opportunity to acquire professional, academic and linguistic competences as well as for personal growth", declares Professor Ann Katherine Isaacs, Erasmus Staff Ambassador 2012 for Italy, who has a very positive view of the future of the programme: "Erasmus is not in danger, in fact right now it is poised to get bigger and better".
During the past week several media have published or transmitted alarming news items about the supposed end of the Erasmus programme, or at the very least confronted present and future Erasmus students with the frightening perspective that the mobility grants normally given along with Erasmus 'places' are at risk because there are no funds to pay for them. "In reality, the question before the European Parliament - which will vote on 6 November - regards the relevant increase in the total amount of funding requested by the European Commission for a new, bigger Erasmus programme", Isaacs explains. "The new programme is to be called 'Erasmus for All' and it is designed to expand the range of the existing programme -- now limited to higher education -- in order to include all the study and training mobility supported financially by the European Commission, in every part of the world, from school age to the 'Third Age'".
Janusz Lewandoski, European Commissioner for Financial Programming and Budget, announced yesterday that on 23 October he will present a draft for change to the community budget to avoid any risks. It is considered certain that the Council will approve the change. "The vote of the European Parliament on 6 November will tell us how much Erasmus will grow and expand its range of action in the coming years", adds Professor Isaacs. "In the meantime our students can apply for the places still available for second semester with full confidence".
The University of Pisa still has numerous places available not only for mobility for academic study, but also for Erasmus Placement, which allow students to carry out a work-training period, learning on the job, in the other European countries. Students can apply for placements (from 3 to 6 months) using opportunities already defined by bilateral agreements with the University, or else they can themselves contact enterprises, museums, associations, research centres or other organisations in the eligible countries to set up their personal programme. Students enrolled in any of the degree programmes (first, second and third cycle) or special professionalising programmes ("master's" or medical specialisation programmes for example) offered by the University of Pisa can participate in either the Erasmus study or the Erasmus Placement mobility.
Read the 2012-2013 call.
L'Erasmus, che compie 25 anni proprio quest'anno, non finisce e non sta per finire. Fino al 19 ottobre gli studenti dell'Università di Pisa possono presentare le loro domande per i numerosi posti ancora disponibili per il secondo semestre del 2012-2013 nelle prestigiose università di quasi tutti i 33 paesi che partecipano all'Erasmus. "Un'opportunità unica per acquisire competenze accademiche e linguistiche e per la crescita personale", dichiara la professoressa Ann Katherine Isaacs, Ambasciatore Erasmus 2012 per l'Italia, che rassicura sul futuro del progetto: "L'Erasmus non è in pericolo, anzi è pronto per crescere ancora".
In questi giorni diversi media hanno diffuso notizie allarmistiche su una presunta fine dell'Erasmus, o comunque la mancanza di fondi per pagare le borse di mobilità che accompagnano l'assegnazione di un posto Erasmus: "La questione davanti al Parlamento Europeo - che voterà il 6 novembre - riguarda una richiesta finanziaria aumentata in misura rilevante della Commissione Europea per un nuovo Erasmus più grande", spiega la professoressa Isaacs. "La proposta è quella di un "Erasmus per tutti" che espanderebbe lo scopo del programma esistente, che è limitato alle università, per includervi tutta la mobilità per studio e formazione finanziata dalla Commissione Europea, dalla scuola alla terza età in tutto il mondo".
È di ieri la notizia che Janusz Lewandoski, commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio, ha annunciato che il 23 ottobre presenterà una bozza di variazione sul budget comunitario in modo che non ci sia alcun rischio. Si dà per sicuro l'approvazione da parte del Consiglio."Il voto del 6 novembre ci dirà quanto l'Erasmus crescerà e si espanderà nei prossimi anni", aggiunge la professoressa Isaacs. "Nel frattempo gli studenti possono far domanda per il secondo semestre con fiducia che i posti banditi sono ancora disponibili".
All'Università di Pisa sono disponibili anche numerosi posti per l'Erasmus Placement, che permette di compiere un tirocinio all'estero, utilizzando opportunità già oggetto di accordo con l'Ateneo oppure prendendo contatti autonomamente con imprese, musei, centri di ricerca o altri enti dei paesi eligibili. Studenti iscritti a qualunque ciclo o corso professionalizzante (laurea, laurea magistrale, dottorato, master e via dicendo) possono partecipare sia all'Erasmus per studio sia all'Erasmus Placement.
Consulta il bando 2012/2013.
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
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