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		<title>Archivio comunicati stampa</title>
		<description><![CDATA[]]></description>
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		<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 10:48:16 +0000</lastBuildDate>
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			<title>All'Università di Pisa presentato il progetto &quot;Phd plus. Il dottorato si fa strada&quot; </title>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Un percorso, insieme formativo e pratico, che favorisca la diffusione dello spirito imprenditoriale tra i giovani studiosi e la valorizzazione commerciale delle idee innovative. È quanto l'Università di Pisa propone ai suoi dottorandi con "Phd plus. Il dottorato si fa strada", prima iniziativa del genere in Italia e tra le più avanzate in campo europeo. Il progetto è stato presentato lunedì 31 gennaio 2011, nella Sala dei Mappamondi di Palazzo alla Giornata, dal rettore Massimo Mario Augello; dal prorettore vicario, Nicoletta De Francesco; dal prorettore per la Ricerca applicata e l'innovazione, Paolo Ferragina; dal direttore amministrativo, Riccardo Grasso; dai dirigenti Elena Perini e Mauro Bellandi.</p>
<p>I percorsi formativi, che inizieranno il prossimo aprile per concludersi a novembre, saranno rivolti ai dottorandi, saranno extra-curriculari e facoltativi, e potranno prevedere una preselezione in ingresso. Si baseranno su una serie di seminari tenuti da prestigiosi speaker nazionali e internazionali, oltre che sulla redazione di un progetto imprenditoriale che potrà interessare la creazione di una azienda spin-off, la brevettazione di un'idea o la sua industrializzazione, la creazione di servizi.</p>
<p>L'iniziativa avrà tre obiettivi principali. Innanzitutto, quello di trasmettere ai dottorandi delle competenze di base per la definizione e la realizzazione di progetti di ricerca applicata o industriale, stimolando così le loro capacità imprenditoriali, come auspicato dall'Unione Europea nell'ambito della Strategia Europa 2020 e dalla Regione Toscana nella sua recente proposta per la "riqualificazione della spesa per la ricerca". In secondo luogo, quello di favorire la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di innovazione tecnologica, attraverso la valorizzazione commerciale delle idee nate durante gli anni del dottorato. Infine, quello di creare una rete di relazioni per far conoscere al mondo industriale e degli investitori, istituzionali e non, alcune delle ricerche più promettenti condotte dai giovani studiosi dell'Ateneo pisano. Ciò consentirà di potenziare le sinergie accademia-industria e di facilitare la collocazione lavorativa in ambito industriale dei giovani dottori di ricerca.</p>
<p>I percorsi si svolgeranno in quattro fasi. La prima sarà di carattere motivazionale e comprenderà la presentazione di varie esperienze di start-up di successo. Al termine sarà richiesto agli allievi di descrivere un'idea da valorizzare, sulla quale si concentrerà il loro percorso successivo. La seconda mirerà a trasmettere le competenze imprenditoriali di base, fornendo informazioni sulla protezione della proprietà intellettuale, sulle forme di impresa, sulla gestione di un gruppo di lavoro, sul business planning, sulla comunicazione dei risultati, sul fund raising, sul rapporto tra territorio e imprese, con specifica attenzione al ruolo dei Poli e Incubatori tecnologici. Alla fine di questo percorso, grazie alle competenze acquisite, ogni allievo o team potrà proporre un progetto di impresa, brevettazione o industrializzazione di un prodotto, o di creazione di servizi. Le idee più interessanti saranno selezionate e procederanno oltre.</p>
<p>Durante la terza fase, i dottorandi saranno supportati nella definizione del loro progetto, attraverso attività di coaching. L'ultima fase porterà alla valutazione delle proposte da parte di una commissione che ne giudicherà gli aspetti di originalità e innovatività, ma soprattutto le loro potenziali ricadute imprenditoriali. Nella commissione ci saranno rappresentanti dei Poli tecnologici e incubatori toscani, di Confindustria, dello European Patent office, dell'investitore americano bcap.bzip, di banche e fondi istituzionali e non, quali i maggiori Business Angel e Venture Capitalist italiani. I progetti ritenuti meritevoli riceveranno un premio composto da una quota in denaro e da una serie di benefit per valorizzare le idee vincitrici. Il tutto si svolgerà con il patrocinio della Camera di Commercio di Pisa. L'Università sta anche cercando altri partner, istituzionali e non, che possano sostenere e far crescere l'iniziativa.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Fri, 13 May 2011 11:12:19 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il professor Alberto Del Guerra nominato “Fellow” dell’IEEE  </title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/533-il-professor-alberto-del-guerra-nominato-“fellow”-dell’ieee</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Alberto Del Guerra, docente di Fisica medica alla facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Pisa, è stato nominato "fellow" dell'IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers), l'associazione internazionale di professionisti impegnata a favore del progresso della tecnologia a beneficio dell'umanità. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al professore "per i suoi contributi allo sviluppo di rivelatori di radiazioni e di sistemi per la fisica medica e per l'imaging molecolare". Del Guerra ha contribuito al progresso nel suo settore scientifico attraverso l'invenzione e la costruzione di dispositivi innovativi e lo sviluppo di nuove tecniche per la creazione di farmaci e per la diagnosi e terapia delle malattie.</p>
<p>L'"IEEE fellow" è conferito a una personalità con un eccellente primato di risultati, provenienti da diverse aree scientifiche, che vanno dai sistemi aerospaziali, all'ingegneria informatica, delle telecomunicazioni e biomedica, all'elettronica. Per il 2012, sono 322 i professionisti che nel mondo hanno ottenuto il riconoscimento. Attraverso i suoi 385.000 membri in 160 paesi del mondo, l'IEEE promuove lo sviluppo della tecnologia per l'umanità e pubblica circa il 30% del materiale tecnico riguardante i diversi settori di interesse.</p>
<p>Alberto Del Guerra, dopo essersi laureato in Fisica all'Università di Pisa nel 1968, è diventato professore associato presso il dipartimento di Fisica pisano nel 1982. Tra 1981 e 1982 ha trascorso un periodo come "Fulbright Scholar" al Lawrence Berkeley Laboratory della California, dove ha iniziato la sua attività di ricerca sulla PET la tomografia a positroni, allora ai primordi. Nel 1987 è diventato professore di prima fascia di Fisica all'Università "Federico II" di Napoli, per poi passare a Ferrara ed essere richiamato a Pisa, alla facoltà di Medicina e chirurgia, nel 1998. Attualmente, è anche direttore della Scuola di specializzazione in fisica medica dell'Università di Pisa e presidente del Collegio dei direttori delle scuole italiane.</p>
<p>Il professor Del Guerra è autore di oltre 300 articoli su riviste internazionali, la maggior parte nel campo dell'imaging radiologico, nucleare e molecolare. Dirige un gruppo di ricerca in fisica medica, in stretta collaborazione con l'Istituto nazionale di fisica nucleare. È stato presidente della Federazione europea della Società di Fisica medica per tre anni, fino a esserne nominato membro onorario nel 2009. È membro del Consiglio direttivo della Associazione italiana di Fisica medica.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:32:35 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Al Museo degli Strumenti per il calcolo tornano i laboratori didattici di 'Pianeta Galileo'</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/1261-al-museo-degli-strumenti-per-il-calcolo-tornano-i-laboratori-didattici-di-pianeta-galileo</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Dopo la pausa delle festività natalizie sono riprese le attività didattiche di "Pianeta Galileo" con le scuole del territorio (scuole secondarie di primo e secondo grado) presso il Museo degli Strumenti per il Calcolo dell'Università di Pisa. Tutti i martedì e i giovedì si effettueranno visite guidate e laboratori dal titolo "L'informatica una lunga storia" e "Una sessione sulla Macchina Ridotta – la CEP prima della CEP". Per informazioni e prenotazioni: Fondazione Galileo Galilei, tel. 050 2215212.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 09:51:19 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Visione diurna e notturna: scoperti i meccanismi di interazione  tra i fotorecettori della retina</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/4491-visione-diurna-e-notturna-scoperti-i-meccanismi-di-interazione-tra-i-fotorecettori-della-retina</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Lo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa getta una nuova luce sull'interazione tra "coni" e "bastoncelli", ossia i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca, che è stata appena pubblicato sulla rivista eLife edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, è stata realizzata da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano, del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del dipartimento di Farmacia.</p>
<p>"Abbiamo dimostrato – spiega Lorenzo Cangiano - che i piccoli "pori" che mettono in comunicazione diretta i "bastoncelli" e i "coni" determinano anche un trasferimento di funzionalità fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potrà aiutare a curare alcune malattie dell'occhio come ad esempio la retinite pigmentosa, e più in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare".</p>
<p>I bastoncelli ed i coni sono infatti due tipi di cellule fotosensibili che ci consentono di vedere in condizioni di luce molto diverse, dal sole di mezzogiorno al buio della notte. Nello specifico, i bastoncelli rispondono a luci deboli consentendo solo una visione in scala di grigi, i coni, invece, per funzionare hanno bisogno di una luce più intensa e ci permettono di distinguere i colori.</p>
<p>"Benché si sapesse già che i pori possono aprirsi o chiudersi al variare della luce ambientale, del ritmo sonno-veglia e di altri segnali biochimici, la loro importanza per la visione sinora non era ancora nota – ha aggiunto Lorenzo Cangiano – il nostro studio quindi, oltre ad aprire la strada per nuove cure, può aiutare a spiegare anche alcuni meccanismi del tutto naturali, come la capacità di vedere in condizioni di luce intermedia, come ad esempio al crepuscolo".</p>
<p>La rivista eLife che ha pubblicato l'articolo dei ricercatori pisani nasce da una joint venture di tre prestigiosi enti di finanziamento: la tedesca Max Planck Society, l'inglese Wellcome Trust e l'americano Howard Hughes Medical Institute. La nuova rivista si pone l'obiettivo di facilitare la disseminazione di scoperte importanti nelle scienze della vita attraverso un processo editoriale selettivo ma rapido e trasparente, offrendo a tutti la libera consultazione degli articoli.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 14:56:11 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il lato buono dei microbi</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/5392-il-lato-buono-dei-microbi</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Come è possibile addomesticare i microbi? E a quale scopo poi? Sono queste alcune delle domande a cui risponde, con rigore scientifico e piglio divulgativo, il volumetto fresco di stampa "Microbi domestici e addomesticati" (ETS, 2014) della professoressa Manuela Giovannetti Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca "Nutraceutica e Alimentazione per la Salute" dell'Università di Pisa.</p>
<p>"La maggior parte delle persone considera i microbi, in modo negativo cioè come 'germi' o 'batteri' – spiega Manuela Giovannetti - eppure fin dalla nascita della civiltà, senza vederli e senza conoscerne l'esistenza, abbiamo utilizzato e manipolato i microrganismi per produrre cibi e bevande. E ancora oggi essi sono alla base della nostra vita quotidiana. Proviamo solo a immaginare per un momento un mondo senza microbi: dovremmo fare a meno di vino, birra, formaggi, yogurt, pane, pizza, caffè, cioccolato, funghi e tartufi, ma anche di un gran numero di sostanze terapeutiche come antibiotici, cortisone e insulina".</p>
<p>Insomma tutti noi conviviamo da sempre con le straordinarie imprese compiute quotidianamente dai microbi benefici. Basti pensare che il nostro intestino ne contiene da 10 a 100 mila miliardi (cioè circa 10 volte di più del totale delle cellule di tutto il nostro corpo), che in media pesano circa 1,2 Kg e che il loro genoma collettivo contiene almeno 100 volte più geni di quelli presenti nel nostro. Questi microbi non sono nostri commensali, ma dei veri e propri simbionti mutualistici, capaci di degradare molti polisaccaridi di origine vegetale di cui ci nutriamo, altrimenti indigeribili, e di sintetizzare aminoacidi e vitamine essenziali.</p>
<p>Ma nonostante tutto, i microbi continuano a godere di una cattiva fama. Se però cambiamo loro nome, e li chiamiamo "fermenti", tutto cambia come dimostra la pubblicità delle grandi industrie alimentari. Basta infatti soffermarsi a leggere l'etichetta degli yogurt e dei vari tipi di latte fermentato per scoprire che i miliardi di fermenti vivi e attivi non sono altro che "microbi" come i bifido batteri, gli streptococchi e i lattobacilli.</p>
<p>"Sono dunque partita da queste considerazioni – conclude l'autrice - per raccontare le straordinarie imprese compiute dai microbi benefici che gli esseri umani hanno addomesticato durante la loro storia, usando sistemi sempre più precisi e raffinati per trasformarli in piccole 'macchine' capaci di produrre alimenti e bevande prelibati, composti farmaceutici salvavita e beni industriali di grande diffusione".</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 11:09:12 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Ottanta iscritti per il Corso di alta formazione in 'Giustizia costituzionale'</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/7097-ottanta-iscritti-per-il-corso-di-alta-formazione-in-giustizia-costituzionale</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Sono circa ottanta gli iscritti alla quinta edizione del corso di alta formazione in “Giustizia costituzionale e tutela giurisdizionale dei diritti” che si terrà a Pisa dall’11 al 29 gennaio 2016. Il corso, organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa con il coordinamento scientifico del professor Roberto Romboli, avrà la durata di tre settimane, con lezioni tenute in lingua italiana e spagnola da docenti italiani, spagnoli e latinoamericani.<br />I partecipanti al corso provengono dall’Italia e, in larghissima misura, da Paesi stranieri, soprattutto dell’America Latina. In particolare, gli iscritti a questa edizione provengono da Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Messico, Perù, Repubblica Dominicana.<br />Oltre ai numerosi seminari su tematiche che vanno dai modelli di giustizia costituzionale, alla tutela sovranazionale dei diritti fondamentali, il Corso prevede lo studio di casi pratici connessi all’attualità costituzionale, attraverso l’analisi di sentenze che hanno inciso nel campo della protezione dei diritti umani. All’interno del corso sono anche state programmate alcune conferenze tenute da ospiti illustri, tra cui Luigi Ferrajoli, Gaetano Silvestri e Gustavo Zagrebelsky.<br />Il corso è dedicato al ricordo del professor Alessandro Pizzorusso.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 09:35:18 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Da Pisa un progetto di ricerca per contribuire a definire la composizione delle polveri cosmiche</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/9040-da-pisa-un-progetto-di-ricerca-per-contribuire-a-definire-la-composizione-delle-polveri-cosmiche</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>È stato presentato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa il progetto dal titolo "Polvere cosmica: una visione cosmochimica dell'origine e dell'evoluzione del sistema solare", che ha l'obiettivo di contribuire alla definizione della composizione del complesso di polveri interplanetarie presenti nella spazio vicino alla Terra. Analisi cosmochimiche di micrometeoriti, raccolte sulle Montagne Transantartiche, e di polveri cosmiche, campionate nella stratosfera sopra l'Antartide mediante sonde stratosferiche, permetteranno infatti di discutere la natura di tutti i corpi celesti del sistema solare in grado di produrre polveri come asteroidi e comete - forse pianeti e loro satelliti - nonché di studiare il contributo della materia extraterrestre al budget geochimico della Terra.<br />La Terra "ingrassa" di oltre 40.000 tonnellate ogni anno grazie a un continuo flusso di materia extraterrestre, costituito principalmente da polveri cosmiche. Decelerando dalle velocità cosmiche negli strati alti della atmosfera, cadono sulla superficie del nostro pianeta dove possono essere identificate per le loro proprietà composizionali uniche. Le polveri cosmiche sono minuscoli frammenti di roccia (1-2000 micrometri) prodotti principalmente da collisioni tra asteroidi o dalla evaporazione e disintegrazione di comete. Si tratta quindi di campioni dei materiali più primitivi del sistema solare da cui si sono formati i pianeti rocciosi, ivi inclusa la Terra.<br />Il progetto, finanziato dal MIUR nell'ambito dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) 2015, è coordinato dal professor Luigi Folco, associato di Petrologia e Petrografia dell'Ateneo pisano, e sarà svolto in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma.<br />Nelle foto: una sezione sottile di una sferula cosmica fotografata al microscopio ottico polarizzatore e il professor Luigi Folco.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 09:14:09 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Dove nuotano le tartarughe</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/11550-dove-nuotano-le-tartarughe</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Per otto anni, dal 2008 al 2016, un’equipe di etologi dell’Università di Pisa ha monitorato gli spostamenti nel Mediterraneo di otto tartarughe comuni (Caretta caretta) per capire preferenze e abitudini di questa specie. E così ha scoperto che Crudelia, Obelix, Olivia e Honolulu (questi i nomi di alcuni esemplari) amano nuotare soprattutto nel golfo di Napoli, ma spaziano anche nell'area compresa tra la Campania, la Calabria e la Sicilia e se possono soggiornano volentieri nelle immediate vicinanze delle “seamounts”, cioè le montagne sottomarine la cui sommità può arrivare a poche centinaia o decine di metri dalla superficie. La ricerca, finanziata dall’Università di Pisa con i fondi PRA, dalla Regione Toscana e dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e condotta in collaborazione con il Centro per la conservazione delle tartarughe marine di Grosseto, è stata appena pubblicata sulla rivista scientifica “Marine Biology” ed è uno dei pochi studi che fornisce informazioni dirette sull’ecologia e i movimenti delle tartarughe comuni nei mari a ovest della nostra penisola.<br />“L’identificazione di una zona marina utilizzata preferenzialmente dalle tartarughe comuni giovani, fornisce informazioni utili non solo per migliorare la conoscenza scientifica di fasi poco conosciute del ciclo di questa specie – spiega il professor Paolo Luschi dell’Ateneo pisano - ma anche per suggerire possibili misure di conservazione e tutela nella stessa area, ad esempio attraverso la diffusione di informazioni tra i pescatori sul tipo di reti e ami da impiegare per la pesca”.<br />Per ricostruire i movimenti delle otto tartarughe i ricercatori hanno applicato delle piccole trasmittenti sul carapace di ogni esemplare e utilizzato tecniche di telemetria satellitare tramite Argos, un sistema franco-americano di rilevazione a distanza della posizione degli animali, che si avvale di satelliti posti in orbita polare.<br />Le tartarughe protagoniste della ricerca, tutte di taglia medio grande (con un carapace lungo più di 60 cm) e quindi in fase giovanile avanzata, erano state catturate accidentalmente, soprattutto da pescatori, e riabilitate in centri di recupero in Toscana e Campania. Dopo il rilascio, avvenuto vicino alle rispettive località di cattura, hanno raggiunto con movimenti veloci e diretti l’area marina compresa tra la Sicilia, la Sardegna e la costa occidentale della penisola Italiana, nella quale sono rimaste per l’intero periodo di osservazione.<br />“E’ di rilievo – conclude Luschi - il fatto che gli individui studiati, che erano rimasti in riabilitazione nei centri di recupero per vari mesi prima del rilascio, non abbiano mostrato alcuna evidente alterazione del loro comportamento a seguito del periodo di degenza”.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 10:11:33 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Al via il corso di perfezionamento in “Applicazioni pratiche della mindfulness in ambito clinico e lavorativo”</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/14216-al-via-il-corso-di-perfezionamento-in-applicazioni-pratiche-della-mindfulness-in-ambito-clinico-e-lavorativo</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Al via all'Università di Pisa il corso di perfezionamento " Applicazioni pratiche della mindfulness in ambito clinico e lavorativo", un percorso formativo articolato in 10 lezioni, con riconoscimento di 10 crediti cfu, riservato a laureati in Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze infermieristiche e ostetriche, Fisioterapia, Dietistica, Tecniche di radiologia medica, per immagini e Radioterapia, in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, in Tecnica della riabilitazione psichiatrica, in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e altre lauree appartenenti a ordinamenti precedenti, riconosciute come equipollenti a quelle sopra descritte. Il corso sarà attivato nell'anno accademico 2018/2019 con un numero minimo di 10 partecipanti. Per iscriversi c'è tempo fino al 18 gennaio, il bando è consultabile sul sito dell’Università di Pisa.<br />Il corso, diretto da Ciro Conversano, ricercatore di Psicologia generale presso il dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica, ha l'obiettivo di fornire conoscenze teoriche di neuroscienze e strumenti pratici volti alla gestione dello stress attraverso lo sviluppo di abilità basate sulla mindfulness, compassion e pratiche contemplative. Il corso è organizzato in 10 lezioni ed esercitazioni, per complessive 80 ore, corrispondenti a 10 CFU, che si svolgeranno in orario compreso tra le ore 9 e le ore 18 con inizio il 27 gennaio 2019. La frequenza minima è pari all’80% dell’intero corso.</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 09:34:50 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Nota del rettore dell'Università di Pisa sulla questione dell'edicola della legalità</title>
			<link>https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/17142-nota-del-rettore-dell-universita-di-pisa-sulla-questione-dell-edicola-della-legalita</link>
			<guid isPermaLink="true">https://old.unipi.it/index.php/comunicati-stampa/item/17142-nota-del-rettore-dell-universita-di-pisa-sulla-questione-dell-edicola-della-legalita</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedIntroText"><p>Sono rimasto molto stupito che il 2020 a Pisa sia iniziato con la cancellazione di un simbolo. Nulla più di questo è infatti la rimozione repentina dell’edicola della legalità. Non sono qui a discutere, e probabilmente non spetta neppure a me, come si combatte la mafia, ma da cittadino e Rettore so che per buona parte della comunità pisana e studentesca quel manufatto, inserito nel progetto di Libera, era un ricordo quotidiano della vittoria dello Stato sulle mafie. Per la città quell’edicola infatti era divenuta dal 2014 un simbolo di giustizia e di riscatto, come testimoniato dai tanti messaggi e disegni esposti proprio lì ad opera di bambini e ragazzi delle scuole del territorio. Nel maggio scorso, in occasione del conferimento della laurea honoris causa a Don Luigi Ciotti, mi ero recato personalmente insieme a lui proprio davanti all’edicola e insieme avevamo auspicato che quel simbolo così importante per Pisa non venisse rimosso prima di aver trovato una nuova collocazione. Confido che l’Amministrazione Comunale sia disponibile a riaprire quanto prima il dialogo iniziato allora con Libera e con la comunità tutta per trovare una soluzione sulla base di una progettualità condivisa.<br /> <br />Paolo Mancarella<br />Rettore Università di Pisa</p></div>]]></description>
			<author>comunicazione@unipi.it (Redazione Web)</author>
			<category>Gennaio</category>
			<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 13:47:54 +0000</pubDate>
		</item>
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