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Sarà l'Università di Pisa a ospitare uno degli "Incontri con la ricerca" che l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) organizza negli atenei per informare l’opinione pubblica sui progressi della ricerca sul cancro, trasmettendo agli studenti e ai ragazzi l’entusiasmo e la passione che animano gli studi oncologici attraverso la viva voce dei suoi protagonisti. L'incontro si terrà mercoledì 4 novembre, a partire dalle ore 11.30, nell'Aula "Fratelli Pontecorvo" del Polo Fibonacci.

Ai saluti introduttivi del rettore Massimo Augello, seguiranno gli interventi del professor Pier Paolo Di Fiore, ordinario di Patologia generale all'Università degli Studi di Milano e coordinatore di due progetti finanziati da AIRC sul carcinoma mammario, e della professoressa Elisa Giovannetti, ricercatrice dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana che sta sviluppando gli studi sui meccanismi di funzionamento dei farmaci antitumorali, in particolare per quanto riguarda i tumori pancreatici. Con loro, saranno sul palco Lorenzo Purini, che ha raccontato la sua esperienza di malattia nel libro "Orecchie d'Elefante" e che insieme alla sua famiglia è stato protagonista della campagna AIRC 2014, e Cornelia Laìno Mori, vice presidente del Comitato AIRC Toscana. Il dibattito sarà moderato da Bruno Manfellotto, ex direttore e ora editorialista del settimanale "L’Espresso".

L'iniziativa pisana fa parte del programma che AIRC promuove per "I Giorni della Ricerca", che quest'anno si svolgeranno dal 2 all'8 novembre. La presentazione è fissata per giovedì 29 ottobre al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dei massimi rappresentanti del mondo scientifico. Il 4 novembre seguiranno gli "Incontri con la ricerca", che riguarderanno, oltre a Pisa, anche le Università di Cagliari, Genova e Pavia. Il 5 e 6 novembre ci saranno gli incontri con gli studenti delle scuole secondarie superiori e nei giorni successivi manifestazioni nelle piazze e negli stadi italiani.

 Nato nel 2011, il progetto degli "Incontri con la ricerca" è stato condiviso dalle più importanti università italiane, toccando finora 17 atenei e raggiungendo migliaia di studenti, in particolare di Medicina, Biologia e dei settori scientifici che sempre più si stanno rivelando fondamentali per la ricerca sul cancro. Gli incontri sono appuntamenti decisivi per condividere l'impegno dell'AIRC a sostegno dei migliori ricercatori di tutta Italia e del loro lavoro, che ci ha permesso di compiere passi avanti verso una migliore curabilità della malattia. Grazie alla collaborazione di circa 600 esperti, in gran parte internazionali, l'AIRC valuta ogni anno oltre mille candidati per progetti e borse di studio, selezionando e finanziando soltanto i più promettenti. Nell’esperienza dei ricercatori AIRC, inoltre, la missione di trovare nuove cure è inseparabile dalla propria storia personale e dalla passione per il lavoro. Sono proprio queste esperienze e questa passione che i ricercatori cercheranno di trasmettere agli studenti universitari e a tutti i ragazzi in occasione dell'"Incontro con la ricerca" organizzato nell'Ateneo pisano.

 

conferimento laurea honoris causa La Pontificia Università Cattolica di Valparaiso (Cile) ha conferito ad Umberto Laffi (a sinistra nella foto), professore emerito dell’Università di Pisa, il riconoscimento di Doctor Scientiae et Honoris Causa. La cerimonia si è svolta il 19 ottobre scorso alla presenza delle più alte autorità accademiche cilene fra cui professor Raúl Buono-Core, direttore dell'Istituto di Storia, che ha ricordato i molti anni di amicizia e di collaborazione scientifica che legano il professore pisano all'ateneo di Valparaiso.
"Il professor Laffi – ha detto Raúl Buono-Core – è una figura di spicco nel mondo della ricerca e della conoscenza. Si tratta di uno dei più grandi studiosi del mondo antico, eminente ricercatore del diritto romano. Il suo lavoro è conosciuto da tutta la comunità accademica internazionale. Oggi stiamo onorando un insigne studioso e un amico della nostra Università ".
Nato a Belluno nel 1939, Umberto Laffi è stato allievo della Scuola Normale e si è laureato in Lettere classiche all’Università di Pisa nel 1962. Dopo aver conseguito la libera docenza, è stato chiamato nel 1971 a ricoprire la cattedra di Storia romana, e poi di Storia greca. È stato direttore dell’Istituto di Storia antica per un decennio epoi per vari mandati, fino al 1999, ha diretto il dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico dell’Ateneo pisano. Attivissimo nel promuovere rapporti di collaborazione internazionale, il professor Laffi è stato membro dell’Institute for Advanced Study di Princeton, visiting professor presso la Northwestern University e la Pontificia Universidad Católica de Valparaiso.

spassionati salaVenerdì 23 ottobre nella sala "Aldo Moro" di Montecitorio - nell'ambito della VII edizione della "Giornata del Libro Politico a Montecitorio" - é stato presentato il volume Spassionati. Nuovi cittadini nella democrazia che verrà, a cura di Gianna Fregonara.
Il volume, che raccoglie le interviste a dodici notissime personalità del mondo culturale e politico che si sono confrontate in merito al preoccupante livello di disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche, è pubblicato con il logo del Coordinamento University Press Italiane che ha ideato e promosso il progetto, affidandone la realizzazione e la distribuzione alla casa editrice Pisa University Press a cui attualmente é delegata la gestione del Coordinamento.
Al tavolo dei relatori, oltre alla curatrice, erano presenti Luciano Violante e Vittorino Andreoli. Nel corso della cerimonia inaugurale della manifestazione una delegazione del Coordinamento ha incontrato la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha espresso vivo apprezzamento per l'attività svolta dalle University Press Italiane e ha apposto una propria dedica ("Alle università che non si arrendono!") su una copia del volume alla cui realizzazione lei stessa ha contributo accettando di essere inserita nel novero degli intervistati.

Nei prossimi giorni saranno disponibili sul sito della Camere le interviste ai relatori presenti. Per maggiori dettagli si può consultare il sito della Camera, all'indirizzo: http://www.camera.it/leg17/537?shadow_mostra=24068

Pubblichiamo di seguito l'Introduzione al volume a firma di Gianna Fregonara.

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Se è vero che per i saggi c'è sempre tempo per trarre una lezione dalla storia, si può anche provare a ricavare qualche insegnamento, o almeno qualche indicazione, dalla cronaca e dagli anni che stiamo vivendo. È questa l'idea all'origine delle dodici interviste di questo libro, dodici colloqui con testimoni significativi del nostro tempo: dialogando con loro sulle istituzioni, così come sono ora e come si stanno adeguando ai cambiamenti causati da fenomeni epocali come la globalizzazione, la caduta delle frontiere e la rivoluzione digitale, si può provare a immaginare come sarà il mondo di domani, che avrà come protagonisti i ragazzi di oggi. Quale sarà la storia che racconteranno?

Il punto di partenza di questa analisi del rapporto tra cittadini e istituzioni è la scarsa passione dei giovani per la vita pubblica, la politica e le istituzioni stesse, che si scopre nel voto, nei sondaggi e in qualsiasi ricerca che li riguardi: secondo un recente sondaggio condotto dall'Ispo, due giovani su tre in Italia non hanno fiducia nelle istituzioni e meno di uno su cinque crede nei partiti, mentre è la Presidenza della Repubblica l'unica istituzione che ha ancora una rispettabilità riconosciuta anche dai giovani.

Così, proprio nel momento in cui si affaccia all'età adulta una generazione complessivamente molto più preparata e istruita di quelle che l'hanno preceduta e in cui le istituzioni, grazie all'innovazione tecnologica, alla globalizzazione e a cambiamenti sociali di portata storica, dovrebbero essere alla portata di tutti, i ragazzi sembrano voler cercare una distanza. Da qui il titolo di questa raccolta di testimonianze: Spassionati. "Spassionati", un aggettivo che connota e, se è possibile, identifica in un unico insieme i ragazzi di oggi. "S-passionati" vuol dire disinteressati, certo. Ma può significare anche "non faziosi" perché "non partigiani". Che sia necessariamente un difetto è tutto da dimostrare. Riuscire a mantenere una distanza, magari volutamente, potrebbe anche rivelarsi un privilegio, addirittura una virtù, in un tempo che invece queste distanze tende ad annullarle: uno spazio mentale più ampio, un maggior senso critico potrebbero diventare oggi, o meglio ancora domani, doti di cui non si potrà fare a meno.

"Spassionati", dunque, non vuol dire soltanto indifferenti. Può assumere addirittura un risvolto molto impegnativo, oltre che positivo: può voler significare – basta consultare il vocabolario della Treccani – addirittura avere un atteggiamento di giustizia ed equità. Ma non è detto che questo sia il cammino con il quale i giovani troveranno altre motivazioni e finiranno per "appassionarsi" di nuovo alle istituzioni e al bene pubblico, inventando un loro modello di partecipazione. Il timore del disinteresse dei giovani non è nuovo.

spassionati gruppoSono celebri le parole di allarme di Piero Calamandrei nel discorso che tenne nel 1955 agli studenti nella sede dell'Umanitaria di Milano. Già sessant'anni fa uno dei padri della nostra Costituzione si domandava se i ragazzi non fossero un po' troppo distanti dall'impegno pubblico, un po' "spassionati": "Una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica. L'indifferentismo è un po' una malattia dei giovani. 'La politica è una brutta cosa. Che me n'importa della politica?', quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: 'Ma siamo in pericolo?' E questo dice: 'Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda'. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: 'Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda'. Quello dice: 'Che me ne importa? Unn'è mica mio!'".

Le cause dell'allontanamento dei giovani dalle istituzioni sono molte e sono state, con risultati alterni, anche molto indagate. Ma per la generazione dei cosiddetti "Millennials", cioè per i ragazzi del Duemila, c'è qualcosa di nuovo e di diverso: non si tratta solo di quell'evoluzione critica ma fisiologica che ha portato a grandi scontri e altrettanto importanti innovazioni negli ultimi cinquant'anni. Si corre per la prima volta il rischio di una cesura più radicale con l'esperienza passata su cui si è fondato il cammino della democrazia nel nostro continente. I ragazzi, lo spiega Giuliano Amato nell'intervista che segue, si trovano a essere cittadini di un'Europa che non hanno costruito loro, che è a loro disposizione ma che nelle sue forme istituzionali non coincide con la realtà vissuta ogni giorno: da Bruxelles e Strasburgo non arriva loro alcun racconto della storia europea, nessun indizio della fatica della costruzione del percorso comune del nostro continente fatto di slanci in avanti e di passi indietro. Non è più questione di contrapposizione tra l'identità nazionale e quella europea, di scontro tra la visione federalista e la visione minimalista che abbiamo ereditato dopo lo shock planetario della Seconda Guerra Mondiale.

È tuttavia difficile dire se i ragazzi di oggi rischiano davvero di essere i "nuovi Barbari", di cui ha parlato Eugenio Scalfari sull'"Espresso", e cioè "una generazione di giovani vigorosi che scelgono nuove forme di linguaggio e lottano per costruire un futuro del tutto diverso dal nostro lascito": "Confesso – scrive Scalfari – che questa visione positiva dei barbari ha trovato fin qui scarso riscontro [...] Una società imbarbarita può avere una visione politica del bene comune? Ne dubito. Una visione del bene comune comporta un'assunzione di responsabilità poco compatibile con l'imbarbarimento. Le società imbarbarite sono piuttosto sedotte dal populismo e dall'antipolitica. Gli interessi particolari soverchiano quelli generali, lo Stato è considerato un nemico, la Costituzione un vincolo inutile, la legalità una parola vuota, una sorta di plastilina che ciascun interesse lobbistico modella a proprio uso e consumo". Barbari, non bamboccioni, non per forza degli incivili, ma persone appartenenti ad un'"altra civiltà", nel senso di un altro modo di pensare che non si sente del tutto erede di quello dei padri o delle generazioni precedenti e che arriva, in qualche caso, a immaginare di poter far senza alcune delle strutture che finora hanno regolato la società occidentale.

Non la pensa così per esempio Beppe Severgnini: lui che da giornalista ha seguito i giovani nell'ultima rivoluzione d'Europa, quella che ormai 25 anni fa ha portato alla caduta del Muro di Berlino, crede che i giovani di allora e quelli di oggi "si somiglino, anche se non lo sanno": "Oggi come allora nessun ventenne pensa di essere uno dei tanti ventenni della storia dell'umanità". Ma nonostante adesso siano sicuramente più rapidi e sintetici, i ragazzi si trovano a navigare senza bussola in acque incerte e agitate, cercando la loro via. La fine del binomio Est/Ovest che per molti di noi era tradotto ideologicamente in buono/cattivo, la sconfitta del comunismo e di tanti "ismi" non hanno portato effettivamente, almeno per ora, a un nuovo ordine.

Se è vero, come pensa il sociologo Domenico De Masi, che il futuro dei giovani, cioè il futuro del lavoro, dipende più dalle stampanti a 3D che non dalle norme del Jobs Act, allora è anche vero chela cesura tra giovani e vecchi non è altro che l'incomunicabilità tra chi ha vissuto nel mondo "analogico" e chi è "nativo digitale": questa separazione non significa soltanto che gli uni sanno usareil computer e muoversi sulla rete e gli altri no. In un mondo "gelatinoso" per dirla con Zygmunt Bauman, in cui il lavoro non creativo diminuisce di anno in anno grazie (o a causa) dell'innovazione, l'economia è guidata molto più dalle invenzioni che dalle regole, per buone e adeguate che esse possano essere. E quello dei giovani è proprio un modo di vivere diverso, che non può che interferire con la dimensione sociale di ognuno di noi, e dunque anche nei rapporti con le istituzioni.

spassionati autografoSicuramente i cambiamenti sociali continui "trascineranno" i giovani a trovare la loro nuova modalità di convivenza (leggere l'intervista dello psichiatra Vittorino Andreoli). Ma, anche senza dover condividere la tesi dell'imprenditore Oscar Farinetti che il sistema è sul punto di "rimbalzare" avendo toccato il fondo, non possiamo non domandarci quale sia lo stato delle istituzioni e la visione della società alla quale i ragazzi di oggi appartengono. Che istituzioni lasciamo alle generazioni che verranno? Siamo a un passaggio epocale in cui si è esaurito il modello di società che si era cristallizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale, che aveva giustificato anche tante inefficienze o compromessi in nome della democrazia occidentale e che oggi sono destinati a non resistere a lungo, se non trovano altri fondamenti che ne consolidino il valore. Guardando al nostro Paese, i cambiamenti, a volte non coerenti, che hanno modificato le istituzioni anche radicalmente negli ultimi trent'anni si possono considerare superiori per l'impatto a una riforma organica delle stesse. Non solo è cambiato il modo di funzionare del nostro sistema parlamentare, ma le altre modifiche istituzionali, dall'introduzione di elementi di federalismo fino alla doppia modifica della legge elettorale, hanno ridotto il ruolo dei partiti e addirittura spostato i luoghi di decisione e infine anche modificato la classe politica.

Tutto questo è avvenuto in un clima di emergenza e di delegittimazione reciproca dei partiti – come ci racconta nelle pagine che seguono Luciano Violante –, in uno scontro destra/sinistra che oggi appare anacronistico. E, insieme alla crisi economica più grave dell'ultimo secolo e alla diffusione delle nuove forme di comunicazione digitale, ha portato, in Italia ma anche negli altri Paesi europei, alla nascita di nuovi movimenti di ispirazione più estremista e populista, che tendono tra l'altro a "smontare", senza proporre alternative, quei valori di solidarietà – valori costituzionali che oggi vengono sempre più spesso scambiati per debolezze e "buonismo", come ci ricorda la presidente della Camera Laura Boldrini – e di impegno a condividere la stessa sorte che nel sistema attuale sono risultati fondamentali anche per garantire i diritti, se non proprio a tutti, almeno a tanti.

La filosofa della politica Nadia Urbinati, nelle pagine che seguono, scommette su uno scenario in cui a un certo punto anche le istituzioni, compresi i partiti e l'informazione, dovranno evolversi ma restare come elemento necessario di mediazione – quasi un cuscinetto sociale e ideale – per permettere ai cittadini e dunque alla struttura degli Stati di cambiare senza disintegrarsi o trasformarsi in regimi populisti e autoritari. Nel silenzio degli intellettuali che, secondo quello che racconta il giornalista e scrittore Corrado Augias, per lo più "sono finiti a casa perché risentono dell'atmosfera generale e dopo una stagione in cui ritenevano di intervenire su qualsiasi problema nel vasto mondo, ora si sono rintanati... e vanno in giro a vendere i loro libri", resta da interrogarsi sulla teoria spietata a proposito della fine dell'"homo politicus" elaborata dal francese Christian Salmon nel suo ultimo libro La politica nell'era dello storytelling (Fazi, 2014). Anche senza tirare le estreme conseguenze dell'autore, fa riflettere la sua analisi: dopo la fine della contrapposizione frontale tra due modelli di pensiero, mentre gli Stati perdono di sovranità, la politica come l'abbiamo conosciuta negli ultimi due secoli "giunge al capolinea" e "i potenti non hanno più le sembianze dei sovrani ma quelle di soggetti di conversazione, di personaggi di serie Tv sui quali proiettiamo i nostri desideri contraddittori", non sono più a capo di istituzioni che fanno leggi e governano ma la "loro autorità è appesa al fragile filo della credenza collettiva", per cui "non viene eletto chi convince delle proprie capacità di agire ma del suo potere illusionistico".

Salmon usa la favola dei Vestiti nuovi dell'imperatore come metafora della politica di oggi, costretta a essere volontaristica e a lanciare perenni e ripetuti segnali di ottimismo senza potersi fermare sulla realtà e sulle difficoltà effettive del momento, rischiando di portare alla lunga auna deriva di promesse irrealizzabili. Ha senso dunque fermarsi e, come dice il ministro della Giustizia del governo Monti Paola Severino, chiedersi se "più che una riforma non sia necessario e utile gettare i semi di una battaglia culturale che parta dall'educazione". O forse, come ci suggerisce Emma Bonino, dovremmo provare a rialzare lo sguardo anche oltre i nostri confini, da dove, per paradosso, arrivano alcune speranze di impegno: proprio da luoghi che oggi consideriamo molto instabili e rischiosi.

Basta leggere il racconto della blogger tunisina Amira Yahyaoui, trent'anni appena compiuti e vincitrice del premio Chirac per la prevenzione dei conflitti, sul lavoro svolto dalla sua Ong al fine di garantire la trasparenza e l'accountability dei parlamentari del suo Paese alle prese con la scrittura della nuova Costituzione e con lo sforzo complesso di proseguire sulla via della democrazia laica e moderna, contrastando giorno per giorno gli estremisti ei fondamentalisti. Perché per le generazioni che verranno il rischio forse non è il re nudo di cui parla Salmon, ma il Pifferaio dei fratelli Grimm: se non troveranno il loro modo di stare dentro le istituzioni, anche per cambiarle, potrebbero finire per non distinguere l'importanza delle battaglie fatte nell'ultimo secolo, di non considerare essenziali diritti che oggi sono scontati e dunque anche a buon mercato, di faticare a distinguere le lungaggini e le inefficienze da quei meccanismi di convivenza democratica che nessuno di noi sarebbe disposto a sacrificare. E proprio cominciando da questa consapevolezza vi invito a cominciare il viaggio nelle pagine degli "Spassionati".

Gianna Fregonara

rettoratoHomeA Pisa, come in tutta Italia, gli studenti stanno portando avanti la battaglia contro la revisione dei parametri ISEE. L'Ateneo pisano ha dato pieno appoggio alla mobilitazione degli studenti. Il Senato Accademico, nell'ultima seduta, ha deliberato una specifica mozione al riguardo e il rettore si è impegnato a portare nelle sedi istituzionali l'esigenza di revisione delle recenti modifiche ISEE: proprio ieri, infatti, era a Roma all’Assemblea della Conferenza dei Rettori, che ha approvato un documento per chiedere con forza al governo di “garantire il diritto allo studio, sottoponendo a un’attenta verifica il sistema di calcolo degli indicatori ISEE e individuando fonti di finanziamento in modo da assicurare la borsa di studio a tutti gli aventi diritto”.

Dopo l’Assemblea studentesca di martedì 20 ottobre relativa a queste tematiche - appoggiata dall’Ateneo con la sospensione della didattica - un gruppo di studenti ha occupato il complesso ex-GEA. L’Ateneo si è limitato, come sempre in questi casi, a segnalare il fatto agli organi competenti. Nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre, di fronte a ripetute segnalazioni che denunciavano la sottrazione di libri dal magazzino presente nel complesso e all’evidenza che tali comportamenti erano ancora in corso, rendendo la situazione insostenibile, l’Università ha provveduto ad allertare il 113, come da preciso dovere di ogni pubblico ufficiale, senza sollecitare azioni di forza. Non appena venuto a conoscenza del precipitare della situazione, il rettore ha contattato il questore ed ha invitato due dei suoi prorettori a recarsi presso l’ex-GEA per cercare di evitare ulteriori degenerazioni.

La presenza dei libri all'interno del complesso ex-GEA è dovuta al fatto che tale sede è utilizzata come magazzino della Pisa University Press, la casa editrice dell’Ateneo, con una regolare movimentazione tipica dell’attività di un'azienda di questo tipo. Una parte minoritaria dei volumi è invece di proprietà della Regione Toscana ed è in attesa di riconsegna. Non c’è, dunque, alcun mistero sulle migliaia di testi presenti nella sede dell’ex-GEA, dove vi è un magazzino in piena funzione e non "un deposito clandestino di libri in condizioni di abbandono", come è stato ripetutamente sostenuto e ripreso anche dalla stampa.

La vicenda dell'occupazione dell'ex-GEA, con tutti i suoi sviluppi negativi, lungi dall’avere un nesso con la battaglia contro la revisione dei parametri ISEE, rischia di distogliere l'attenzione pubblica dalle stesse ragioni della protesta, a difesa del diritto allo studio, che vede l'Ateneo attivamente presente accanto agli studenti.

garageLunedì 19 ottobre, l'Università di Pisa, il Comune di Pisa, la Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con la Camera di Commercio di Lucca e la Camera di Commercio di Massa e Carrara, hanno dato il benvenuto a studenti e ricercatori stranieri dell’Università di Pisa in occasione dell’evento garagEra-smus4Tuscany Welcome Day presso l'Aula Magna Polo Piagge, Università di Pisa.

Con questo evento è stato dato il via al percorso di valorizzazione delle presenze nell’anno 2015/2016 di studenti e ricercatori internazionali su Pisa che mira a promuovere il territorio, le sue eccellenze. È stato inoltre fornito un orientamento sulla vita e le opportunità economiche dell’area vasta (Pisa, Lucca, Livorno, Massa Carrara).

Hanno partecipato in qualità di relatori Roberto Barale, prorettore alla ricerca scientifica-Università di Pisa, Marco Filippeschi, Sindaco di Pisa, Cristina Martelli, Segretario Generale Camera di Commercio di Pisa, Stefano Giovannelli, Direttore di Toscana Promozione, Paolo Ferragina, prorettore alla Ricerca applicata e l’innovazione dell’Università di Pisa, Roberto Camisi, Segretario Generale della Camera di Commercio di Lucca, Lucia Magneschi, Regione Toscana, Marilù Chiofalo, Assessore Comune di Pisa, la Director of Operations di garagErasmus Lia Chiara Miccichè, Francesco Cappè Presidente esecutivo Fondazione garagErasmus. nHa moderato l’evento la Prof.ssa Katherine Isaacs.

gruppo Startcup 2015 2Sistemi avanzati di sorveglianza portuale con sensori radar; microcontrollori che interagiscono con persone e ambiente per rendere più concreto l’ “internet delle cose”; pneumatici “intelligenti” che monitorano lo stato di usura per prevenire incidenti . Sono queste le tre idee di impresa – le prime due nate da start up dell’Università di Pisa (Echoes e TOI - Things on internet), la terza dalla Scuola Superiore Sant’Anna (SMART Tyre) – che si sono aggiudicate la StartCup Toscana 2015 partendo da una rosa di dieci finaliste, classificandosi rispettivamente in prima, in seconda e in terza posizione. L’auditorium di Santa Apollonia a Firenze ha ospitato la cerimonia di premiazione della competizione che premia le idee innovative, nate in ambito universitario e più in generale della ricerca, e che le aiuta a trasformarsi in aziende che affrontano il mercato.

«Questo risultato è in continuità con la serie di successi e riconoscimenti ottenuti dai nostri spin off e dalle nostre start up a livello nazionale e internazionale - commenta Paolo Ferragina, prorettore per la ricerca applicata e l'innovazione dell'Università di Pisa - Il tutto è frutto di un grosso lavoro svolto negli ultimi cinque anni per la valorizzazione della ricerca e la promozione dell'innovazione nel nostro Ateneo. Entrambe le idee premiate nascono all’interno del percorso “PHD Plus” che quest’anno ha visto la collaborazione del dipartimento di Economia e management nel supporto alla stesura del business plan».

La Start Cup Toscana è organizzata dalle Università e dalle Scuole Superiori Universitarie della Toscana, con il supporto finanziario della Regione Toscana, in collaborazione con il Premio nazionale per l’innovazione.

La premiazione è stata preceduta dagli interventi di Monica Barni, vicepresidente del Consiglio regionale toscano; Marco Bellandi, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Firenze; Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, mentre la presentazione delle dieci idee di impresa finaliste è stata curata da Paolo Ferragina, prorettore per la ricerca applicata e l'innovazione dell’Università di Pisa. Andrea Piccaluga, delegato al trasferimento tecnologico della Scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato le esperienze dei partecipanti all’iniziativa di formazione imprenditoriale Tuscan Start Up Academy, sostenuta dalla Regione Toscana.

ECHOES ridottaLa scelta delle tre idee ad alto contenuto tecnologico non deve essersi rivelata agile per la giuria, che ha voluto assegnare una quarta posizione ex aequo, suddivisa tra Laborplay, spin off dell’Università di Firenze, con le sue soluzioni informatiche per incrementare il benessere in azienda, e G999, con le sue macchine smart per la realizzazione di tessuti, iniziativa che ha mosso i primi passi a Prato.

Il denominatore comune delle idee di impresa che si sono aggiudicate l’edizione 2015 della Start Cup Toscana è l’alto contenuto tecnologico e la capacità di trasformare “buona ricerca” in soluzioni spendibili sul mercato. Il dato geografico, invece, riguarda Pisa: le tre startup salite sul podio sono “nate” all’Università di Pisa, per la prima e per la seconda posizione”, e alla Scuola Superiore Sant’Anna per la terza. Adesso, per le tre startup, inizia una nuova fase. Da un lato, l’accesso di diritto alla finale nazionale del Premio Nazionale per l’Innovazione e, dall’altro, la fase di trasformazione in impresa, con il relativo consolidamento. Operazioni possibili grazie ad attività formative, assistenza nella redazione di business plan e ai premi in denaro, messi a disposizione dalla Regione Toscana.

Di seguito una scheda delle idee di impresa vincitrici e delle quarte, ex aequo.

ThingsOnInternet1 ridottaPrima classificata:
Echoes (Università di Pisa), ha sviluppato sistemi che incrementano e rendono più efficace la sorveglianza portuale mediante l’utilizzo di sensori radar, con capacità di formazione di immagini elettromagnetiche a corto raggio.

Seconda classificata: 
TOI - Things On Internet (Università di Pisa), ha presentato soluzioni intelligenti caratterizzate dalla presenza di una serie di microcontrollori e sensori che interagisce sia con gli utilizzatori e l'ambiente circostante, con il supporto di infrastrutture cloud.

Terza classificata:
SMART Tyre (Scuola Superiore Sant’Anna), ha proposto sistema integrato per monitorare lo stato di usura degli pneumatici e per avere un continuo “cruscotto” per controllare lo stato di sicurezza dell’auto, grazie a sensori innovativi.

Ex aequo:
Laborplay Srl (Università di Firenze), ha offerto nuove soluzioni per valutare le risorse umane e in particolare le loro competenze “soft”, attraverso prodotti e servizi innovativi che prevedono elementi ludici; G999 proveniente da Prato, che ha realizzato macchine in grado di produrre tessuti triassiali attuando differenti tipologie di incrocio.

Ne hanno parlato:
Corriere Fiorentino 
RepubblicaFirenze.it
ADNkronos
Nazione Firenze
InToscana.it 
StampToscana.it
QuiNewsToscana.it 
gonews.it 
Luccaindiretta.it 

pierangelo terreniVenerdì 23 ottobre alle 10.30, nel corso della conferenza “Challanges for Connected and Embedded Automotive Systems” alla Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa, si svolgerà la commemorazione del professore Pierangelo Terreni (foto) e sarà assegnato un premio alla migliore pubblicazione di dottorato sui temi del convegno. Scomparso nel febbraio scorso, il professor Terreni è stato preside della facoltà di Ingegneria. La sua attività scientifica ha riguardato vari settori dell'elettronica e nell'ultimo periodo si è occupato di sistemi innovativi di propulsione per veicoli, approfondendo lo studio dei sistemi di controllo dei veicoli elettrici.
E proprio il ruolo delle ICT nel futuro dell’industria automobilistica è il tema del forum internazionale organizzato dall’Associazione MOVET che ha anche istituito il premio. Due giorni di dibattito, il 22 e 23 ottobre, che coinvolgeranno produttori, mondo accademico, enti pubblici, ingegneri e scienziati per fare il punto sui sistemi hi-tech, di sicurezza ed ecologici per i futuri veicoli da smart city. Nato nel 2013, il Centro d’Iniziativa su Motori, Veicoli e relative tecnologie (MOVET), che raggruppa grandi imprese e PMI, centri servizi e dipartimenti universitari fra cui anche quelli di Economia e Management e i tre di Ingegneria dell’Ateneo pisano, ha come fine quello di promuovere la valorizzazione delle competenze scientifiche, tecniche, organizzative e manageriali presenti in Toscana e impegnate o impegnabili ai fini dell’avanzamento, dell’innovazione e della competitività dell’industria dei veicoli e delle motorizzazioni e nelle tecnologie correlate.

Europa1Giovedì 15 ottobre, la Commissione Europea ha pubblicato i nuovi bandi 2016-2017 di Horizon 2020. Per il prossimo biennio saranno disponibili circa 16 miliardi di euro per finanziare progetti di ricerca e innovazione.

«Il nostro Ateneo ha già raggiunto ottimi risultati attraendo circa 10 milioni di euro a supporto di 30 progetti che vanno dalla ricerca di frontiera allo sviluppo tecnologico e all'innovazione, in tematiche e settori diversi, dalla salute alla ICT – commenta la professoressa Ann Katherine Isaacs, delegata del Rettore per i Programmi Europei. La pubblicazione dei bandi 2016-2017 dà avvio a una nuova fase di progettazione che ci auguriamo porti a Pisa altri significativi successi»

È confermato l’importante finanziamento per la formazione e la mobilità dei ricercatori: le Marie Sklodowska Curie Actions (ITN, RISE, Individual Fellowships) sono finanziate con un budget di circa 800 milioni per il 2016 e di ulteriori 800 milioni per il 2017.

Cospicuo è anche il budget stanziato per i progetti dello European Research Council: circa 1,6 miliardi di euro diretti al finanziamento dei ricercatori più brillanti d’Europa e delle loro ricerche eccellenti e di frontiera.

Per le Societal Challenges la Commissione ha poi stanziato budget importanti per tutti i campi della ricerca definendo, per ogni call, i topic di ricerca da affrontare. Si va dal finanziamento delle “Key enabling technologies”, in primis l’ICT (budget 2016 di circa 500 milioni di euro) alla Salute (budget 2016 circa 350 milioni), dal finanziamento dell’Energia Efficiente, pulita e sicura (circa 450 milioni per il 2016) al sostegno dei Trasporti smart e green (budget per il 2016 pari a circa 450 milioni).

Horizon 2020 è un’opportunità importantissima anche per il finanziamento della ricerca nel settore delle scienze umane. Circa 100 milioni di euro infatti, nel solo 2016, saranno dedicati alle tematiche della “Societal Challenge” Europe in a changing word – inclusive, innovative and reflective societies.

Cresce inoltre l’attenzione e l’apertura di Horizon 2020 verso i paesi terzi “industrializzati”. Per il 2016 la Commissione Europea ha stanziato 13 milioni di euro per progetti di ricerca congiunti con il Giappone e la Corea del Sud e, per il 2017, 7 milioni per progetti in collaborazione con il Brasile (Fonte: Science|Business).

Tutti i dettagli e le informazioni sul bandi sono disponibili nel Participant Portal della Commissione e sul sito di Ateneo al seguente link: https://goo.gl/wn0Mg0.

Per informazioni e supporto nella presentazione di proposte di progetto i ricercatori dell’Università di Pisa possono contattare Il Settore Ricerca dell’Ateneo - Unità Ricerca Europea: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 

fusenetIl dipartimento di Ingegneria civile e industriale (DICI) dell'Università di Pisa è appena entrato a far parte di FuseNet, una associazione no profit fondata nel 2010 per coordinare le attività di formazione nel settore della fusione nucleare a livello europeo. L’ingresso nella rete FuseNet è stato possibile grazie al nutrito "portfolio" di progetti di ricerca già attivi nel settore in cui è coinvolto il DICI. In questo modo vengono a moltiplicarsi le possibilità di stage in ambito internazionale degli studenti pisani interessati agli studi in questo settore e il corso di laurea magistrale in Ingegneria nucleare assume una connotazione ancora più marcatamente internazionale, offrendo ulteriori possibilità di crescita culturale e di collocamento nel mondo del lavoro.
“Attualmente i finanziamenti Europei nel campo della fusione sono relativamente consistenti e l'Associazione FuseNet è in grado di sostenere studenti e dottorandi in scambi per stage di tesi o ricerca”, ha spiegato il professore Nicola Forgione responsabile delle relazioni con FuseNet per l’Ateneo pisano.
FuseNet e la rete sorella ENEN (European Nuclear Education Network Association) di cui è presidente il professore Walter Ambrosini dell’Università di Pisa hanno già firmato nel febbraio 2015 un accordo di collaborazione che prevede lo scambio di studenti e docenti. E’ in agenda inoltre una collaborazione nell'ambito del progetto europeo ANNETTE (Advanced Networking for Nuclear Education and Training and Transfer of Expertise), attualmente in fase di finanziamento, in cui sono previste azioni comuni per la realizzazione di corsi specifici per la "nuclearizzazione" del settore della fusione. Si tratterà di un'importante occasione di collaborazione in cui sarà coinvolta anche l’Università di Pisa e che porterà ad un'offerta di corsi, in presenza e a distanza (blended e-learning e MOOC), nel settore nucleare in generale.

start cup2015Sono due le idee nate dalla ricerca dell’Università di Pisa arrivate tra le 10 finaliste della Start Cup Toscana 2015. Echoes e TOI – Things on Internet sono state selezionate per la finale della competizione regionale in programma il prossimo 21 ottobre presso l'Auditorium di Santa Apollonia a Firenze, in via San Gallo 25 A.

La Start Cup Toscana è il “gran premio” che assegna riconoscimenti alle migliori idee toscane ad elevato contenuto tecnologico, provenienti dal mondo universitario e della ricerca. Alle tre idee che saliranno sul podio sarà offerta la possibilità di trasformare l’idea in una vera impresa, grazie ad attività formative, assistenza nella redazione del business plan e, soprattutto, con i premi in denaro, messi a disposizione dalla Regione Toscana, che agevoleranno la creazione e lo sviluppo dell’impresa. La Start Cup Toscana è organizzata dalle Scuole Superiori Universitarie e dalle Università della Toscana, con il supporto finanziario della Regione Toscana, in collaborazione con il Premio nazionale per l’innovazione, alla cui finale nazionale accederanno di diritto i vincitori. 

La giornata si aprirà alle ore 10.00 con i saluti di Marco Bellandi, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Firenze, e gli interventi di Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, Massimo Augello e Pierdomenico Perata, rettori rispettivamente dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, e Mariapia Maraghini dell’Università di Siena. Seguirà la presentazione delle dieci idee di impresa finaliste da parte di Paolo Ferragina, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Pisa, per finire poi con le testimonianze raccolte da Andrea Piccaluga, delegato al trasferimento tecnologico della Scuola Superiore Sant’Anna, dei partecipanti all’iniziativa di formazione imprenditoriale Tuscan Start Up Academy, sostenuta dalla Regione Toscana. Alle ore 12.30 è prevista la proclamazione e la premiazione dei vincitori della Start Cup Toscana. L’elenco delle finaliste è disponibile a questo link.

logo echoesEchoes, già riconosciuta spin off del Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (CNIT) e in fase di accreditamento per l’Università di Pisa, è nata come start up innovativa nel mese di luglio. I soci fondatori hanno sviluppato le proprie competenze nel dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e presso il laboratorio RaSS del CNIT, nel ruolo di ricercatori e dottorandi impegnati in progetti di ricerca e sviluppo nelle tematiche relative alla sensoristica radar e al telerilevamento.

La società sta sviluppando un radar FMCW interferometrico multicanale per applicazioni di imaging 3D oltre a un radar passivo DVB-T multicanale per sorveglianza costiera. I principali requisiti consistono in un sistema innovativo di monitoraggio strutturale/ambientale a corto e cortissimo range, mediante l’utilizzo di algoritmi che permettono la sorveglianza di aree e strutture in tutte le condizioni climatiche e di visibilità, attraverso l'utilizzo di sensori radar ad alta risoluzione e basso impatto ambientale.

logo toiTOI – Things on Internet è una start up nata nel 2014 per iniziativa di un gruppo di ingegneri e designer dell’Università di Pisa. La missione di TOI è sviluppare prodotti software per dar vita all’Internet delle cose. L'idea proposta alla Start Cup Toscana si basa sull’applicazione in diversi settori di mercato di soluzioni intelligenti caratterizzati dalla presenza di una serie di microcontrollori e sensori che interagisce sia con gli utilizzatori e l'ambiente circostante, con il supporto di infrastrutture cloud.

La principale tecnologia utilizzata per lo sviluppo dei prodotti è VIPER, di cui TOI è licenziataria esclusiva in Europa. VIPER è un software Open Source molto innovativo che permette lo sviluppo di microcontrollori e soluzioni interattive in linguaggio di programmazione Python. Nel piano di sviluppo triennale, la soluzione interattiva hardware + software interattivo è applicata al settore della refrigerazione industriale, al settore nautico e quello retail. Il vantaggio strategico si basa sulla possibilità di adattare la stessa filosofia di sviluppo a mercati differenti, garantendo quindi la scalabilità commerciale.

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