Dal 28 luglio 2015 è aperto al Polo Fibonacci, in via Buonarroti 4, "Matricolandosi", il centro per le immatricolazioni che, insieme allo sportello "Welcome International Students!" (WIS!), accoglie ogni anno gli studenti italiani e stranieri che scelgono di iscriversi all'Università di Pisa. Oltre al centro servizi che fa ormai parte della tradizione dell'Ateneo, è attivo anche il portale web (http://matricolandosi.unipi.it/), pensato per essere fruito anche sui dispositivi mobili. E anche quest'anno sarà disponibile un'applicazione che, con il semplice inserimento del voto di maturità e dell'ISEE, sarà in grado di calcolare subito l'importo delle tasse da pagare.
Alla giornata di apertura del Centro Matricolandosi erano presenti Rosalba Tognetti, prorettore per gli Studenti, e Paolo Mancarella, prorettore per la Didattica, che hanno illustrato le novità principali del 2015 nei loro settori.

La professoressa Tognetti ha annunciato l'attivazione, a partire dal mese di settembre, del servizio "Tutor alla pari", pensato appositamente per contrastare il fenomeno dei cosiddetti "studenti inattivi": "Una task force di ragazzi – che formeremo ad hoc - sarà a disposizione degli studenti rimasti indietro con gli esami per cercare di aiutarli a riprendere il normale ritmo degli studi. Il servizio sarà in sperimentazione in alcuni dipartimenti, in particolare Matematica, Chimica, Economia e Civiltà e forme del sapere, ed è molto significativo annunciarlo oggi: le nuove matricole devono infatti sapere che, qualora trovassero difficoltà nel loro percorso accademico, avranno l'opportunità di usufruire di questo nuovo servizio di supporto che va ad affiancare i numerosi già esistenti".
Il professor Mancarella ha invece parlato dell'istituzione di due nuovi corsi: "L'offerta didattica dell'Università di Pisa, già tradizionalmente molto ampia e diffusa in tutte le aree disciplinari, si arricchisce quest'anno di due nuove lauree magistrali, "Bionics Engineering", in collaborazione con la Scuola Superiore Sant'Anna, e "Scienze della nutrizione umana", attivata dal dipartimento di Farmacia. Gli studenti in cerca di specializzazioni fortemente spendibili sul mondo del lavoro, avranno così a disposizione due corsi che aprono a settori oggi in forte espansione".
Per le procedure di immatricolazione, tra le novità più significative sono da evidenziare la possibilità per gli studenti di mettersi in coda con il cellulare o pc su http://www.qathome.com/unipi-matricolandosi e presentarsi al centro per le immatricolazioni solo poco prima del proprio turno. Con QATHOME, il sistema di accoglienza e gestione code di ultima generazione, gli studenti non dovranno far coda e attendere giusto il tempo per la consegna del libretto e della tessera magnetica "Cartapiù". QATHOME è stato inventato da Gastone Pietro Rosati Papini, Antonello Cherubini e Claudio Santini, tre allievi del PHD+, il percorso il programma dedicato alla diffusione dello spirito imprenditoriale e alla valorizzazione dei risultati della ricerca promosso dall'Università di Pisa.
Inoltre gli studenti potranno caricare on-line della foto tessera dello studente, necessaria per la stampa del libretto universitario e della tessera. Grazie a questa novità, i tempi di attesa per lo studente per il perfezionamento dell'immatricolazione sono prossimi allo zero.
Nato nel 2004, "Matricolandosi" è sempre molto apprezzato dai nuovi allievi sia perché presenta in forma semplice e omogenea tutte le informazioni sui corsi di studio, sia perché guida passo dopo passo i ragazzi nelle procedure di immatricolazione, fino alla consegna in tempo reale del libretto universitario e della Cartapiù, la carta di riconoscimento che l'Università di Pisa ha creato per i suoi studenti in collaborazione con la Banca di Pisa e Fornacette. Cartapiù è una card multiservizi che può essere usata come tessera identificativa all'interno dell'Ateneo, come tessera per avere accesso ai servizi universitari come la mensa e il prestito bibliotecario, oppure, se attivata, può essere usata come carta conto dotata di IBAN e quindi utilizzabile come un qualsiasi conto corrente.
Il Centro "Matricolandosi" è aperto dal lunedì al venerdì fino al 4 agosto con orario 10-12 e dal 20 agosto al 7 ottobre 2015 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Gli stessi orari valgono anche per il WIS!, lo sportello appositamente dedicato agli studenti stranieri.
Come immatricolarsi
Per le immatricolazioni ai corsi di laurea di primo livello e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico, i termini decorrono dal 28 luglio al 30 settembre 2015. Dopo il 30 settembre e fino al 31 dicembre 2015, sarà sempre possibile perfezionare l'immatricolazione con il pagamento di un'indennità di mora crescente, mentre non sarà più possibile immatricolarsi dopo il 31 dicembre 2015. La registrazione e la scelta del corso deve avvenire via web seguendo le indicazioni riportate sul sito matricolandosi.unipi.it. Per completare l'immatricolazione è necessario consegnare al Centro "Matricolandosi", o in una sede decentrata della segreteria studenti, i seguenti documenti: una fotocopia di un documento d'identità valido, una marca da bollo da 16,00 euro e la ricevuta del pagamento della prima rata delle tasse universitarie di 407 euro, oppure la ricevuta di richiesta di borsa di studio DSU nel caso in cui sia stata inoltrata apposita domanda on line che scade il 15 settembre.Tutte le informazioni per accedere ai benefici DSU (borsa di studio, alloggi, borsa servizi, mensa) sono disponibili sul sito web http://www.dsu.toscana.it/it/index.html e presso lo sportello dell'Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario di Pisa in Lungarno Pacinotti 32.
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TG 50news
Giovedì 30 luglio 2015 dalle ore 18.30 alle ore 21.30 la Rete delle Università toscane TUNE (Università degli Studi di Firenze, Università degli studi di Pisa, Università degli Studi di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) presenterà i progetti realizzati negli ambiti dell'alimentazione, dell'agricoltura, dell'ambiente, della salute e della lingua italiana legata al cibo. È uno dei 14 incontri di livello internazionale proposti da reti di università italiane e promossi dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) nell'ambito delle iniziative sulla ricerca ospitate a Expo 2015 nel Padiglione Italia.
Verranno presentati progetti innovativi realizzati dalle università toscane, in stretta relazione con i temi di EXPO. Molti finanziati dalla Regione Toscana in quanto considerati prioritari per l'innovazione e l'internazionalizzazione nel sistema regionale.
Le università toscane sono impegnate, inoltre, nello sviluppo dei processi di internazionalizzazione mediante accordi di cooperazione con atenei e centri di ricerca di tutto il mondo, e attraverso il reclutamento di studenti stranieri. Su questo ultimo punto verranno illustrate le strategie che TUNE intende implementare per l'attuazione di efficaci azioni di orientamento, accoglienza, tutoraggio e formazione destinate agli studenti internazionali.
Dopo la prolusione «Una seconda natura che opera a fini civili: il paesaggio agrario dei Romani» di Andrea Giardina (Scuola Normale Superiore di Pisa), saranno illustrate le politiche della Regione Toscana per il sistema della ricerca e dell'Alta formazione da Marco Masi (Regione Toscana). Marcello Mele (Università di Pisa) parlerà di Ricerca e Innovazione in progetti delle università toscane su temi di agricoltura e alimentazione, Claudio Rossi (Università degli Studi di Siena) su temi di Nutraceutica, Simone Casini e Carla Bagna (Università per Stranieri di Siena) su Lingue, cibo e cultura, Andrea Piccaluga (Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) su Alta formazione e imprenditorialità accademica. Chiuderanno gli interventi Marco Bellandi (Università degli Studi di Firenze) e Monica Barni (Università per Stranieri di Siena) che illustreranno il Progetto TUNE di orientamento, accoglienza e formazione di studenti stranieri.
Questa estate, in omaggio a EXPO 2015, il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa a Calci si è arricchito del "Giardino del Cibo", una nuova installazione permanente nata con l'intento di far conoscere non solo le bontà dell'orto ma anche la loro bellezza. Lo spazio verde, che sarà anche luogo di attività didattiche, è stato allestito di fianco alla Galleria Storica del Museo, in uno dei cortili interni della Certosa. La sua realizzazione è stata curata dal dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa, su progetto di Claudia Canigiani, ex-allieva del dipartimento e oggi affermata professionista come agronomo-paesaggista.
Le piante del "Giardino del Cibo", gentilmente donate dall'Azienda Agricola "L'Ortofruttifero" di San Giuliano Terme, comprendono varie specie stagionali (pomodori, peperoni, melanzane, peperoncini, lattughe, fagioli, zucchine, zucche, meloni, cocomeri), tra le quali ci sono anche varietà locali, come il pomodoro canestrino di Lucca o la lattuga pesciatina, ed il recente frutto della ricerca italiana, il pomodoro nero "Sun Black", realizzato grazie al fondamentale contributo dell'Università di Pisa. Le piante ortive sono disposte nelle quattro aiuole centrali, mentre quelle aromatiche (rosmarino, nepitella, mentuccia, erba cipollina, lavanda) si trovano in quelle lungo le pareti. L'allestimento è stato completato con il recupero della vasca centrale, in cui sono stati inseriti esemplari di ninfee a fiori bianchi, gialli e rosa, fornite da "Menyanthes", azienda agricola Michelazzi di Massaciuccoli, e specie ossigenanti, sia sommerse che galleggianti, come la lenticchia d'acqua, che conferiscono anche un aspetto più naturale al laghetto.
"Le piante – spiegano dal Museo di Storia Naturale - sono state disposte secondo un armonico disegno geometrico perfettamente integrato nel contesto architettonico, seguendo criteri sia estetici che di sostenibilità. Tra le file sono stati lasciati dei vialetti per consentire ai visitatori di avvicinarsi per osservare, toccare e annusare. Il terreno è stato poi 'pacciamato' e quindi coperto con pietra pomice, il che da un lato consente di risparmiare negli interventi irrigui, limitando l'evaporazione, dall'altro ostacola lo sviluppo di piante infestanti. Ai piedi delle piante è stata infine stesa della corteccia di pino per aumentare i benefici della pacciamatura e per esaltare, con un elegante contrasto cromatico, il disegno progettuale".
È online "iUnipi", l'app gratuita dell'Università di Pisa che è stata completamente rinnovata nella nuova versione 2.0 e che ora è disponibile sulle piattaforme iOS, Windows e Android. Realizzato dall'Ufficio stampa e comunicazione con la collaborazione della Direzione servizi informatici e amministrazione digitale, il servizio è stato pensato innanzitutto per andare incontro alle esigenze quotidiane degli oltre 50 mila studenti universitari pisani, ma potrà essere utile per tutti coloro che desiderano avere informazioni sulla vita e sui luoghi dell'Ateneo, oltre che sulle persone che operano al suo interno.
Con "iUnipi" si potrà infatti individuare il percorso più breve per raggiungere le diverse strutture dell'Ateneo, come dipartimenti, segreterie e biblioteche, e si potrà contattare il personale universitario direttamente con un tap. L'app permette inoltre di rimanere sempre informati sulle ultime news e sugli eventi organizzati dall'Ateneo, grazie al lettore RSS integrato. La nuova versione, arricchita e aggiornata rispetto alla precedente, è stata sviluppata con informazioni di dettaglio sull'offerta didattica e sul personale, con la mappa delle aree coperte dalla connessione WiFi, con il link diretto al canale Youtube e con la lista degli eventi organizzati dall'Ateneo geolocalizzati su mappa.
La maggior parte delle funzionalità di "iUnipi" è fruibile anche in assenza di una connessione a internet, così da poter accedere alle informazioni anche in modalità offline.
"iUnipi" può essere scaricata da:
- Apple AppStore
https://itunes.apple.com/it/app/iunipi/id473083145?mt=8
- Windows Store
http://windowsphone.com/s?appid=730d3761-ce45-4c0b-8084-bb1b8d9ed908
- Google Play Store
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.unipi.iunipi
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In occasione della manifestazione SMAU Toscana Tecnologica, che si è svolta a Firenze alla Fortezza da Basso il 14 e 15 luglio, l'Università di Pisa ha presentato le sue iniziative dedicate al trasferimento tecnologico nello stand "Scuole, Università e CNR" della Regione Toscana, dove era presente lo staff dell'Unità valorizzazione della ricerca. Nell'occasione erano presenti anche alcuni spin off dell'Ateneo, cioè ACTA, QUIPU e IurAp, che hanno avuto la possibilità di stringere nuovi rapporti e possibili partnership con il mondo delle aziende innovative, le migliori start up e i professionisti nel campo dell'innovazione.
IurAp, incardinato presso il dipartimento di Scienze politiche, è una delle pochissime esperienze di spin off accademico nelle scienze giuridiche e sociali a oggi operante in Italia, che offre servizi di formazione a catalogo, di assistenza all'attuazione normativa, all'implementazione delle innovazioni e del benessere organizzativo, nonché studi e indagini. Il progetto di Iur.Ap è fortemente innovativo e pionieristico nel settore della formazione e consulenza alle amministrazioni pubbliche, imprese, nonché soggetti del terzo settore. Le principali aree di interesse di Iur.Ap riguardano l'innovazione e la semplificazione nella pubblica amministrazione, il welfare, la gestione del personale, il governo del territorio, dell'ambiente e dei beni culturali, le pari opportunità, gli studi di genere e la progettazione europea.
QUIPU opera nel campo della diagnostica medica preventiva ad alta tecnologia, dello sviluppo e della produzione di sistemi e tecniche per la valutazione dei primi marcatori di rischio vascolare. ACTA sviluppa software innovativi volti a offrire servizi di ingegneria avanzata nei settori della sicurezza industriale e nucleare.
Nella foto Luigi Rufo e Francesca Carpita dello spin off Iur.Ap.
Sono terminati i progetti di ricerca realizzati in collaborazione tra l'Università d Pisa e la Nucleoeléctrica Argentina SA, la principale società pubblica argentina del settore energetico, che hanno riguardato studi e analisi sulla sicurezza della centrale nucleare di Atucha-2.
I risultati raggiunti nell'ambito di questa importante attività scientifica sono stati illustrati durante una cerimonia che si è svolta al Rettorato dell'Ateneo pisano, giovedì 16 luglio 2015, alla presenza dell'ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia, Torcuato Salvador Nicolas Di Tella. All'iniziativa sono intervenuti il rettore Massimo Augello, il direttore generale Riccardo Grasso e il professor Francesco D'Auria, coordinatore pisano del Gruppo di ricerca nucleare di San Piero a Grado, per l'Ateneo; il presidente della NA-SA, José Luis Antúnez, che ha parlato in videoconferenza, e il responsabile del settore internazionale, Javier Farias, oltre al responsabile della sicurezza delle centrali nucleari in Argentina, Oscar Mazzantini.

La cooperazione con la società argentina è iniziata nel 2007, quando gli studiosi pisani sono stati invitati a effettuare ricerche e analisi finalizzate a ottimizzare i sistemi di sicurezza dell'impianto nucleare di Atucha-2, un sito posto a cento chilometri da Buenos Aires in cui si stava costruendo un reattore con una potenza elettrica pari a circa 800 Megawatt, dal costo di tre miliardi di euro, entrato effettivamente in funzione nel 2014 e da quest'anno attivo a piena potenza. Nel 2011 sono stati sottoscritti accordi ufficiali tra l'allora ministro degli esteri, Franco Frattini, e le autorità argentine per definire il contributo dell'Università di Pisa. In sette anni il progetto è stato finanziato con svariati milioni di euro e ha coinvolto una cinquantina di studiosi ed esperti di varie nazionalità, molti dei quali provenienti dal Gruppo di ricerca nucleare di San Piero a Grado.
"Lo scopo della giornata odierna - ha detto il professor D'Auria - è stato quello di sottolineare i risultati tecnologici del progetto, le metodologie di lavoro adottate e i diversi aspetti che hanno determinato l'ottimo risultato finale, tutti elementi che possono servire come premessa per possibili e auspicabili ulteriori cooperazioni".
"Questa importante collaborazione - ha concluso il rettore Augello - testimonia la vitalità e il prestigio internazionale del settore dell'Ingegneria nucleare dell'Ateneo, che da diversi decenni è all'avanguardia sui temi legati alla sicurezza degli impianti nucleari, che sono assai delicati e di grande impatto pubblico".
Grazie a un finanziamento di quasi un milione di euro potranno avviare la loro attività di ricerca indipendente e lavorare a progetti che indagheranno modelli informatici per l'apprendimento automatico, la presenza dei minerali di tallio in Versilia e il funzionamento dei bilanci aziendali. Sono Davide Bacciu del dipartimento di Informatica, Cristian Biagioni di Scienze della Terra e Giulio Greco di Economia e Management i tre giovani ricercatori dell'Università di Pisa risultati vincitori del programma SIR (Scientific Independence of young Researchers) promosso dal MIUR a livello nazionale. Con questo bando il ministero ha infatti destinato oltre 47 milioni di euro ai giovani ricercatori italiani per sostenerli nella fase di avvio della propria attività, assegnando ai tre progetti dell'Ateneo pisano un totale di 935.296 euro per la durata di 3 anni.
Davide Bacciu, 35 anni, con il progetto "LISTIT - Learning non-Isomorph Structured Transductions for Image and Text fragments", studierà metodologie che permetteranno di sviluppare modelli di apprendimento automatico per una particolare classe di dati, gli alberi, che viene utilizzata per rappresentare efficacemente relazioni gerarchiche nei contenuti digitali, come un'immagine, di sintetizzare i commenti di microblog e reti sociali e di creare software che apprendano a rispondere a domande formulate in linguaggio naturale. La ricerca ha ottenuto un finanziamento di 293.560 euro.
Il progetto "THALMIGEN – Thallium: Mineralogy, Geochemistry and Environmental Hazards", di Cristian Biagioni, 34 anni, porterà avanti le ricerche mineralogiche condotte al dipartimento di Scienze della Terra che negli ultimi anni hanno contribuito a individuare la presenza di minerali di tallio all'interno di alcune mineralizzazioni a barite e pirite poste nelle Alpi Apuane meridionali, alle spalle di Pietrasanta, in Versilia. La ricerca di Biagioni, che ha ottenuto un finanziamento di 555.060 euro, si prefigge lo scopo di acquisire ulteriori dati sulla mineralogia e la geochimica di queste mineralizzazioni, essenziali per poter meglio comprendere i meccanismi di rilascio e dispersione del tallio nell'ambiente.
Giulio Greco, 38 anni, ha ottenuto il finanziamento SIR di 86.676 euro con il progetto "Audit quality and impairment of goodwill" che riguarda il tema del rapporto tra revisione legale dei conti e attendibilità dei bilanci aziendali, con particolare riferimento all'avviamento e alla sua svalutazione. La ricerca esaminerà aziende statunitensi ed europee quotate e verificherà l'effettiva capacità dei revisori esterni di controllare la bontà e l'attendibilità delle valutazioni al fair value riferite all'avviamento. Le implicazioni pratiche riguardano la prevenzione delle frodi finanziarie e il corretto funzionamento dei mercati finanziari.
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Tirreno Pisa
Nazione Viareggio
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NazionePisa.it
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DireGiovani.it
StampToscana
Giungono al termine i lavori Piuss nei "Vecchi Macelli" e inizia a prendere corpo la Cittadella Galileiana. Si tratta, negli spazi recuperati, di proseguire e dare vita all'utilizzo scientifico, museale-turistico, con attività didattiche e incubatori di imprese innovative. Per fare questo il Comune e l'Università di Pisa hanno firmato un protocollo d'intesa sulla gestione dei nuovi spazi.
"Recuperare spazi come quelli dei Vecchi Macelli è importante, ma ancora più importante, è come gestire con successo questi spazi restituiti alla città. Avremo un Museo della Scienza, un polo attrattivo che qualificherà Pisa come città della Scienza", così il sindaco Marco Filippeschi.
"Il Protocollo d'intesa - ha commentato il rettore Massimo Augello - rappresenta un atto fondamentale nella realizzazione del 'sogno' della Cittadella Galileiana, segnando il passaggio dalla fase progettuale a quella operativa. Esprimo dunque grande soddisfazione per essere riusciti a portare a compimento, attraverso il dialogo costante e costruttivo con il Comune, un progetto avviato negli anni passati e che ora, con la prevista conclusione dei lavori e sulla base di uno specifico studio di sostenibilità, doterà Pisa di un moderno Science Center, situato a pochi passi da Piazza dei Miracoli e lungo una delle principali direttrici del flusso turistico verso la Torre. Un pensiero grato va anche alla Regione, che con grande sensibilità ha destinato fondi che garantiranno la fattibilità del progetto».

A oggi, nell'area dei Vecchi Macelli sono già presenti il Museo degli Strumenti per il Calcolo e gli uffici del Sistema Museale d'Ateneo, mentre sono in dirittura d'arrivo i lavori di restauro e recupero degli altri capannoni grazie al finanziamento Piuss. In aggiudicazione la seconda parte dei lavori alle Ex-Stallette, con l'obiettivo di finire l'intervento entro l'anno. A questi si aggiungeranno ulteriori interventi finanziati dalla Regione per un totale di 5 milioni di euro: 3 milioni per il recupero degli ultimi edifici, degli spazi esterni, delle mura adiacenti con la Torre di Sant'Agnese, e 2 milioni per tutto l'allestimento degli interni e del museo. Tutto questo insieme dovrà comporre la Cittadella Galileiana con il suo Science Center, un luogo dove si innestano museo, didattica, ricerca e applicazioni. Grazie al Protocollo si pongono le basi perché tutta l'area sia gestita unitariamente.
La gestione della Cittadella Galileiana dovrà essere unitaria e assicurata da un soggetto imprenditoriale individuato tramite procedura ad evidenza pubblica. È stato affidato alla professoressa Mariani lo studio per rendere la Cittadella galileiana economicamente sostenibile e scientificamente valida. Lo studio si è concluso a febbraio 2014. Il Protocollo d' intesa mette a disposizione le risorse per completare gli interventi previsti. Nel protocollo c'è l'elenco dei lavori aggiuntivi per la realizzazione della Cittadella, la suddivisione degli spazi e l'allestimento.
"Le cose che accadranno nella Cittadella Galileiana - ha concluso l'assessora Marilù Chiofalo - rappresenteranno una sorta di carta di identità di Pisa e della sua economia solida: una Città dove il bene primario è la conoscenza in continuo sviluppo tra storia e creazione di nuove idee, applicata a migliorare la qualità della vita di singoli e della comunità, inesauribile perché nient'altro può accadere in una città di 90.000 residenti e 55.000 studenti, e soprattutto alla portata di tutti. Un bene questo che crea occupazione nei settori della ricerca e formazione, delle tecnologie e del turismo".
Ne hanno parlato:
Tirreno Pisa
Toscana24.IlSole24ore.com
NazionePisa.it
PisaToday.it
PisaInformaFlash.it
Le "gru di Sadako" volano su largo Ciro Menotti per ricordare che il 9 luglio 1955, proprio 60 anni fa, fu presentato a Londra un accorato appello di prestigiosi scienziati per un mondo libero da armi nucleari. Quell'appello è noto in tutto il mondo con il nome di "Manifesto Russell-Einstein". Il manifesto Russell- Einstien verrà letto a Pisa giovedì 9 luglio in largo Ciro Menotti a partire dalle ore 19.00 in contemporanea con tantissime altre piazze di tutta Italia, nell'ambito dell'iniziativa nazionale promossa dalla campagna Senzatomica. Dopo una breve introduzione di Francesco Lenci, dell'Unione Scienziati per il Disarmo; del sindaco Marco Filippeschi e della professoressa Enza Pellecchia, vicedirettore del Cisp - Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell'Università di Pisa i lettori saranno studenti, professori, cittadini comuni, amministratori comunali, artisti, di ogni età, sesso, fede religiosa, opinione politica.
L'iniziativa rientra nel calendario di appuntamenti previsti per il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Da ora fino al mese di novembre si terranno in città conferenze, seminari, dibattiti, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali e letture coordinati dal Comune di Pisa e dal CISP (Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace), con la partecipazione di numerosi soggetti, in condivisione con la rete di Mayors for peace e con il patrocinio dell'Università e di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapon).
Qui di seguito pubblichiamo un intervento della professoressa Enza Pellecchia, in cui spiega la storia e l'attualità del Manifesto Russell-Einstein.
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Il Manifesto Russell-Einstein è un accorato appello degli scienziati "come esseri umani ad altri esseri umani": alcuni suoi passaggi – come ad esempio "ricordate la vostra umanità e dimenticatevi del resto. Se riuscirete a farlo si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; se non ci riuscirete, si spalancherà dinanzi a voi il rischio di un'estinzione totale" – sono divenuti celebri e, fortunatamente, noti al di là della comunità scientifica.
Verso la metà degli anni '50 la Guerra Fredda sembrava aver raggiunto una situazione critica: entrambi i contendenti possedevano la bomba all'idrogeno, un'arma con un potenziale distruttivo teoricamente illimitato anche per una singola testata. Furono sperimentate testate capaci di sprigionare un'energia migliaia di volte superiore a quella sprigionata dalle bombe che avevano raso al suolo Hiroshima e Nagasaki e ucciso all'istante decine di migliaia di persone.
Nel marzo 1954 gli Stati Uniti aveva testato la bomba all'idrogeno sull'atollo di Bikini nell'Oceano Pacifico. Il peschereccio giapponese Lucky Dragon si trovava a 130 chilometri dall'atollo ma il fallout radioattivo uccise un membro dell'equipaggio e fece ammalare gravemente gli altri.
Nel prendere atto di questa situazione estremamente pericolosa, il filosofo e scienziato Bertrand Russell scrisse ad Albert Einstein, suggerendo che "i più eminenti uomini di scienza avrebbero dovuto fare qualcosa di grande effetto, per far comprendere alla gente ed ai governi le catastrofi che potevano essere causate". Russell stese una prima versione della dichiarazione che fece poi circolare tra un gruppo di illustri scienziati, nella speranza di ottenere la loro sottoscrizione. L'impresa si dimostrò ardua. Nel contesto della Guerra Fredda non era facile convincere intellettuali importanti ad ignorare le loro differenze di vedute politiche e concentrarsi su quello che era l'interesse comune dell'umanità. Gli scienziati dell'Unione Sovietica e della Cina, ad esempio, si rifiutarono di firmare il documento.
Nell'aprile di quell'anno Einstein, dopo una breve malattia, morì. Russell si trovava su un volo Roma-Parigi quando il comandante annunciò la morte di Einstein. Russell piombò nello sconforto. Senza la firma del più eminente scienziato al mondo sarebbe stato molto più difficile catturare l'attenzione con il suo Manifesto e convincere gli altri scienziati a sottoscriverlo. Il suo ambizioso progetto sembrava arenarsi. Ma quando giunse in albergo a Parigi, Russell trovò una lettera, recapitatagli da Londra: "La ringrazio per la sua lettera del 5 aprile. Firmerò con gioia il suo eccellente pronunciamento. Concordo, inoltre, con la scelta dei possibili firmatari. Albert Einstein." Fu l'ultima lettera di Einstein, l'ultima firma, il suo testamento morale all'umanità.
In seguito Russell riuscì a convincere altri nove eminenti scienziati: Percy Bridgman, Hermann Muller e Linus Pauling dagli Stati Uniti, Cecil Powell e Joseph Rotblat dalla Gran Bretagna, Hideki Yukawa dal Giappone, Frédéric Joliot-Curie dalla Francia, Max Born dalla Germania Ovest e Leopold Infeld dalla Polonia.
Il 9 luglio 1955, a Londra, durante una conferenza pubblica gremita di rappresentanti dei mezzi di informazione, Russell annunciò per la prima volta il manifesto, che rappresenterà il primo importante documento di denuncia sulla minaccia rappresentata dalle armi nucleari per il genere umano.
Nel 1957, partendo proprio dal Manifesto Russell-Einstein, un gruppo di scienziati appartenenti ad entrambi i fronti della Guerra Fredda si incontrarono nel piccolo villaggio di Pugwash, in Nuova Scozia, presso la residenza del filantropo Cyrus Eaton: l'obiettivo, ancora una volta, era cercare una soluzione per evitare una catastrofe nucleare. Da lì partirono diversi cicli di incontri ai quali parteciparono anche diplomatici, in maniera informale, non in rappresentanza dei loro paesi. Tutto ciò ha poi gettato le basi per negoziati internazionali che hanno portato a risultati importanti. Lo stesso Gorbachev ammise che gli scienziati di Pugwash lo avevano aiutato a comprendere come la politica nucleare fosse troppo pericolosa. Le Pugwash Conferences sono nel tempo cresciute e nel 1995 sono state insignite del premio Nobel per la pace, insieme a Josef Rotblat, l'unico scienziato che abbandonò il progetto Manhattan allorchè apprese che il pericolo di un'atomica nazista non esisteva più.
A distanza di 60 anni dalla sua divulgazione, il Manifesto Russell-Einstein conserva tutta la sua attualità e sollecita riflessioni su temi importanti: la minaccia nucleare ancora viva benchè scarsamente percepita, la responsabilità sociale degli scienziati, la divulgazione delle informazioni scientifiche come pilastro delle società democratiche, la richiesta di maggiore trasparenza con riguardo ai processi decisionali che riguardano la vita di tutti, la necessità di negoziati internazionali plurilaterali per il disarmo nucleare, l'urgenza di un Trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari (come già accaduto per altre armi di distruzione di massa).
Con lettura pubblica del Manifesto si intende non solo rendere omaggio ad un testo di straordinaria intensità, ma soprattutto esprimere il senso di appartenenza alla comune famiglia umana. Perché – come disse Rotblat nel discorso tenuto alla cerimonia di consegna del premio Nobel – "dobbiamo riuscire a trasmettere il messaggio che la salvaguardia del nostro bene comune, l'umanità, esige che in ognuno di noi si sviluppi una nuova lealtà: la lealtà verso il genere umano. (...) La ricerca di un mondo libero dalla guerra ha uno scopo fondamentale: la sopravvivenza, ma nel corso dell'impresa impareremo come assicurarci la sopravvivenza per mezzo dell'amore, invece che con la paura, con la gentilezza invece che con la costrizione; se impareremo a combinare l'utile e il dilettevole, l'opportuno e il caritatevole, il pratico e il bello, questo sarà un ulteriore premio per avere intrapreso questa missione".
Enza Pellecchia
Vicedirettore Cisp - Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace
Una delegazione della città di Curitiba (Brasile) ha visitato nei giorni scorsi l'Università di Pisa. La delegazione era composta dal professor Glavio Paura, presidente del corso di Studio in Engenharia de Produçao della Universidade Positivo, e da Cid Vianna, presidente della Società Fator Consultoria LTDA di Curitiba. Hanno accolto gli ospiti brasiliani il prorettore per la Ricerca applicata e l'Innovazione, Paolo Ferragina, e il presidente del corso di studio (laurea e laurea magistrale) di Ingegneria delle Telecomunicazioni, Giuliano Manara.
Da diversi mesi sono in corso trattative per far nascere iniziative comuni nell'ambito della didattica e della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico. In occasione dell'incontro del primo luglio in rettorato è stato formalizzato e firmato un accordo che definisce le modalità operative dello scambio di studenti e docenti fra i suddetti corsi di studio.
Inoltre è stata discussa la procedura operativa per ottenere, già dal prossimo anno accademico, l'istituzione di un doppio titolo nell'ambito dell'ingegneria delle telecomunicazioni tra le due università. È stata infine valutata la possibilità di far partire delle collaborazioni nell'ambito del trasferimento tecnologico. In questo contesto, un primo obiettivo è quello di condividere con la città di Curitiba l'esperienza acquisita negli ultimi otto anni dal consorzio CUBIT (Consortium Ubiquitous Technologies), presieduto dal professor Giuliano Manara.